La ricerca ha estratto dal catalogo 105742 titoli
Nel tema dello Sviluppo equo e sostenibile l’autrice pone il problema sulle implicazioni degli ecosistemi dei framework analitici nella ricostruzione degli scenari di transizione aperti da nuove governance dello spazio pubblico. Nella dimensione dello studio, quella dell’economia sociale e di innovativi modelli di welfare, il lavoro richiama problemi centrali, in questo momento, sulle politiche sociali e le politiche di sviluppo locale, offre spunti per la riflessione e per l’approfondimento di alcune delle questioni chiave che riguardano, su questi problemi, il ruolo della valutazione. In "nuovi" ecosistemi una sfida valutativa prende forma nella rappresentazione di impatti sociali generati, a fronte di un’ampia platea di stakeholder e la compresenza di definizioni operative, profili attuativi, campi di applicazione e sistemi di misurazione. Il campo di osservazione porta con sé proiezioni ampie nel quale i paradigmi concettuali sono da confrontare con situazioni alquanto eterogenee in una dinamicità non sempre conseguente.
L’obiettivo del presente contributo è quello di evidenziare il ruolo che la qualità della relazione insegnante-studenti e le caratteristiche individuali degli studenti e degli insegnanti giocano sul rendimento in italiano. Alla ricerca hanno partecipato 7658 studenti (età media di 11.98 anni) e i rispettivi insegnanti di ambito disciplinare umanistico. Gli osservatori esterni, attraverso una scheda di osservazione, hanno rilevato la qualità della relazione insegnante-studente, mentre gli studenti hanno preso parte alle prove INVALSI di italiano. I risultati della regressione multilivello hanno evidenziato il ruolo svolto dalla qualità dei rapporti in classe sul punteggio in italiano. Gli studenti con uno status socio-culturale e familiare più alto hanno raggiunto punteggi più alti in italiano. Lo studio sottolinea l’importanza di relazioni sociali positive tra insegnante e studenti e la necessità di supportare l’apprendimento e il benessere a scuola degli studenti con più difficoltà.
Il saggio affronta il tema della valutazione come strumento di empowerment. A partire da una ricostruzione della rapida diffusione delle pratiche valutative, e di alcuni aspetti problematici attorno ai quali sono maturate prospettive critiche, l’autrice offre una breve presentazione dei più significativi contributi che guardano l’adozione degli approcci auto-valutativi nei sistemi educativi, con particolare attenzione alla School Self Evaluation. Di questa si ripropongono brevemente i principali assunti di valore e le criticità ad essa correlate, per giungere a mettere in evidenza, nelle conclusioni, la centralità del supporto gestionale e dei sistemi di leadership che sottendono al processo. Adottare un approccio di questo tipo per favorire, in seno all’autonomia dei sistemi educativi, la costruzione di competenze e capacità di valutazione organizzativa e professionale, significa, infatti, riconsiderare i processi di accompagnamento verso la nascente cultura della valutazione, e la necessità di formare nuove competenze strategiche all’interno di questo peculiare tipo di organizzazioni.
Le strumentazioni digitali e il mondo dell’ICT hanno già da tempo iniziato a modificare il campo della valutazione dell’istruzione e mostrano di possedere tutto il potenziale per modificarlo ulteriormente. Un aspetto di questo processo è legato alle modalità di somministrazione, più efficienti ed economiche rispetto a quelle tradizionali (Bridgeman 2009). Tra gli elementi a loro favore vi è la possibilità di ampliamento e arricchimento che riflettano meglio i domini di competenze da valutare. Vi sono costrutti cognitivi che sono difficili da valutare con i sistemi tradizionali e che sono in buona parte emersi come parte integrante dell’era digitale (Kelley, Haber 2006). Inoltre, la somministrazione di prove in modalità digitale consente di indagare meglio le interazioni dinamiche tra lo studente e il materiale di valutazione (tempi di risposta, modalità di costruzione della risposta o di risoluzione del problema). Tuttavia, oltre alla questione della "economicità" e a quelle più strettamente tecniche, il digital assessment ha aperto una serie di dibattitti molto importanti per l’immediato futuro della valutazione in campo educativo. L’utilizzo di strumentazioni e pratiche di ordine digitale nelle valutazioni di larga scala costituisce uno sviluppo progressivo delle metodologie di valutazione tradizionali oppure comporta una profonda trasformazione pedagogica del modo in cui l’istruzione e l’apprendimento verranno gestite nell’immediato futuro? Gli autori affrontano una serie di limiti e problemi cruciali che emergono con la rapida diffusione delle pratiche di valutazione digitale.
Promuovere progetti di iniziativa giovanile è parte delle politiche giovanili portate avanti sia dal Consiglio d’Europa che dalla Commissione Europea fin dai primi anni Novanta. Assumere un ruolo di responsabilità diretta in un progetto è per i giovani un’esperienza di empowerment personale e, allo stesso tempo, un’opportunità di contribuire allo sviluppo del territorio. In questo articolo sono presentati i risultati di una valutazione ex post di un programma che ha incentivato progetti giovanili in Puglia. L’articolo si focalizza sulla valutazione della sostenibilità delle nuove organizzazioni giovanili costituite con il programma, ovvero sulla continuazione delle attività dopo quattro anni dalla conclusione del primo anno finanziato dal programma. La valutazione è stata effettuata mediante survey con questionario strutturato e interviste in profondità al fine di approfondire forme, ostacoli e facilitatori dei percorsi di sostenibilità intrapresi.
L’articolo presenta i risultati di uno studio sull’implementazione del piano Garanzia Giovani rivolto ai giovani Neet nel Lazio. Esso illustra il profilo sociale degli utenti sulla base degli indicatori forniti dall’Anpal e mira a confrontarlo con le caratteristiche della popolazione Neet del Lazio, attraverso l’analisi dei dati della RCFL Istat. Paradossalmente, i risultati mostrano che il programma ha avuto maggiori difficoltà ad intercettare proprio i giovani più svantaggiati. In seguito ad interviste semi-strutturate a operatori e responsabili di 12 Centri per l’impiego, sono state formulate alcune ipotesi sui meccanismi di auto-selezione e selezione che opererebbero nel programma.Le misure del Piano funzionerebbero come un catalizzatore, in grado di incrementare le opportunità e diminuire la durata della disoccupazione di utenti che presentano già in partenza maggiori risorse e competenze. Appare invece limitato il contributo alla riduzione del rischio di esclusione sociale dei Neet socialmente svantaggiati.
L’Ufficio di Presidenza della "Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali" del Senato della Repubblica, ha promosso un’attività di valutazione delle politiche di propria competenza, che testimonia, insieme a molte altre, del crescente interesse manifestato dal Senato per il tema della valutazione. La Commissione ha incaricato alcuni esperti del CNR di avviare dapprima uno studio di fattibilità e, a seguire, un’attività di valutazione relativa agli incentivi agli investimenti in sicurezza nei luoghi di lavoro. Il lavoro presenta non solo le caratteristiche del disegno di valutazione (lo studio non è concluso) ma soprattutto l’esperienza fatta nella relazione fra valutatore, committente e ente gestore. Il ruolo particolare della valutazione nella missione degli organi legislativi impone sia caratteristiche specifiche alla valutazione stessa, sia peculiarità nel rapporto con il committente che vengono esaminate nel saggio.