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Antonella Guarino, Cinzia Albanesi, Bruna Zani, Christian Compare

Quality of participation in Service-Learning projects

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2019

This paper presents a Service-Learning project implemented through the partnership be-tween the University of Bologna and the Public Agency for Services to the Person, a commu-nity organization. The main aim is to evaluate the quality of participation experience in a Ser-vice-Learning project for university students and professionals working in community ser-vices. The focus of the paper is on reflection and action, that have been defined as two features that contribute to good participation and that have been identified as core dimensions of Ser-vice-Learning. The projects were developed as part of the lab in Community Psychology, and they involved 30 master’s students who participated in 6 projects of community service. 30 field diaries written by students individually and 6 semi-structured interviews with the profes-sional tutors were analyzed with the help of T-Lab8 software. Results show that the involve-ment of students in S-L projects, enhances reflective processes and opportunities to act on the local context.

Joana P. Cruz, Carla Malafaia, Filipe Piedade, José Eduardo Silva, Isabel Menezes

Promoting European active citizenship: a participatory intervention towards the politicisation of youth social concerns

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2019

Despite their normative and regulatory nature, schools, as contexts for democratic educa-tion, are also places for free discussion, critical analysis and imagining personal and societal change. Under the European project CATCH-EyoU, we developed a 2-years school-based in-tervention with a group of Portuguese secondary school students, inspired by the approach of youth participatory action research (YPAR). Having youths as co-researchers, both conven-tional (questionnaires and interviews) and emergent (theatre of the oppressed, photovoice) methods were mobilised to research dating violence, a problem previously identified by them as relevant in their community. The intervention process will be described, and its potential and limitations discussed.

Iana Tzankova, Antonella Guarino, Davide Mazzoni

Tolerance toward migrants among Italian adolescents and young adults: The role of civic and political participation

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2019

This paper aims at clarifying the relationship between being involved in different forms of participation and tolerance toward migrants in young people. Almost 3000 participants from two European-funded research projects - FP7 PIDOP and H2020 CATCH-EyoU - answered a questionnaire that measured socio-demographics variables, the dimension of fairness in school climate, different forms of civic and political participation, and tolerance toward mi-grants and refugees. The results are consistent between the two studies, showing that civic participation demonstrated a major positive effect on tolerance. Being older, female, born in a foreign country, having more educated parents, and perceiving fairness at school, were also conditions, which sustained the development of tolerance.

Carlo Pistoni, Maura Pozzi, Andrea Bonanomi, Elena Marta

L’impegno per lo Sviluppo Sostenibile come forma di cittadinanza attiva. Uno studio esplorativo sui giovani italiani

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2019

Il tema dello sviluppo sostenibile è, oggigiorno, molto discusso dall’opinione pubblica e le Nazioni Unite si sono impegnate a riguardo identificando 17 Sustainable Development Goals. Il presente lavoro ha studiato l’impegno dei giovani considerandolo a partire da questi goals. L’obiettivo dello studio è stato quello di individuare i profili dei giovani che sono impegnati o meno per lo sviluppo sostenibile, indagando tramite la tecnica degli alberi decisionali quali va-riabili impattano maggiormente. Tra le variabili indagate l’Identificazione Sociale è quella che maggiormente differenzia chi è impegnato e chi no, sebbene il fare, o l’aver fatto, azione socia-le sia un fattore determinante nell’impegno dei giovani.

Anna Maria Meneghini, Sandro Stanzani

Risvolti delle esperienze di volontariato continuativo ed episodico nei giovani italiani

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2019

In un campione rappresentativo di giovani italiani (emerging adults), lo studio indaga la partecipazione attraverso due modalità di fare volontariato: volontariato continuativo ed episo-dico. Inoltre, considerando la presenza o meno di esperienze di volontariato, vengono analizza-te le relazioni con i livelli dell’impegno civico, la fiducia, l’atteggiamento verso la politica e il benessere soggettivo. Ne emerge il quadro di una generazione impegnata (il 72.6% ha espe-rienze di volontariato) sia nel volontariato continuativo sia, quasi in ugual misura, nella forma episodica. I risultati portano ad ipotizzare un processo di innovazione e di flessibilizzazione delle modalità di partecipazione e di impegno civico, così come delle forme di partecipazione al volontariato.

