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Valerio Pidone, Emanuele Mazzone

Il pensiero fisiologico: un cambio di prospettiva

IPNOSI

Fascicolo: 1 / 2019

Il presente lavoro propone l’ipotesi di un pensiero di natura motoria che, incar-nato nelle qualità sensoriali e percettive di matrice preverbale, appare essenzial-mente di tipo fisiologico. Le prime interazioni dell’individuo con l’ambiente for-mano quel vocabolario motorio che l’individuo, senza esserne consapevole, svi-luppa sin dalla nascita e utilizza, poi, nelle relazioni. Tali schemi pre semantici di azione possono rappresentare, in chiave fisiologica, una vera e propria forma di pensiero. Un pensiero che, per la prima volta, abbandona il suo non luogo deputa-to ovvero la mente, per spostarsi in tutto il corpo. In ottica clinica, l’ipotesi del pen-siero fisiologico può fornire una chiave di lettura per quei quadri psicopatologici connotati da difficoltà funzionali nell’interazione dell’individuo con l’ambiente. Dal punto di vista terapeutico, questa ipotesi trova giusta eco nel modello erickso-niano che annovera, tra i suoi punti di forza, l’utilizzo del corpo del soggetto come metafora concreta di cambiamento.

Alessandra Grillo, Antonio Piro

Ipnosi e medicina psicosomatica: responsività del cervello intestinale all’ipnoterapia

IPNOSI

Fascicolo: 1 / 2019

Sappiamo che l’apparato gastro-enterico è dotato di un cervello. Lo sgradevole intestino è più intellettuale del cuore e potrebbe avere una capacità emozionale superiore. La chiave di stress, ansia e tensione dunque è nel sistema gastro-enterico. Qui, infatti, si trova un vero e proprio secondo cervello, con importanti funzioni che si riflettono sull’intero organismo che regola le emozioni, i ricordi e il piacere. Gli autori in quest’articolo, dopo un generale inquadramento storico filo-sofico del rapporto mente corpo, mettono in rassegna le più recenti evidenze scien-tifiche riguardanti l’applicazione di tecniche ipnotiche ai disturbi intestinali. In par-ticolare, viene presentato uno studio sperimentale il cui scopo è stato quello di veri-ficare l’efficacia dell’ipnosi ericksoniana sul miglioramento della sintomatologia che accomuna tra loro i seguenti due disturbi: malattie infiammatorie croniche in-testinali (IBD) e sindrome dell’intestino irritabile (IBS), evidenziando al contempo l’importanza dell’individuazione di specifici markers psicofisiologici, utili nel creare trattamenti più strettamente mirati per ciascun paziente.

Giuseppe De Benedittis

Dall’ipnosi alla psicoanalisi e ritorno. Un secolo di ipnoanalisi

IPNOSI

Fascicolo: 1 / 2019

L’ipnoanalisi è una tecnica psicoterapeutica avanzata che utilizza la metodo-logia psicoanalitica in un contesto ipnotico. Costituitasi un secolo fa, essa raccoglie l’eredità del paradigma psicoanalitico nelle sue diverse declinazioni, caratterizzan-dosi per l’elevato potenziale creativo e per la capacità di identificare e rimuovere conflitti inconsci in tempi solitamente molto più rapidi di quelli necessari al proces-so analitico. L’ipnoanalisi si avvale principalmente della regressione di età o rivivi-ficazione e, di conseguenza, richiede preferibilmente soggetti altamente ipnotizza-bili. Altro elemento centrale del processo ipnoanalitico è l’analisi, ma soprattutto, l’induzione di sogni "spontanei" notturni e ipnotici (oniroipnosi). Benché ingiusta-mente oscurata prima dalla psicoanalisi e poi dalle metodiche ericksoniane, l’ipnoanalisi rivendica la sua specificità e la sua straordinaria efficacia nelle condi-zioni d’uso. Essa ha avuto il grande merito di coniugare creatività e incisività del mezzo ipnotico con lo "scenario di senso" dell’approccio psicoanalitico, cogliendo il meglio di entrambi.

