RISULTATI RICERCA

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Federica De Molli

An aesthetic account of space: A report on recent developments in organizational research

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2019

Workspace affects organizational life and processes. The recent and growing academic interest in the topic shows its potential as a field of study. In particular, scholars have recognised the key role played by the aesthetic dimension of workspace in shaping organizational life; this has generated an extensive and diversified academic debate, which, however, remains highly fragmented, making the development of cumulative knowledge quite difficult. This article provides definitional clarity on the aesthetic debate on organizational space and an understanding of the current developments in the field, with the aim both of facilitating the development of cumulative knowledge, and of proposing an agenda for future research. I review the existing literature that analyses organisational space with an aesthetic lens and identify the main themes of research around which the debate has been developed, presenting the recent advances in these fields of research: (a) control, (b) workspace aestheticization, and (c) culture. With this work, I develop a comprehensive research framework and suggest possible directions for future research development.

Emanuela Shaba, Marco Guerci, Silvia Gilardi, Emilio Bartezzaghi

Industry 4.0 technologies and organizational design - Evidence from 15 Italian cases

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2019

Current literature on Industry 4.0 technologies has mainly explored their relationship to the employment dynamics, or to the required competencies and emerging roles. This paper is complementing current literature with a perspective focused on organizational design. The aim of the paper is to explore how organizations are re-designed when Industry 4.0 technologies are implemented. The paper is based on 15 case studies carried out in Italian manufacturing companies and data was collected from 70 semi-structured interviews to relevant roles involved in the implementation of digital technologies. Results show that, when Industry 4.0 technologies are implemented, organizations are redesigned following a employee control-oriented or following a employee commitment-oriented organizational design. These results show that organizational design is the result of decisions, and is not determined by technology. The implications of our findings are presented and discussed.

A cura della Redazione

Recensioni

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

Pierrette Lavanchy

Casi clinici

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

Adriana Grotta, Ruggiero Lamantea, Paola Morra

Casi clinici

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

Mauro Fornaro

Dibattiti

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

Riprendendo il dibattito apparso sul n. 4/2018 di Psicoterapia e Scienze Umane, viene ritenuta infeconda l’utilizzazione di Heidegger come cornice filosofica entro cui inserire la psicoanalisi, sull’esempio di Binswanger. È però legittimo usare taluni concetti e descrizioni heideggeriani in senso analogico, pur in un diverso contesto (come fatto brillantemente da Lacan col concetto di Es). Non viene esclusa infine la possibilità della ricerca del senso esistenziale di una patologia, in aggiunta e non in alternativa alla ricerca causale, propria della psicoanalisi.

Pier Francesco Galli, Alberto Merini

Tracce

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

In questa rubrica "Tracce" vengono pubblicati due scritti, preceduti da una premessa di Pier Francesco Galli che li inquadra storicamente. Nel primo scritto vengono riportati alcuni brani di un articolo di Alessandro Ancona (1939-1997) che fu originariamente pubblicato nel n. 3/1976 di Psicoterapia e Scienze Umane, dal titolo "Appunti sulla psichiatria: teoria e pratica", in cui viene fatta una analisi della situazione della psichiatria in Italia in un momento in cui era molto vivo il movimento anti-istituzionale per la chiusura degli ospedali psichiatrici e la psichiatria nel territorio; i brani riportati sono tratti dalla seconda parte di questo articolo, dal titolo "Note su prassi psichiatrica e formazione degli operatori psichiatrici”, e dalla terza parte, dal titolo "Note su ‘psichiatria e politica’ nella situazione attuale in Italia". Nel secondo scritto vengono riportati alcuni brani della lettera di dimissioni di Gian Franco Minguzzi (1927-1987) da Segretario Nazionale di Psichiatria Democratica, scritta il 28 ottobre 1977 e inviata ai membri del Direttivo nazionale e alle Sezioni di Psichiatria Democratica.