Chiara Tozzi

Le emanazioni oscure della psiche

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

Intervistata da Chiara Tozzi, Nancy Swift Furlotti narra il suo percorso esistenziale individuale intrecciandolo a quello di analista junghiana e illustrando il suo rapporto con le "emanazioni oscure della psiche": dai fantasmi individuali e collettivi alle immagini archetipiche rappresentate da Jung nel Red Book, di cui Furlotti ha curato, insieme ad altri per la Philemon Foundation, la scannerizzazione e pubblicazione. Furlotti illustra la sua prospettiva sulla pratica dell’immaginazione attiva e la correlazione fra le immagini archetipiche e quelle dei film, in virtù della sua partecipazione alla realizzazione di documentari su Jung ed altri esponenti della comunità junghiana, e della sua attività come membro del Direttivo del Mercurius Prize.

The article is the elaboration, from the point of view of analytical psychology, of an experience of bodily expressiveness conducted by the author within a situation of coercion of freedom. Gesture is the oldest word. Word intended not as Logos but as Mythos: symbolic word. The group, through the language of the body, manifested the myth, the symbolic narrative, that lived in the here and now of the meeting. The reparative function of the transpersonal-unconscious emerged with respect to the group's conscience. The river, as an archetypic image of the spirit, has reflected original value and purity to a consciousness identified with shadows of guilt, shame and unworthiness.

Antonio de Rienzo, Patrizia Michelis, Clementina Pavoni, Chiara Tozzi

In ricordo di...

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

Commemorando la scomparsa di Luisa Antinori e Piergiacomo Migliorati, l’AIPA ne ricorda i contributi teorico-clinici e la preziosa partecipazione alla vita associativa.

Intervistata da Chiara Tozzi, Nancy Swift Furlotti narra il suo percorso esistenziale individuale intrecciandolo a quello di analista junghiana e illustrando il suo rapporto con le "emanazioni oscure della psiche": dai fantasmi individuali e collettivi alle immagini archetipiche rappresentate da Jung nel Red Book, di cui Furlotti ha curato, insieme ad altri per la Philemon Foundation, la scannerizzazione e pubblicazione. Furlotti illustra la sua prospettiva sulla pratica dell’immaginazione attiva e la correlazione fra le immagini archetipiche e quelle dei film, in virtù della sua partecipazione alla realizzazione di documentari su Jung ed altri esponenti della comunità junghiana, e della sua attività come membro del Direttivo del Mercurius Prize.

Emanuela Pasquarelli

Psicologia analitica e diritti umani

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

Quali contributi può offrire la psicologia analitica nel riparare gravi violazioni dei diritti umani? La giustizia e l’etica hanno potere curativo? Quali sono gli effetti psicobiologici dell’essere testimoni della sofferenza dell’altro? Che contributo può offrire l’uso simbolico delle immagini nel curare un danno dell’anima? Questi gli spunti di riflessione della tavola rotonda che ha inaugurato l’anno associativo dell’AIPA.

Andrew Samuels

Note sulla Lettera Aperta "Jung e gli africani"

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

A Novembre 2018, il British Journal of Psychotherapy ha pubblicato una Lettera Aperta sul tema di Jung e gli "Africani". La Lettera Aperta, che non era una petizione, è stata firmata da 35 psicoterapeuti junghiani e accademici internazionali di diversa provenienza. I firmatari si assumono la responsabilità di occuparsi delle molte difficoltà che emergono dagli scritti di Jung sulla "razza".  Piuttosto che castigare Jung, i firmatari procedono delineando delle azioni che si potrebbero intraprendere rispetto alla "decolonizzazione" della psicologia junghiana. La Lettera Aperta viene qui pubblicata per intero. L’autore, uno dei firmatari della Lettera Aperta, fornisce alcune annotazioni che spiegano il contesto e forniscono esempi riguardo gli atteggiamenti di Jung.

