RISULTATI RICERCA

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Beatrice Patrone, Linda Pagnanelli, Annalisa Simoncini, Sara Mori, Marzio Maglietta

Differenze di genere, perfezionismo e disturbi alimentari in una popolazione non clinica di adolescenti

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2014

Numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato notevoli differenze di genere nel rischio di sviluppare un disturbo alimentare. In particolare il tasso di prevalenza dei disturbi alimentari e piu basso nei maschi (da 0,4% a 6,5%) rispetto alle femmine (da 3,6% a 17,9%). La maggior parte delle ricerche sull’argomento si sono concentrati su campioni prevalentemente femminili. Nonostante numerose ricerche abbiano evidenziato un incremento della sintomatologia alimentare nei maschi, non sono molti gli studi che descrivono le differenze di genere rispetto al rischio di sviluppare un disturbo alimentare. Inoltre poche ricerche analizzano i fattori di rischio dei disturbi alimentari, come il perfezionismo, specialmente nella popolazione maschile. Il presente studio si propone di esaminare le differenze di genere sia rispetto al rischio di sviluppare un disturbo alimentare sia rispetto a variabili psicologiche correlate alla sintomatologia alimentare in un campione non clinico di adolescenti. Inoltre intende valutare il ruolo del perfezionismo come fattore di rischio per lo sviluppo di un disturbo alimentare e come questo influisca differentemente sul rischio di sviluppare una sintomatologia alimentare nei due sessi. Il campione e risultato composto da 634 soggetti iscritti a una scuola secondaria superiore, di cui 341 maschi (53,8%) e 293 femmine (46,2%). A tutti i partecipanti e stata somministrata l’Eating Disorder Inventory-3 (EDI-3). I risultati hanno mostrato che le studentesse a rischio di sviluppare un disturbo dell’alimentazione erano 20 (6,8%), mentre i maschi a rischio erano 5 (1,5%). L’analisi delle differenze di genere ha mostrato che le femmine hanno riportato punteggi significativamente piu elevati dei maschi in tutte le scale, tranne quella del perfezionipiu a rischio di disturbo alimentare rispetto ai soggetti non altamente perfezionisti. L’analisi delle differenze di genere ha evidenziato che, nonostante i soggetti maschi con elevato perfezionismo siano risultati piu numerosi delle femmine con elevato perfezionismo, queste ultime erano maggiormente a rischio di disturbo alimentare. Tenuto conto del recente aumento della prevalenza dei disturbi alimentari negli adolescenti maschi, questi risultati sottolineano l’esigenza di ulteriori studi diretti ad analizzare la peculiarita dello sviluppo dei disturbi alimentari nei maschi.

Francesca Alby, Marilena Fatigante, Cristina Zucchermaglio

Rappresentazioni discorsive dell’impegno domestico e familiare in madri e padri che lavorano

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2014

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un massiccio ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Questo fenomeno ha comportato sostanziali riorganizzazioni nella vita familiare e nei modi con cui le persone impiegano il loro tempo suddividendolo fra lavoro pagato, tempo libero e attivita familiari. La pressione temporale causata dal coordinare tali diverse attivita e particolarmente pesante nel caso delle famiglie con figli in cui entrambi i genitori lavorano. L’articolo si inserisce in una linea di ricerca che esplora la divisione del lavoro domestico e familiare nella coppia e nel filone degli studi etnografici della vita quotidiana delle famiglie. I risultati, basati su analisi di diari, interviste e di interazioni videoregistrate in famiglia, si focalizzano su: 1) le rappresentazioni da parte di madri e padri delle loro pratiche di gestione e coordinamento delle attivita familiari 2) la natura cognitiva del lavoro che tale attivita di gestione e coordinamento implica, 3) le rappresentazioni identitarie delle madri e dei padri.

