RISULTATI RICERCA

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Ilario Tolomio

Leopardi e Zanella in un saggio giovanile di Giuseppe Cognata

ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE

Fascicolo: 2 / 2018

In una carpetta, con il nome di Giuseppe Cognata (1885-1972), studente di Lettere di Girgenti, l’Archivio dell'Università di Catania conserva un saggio critico su Zanella e Leopardi. Questo lavoro non può essere scambiato per una tesi o per i soliti esercizi di classe. Potrebbe essere stato scritto con il supporto e il patrocinio di Luigi Capuana, professore di letteratura e stilistica italiana all’Università nel primo decennio del XX secolo. Seguendo gli insegnamenti di Giosuè Carducci, la "Nuova Italia" ha accolto Giacomo Zanella come un "nuovo poeta", un sacerdote di Vicenza che ha trasmesso lo spirito di conciliazione attraverso la poesia. Inoltre, il clima culturale del tempo non aveva dimenticato il grande Leopardi. Da qui il paragone tra i due, fatto da uno studente di chiara fede cattolica capace, tuttavia, di non dare un’enfasi eccessiva alla condanna ecclesiastica della filosofia morale di Leopardi o a qualsiasi forma di dogmatismo che dimentichi del mistero esistenziale dell’uomo.

Davide Alessandra

L’eredità di Giovan Luca Barberi 1523-1579

ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE

Fascicolo: 2 / 2018

Il presente saggio mostra i risultati di una ricerca condotta principalmente sul fondo Tribunale del Concistoro, dell’Archivio di Stato di Palermo, inerente all’ereditarietà della carica di mastro notaro della Regia Cancelleria detenuta dal 1491 al 1523 dal regio milite Giovan Luca Barberi, autore dei Capibrevi, opera fortemente voluta dal potere centrale per indagare sugli abusi della feudalità siciliana, in merito al legittimo possesso dei feudi. Indagando le relazioni familiari del regio milite si è individuato il meccanismo che ha permesso alla famiglia Lanza, baroni del Mojo, nella persona di Petruccio, marito della figlia illegittima del Barberi, a succedere e accedere alla prestigiosa carica di mastro notaro della Regia Cancelleria, inserendosi così nel bramato ambito dell’amministrazione regia a discapito di Giovan Battista Riga, anch’egli erede del Barberi in quanto sposo della figlia legittima e naturale, nonostante una pronuncia dell’imperatore Carlo V deponesse a suo favore. Ciò che emerge è l’annosa querelle che vide contrapposti per secoli il potere regio, lontano dall’isola, ed i feudatari siciliani a difesa dei loro privilegi attraverso uno spaccato di vita privata che permette di far luce sugli interessi economici e la rappresentazione del potere di due famiglie, i Barberi e i Lanza baroni del Mojo.

Antonio Mursia

Signorie rurali nella Sicilia del XII secolo. Le pergamene della chiesa di s. Pietro in Golisano (1140-1185)

ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE

Fascicolo: 2 / 2018

Un contributo di Giuseppe Petralia sulla «signoria» nella Sicilia normanno-sveva ha posto in evidenza il ritardo degli studi su tale argomento, auspicando la revisione delle indagini pregresse, a partire anzitutto dalla rilettura dei privilegi greci e latini del XII secolo. Sulla scorta di tali indicazioni, l’autore intende presentare nuovi dati sulla «signoria» in Sicilia, esaminando le pergamene della chiesa di s. Pietro di Golisano, il cui edificio sacro, insieme ad ampie pertinenze fondiarie, furono donati da Adelicia Avenell Maccabeo nel 1140 alla cattedrale di Cefalù.

Giuseppe Barone

Francesco Crispi nel giudizio della storiografia

ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE

Fascicolo: 2 / 2018

Il contributo rilegge la vicenda private e politica di Franscesco Crispi alla luce delle riflessioni storiografiche che si sono succedute nel corso del tempo. Attraverso un’attenta lettura di numerosi saggi - anche quelli più recenti - viene così ricostruita la complessa parabola crispina e il modo in cui essa è stata giudicata e interpretata dalla storiografia italiana: dall’esperienza come cospiratore ed esule a quella come statista, dalle riforme istituzionali alla politica estera, ripercorrendo luci e ombre di un uomo carismatico e ancora oggi capace di stimolare stringenti riflessioni di natura storiografica, politica e culturale.