L’Autore prenderà in esame l’ordinanza della Corte d’Appello di Trento con cui è stata sollevata questione di legittimità costituzionale relativa all’introduzione dell’art. 570-bis c.p. il quale non prevede come reato, a differenza dell’assetto normativo previgente all’entrata in vigore del D.Lgs. 1 marzo 2018, n. 21, la violazione degli obblighi di assistenza familiare da parte del genitore non coniugato.

Letizia Borsellino

La mia esperienza in un servizio sanitario per donne irregolari

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo riporta una esperienza di volontariato presso un ambulatorio ginecologico per donne immigrate irregolari. Le storie di vita e le necessità sanitarie si intrecciano in uno sguardo personale e indimenticabile.

C. Maurizio Gentile

La difficile costruzione identitaria dei minori stranieri di seconda generazione

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo affronta le difficoltà connesse alla costruzione dell’Identità dei minori, nati in Italia da genitori stranieri, attraverso la narrazione di alcune storie che ne mettono in evidenza i vissuti conflittuali e gli "ostacoli" etno-culturali che incontrano nel loro percorso evolutivo. L’autore espone le problematiche da un punto di vista psicodinamico rispetto alla gestione dei conflitti intergenerazionali, interni alla famiglia, nonché alle differenze tra la società di residenza e quelle della cultura d’origine incarnata dai genitori. Il lavoro, supportato da specifici riferimenti teorici, mette anche in risalto le svariate difficoltà socio adattative e scolastiche alle quali la doppia appartenenza espone questi minori.

La testimonianza di uno dei soccorritori della nave Aquarius della Ong Sos Mediterranee che il 9 giugno 2018 ha soccorso in mare oltre duecento persone e, dopo il rifiuto dell’autorizzazione a sbarcare sia da parte di Malta che dell’Italia, ha infine avuto il permesso di attraccare a Valencia, in Spagna, dopo un trasferimento durato una settimana.

Ponendosi in una prospettiva pedagogico interculturale, che riconosce nella relazione tra persone diverse - anche per cultura - e nella valorizzazione delle reciproche comunanze (e non solo delle reciproche differenze) i pilastri della propria proposta, e facendo costante riferimento a un Progetto di ricerca biennale (2016-2018) di tipo qualitativo-quantitativo, il contributo intende evidenziare le strategie educative, agite da genitori di origine non italiana con figli adolescenti, nonché i significati e le implicanze socio-culturali che i concetti di integrazione e di cittadinanza assumono nell’esperienza quotidiana di tali genitori all’interno della città.

Cinzia Chiesa

Ascoltare la voce dei bambini

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2019

Questo contributo mette al centro la voce dei bambini e cerca di comprendere che cosa accade loro quando la famiglia sta attraversando un momento di fatica e di dolore a cui è difficile, anche per gli adulti, dare un significato. Accompagnano queste riflessioni alcuni contributi teorici di riferimento: la teoria sul trauma in età evolutiva di Ferenczi (1929, 1932) e Winnicott (1986), il concetto di spoilt children (Borgogno, 2006) e quello di resilienza (Cyrulnik, 2008). Vengono esplorate teoricamente e attraverso tre illustrazioni cliniche, alcune linee di intervento terapeutico che possano sostenere il bambino nella ripresa di una capacità narrativa interrotta dall’emergenza che ha colpito il suo sistema familiare.

Letizia Mancini

Migrazioni, diritti e pluralismo

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2019

Con specifico riferimento ai minori, il saggio riflette sul legame tra migrazioni, diritti e pluralismo, inteso quest’ultimo sia come pluralismo normativo, ovvero come pluralità di norme nelle quali il minore è immerso, sia come pluralismo dei valori, cioè come principio normativo delle società democratiche, in base al quale sono possibili diverse opzioni di comportamento per lo stesso ambito di azione.