A cura della Redazione

Abstract

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

Michele Di Sivo

Il secondo Novecento e le fonti giudiziarie: un problema di politica culturale

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

Rilevanti da sempre per gli studi storici, gli archivi dei tribunali lo sono e lo saranno molto di piu per la ricostruzione della seconda meta del Novecento italiano. La centralita e l’unicita della violenza politica nel nostro paese, dalla "strategia della tensione" alle stragi della criminalita e del terrorismo, fanno la differenza con gli altri paesi. L’attivita sulla corruzione che la magistratura ha compiuto dai primi anni novanta ha inoltre determinato l’assorbimento tra le carte giudiziarie di interi nuclei di archivi dei partiti politici. La scadenza dei 40 anni, il termine per il passaggio agli archivi di Stato e per la consultabilita degli atti, che si somma ai versamenti anticipati in corso in questi anni, pone il problema della tutela, della conservazione, della valorizzazione di queste fonti. La limitatezza e le difficolta di gestione delle risorse richiedono inoltre la necessita di regolare le scelte non solo col criterio dei tagli dei costi ma con la ponderata valutazione del costo dei tagli.

Emanuela Minuto

Riflessioni sul seminario "Metodi e temi della storiografia sull’anarchismo"

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

Nel mese di novembre 2013 si e svolto a Reggio Emilia il seminario dal titolo "Metodi e temi della storiografia sull’anarchismo", coordinato da Giampietro Berti e Carlo De Maria. L’incontro e stato concepito come un momento propedeutico a un convegno nazionale tenutosi nel maggio 2014 e ha visto la partecipazione di studiosi di differente formazione disciplinare. L’autrice analizza le principali questioni emerse nelle sette sessioni della giornata con particolare attenzione ad alcune problematiche. In particolare, si sofferma sui principali approcci e metodi praticati dagli studiosi in relazione alle storie complessive dell’anarchismo italiano, alle biografie di quattro generazioni di militanti, ai circuiti informali nazionali e transnazionali e alla dimensione culturale e sociale dell’agire politico.

Maria Grazia Meriggi

Sull’utilità euristica (e non solo) di continuare a studiare il lavoro e i lavoratori

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

La nota, presentando il volume Per una storia del sindacato in Europa, a cura di Maurizio Antonioli (Milano, Bruno Mondadori, 2012), analizza le acquisizioni piu recenti a proposito dei modelli di organizzazione, di mestiere o di industria, nei diversi paesi. Le differenze nazionali riguardano sia gli ineguali livelli di sviluppo economico e industriale sia le tradizioni organizzative di lungo periodo dei mondi del lavoro. Nelle ricerche piu recenti si mette anche in evidenza la coesistenza di diversi tipi di organizzazione - di mestiere e di industria, come si e detto - anche in pieno Novecento.

Massimo Baioni

Resistenza, Resistenze: storie e memorie pubbliche tra Italia ed Europa

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

L’articolo esamina i saggi inclusi nel volume Resistenza e autobiografia della nazione. Uso pubblico, rappresentazione, memoria, a cura di Aldo Agosti e Chiara Colombini (Torino, Seb, 2012). Il libro ricostruisce le interpretazioni e le immagini della Resistenza nelle diverse stagioni dell’Italia repubblicana: si sofferma sui tempi e sulle modalita che hanno segnato il contrastato processo di legittimazione della Resistenza quale momento fondante la nuova identita democratica della nazione. Le tappe del dibattito storiografico sono intrecciate all’analisi degli strumenti che hanno "raccontato" e "messo in scena" la Resistenza nel discorso pubblico: luoghi della memoria, cinema, televisione, scuola, canzone, teatro. L’ultima sezione ospita quattro saggi sulle politiche della memoria di alcuni stati europei (Francia, Polonia, Grecia, ex Jugoslavia), da cui emergono utili spunti di confronto con la situazione italiana.

Brando Mazzolai

Il dilemma fra principio di legalità e nuova giustizia sociale in Piero Calamandrei

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

L’autore prende in esame il tentativo di Piero Calamandrei di difendere il principio di legalita e la certezza del diritto in un periodo in cui il regime fascista violava i piu elementari diritti, pur mantenendo un’apparente legalita. Se nella conferenza tenuta a Firenze nel 1940 Calamandrei si appellava al valore della legalita come unico baluardo da opporre alle teorie del Diritto libero, negli "Appunti sul concetto di legalita", scritti nel corso dell’esilio a Colcello in Umbria durante l’inverno del 1943-1944 e conservati nell’Archivio Piero Calamandrei presso la Biblioteca comunale di Montepulciano, traspare invece anche il suo anelito di giustizia sociale e la sua ricerca di un diritto che non fosse piu strumento della violenza del regime. I lavori preparatori di un saggio inedito, "Il valore morale della legalita", esplicitano il suo intento di denunciare la mistificazione delle leggi operata dal fascismo.

