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Il progresso delle neuroscienze negli ultimi anni ha riproposto vecchi problemi e sollevato nuovi interrogativi. Anche se non esiste ancora una definizione univoca, c’è però un consenso piuttosto diffuso attorno all’idea che il termine neuroetica rappresenti lo sforzo, multidisciplinare e di frontiera, che mira ad affrontare queste problematiche, di grande interesse teorico e pratico.
Gli Autori illustrano l’importanza dei primi rapporti sessuali nell’ado¬lescenza ed il significato che hanno per la vita sessuale ed affettiva futura. Tali rapporti sono spesso condizionati negativamente da ansie e timori che possono renderli disfunzionali. Vengono analizzate le diverse fonti che alimentano l’ansia, che derivano principalmente dal vissuto del corpo, dall’influenza dei modelli culturali proposti dai media e dalla scomparsa dei riti di iniziazione sessuale presenti nelle generazioni passate.
Nel corso degli anni le terapie sessuologiche, prettamente mansionali, hanno mostrato nella pratica clinica molti limiti, facendo nascere l’esigenza di sperimentare nuovi approcci alle disfunzioni sessuali. Il modello teorico della psicoterapia mansionale integrata assume la persona nella sua unità e globalità e il processo terapeutico si svolge fornendo al paziente, attraverso la mansione e gli strumenti correlati, gli elementi cognitivi, comportamentali e relazionali necessari per attivare una risposta sessuale adeguata.
Numerosi recenti studi sottolineano come gli aspetti relazionali rappresentino una causa rilevante del problema sessuale maschile. L’attenzione agli aspetti familiari, di coppia e contestuali costituisce una parte fondamentale della psicoterapia delle disfunzioni sessuali con l’ausilio di strumenti rivolti specificatamente a queste aree di indagine. La psicoterapia sessuale con la coppia permette di valutare la natura dei conflitti ristabilendo la comunicazione, il dialogo e la vita sessuale.
Le maggiori conoscenze sulla fisiologia e patologia della funzione sessuale e i rapidi cambiamenti culturali della società occidentale richiedono al sessuologo una conoscenza e una formazione che comprendano i diversi elementi presenti nella sessualità umana. In questo modo è possibile integrarli, sia nella fase diagnostica che nel progetto terapeutico in modo da centrare la terapia non solo sul problema disfunzionale ma sul paziente come persona.
L’integrazione fra sessuologo e psichiatra non è ancora effettiva nella pratica clinica a discapito dei pazienti. Non rari sono gli errori diagnostici e terapeutici conseguenti alla mancanza di questa collaborazione e reciproca sensibilizzazione. Tra disturbi dell’umore e disturbi sessuali si instaura spesso un rapporto circolare che può configurare sia un feed-back positivo che un feed-back negativo. Ne consegue che sintomi sessuali e sintomi timici in molti casi sono intimamente connessi e difficilmente distinguibili.