A cura della Redazione

Abstracts

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

A cura della Redazione

Bibliografia

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Giovanni Mario Ceci

La fine della Democrazia cristiana

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Il saggio ricostruisce il dibattito scientifico relativo alla fine della Democrazia cri-stiana. Esso analizza innanzitutto le principali fasi del dibattito e le differenti peculia-rità relative a ciascuna di esse; indaga poi le principali questioni emerse nel corso del-la discussione; inoltre, esamina le più rilevanti interpretazioni elaborate dagli studiosi; infine suggerisce alcune brevi considerazioni conclusive e possibili piste di ricerca future.

Umberto Gentiloni Silveri

La politica estera

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

La storiografia più recente ha evidenziato la centralità della politica estera nell’itinerario del lungo dopoguerra italiano. Il rapporto tra il cattolicesimo politico e le dinamiche del sistema internazionale sono diventati parte di una riflessione più ampia sugli equilibri del sistema politico e sul ruolo chiave della Democrazia cristiana tra rappresentanza politica e funzioni di governo. Obiettivo dell’autore è analizzare alcuni aspetti del confronto storiografico sulla DC e la sua politica estera tra il 1945 e il 1992 attraverso due chiavi di lettura: le periodizzazioni della Repubblica; l’analisi di grandi questioni o scelte che accompagnano e definiscono la politica estera demo-cristiana. Emerge un quadro composito e contraddittorio all’interno del quale è possi-bile seguire continuità e discontinuità nel rapporto tra cattolicesimo politico e dinami-che internazionali.

Andrea Dessardo

La politica scolastica

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Il dibattito storiografico sulla politica scolastica dei cattolici è stato a lungo carat-terizzato dalla polarizzazione ideologica dovuta al ruolo politico del sistema scolasti-co: nelle politiche democristiane gli autori, nel dopoguerra, hanno perlopiù sottolinea-to i fattori di continuità con la riforma Gentile, misconoscendone gli elementi più in-novativi. La crisi istituzionale degli anni Settanta e l’intenso dibattito pedagogico di quegli anni, insieme alle difficoltà di riformare la scuola media, hanno favorito lo svi-luppo della ricerca in materia che negli anni Ottanta è riuscita a darsi una propria me-todologia e a emanciparsi da altre discipline, con la fondazione del Centro italiano per la ricerca storico-educativa (Cirse). Un’inversione dei giudizi sull’operato dei politici cattolici è stata possibile a partire dagli anni Ottanta, in concomitanza con la riforma del Concordato tra Stato e Santa Sede, grazie soprattutto al lavoro di Luciano Pazzaglia e all’incontro tra pedagogisti e storici cattolici e laici. L’attenzione degli studiosi è tornata sui processi politici e istituzionali, dopo un periodo di prevalenza delle scienze sociali e dei cultural studies. Gli ultimi anni hanno invece consentito l’emergere di posizioni neogentiliane tese a ridimensionare le conquiste del riformismo di centro-sinistra.

Michele Colucci

Le politiche sociali

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Il contributo ricostruisce le principali ricerche storiografiche relative al ruolo del cattolicesimo politico nell’Italia repubblicana prendendo come punto di osservazione l’elaborazione e l’applicazione delle politiche sociali. L’autore esamina differenti fi-loni di ricerca: la storia dello Stato sociale, la storia delle organizzazioni sociali di ma-trice cattolica, la storia del cattolicesimo politico, la storia delle istituzioni, la storia dei movimenti sociali. Vengono sinteticamente presi in esame temi quali la sanità, l’assistenza, la previdenza, la disoccupazione, il carcere, la politica migratoria, la poli-tica abitativa. Il periodo della ricostruzione presenta un quadro interpretativo consoli-dato, nel quale emerge con forza la novità della piena integrazione del contributo del cattolicesimo politico all’interno delle politiche sociali del nascente Stato repubblica-no. L’autore si sofferma anche sulle fasi successive, mettendo in evidenza, soprattutto per quanto riguarda gli anni Settanta, alcuni aspetti affrontati in modo ancora parziale dalla storiografia.

Emanuele Bernardi

Le politiche economiche

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

L’autore ripercorre alcuni nodi del dibattito storiografico sul modello di sviluppo italiano durante la Guerra Fredda, prendendo in considerazione le più rilevanti scelte economiche fatte nel periodo che va dal 1947, con i governi DC presieduti da Alcide De Gasperi, agli anni Sessanta, quando si formarono coalizioni di governo di centro-sinistra. La storiografia si è divisa nell’interpretare il peso del cattolicesimo politico: da una parte, chi ha negato un’influenza decisiva di quella cultura politica nelle scelte economiche fatte, evidenziando invece le continuità con il passato, il ruolo dei tecnici non cattolici e l’influenza o dei grandi interessi economici o di fattori esogeni; dall’altra, chi ha invece enfatizzato la funzione storica di quella cultura che, asse-gnando una forte centralità allo Stato, ha costruito e consolidato la propria capacità di governo e centralità nel sistema politico nazionale, dialogando con altre culture politiche all’interno di vincoli internazionali volti a dare vita a un modello sociale di sviluppo divenuto poi base fondante dell’Europa.