L’articolo è l’elaborazione, dal punto di vista della psicologia analitica, di un’esperienza di espressività corporea condotta dall’Autrice all’interno di una situazione di coercizione della libertà. Il gesto è la parola più antica. Parola intesa non come Logos ma come Mythos: parola simbolica. Il gruppo, tramite il linguaggio del corpo, ha manifestato il mito, la narrazione simbolica, che lo abitava nel qui e ora dell’incontro. È emersa la funzione riparativa dell’inconscio transpersonale rispetto all’assetto della coscienza del gruppo. Il fiume, come immagine archetipica dello spirito, ha rispecchiato valore e purezza originaria a una coscienza identificata con ombre di colpa, vergogna e indegnità.

L’immagine femminile della Madre propria del culto mariano è definita da un gruppo di uomini per norma celibi. Dunque, rispetto alle donne unicamente figli (né padri né mariti). Le varie forme delle rappresentazioni della Madonna equivalgono ad altrettanti momenti critici della relazione madre-figlio. In questo articolo l’autrice fa riferimento a due rappresentazioni, l’Annunciazione e la Morte della Madonna.

L’autore, dopo una breve sintesi storica degli approcci teorici alla ricerca in psicoterapia, sottolinea alcuni aspetti problematici della Evidence Based Medicine applicata alla psicoterapia analitica. Vengono inoltre descritti i risultati di alcune ricerche sugli esiti delle terapie analitiche che ne dimostrano l’efficacia, confermata negli studi di follow-up. Vengono infine presentate alcune riflessioni su quale possa essere il ruolo della ricerca empirica nello sviluppo della conoscenza in psicoanalisi e psicologia analitica.

Questo articolo rappresenta un tentativo di comprendere le caratteristiche conseguenze dei traumi estremi, altrove chiamate "!disturbo post-traumatico da stress complesso", che i rifugiati e i richiedenti asilo portano in terapia. Si suggerisce che questo tipo di traumi subiti in età adulta possa comportare una disintegrazione del sé e la perdita della "pelle psichica". Questa concettualizzazione deriva dalla terapia di un rifugiato sopravvissuto a traumi estremi multipli e con il quale sono stati fatti sforzi in terapia per identificare una metodologia complessa che fa uso di strumenti terapeutici supplementari in aggiunta alla psicoterapia individuale. Il caso dimostra come la disintegrazione del sé implichi non soltanto una profonda dissociazione somato-psichica, ma anche la perdita dello spazio intrapsichico e interpersonale. Nel trattamento questo è stato elaborato attraverso la ripetizione delle dinamiche vittima-aggressore a molteplici livelli. Alla fine, il contesto della terapia si è spontaneamente strutturato come una serie di strati concentrici, che hanno creato una "bendatura" sulle ferite del paziente mentre la sua "pelle psichica" poteva rigenerarsi. Le sindromi scatenate dai traumi estremi nei rifugiati mettono alla prova alcuni dei capisaldi della tecnica psicoanalitica nelle terapie individuali, come pure l’idea che la terapia individuale esista in un vuoto ambientale.

Piergiacomo Migliorati

C.G. Jung, oggi

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: / 0

L’autore, padre storico di Studi Junghiani e maestro di molti analisti dell’AIPA, nell’editoriale del primo numero della Rivista, qui ristampato, faceva il punto sulla psicologia analitica in quel momento storico. Le sue domande suonano ancora oggi, dopo ventiquattro anni, incredibilmente attuali: "qual è il rapporto tra la psiche e il mondo di oggi? E quale parola l’analisi ha ancora da dire in proposito?"