RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 104759 titoli

Marco Frey, Massimo Battaglia

Premessa

QUADERNI DI ECONOMIA DEL LAVORO

Fascicolo: 104 / 2015

A cura della Redazione

Gli autori

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

Barbara Pancino, Silvio Franco, Giulia Avolio, Emanuele Blasi

Verso i distretti biologici: un percorso di governance per lo sviluppo locale nelle Marche

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

The organic sector has been subject to great attention for long time, both from a regulatory point of view as well as from a research one. More recently, starting to think about the territorial connotation of organic farming and the benefits it can generate, the opportunity of organic districts emerged. The main objective of this paper is to discuss what should be the goals of an organic district, how to geographically characterize it and what are the conditions so that it can effectively contribute to promote organic farming, local development and the territory. In order to create a real added value, in the broadest sense of the term, it should be created a brand that is able to translate the identity of the area in an image, which is clearly perceived by the target audience. This result requires a governance model and a strategic approach, which is well exemplified by the Marche region case, where a process of identification of potential districts and activation of local partnerships for the establishment and management of the areas has been carried out

Filippo Masera

Commenti

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

Kai Leichsenring

Commenti

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

Gianluca Busilacchi

Commenti

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

Francesco Orazi

L’invecchiamento demografico delle Marche e le sue ripercussioni sullo sviluppo

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

The article aims to analyze the impact of population aging on economic performance and on the social structure of the local labor systems of the eleven urban areas present in the Marches. The purpose is to draw a scenario of changes that will affect the medium to long term this "city under the influence of multiple variables of socio-economic transformation: the aging population, migration concentrated in local contexts, the demographic behavior, industrial restructuring productive endogenous tissue, morphological and structural trends in the labor market. Statistical analyzes focus on the period from 1991 to 2004. In this regard, what matters the article is the observation of a long-term processuality which led to the current framework of the demographic structure of the Marches, drawing the signs compared to 'impact of aging populations on economic performance and social contexts considered

Cristina Gagliardi, Sara Santini

La longevità attiva in ambito rurale: la sperimentazione nelle Marche

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

Il progetto "La longevità attiva in ambito rurale" nasce dall’accordo di collaborazione approvato dalla Regione Marche con l’INRCA, finalizzato all’avvio di una sperimentazione in ambito rurale di servizi per la longevità attiva, anche in considerazione del 2012 quale Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra le Generazioni. L’idea di base è che l’azienda agricola dispone di un elevato numero di mansioni ed attività che possono essere adattate al livello di capacità psico-fisica delle persone in età più avanzata, e può potenzialmente progettare ed erogare servizi sociali di comunità.

Maria Teresa Marziali

Auser e le Inter-rogazioni generazionali

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

Le relazioni tra generazioni sono un termometro del clima sociale, specialmente in presenza di forti cambiamenti. Quanto più questi sono grandi, tanto più il diverso impatto sulle generazioni rende critico il loro rapporto, cioè tanto più esso ci impegna. Oggi siamo in presenza di stravolgimenti tali che incontrarsi tra generazioni diverse può diventare conflittuale e la promozione sociale rischia di essere vista come un privilegio di alcuni a svantaggio di altri. Così vanno aggiunti, ai numerosi e sempre utili progetti per avvicinare le conoscenze di giovani e anziani, come i racconti di esperienze di vita nelle Scuole, le iniziative per il superamento del digital divide, ecc., programmi continui di Apprendimento che riguardano tutte le età. Un apprendimento che interroga e fa interrogare se stessi, cioè fa avanzare quella che la Commissione Europa 2020 chiama "alleanza tra generazioni", con buone domande più che con risposte, attraverso processi di conoscenza di sé, dell’altro, del mondo, nella consapevolezza di partecipare ad un processo di produzione di valore sociale. Questo il senso delle Inter-rogazioni generazionali, che danno il titolo all’articolo e che indicano l’impegno di valore etico richiesto in questo momento, un impegno ad avere cura del dialogo Inter-generazionale.