Tiziano Torresi

L’associazionismo cattolico e il collateralismo

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Il saggio offre una rassegna degli studi sul legame tra l’associazionismo cattolico, la gerarchia ecclesiastica e la Democrazia cristiana noto come collateralismo. A parti-re dagli anni Settanta, le analisi sull’argomento si sono situate al punto di intersezione tra la storiografia del mondo cattolico e quella del partito democristiano, tra la vita della Chiesa e la storia politica e civile dell’Italia repubblicana. Da questa duplice prospettiva gli studiosi hanno cercato di capire, con sguardi simultanei, la questione cattolica e la questione democristiana nella loro complessa evoluzione, come esse abbiano alimentato il dibattito politico e, insieme, la maturazione della coscienza del laicato. Il collateralismo è stato motivo di riflessione della comunità ecclesiale, bersa-glio di polemiche, oggetto di una vasta pubblicistica: suscitate e condizionate da ciò le interpretazioni hanno segnato un itinerario ermeneutico che attraversa la storiografia del cattolicesimo politico, che l’autore aiuta a ripercorrere.

Tiziana Noce

Le cattoliche in politica

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

L’autrice presenta una rassegna delle principali pubblicazioni sull’azione politica delle donne cattoliche nell’Italia repubblicana. La prima ad occuparsi della storia politica delle cattoliche in Italia è stata Paola Gaiotti De Biase, che è ancora la maggior esponente di questo campo di studi. Le sue analisi e interpretazioni sul rapporto fra Chiesa, religione e modernità e su quello fra donne e secolarizzazione hanno guidato le ricerche sull’associazionismo politico femminile, essendo all’incrocio tra storia politica, storia politica delle donne e storia della Chiesa. L’ottica di genere aiuta infatti a chiarire alcuni nodi della storiografia repubblicana. Oggi si può parlare di una storiografia plurale ben consolidata e aperta al riconoscimento dell’importanza dei diversi punti di vista per far avanzare la conoscenza storica.

Tommaso Baris

Partito, correnti e radicamento territoriale

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Il saggio ricostruisce la discussione storiografica sulla struttura organizzativa della Democrazia cristiana dalla sua fondazione sino alla fine di quel partito, analizzando il dibattito tra gli storici sul tema dagli anni Settanta sino ai nostri giorni. In questo quadro un ruolo particolare è stato dedicato al fenomeno delle correnti, sottolineando la diversa idea di partito che i principali leader democristiani da subito manifestarono. Le correnti si svilupparono anche a partire dal radicamento locale dei suoi maggiori esponenti, come dimostra il caso più esemplare in tal senso, quello della corrente Primavera predominante nel Lazio, circoscrizione elettorale del suo ispiratore, Giulio Andreotti. Attraverso la conquista dei delegati a livello provinciale le correnti rafforzarono le loro posizioni dentro un partito sempre più centro dell'intero sistema politico. I recenti studi locali sulla DC segnalano l’articolato intreccio tra dimensione nazionale, centralità del partito democristiano, radicamento locale dei suoi diversi leader grazie alle risorse dell’intervento pubblico, rivelando la natura cruciale di questa dimensione per comprendere il ruolo della DC nella società italiana.

Paolo Acanfora

Il dialogo tra democristiani e comunisti

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Il saggio analizza il modo in cui la storiografia ha letto ed interpretato le diverse fasi del complesso dialogo tra democristiani e comunisti. Partendo da una proposta di delimitazione del campo di indagine, si sono distinte tre fasi della storia repubblicana in cui la questione del dialogo è emersa nei termini di una progettualità politica, per quanto difficile e diversamente interpretata dagli stessi soggetti che l’hanno promossa. Una prima fase relativa alla problematica tenuta della coalizione antifascista sia in sede costituente che di governo. Una seconda concentrata sulla cosiddetta "strategia dell’attenzione" verso il Pci inaugurata da Aldo Moro alla fine degli anni Sessanta. Una terza ed ultima fase coincidente con gli anni della solidarietà nazionale, punto di arrivo di due diverse strategie: il compromesso storico proposto da Enrico Berlinguer e la terza fase promossa da Aldo Moro.