Joao Fábio Bertonha

La "legione straniera" di Mussolini I volontari stranieri nella guerra d’Etiopia 1935-1936

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

L’obiettivo principale di questo articolo e presentare i risultati di una ricerca recentemente conclusa sull’esperienza di migliaia di volontari che si resero disponibili per combattere con l’Italia nella guerra d’Etiopia tra 1935 e 1936. In seguito a un dibattito, la proposta fu rigettata dal governo italiano, ma l’idea della legione, anche se scartata, rappresenta una buona opportunita per comprendere le connessioni, i legami di solidarieta e le contraddizioni tra i movimenti fascisti e di destra di quel periodo. Il focus dell’analisi e rivolto in particolare alla provenienza dei volontari, alle loro prospettive ideologiche e politiche e ai loro legami con l’Italia e con i rispettivi paesi di residenza.

L’intervista dell’autrice a Sandro Portelli e Bruno Bonomo mette in luce come la soggettivita dei due ricercatori si rifletta nel rapporto che ciascuno di loro intrattiene con la storia orale e le fonti orali. Il fuoco principale del dialogo e centrato su aspetti che evidenziano l’influenza dell’appartenenza generazionale sul loro lavoro di oralisti: la forza dell’impronta militante delle origini su Sandro Portelli, uno dei protagonisti e pionieri di quella battaglia politico-culturale, contro il distacco ‘laico’ di Bruno Bonomo, esponente della nuova generazione di ricercatori che operano nell’attuale contesto di professionalizzazione e legittimazione accademica delle fonti orali. L’intervista evidenzia pero anche altre differenze non riconducibili, almeno immediatamente, a una soggettivita generazionale, differenze che riguardano elementi ‘artigianali’ del lavoro dell’oralista - in primo luogo la relazione con la persona intervistata - e le questioni di metodo nell’analisi delle interviste.

Roberta Garruccio

Business history e fonti orali in una svolta culturale controversa

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

Il saggio propone una riflessione che sta all’intersezione tra la business history e la pratica di indagine svolta attraverso la costruzione di fonti orali. Dagli anni novanta la storia d’impresa ha attraversato dei cambiamenti profondi e i piu recenti strumenti di referenza della disciplina li qualificano. L’autrice sintetizza alcune direzioni di questi cambiamenti partendo dall’esplicitare una personale posizione di metodo. L’intento e chiedersi se e come la disciplina si sia confrontata con la svolta culturale imboccata da campi di ricerca contigui. La risposta non e univoca: approcci piu critici agli studi dell’impresa e dei mercati si fanno strada nella ricerca empirica della business history sotto spinte differenti, ma piu che rappresentare una svolta culturale sembrano mostrarne la possibilita. Il saggio argomenta come la nuova "architettura aperta" lasci pero spazio a un’immaginazione della ricerca in cui le fonti orali possono generare prove autorevoli nel rispondere a domande rinnovate e nel coglierne per prime le opportunita.

Giovanni Contini

Le fonti audiovisive: una risorsa e alcuni problemi

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

Gli storici orali utilizzano il registratore audio o la videocamera per documentare le interviste che fanno. In entrambi i casi, al centro della loro attenzione ci sono le parole del testimone e il modo in cui la narrazione e stata prodotta. Tuttavia, la videoregistrazione offre delle opportunita supplementari rispetto alla sola registrazione vocale; e uno strumento prezioso soprattutto nelle interviste di gruppo, nelle testimonianze "ambientate", oltre che per documentare il contesto, le espressioni e la gestualita dei narratori. Inoltre, trattare le interviste filmate non solo attraverso la loro trascrizione (cioe per produrre dei testi scritti) ma come documenti audiovisivi che possono essere utilizzati per realizzare dei videosaggi, richiede un’ermeneutica specifica, sulla quale l’autore riflette a partire dalla propria ventennale esperienza.

