RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 106415 titoli

Questo studio indaga come i rifugiati utilizzino gli smartphone per affrontare le interruzioni temporali causate dalla migrazione forzata, basandosi su teorie relative alla costruzione della realtà sociale e alla mediatizzazione. Attraverso una metodologia qualitativa che comprende interviste narrative e semi-strutturate con richiedenti asilo al confine settentrionale dell’Italia, la ricerca esplora il concetto di “affordance immaginate” e la loro evoluzione nelle diverse fasi del percorso dei rifugiati. I risultati rivelano che gli smartphone fungono da strumenti essenziali per mantenere la continuità temporale, collegando il passato, il presente e il futuro dei rifugiati all’interno di un “terzo spazio” digitale che trascende i confini fisici. Questa co-presenza digitale aiuta i rifugiati a ricostruire un senso coerente di sé, a gestire il disagio emotivo e a immaginare possibilità future nonostante le sfide del dislocamento. Lo studio evidenzia il doppio ruolo degli smartphone, sia come strumenti pratici di comunicazione che come dispositivi di sopravvivenza emotiva, sottolineando la necessità di politiche che affrontino le disuguaglianze digitali per supportare l’agency e l’integrazione dei rifugiati. La ricerca arricchisce la comprensione del nesso tra migrazione e digitalizzazione, mettendo in primo piano il tempo e la temporalità come categorie analitiche critiche nelle esperienze vissute delle popolazioni dislocate.

Walter Stefano Baroni, Gabriella Petti

Soggettività liminali. Orsi e migranti nella fabbrica del securitarismo

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2026

L’articolo si concentra sul caso degli orsi Trentini. Reintrodotti nell’area a inizio degli anni 2000, sono stati prima accolti con benevolenza dai locali per poi trasformarsi in presenze minacciose e oggetti di timore. Ad accelerare questo processo è stata la morte di Andrea Papi nell’aprile del 2023, che ha attribuito, una volta per tutte, a questi grandi mammiferi lo status di pericolosi estranei. La vicenda di questi orsi e la loro gestione politica presentano un impressionante isomorfismo con le storie di migrazioni e respingimenti contemporanei. A essere in gioco sono gli stessi problemi del confine – tra foresta e città, nel caso degli orsi – del razzismo – gli orsi trentini vengono dalla Slovenia – del sessismo – a essere perseguitate sono soprattutto le orse femmine – la costruzione di comunità di odio. Anche l’armamentario gestionale è simile: campi di detenzione amministrativa e utilizzo incontrollato del diritto amministrativo punitivo. Lo studio di questa micro-storia serve dunque ad ampliare lo sguardo sulle politiche anti-immigrazione e securitarie contemporanee e a mostrare come esse stringano esseri viventi umani e non umani nello stesso abbraccio mortale.

Ivana Acocella, Chiara Carbone, Brunella Casalini, Costanza Gasparo

Oltre le rimesse economiche: memoria, mobilitazione e rimesse politico-culturali della diaspora ucraina

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2026

L’articolo indaga le azioni di solidarietà verso la madrepatria degli ucraini che vivono in Italia in risposta all’emergenza bellica. L’indagine si basa su una ricerca condotta in Toscana con gruppi laici, religiosi, formali e informali, impegnati in azioni di raccolta e invio di soldi e beni di prima necessità. L’analisi delle interviste raccolte evidenzia come la mobilitazione per sostenere tali azioni collettive di solidarietà fosse stata messa alla prova, da alcune realtà, già a seguito degli eventi politici che avevano colpito l’Ucraina tra il 2013 e il 2014 e non sia mai stata riducibile al mero trasferimento di risorse materiali. Al centro di tali forme di mobilitazione, infatti, si colloca la costruzione e la salvaguardia della memoria collettiva del proprio popolo da parte della collettività ucraina che vive all’estero, un’attività che ne mostra la crescita come forza politica e culturale su almeno due piani: quello del sostegno per l’indipendenza e l’identità nazionale ucraina e quello per la protezione delle città ucraine dalla distruzione fisica e simbolica.

Il saggio indaga le pratiche di solidarietà affettiva e funzionale nelle relazioni intergenerazionali transnazionali fra nipoti musulmani residenti in Italia e nonni residenti in patria. La ricerca, basata sull’analisi di 28 interviste semi-strutturate, analizza le testimonianze e le prospettive dei nipoti rispetto alle pratiche di solidarietà e cura che coinvolgono la rete familiare emigrata e quella residente in patria. Dai dati risulta una profonda distanza culturale fra la generazione dei nonni e dei nipoti, dovuta al processo migratorio, che rende difficoltosa la conoscenza reciproca e, dunque, la costruzione di un rapporto soddisfacente, sebbene risulti presente una forte solidarietà affettiva ed economica. I principali sostegni economici riguardano le problematiche relative alla salute e il miglioramento della qualità abitativa. L’islam si conferma come fattore decisivo nel rafforzamento di pratiche di cura e sostegno intrafamiliari e intercomunitarie a livello transnazionale.