Paolo Zanini

Gli altri cattolicesimi politici

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Il saggio mira ad analizzare la storiografia relativa agli "altri cattolicesimi politici", ossia alle formazioni politiche d’ispirazione cattolica distinte dalla DC che hanno operato nella storia repubblicana fino alla svolta del 1992-1993. In particolare il testo si focalizza su quattro aspetti: il dialogo con il mondo marxista, sviluppatosi tra la seconda guerra mondiale e il dopoguerra e caratterizzato dall’emergere dei cattolici-comunisti e del Partito cristiano-sociale; gli anni Settanta e i tentativi di coniugare prospettive politiche marxiste e istanze riformatrici all’interno della Chiesa; il proces-so di disfacimento della DC e il faticoso e incompleto emergere di un secondo partito cattolico, d’orientamento progressista, tra anni Settanta e primi anni Novanta; il mo-vimento milazzista, infine, e il tentativo di dar vita a un partito cattolico regionalista nella Sicilia di fine anni Cinquanta. Queste quattro fasi sono state analizzate dalla storiografia degli ultimi quarant’anni con diversa ampiezza. In tutti i casi, però, appare evidente il nesso tra clima politico e urgenza della ricerca storica e i profondi contatti tra storiografia ed elaborazione politica.

Marialuisa Lucia Sergio

Il cattolicesimo politico e la Chiesa dopo il Concilio Vaticano II

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

La crisi dell’unità politica dei cattolici e il declino della Democrazia cristiana sono solo alcuni degli effetti che il Concilio Vaticano II ha avuto sulla trasformazione del sistema politico italiano. Una vasta storiografia, soprattutto a partire dagli anni No-vanta, analizza le conseguenze di lungo periodo dell’aggiornamento conciliare, che ha ridefinito i confini e i contenuti della geografia politica cattolica. Essa riflette sulle continuità/discontinuità fra le istanze sociali ed evangelizzatrici del pontificato di Montini e le rivendicazioni identitarie del progetto wojtyliano in risposta alla disarti-colazione delle forme della presenza religiosa in una postmodernità priva di legami di senso. La riorganizzazione della Cei, la fine del collateralismo, i nuovi movimenti ec-clesiali, il dissenso, le spinte centrifughe a sinistra e le pulsioni dogmatiche e neo-intransigenti a destra della DC sono alcuni dei temi al centro del dibattito storiografi-co, che s’interroga su un cattolicesimo politico che dopo il Vaticano II, privato della sua centralità nella vita repubblicana e dismessa la forma-partito novecentesca, si trova ancora di fronte alle grandi sfide, spesso irrisolte, della questione cattolica nella contemporaneità, quali il rapporto fra Chiesa e nazione e fra religione e democrazia.

Laura Ciglioni

La Democrazia cristiana e il centro-sinistra

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Il saggio ricostruisce il dibattito storiografico sulla DC negli anni del centro-sinistra, prendendo in considerazione: la questione della periodizzazione e il dibattito sulle riforme; l’analisi della gestione della modernizzazione dell’Italia da parte della DC; il problema dell’unità del partito dei cattolici e del suo rapporto con l’autorità ec-clesiastica; il peso delle dinamiche internazionali.

Michele Marchi

Amintore Fanfani e Aldo Moro

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2018

Obiettivo del contributo è quello di riflettere sulla produzione storiografica relativa ai due principali leader della DC, Amintore Fanfani e Aldo Moro. Dopo aver spiegato le caratteristiche peculiari di esercizio della leadership in un partito-federazione come quello democristiano e in un sistema bloccato come quello italiano nel periodo della Guerra Fredda, il saggio si articola attorno a due momenti principali. Il primo è quello degli anni della cosiddetta apertura a sinistra, dalla fine del centrismo all’esaurirsi del centro-sinistra organico. In questa prima parte si sottolineano in particolare il primato della leadership fanfaniana nella prima fase e la contrapposizione tra questa e l’emergere di quella morotea dall’altra. L’altro elemento fondamentale consiste poi nelle differenti interpretazioni del centro-sinistra e del ruolo che in esso svolgono i due leader. La seconda parte dell’articolo è dedicata al cosiddetto "decennio moroteo". In questo decennio la centralità della leadership morotea è totale, mentre si registra la quasi assenza di studi sulla figura di Fanfani. L’analisi è stata condotta sulle principali monografie e sugli articoli pubblicati sulle principali riviste, ma si è anche concentrata sulla lettura delle più autorevoli sintesi di storia d’Italia.