Sara Santini, Valentina Tombolesi

Solidarietà intergenerazionale e invecchiamento attivo: l’esperienza del progetto "Ri-Generiamoci"

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

La solidarietà intergenerazionale è minacciata da consistenti cambiamenti socio-demografici. La ricerca intervento "Ri-Generiamoci" nasce dalla volontà di rafforzare i legami tra giovani e anziani secondo un approccio di comunità. Essa si è svolta ad Ancona nel 2012 e ha coinvolto 25 studenti di 14 anni, 16 anziani utenti di un centro diurno e casa di riposo e 16 volontari anziani. I dati sono stati raccolti attraverso strumenti quanti-qualitativi in tre momenti: prima durante e dopo le attività, programmate e scelte con la finalità di agevolare la conoscenza e l’interazione tra le due generazioni. L’analisi dei risultati ha evidenziato un impatto positivo su umore e senso di autoefficacia degli anziani e sulla rappresentazione che ne avevano i ragazzi. Il progetto ha messo in luce come le relazioni intergenerazionali possano risvegliare la parte emotiva degli anziani più compromessi diventando una forma di attivazione

Tiziana Tesauro

L’attivazione dell’anziano nelle strutture residenziali

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

Nell’Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo, l’IRPPS-CNR di Salerno ha realizzato, in collaborazione e grazie ad un finanziamento del Comune di Napoli, il progetto Memory, un progetto di attivazione rivolto ad anziani non autosufficienti istituzionalizzati da anni. Il progetto si è posto l’obiettivo di promuovere il massimo livello possibile di autonomia di un gruppo di anziani non autosufficienti di età compresa tra 65 e 91 anni, utilizzando la narrazione come strategia di attivazione. Nella prospettiva del filone di studi meglio conosciuto come orientamento narrativo (Demetrio, 1996, 2008) il progetto ha infatti adottato la pratica auto-narrativa (che molto si avvicina alle metodologie dell’empowerment) per indurre processi di sviluppo personale, ovvero processi trasformativi dal punto di vista cognitivo, psicologico ed emotivo. Ha quindi indotto l’auto-narrazione a scopo terapeutico, utilizzandola come antidoto ai processi di spersonalizzazione che frequentemente si producono nelle strutture residenziali. In questo modo ha sviluppato, nei partecipanti alla ricerca, risorse personali e strategie di resilienza che hanno funzione protettiva nei confronti della consapevolezza di sé e del decadimento psico-fisico.

Marco Socci

Giovani e anziani nel mercato del lavoro tra solidarietà e conflitto

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

L’Italia rappresenta un vero e proprio "laboratorio sociale" in materia di invecchiamento. Sul fronte lavorativo, le dinamiche demografiche in corso, con i relativi effetti sulla consistenza della popolazione attiva e inattiva, mettono sotto pressione la tenuta dei rapporti intergenerazionali. Questo si lega a vari fattori, come ad esempio la segmentazione tra insider e outsider, la gravità assunta dalla disoccupazione giovanile e il prolungamento della permanenza nel mondo del lavoro delle persone mature, a causa dell’inasprimento dei requisiti per accedere alla pensione anticipata e all’innalzamento dell’età pensionabile. In tale scenario, l’articolo offre un’analisi della situazione dei lavoratori appartenenti a diverse fasce d’età nel mercato del lavoro italiano, con focus rivolto ai trend occupazionali di giovani e anziani durante gli anni della crisi economica. Viene inoltre rivolta attenzione, anche in prospettiva comparata, a politiche e pratiche - tradizionali e innovative - implementate o da sviluppare nel nostro paese per favorire la coesione tra lavoratori di differenti fasce d’età.

Rosita Deluigi

Il dialogo tra generazioni attraverso la progettazione partecipata

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

L’invecchiamento della popolazione e il conseguente progressivo incremento del numero delle persone anziane rappresentano uno dei cambiamenti sociali più significativi della seconda metà del ventesimo secolo. In questo contesto di trasformazione sociale, stanno trovando posto diverse proposte/programmi formativi, volti a supportare l’apprendimento lungo il corso della vita, l’invecchiamento attivo e l’apprendimento intergenerazionale. La promozione del dialogo intergenerazionale tra giovani e anziani è una delle chance educative per realizzare contesti sociali maggiormente inclusivi. Attraverso la progettazione partecipata diverse generazioni di cittadini diventano agenti sociali, condividendo percorsi di riflessione e strategie di azione verso la costruzione di benessere e di beni comuni. Le sfide della partecipazione sono molteplici e chiamano in causa interessi, motivazioni, comprensione reciproca, apertura verso l’altro; tutti fattori che si possono sperimentare nelle esperienze intergenerazionali di contatto, incontro, conoscenza e dialogo. Nel contributo sarà presentato e analizzato il progetto "Giovani vs Anziani" per comprendere le logiche pedagogiche e le strategie educative che hanno orientato lo scambio intergenerazionale, secondo l’approccio dell’animazione sociale, e valutare i differenti gradi di partecipazione possibile. Faremo emergere i modelli ipotizzati e attuati, ponendo particolare attenzione alla ricostruzione della filiera di qualità dei processi educativi in contesti non formali e mostrando come dinamiche intergenerazioni positive possano avere ricadute rilevanti sulla coesione sociale