Masa Filipovic Hrast, Nicholas Pleace

Comparative experiences of non-EU migrant homelessness

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2026

This paper summarises the results of a recent study led by the European Observatory on Homelessness which operates under the auspices of FEANTSA, the European Federation of Homelessness Organisations. The study compared the nature and extent of non-EU migrant homelessness across 16 EU Member States and drew some comparisons with the UK. The study used a standardised questionnaire which was completed by individuals and teams with the relevant specialist knowledge in each country. The research found that patterns of non-EU migrant homelessness varied considerably across different EU Member States, reflecting different systems for providing (or not providing) temporary accommodation for people seeking asylum (international protection), the level and nature of migration and a range of other factors. It was also found that the level of data collection on non- EU migrant homelessness was highly variable and often limited. This meant that many dimensions of non-EU migrant homelessness were not fully understood at the level of individual EU Member States, nor at EU level. A full report of the study results described here can be found on the FEANTSA website.

Deborah Erminio

Dalla migrazione alla strada

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2026

L’articolo analizza la condizione delle persone senza dimora a partire da una ricerca empirica condotta nel 2023, con particolare attenzione alle traiettorie migratorie e alle modalità di utilizzo dello spazio urbano. I risultati evidenziano come l’homelessness sia caratterizzata da un’elevata mobilità, distinguibile tra persone senza dimora “stanziali”, “stagionali” e “transitorie”, nonché da percorsi di accesso alla strada differenziati. In particolare, tra le persone di origine straniera emergono tre profili ricorrenti: soggetti fuoriusciti dai circuiti dell’asilo senza aver raggiunto l’autonomia; persone in condizione di irregolarità giuridica, escluse dal lavoro e dai servizi; individui il cui percorso di integrazione socio-economica si è interrotto a seguito della perdita del permesso di soggiorno. L’articolo mette inoltre in luce come, pur in assenza di una dimora materiale (house), le persone senza dimora sviluppino pratiche di appropriazione simbolica dello spazio pubblico, ricostruendo forme di home e capitale sociale informale attraverso routine quotidiane e relazioni con luoghi e attori urbani. In questo quadro, gli interventi di allontanamento e sgombero, spesso giustificati in nome del decoro urbano, risultano poco efficaci nel governo del fenomeno, mentre sarebbe più proficuo ripensare ad approcci centrati sul lavoro sociale di prossimità.

L’articolo contribuisce al dibattito sociologico sulla relazione tra migrazione e homelessness attraverso uno studio di caso focalizzato sulla città di Como, crocevia di differenti traiettorie di mobilità. La ricerca adotta una metodologia mista, basata sulla triangolazione di diverse fonti e su una prolungata indagine etnografica condotta all’interno di un dormitorio e presso i principali snodi dell’accoglienza. Il contributo esamina innanzitutto la linea di tensione esistente tra le politiche municipali di stampo espulsivo e aporofobico e la resilienza di una rete solidale nata dal basso, mettendo in luce la polarizzazione tra la costruzione di un brand turistico internazionale e il retroscena urbano dell’emarginazione. Successivamente l’articolo esplora la condizione di senza dimora tra la popolazione straniera e discute una tipologia di sette profili che delinea l’eterogeneità delle forme di disagio socio-abitativo. La ricerca porta quindi all’attenzione l’evoluzione nel legame tra migrazione e marginalità che, sebbene osservata attraverso la lente specifica del confine comasco, riflette dinamiche più ampie e profonde. L’homelessness non costituisce infatti una condizione statica e un punto di arrivo, ma si configura come un’esperienza ibrida e transitoria, alimentata dall’incertezza dello status giuridico e dalla fragilità dei legami sociali e delle reti istituzionali. Si delinea così uno scenario in cui derive, cadute e faticose risalite si intrecciano in un contesto urbano di confine, specchio di come la crescente stratificazione dei percorsi migratori si colleghi a nuovi e complessi processi di esclusione ed emarginazione.