Stefano Benni, Alberto Merini, Luigi Antonello Armando, Marianna Bolko

L’arte di sognare

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

Il rapporto tra arte e sogno è all’origine della teoria del sogno di Freud. Nel secondo sogno che racconta, Dora sta in una città straniera, Dresda, ove ha incontrato un’opera di Raffaello, la Madonna Sistina, da cui è affascinata. Quando Freud le chiede cosa l’avesse colpita, risponde: "la Madonna". Freud interpreta che ad averla colpita era l’immagine della madre vergine, di una donna frigida perché diventata madre evitando il fantasma del trauma di un rapporto incestuoso. I quattro testi qui pubblicati, letti nell’incontro "L’arte di sognare" tenuto alla Biblioteca dell’Istituzione Gian Franco Minguzzi di Bologna il 12 marzo 2019 in occasione della presentazione del libro di Luigi Antonello Armando e Marianna Bolko, Il trauma dimenticato (Milano: FrancoAngeli 2017), si chiedono se invece Dora cercasse nel trauma indottogli da quel quadro una capacità creativa a lei necessaria per proseguire il viaggio oltre la casa del padre. Essi si inseriscono nell’attuale dibattito sul sogno indagando, sulla base di questa domanda, la possibilità di andare oltre la teoria del sogno di Freud e la sua tecnica interpretativa.

Cesare Romano

Freud, Morelli e la nascita del paradigma indiziario in psicoanalisi

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

Partendo da un riferimento di Freud al conoscitore d’arte Giovanni Morelli, contenuto ne Il Mosè di Michelangelo (1913), si argomenta che la nascita del paradigma indiziario in psicoanalisi, che Freud sviluppò soprattutto nella Psicopatologia della vita quotidiana (1901), è debitrice del metodo che Morelli sviluppò vent’anni prima della nascita della psicoanalisi. Si mette in evidenza anche l’analogia tra lo stile narrativo di Morelli e quello che Freud adottò nella Psicopatologia della vita quotidiana, il testo nel quale appare più evidente l’influenza della recente lettura di Morelli.

Daniela De Robertis

Il paziente ha paura dell’analista. Una discussione dal punto di vista della psicoanalisi relazionale

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

Vengono esplorati i volti della paura che possono generarsi all’interno della dimensione terapeutica, concretamente, dentro la stanza dell’analisi. È legittimo pensare che talvolta possa essere anche lui, l’analista, la fonte degli stimoli emotivogeni inviati al paziente, stimoli che agiscono da microtraumi che perturbano il lavoro analitico e la relazione. Sono indagate le forme di questa specifica "traumaticità" psicoanalitica attraverso due emozioni di fondo che possono mobilitare il setting: la violenza e la paura, un binomio classico che, calato nella stanza d’analisi, fa riflettere sulla paura del paziente nel caso sia innescata dalle possibili "microviolenze" degli interventi dell’analista. In questo contesto emotivo l’analista "violento" e il paziente timoroso possono andare in simmetria, creando l’emergenza di "copioni" che ruotano sulla relazione vittima/carnefice. Nella seconda parte dell’articolo vengono presentate "misure di sicurezza", procedure e riflessioni che possano funzionare per il terapeuta da antidoto a tali rischi. Si tratta di deterrenti basati su una più ampia lettura dell’interpretazione e su un suo "valore d’uso centrato sull’asse relazionale.

Morris N. Eagle

Il rapporto tra mondo interno e mondo esterno

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2019

Riassunto. Discutendo il rapporto tra mondo interno e mondo esterno, vengono descritte diverse esperienze, tra cui percezioni realistiche ed esperienze estetiche, che possono essere comprese come fenomeni transizionali in quanto caratterizzate da una risonanza tra strutture interne e stimoli esterni. Winnicott disse che non si deve mai insistere nel chiedere se l’oggetto transizionale è stato creato da noi oppure esiste nel mondo esterno. Certi tipi di psicopatologia e anche certe posizioni filosofiche implicano una risposta collocata su un solo versante di questa tensione tra mondo interno e mondo esterno. Allo stesso modo, le teorie psicoanalitiche devono resistere alla tentazione di dare risposte unilaterali, ma convivere con questa tensione e cercare di integrare le due aree di esperienza.