L’impianto costituzionale italiano fonda solidamente, anche se non esplicitamente, i diritti culturali del minore e degli adulti con lui in relazione, tuttavia la mancata conoscenza dei molteplici comportamenti in cui una cultura straniera si invera rendono spesso difficile garantirli. L’articolo analizza come l’attenzione al dato culturale sia essenziale per procedere ad una corretta ermeneutica del fatto che garantisca anche gli altri diritti del minore, per esempio quello a non perdere la propria famiglia perché pratiche culturali come il bacio sui genitali o la coppettazione vengono erroneamente scambiate per abusi sessuali o percosse. Mostrando come il processo italiano abbia bisogno di essere innervato di una maggiore conoscenza antropologica, il lavoro avanza una proposta pratica: un test culturale che procedimentalizzi l’iter argomentativo del giudice in modo che nessuna domanda rilevante sfugga al processo quando viene in gioco una dimensione culturale dei comportamenti. Il test culturale, peraltro, potrebbe costituire un’utile matrice anche per operatori del sistema socio-sanitario e tutti gli altri soggetti che si trovino di fronte a decisioni in cui è coinvolto un minore straniero.

Renato Rordorf

Flussi migratori e globalizzazione

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo prende in considerazione i nuovi interrogativi posti alla comunità dei giuristi dai mutamenti indotti dalla globalizzazione e dalla conseguente difficoltà di affidare le funzioni di regolazione dei fenomeni a strumenti ancora prevalentemente circoscritti entro i limiti dei singoli ordinamenti statali. In questa prospettiva assume un crescente rilievo anche il tema del diritto d’asilo e della protezione internazionale dei migranti, e più in generale i vari aspetti del fenomeno migratorio, che ci interpellano perentoriamente: sul piano morale, su quello politico-sociale ed infine anche su quello più specificamene giuridico.

Lluis F. Peris Cancio

Peggio se vulnerabili: gli effetti del decreto sicurezza sui minori non accompagnati

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2019

Il cosiddetto decreto sicurezza (D.L. n. 113/2018), pur non attuando un cambiamento d’impostazione rispetto alla legge 47/2017, potrebbe avere effetti importanti sui minori che approdano nel nostro paese senza un adulto di riferimento. Nell’articolo si illustrano alcune problematiche del decreto riferite ai differenti ambiti: il Siproimi come unici servizi sociali di accoglienza, il permesso di soggiorno al compimento dei diciotto anni di età e la documentazione. In conclusione, un focus sulla figura dei tutori volontari, di cui si mette in luce la necessità di una più chiara funzione di accompagnamento, sostegno e, forse, anche controllo in interesse dei minori.

L’autore esamina le peculiarità della giurisdizione minorile e la capacità diffusiva di alcuni istituti che la caratterizzano con particolare riferimento al settore civile. In questa prospettiva prende in considerazione l’evoluzione della giurisprudenza nell’interpretazione dell’art. 31 co. 3 del D.Lgs. 25 luglio 1998 n. 286, il progressivo superamento delle posizioni riduttive sino alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione 25.10.2010 n. 21799, il ruolo che nel prossimo futuro l’autorizzazione alla permanenza, in deroga alla disciplina ordinaria, potrà assumere nella nuova situazione determinata dalla crescente chiusura delle frontiere.

Il decreto legge n. 132/2018 (cd. decreto sicurezza), convertito nella legge n. 132/2018, ha abrogato l’art. 5 comma 6 del D.lvo, che prevedeva il rilascio di un permesso di soggiorno per seri motivi di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali ed internazionali dello Stato Italiano. Una clausola "aperta" che secondo la giurisprudenza ormai consolidata permetteva la piena attuazione del diritto di asilo costituzionale previsto dall’art. 10 comma 3 della Costituzione. Gli obblighi costituzionali ed internazionali dell’Italia hanno però valore di fonte sovraordinata e non possono essere cancellati da una legge ordinaria, dovrà, quindi, essere comunque data loro concreta attuazione.