L’autrice sostiene che dalla connessione tra migrazioni e homelessness emergono ulteriori difficoltà che le persone con background migratorio incontrano nel raggiungere livelli di autonomia economica adeguati in relazione, soprattutto, a problematiche connesse a barriere linguistiche, lavorative e burocratiche, che si incrementano nel caso in cui siano presenti problemi familiari e di salute. Come emerge dalle rilevazioni Istat (2014), scivolare in una situazione di grave emarginazione per i cittadini stranieri appare piuttosto facile. I dati, infatti, restituiscono un quadro complesso che interessa un’ampia fascia di stranieri in condizioni di precarietà abitativa o senza un’abitazione stabile e sicura che si spostano frequentemente tra vari tipi di dormitori, strutture di accoglienza, convivenze per motivi di cura e assistenza o che vivono in sistemazioni di fortuna senza un riparo che possa essere definito come una soluzione abitativa sicura (Cortese, 2023). Il paper avrà l’obiettivo di presentare i risultati di una ricerca esplorativa con un focus su stranieri e straniere senza dimora, presi in carico dai servizi nelle città di Palermo e di Torino, alcuni dei quali hanno avviato un percorso di Housing First.

Teresa Consoli, Caterina Cortese

Senza dimora e migranti in Italia. Dati, traiettorie, prospettive di analisi e di intervento

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2026

Il presente contributo esamina l'intersezione tra i fenomeni della migrazione e della condizione di senza dimora in Italia. Contestualizzando il tema nel quadro delle crisi economiche e dei crescenti flussi migratori degli ultimi anni, il testo evidenzia come i migranti rappresentino una quota significativa e in aumento della popolazione senza dimora in Europa e, in particolare, in Italia. Vengono evidenziate le ambiguità delle classificazioni esistenti nel rilevare e categorizzare le specifiche vulnerabilità dei migranti, spesso legate a percorsi migratori complessi, condizioni giuridiche precarie e difficoltà di accesso all’alloggio e ai servizi. Attraverso l'analisi di dati provenienti da diverse fonti italiane (ISTAT, Caritas, fio.PSD) ed europee (European Homelessness Count), il contributo mostra l’alta numerosità dei migranti, in particolare di quelli provenienti da paesi extra-UE tra le persone senza dimora e la carenza di servizi loro dedicati.

Teresa Consoli, Samuele Davide Molli

L’homelessness nei processi migratori: un’introduzione alle cornici teoriche e alle evidenze empiriche

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2026

Questo contributo introduce il numero monografico di Mondi Migranti dedicato al nesso tra migrazione e grave emarginazione, un tema di crescente importanza ed interesse ma ancora poco indagato nel panorama scientifico italiano. Mentre il dibattito pubblico riduce spesso la complessità del fenomeno ad un problema di sicurezza o decoro urbano, il saggio introduttivo intende decostruire tali narrazioni proponendo una rassegna delle coordinate teoriche utili a comprendere la natura intersezionale e multidimensionale dell’homelessness tra la popolazione straniera. Partendo dai dati più recenti, si identificano quindi i principali fattori di rischio che possono alimentare condizioni di esclusione socio-abitativa nei percorsi migratori. Nello specifico, si discute l'incidenza della povertà e la questione occupazionale, per poi considerare il ruolo delle barriere istituzionali e le relative logiche di welfare chauvinism che limitano l’accesso alle prestazioni sociali. Si approfondisce inoltre la vulnerabilità prodotta per via normativa, focalizzandosi infine sulla dimensione relazionale e individuale. L’analisi si concentra infatti sulla fragilità delle reti sociali, sul deterioramento della salute psicofisica e sulle problematiche legate alle dipendenze e ai difficili percorsi post-detentivi. Si offre quindi una chiave di lettura integrata, che connette criticità sistemiche e personali, predisponendo la cornice interpretativa ai diversi studi di caso, nazionali ed europei, presentati nel numero monografico.

Angela Genova, Marco Ingrosso, Christian Pristipino

Building up transdisciplinarity in One Health: working together beyond epistemic authoritarianism

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 2 / 2026

How do we build up a transdisciplinary knowledge to develop the integrated One Health perspective? This article outlines the theoretical and practical path taken by the Italian Sociological Association. It discusses the main steps in this process, highlighting the role of time (the interdisciplinary dialogue has been ongoing since the 1970s), working together (organizing several joint events) pleasure of venturing into uncharted realms of applied knowledge, transcending the limits imposed by epistemic authoritarianism.

Anna Rosa Favretto, Angela Genova

Introduction

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 2 / 2026

This article is a re-elaboration based on the book Archi-Therapeia. The Influ-ence of Architecture on the PNEI Mind-Body System authored by Silvia Moneti, Architect and Teacher with a Master’s degree in PNEI and Integrated Care Science. In particular, reference is made to the chapter concerning design guidelines for healthcare facilities, with the aim of presenting a set of strategies that can be implemented within care envi-ronments to promote patients’ psychophysical wellbeing. The initial sections address issues related to orientation, accessibility, social interaction, spatial organization and personalization of the patient room. The discussion then proceeds with the presentation of guidelines concerning lighting, acoustics and clinical aromatherapy. The final sections focus on the design of labor and breastfeeding rooms, intensive care units and spaces for home-based care. The article concludes with the hope that the collected evidence may be translated into future architectural projects for healthcare facilities and care environments, while continuing to promote Architecture as a discipline within the PNEI framework and as a form of integrated therapy in its own right.