Alessandro Casellato

L’orecchio e l’occhio: storia orale e microstoria

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 275 / 2014

Storia orale e microstoria si vengono definendo - nel senso di darsi un nome e formalizzarsi come insieme di pratiche, luoghi e reti di relazioni — alla fine degli anni settanta, ma hanno radici lunghe e molteplici, in gran parte condivise. Per ripercorrerne la genesi, l’autore propone un saggio di storia sociale della storiografia in Italia tra gli anni sessanta e ottanta. Tenta poi di enucleare le diverse ermeneutiche che sottendono la storia orale e la microstoria, con l’obiettivo di capire che cosa c’e di peculiare in ognuna di esse. Infine, mostra come esse possano proficuamente collaborare, presentando alcune positive esperienze di ricerca.

Il saggio si sofferma sulla capacita delle memorie individuali di contribuire alla riflessione storiografica, scardinando le tradizionali narrazioni pubbliche. L’autrice compie una panoramica internazionale sull’apporto delle fonti orali al dibattito storiografico, indagando sui principali campi di ricerca che riguardano l’impatto della guerra totale sui civili: la Shoah, le stragi naziste, i bombardamenti, le violenze di genere, i sanguinosi conflitti che seguono i trattati di pace e la definizione dei nuovi confini.

EEC Regional Studies in the Sixties This essay, which belongs to the field of research on the history of European regional policy, focuses on the regional studies launched by the EEC and the ECSC in the Sixties, with specific reference to certain Italian cases: the region of Umbria and its steel industry, the Piombino area, the touristic destination of Calabria and the Bari-Taranto-Brindisi development hub. In particular, it highlights Italy’s position, characterized by its «Southern question» and by its commitment to bringing this topic to the attention of the Community, in order to obtain additional support for its policy of extraordinary intervention, which was mainly implemented through the «Cassa per il Mezzogiorno». The participation of Italian experts and officials in Community studies was closely related to the debate on planning that began with the preparation of the Vanoni Plan and continued with the economic programs of the center-left governments. Issues and new development strategies, with particular reference to the theories of development hubs (growth poles) and integrated development, passed from the national to the European level, paving the way towards the drafting of an EU cohesion policy for the future.

Ramìrez Manuel Muriel

Il sistema ferroviario britannico nel secondo dopoguerra. La riforma Beeching del 1963

MEMORIA E RICERCA

Fascicolo: 45 / 2014

The Reshaping of British railways in 1963 was a process of an extraordinary extent in a concern that back then had half a million employees. The closures of branch lines amounted to a mileage equivalent to the Spanish railways main network at that time. The Beeching Report, a white paper little known outside the UK, shows sixty years later its exceptional value - from the point of view of both economic history and business studies. This paper aims to shed light on the document and the context in which its recommendations were carried out. Also, we make an ex post assessment with the help of the academic literature that followed and the evolution of railway transport since then.One particular feature of British railways is its high capacity (double or multiple track). Our research shows that the reshaping was extensive rather than intensive: the British Railways Board (BRB) was unable to reduce its plant (the excess of capacity) while keeping the lines. This was probably a result of having come first and invested too much in infra-structure.

Eveline G. Bouwers

Il culto degli italiani illustri nella Roma pre-risorgimentale

MEMORIA E RICERCA

Fascicolo: 45 / 2014

Well before the Risorgimento’s cult of heroes took a flight, sculptor Antonio Canova commissioned a series of busts of ‘illustrious Italians’ for the ancient Pantheon in Rome. Started in 1809, when Rome was under French control, the project was developed in agreement with the Roman Curia until, in 1820, Pope Pius VII ordered its removal to the Capitoline Museums. This article probes the origins, form and function of the Canovian pantheon. It analyses the sculptor’s incentives in commemorating artists, scientists and men of letters of Italy’s past, and queries the project’s public reception. Moreover, it evaluates the selection of men and contrasts these to Canova’s predilections, both artistic and personal. Finally, it assesses the pantheon’s impact on the commemoration of illustrious men in post-1848 Rome, specifically in relation to the pantheons on the Pincian and Janiculum hills.