Ilario Alvino, Orsola Razzolini

Le inchieste della Procura di Milano: un approccio integrato alla tutela del lavoro

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: PRE / 1900

Nel contributo gli Autori esaminano alcuni decreti di applicazione e revoca dell’amministrazione giudiziaria disposti dal Tribunale di Milano, SAMP, nei confronti di società a capo di filiere operative nei settori della logistica, della moda e del food delivery nonché i provvedimenti adottati dall’Agcm nei confronti di Armani e Dior. Vengono quindi formulate alcune riflessioni nella prospettiva del diritto del lavoro, con particolare riferimen-to alla problematica del lavoro povero e della ricostruzione delle responsabilità nelle catene degli appalti e subappalti. Vengono quindi considerate le potenzialità e i limiti della misura dell’amministrazione giudiziaria, tenendo conto anche dei suggerimenti emersi negli studi re-centi in materia di organizzazione aziendale

Maria Rosa Battaggion, Lucio Imberti

Potere di mercato del committente e false cooperative: un’analisi interdisciplinare

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: PRE / 1900

Il saggio si domanda se e come la disciplina dei rapporti e del mercato del lavoro possa efficacemente orientare gli operatori economici verso scelte volte a privilegiare la regolarità del lavoro. Prendendo le mosse dal caso emblematico delle cooperative – e dal frequente uso distorto di tale forma societaria per eludere non solo la tutela dei lavoratori, ma anche il corretto adempimento degli obblighi fiscali e previdenziali – l’indagine affronta la questione dell’effettività delle discipline (giuslavoristiche, penalistiche e tributarie) volte a regolare il mercato del lavoro e della loro capacità di sanzionare efficacemente la violazio-ne delle norme. In questo senso, alla prospettiva giuslavoristica si affianca una prospettiva di analisi microeconomica, che, facendo riferimento alla teoria dell’agenzia, evidenzia come asimmetrie informative, problemi di incentivazione e carenze nei meccanismi di monitorag-gio favoriscano comportamenti opportunistici e processi di selezione avversa. In tali conte-sti, la competizione sul prezzo tende a trasferire il rischio economico lungo la filiera fino ai lavoratori, alimentando lavoro povero e dumping sociale. Il saggio si chiude con sintetiche riflessioni dedicate anche a valutare in che misura un’efficace regolazione del lavoro possa contribuire a una leale concorrenza tra imprese.

Francesco Visentin, Elisa Magnani, Stefano Piastra, Margherita Cisani, Luca Bonardi

Gli uomini pesce di Wu Ming 1 (2024)

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 1 / 2026

È con grande piacere che la Rivista geografica italiana ospita un commento multivocale nella forma di forum al romanzo di Wu Ming 1 pubblicato poco più di un anno fa (15 ottobre 2024); romanzo le cui geografie letterarie includono diversi luoghi praticati e analizzati dalla comunità di geografia italiana.
Questo forum, dunque, a differenza di altri precedentemente pubblicati, non muove da un volume accademico o da un dibattito già aperto in una sede prettamente scientifica, ma da un testo di finzione che discute diverse questioni ‘squisitamente geografiche’ – secondo l’espressione usata dal primo autore e curatore del forum, Francesco Visentin – attorno al Delta del Po e, più in generale, sui possibili effetti del cambiamento climatico.
Il forum ospita contributi di alcune geografe e geografi, oltre a Francesco Visentin, Elisa Magnani, Stefano Piastra, Margherita Cisani e Luca Bonardi. Si tratta di colleghe e colleghi appassionate lettrici dell’autore (sappiamo essere una cosa comune) che in questo romanzo hanno ritrovato, e a noi raccontato, le molteplici connessioni tra i contenuti del libro e il mondo della Geografia praticato ‘disciplinarmente’ o ‘professionalmente’, inclusivo dei suoi aspetti problematici.
Alcuni dei contributi associano al commentario un legame personale con persone, cose, luoghi, paesaggi e processi. Ospitare questo forum è per la redazione, e crediamo per tutta la nostra comunità, anche un modo per ricordare con estremo affetto e stima profonda la nostra collega Federica Letizia Cavallo (1973 – 2023), che nel libro compare e di cui possiamo immaginare che il volume Terre, acque, macchine. Geografie della bonifica in Italia tra Ottocento e Novecento (Diabasis, 2011) abbia avuto un ruolo significativo nel sedimentare il substrato scientifico su cui il libro si basa. Ma di Federica il libro contiene anche la gentilezza, la curiosità e l’anticonformismo mai ostentato: ci fa piacere sapere che in queste pagine potremo sempre ritrovarla.

La Redazione