RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105574 titoli

Andrea Grippo, Maria Giovanna Musso

Rappresentazioni e prospettive della marginalità: uno studio sociologico

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

L’articolo esplora il tema della marginalità in Italia esaminando in che modo le politiche territoriali abbiano risposto al declino socioeconomico delle aree marginali e alle crescenti sfide dello sviluppo locale. Due iniziative di rilievo vengono esaminate: la Strategia nazionale aree interne e il Bando nazionale borghi. Viene proposta una riflessione critica sugli esiti di lungo termine di tali politiche, indagandone l’impatto sul processo di costruzione e trasformazione delle identità collettive delle comunità locali. L’obiettivo è contribuire a individuare strategie che promuovano uno sviluppo territoriale sostenibile e inclusivo, capace di integrare la valorizzazione economica con il recupero del tessuto socioculturale, contrastando in modo efficace le dinamiche di marginalizzazione.

Silvia Lanteri, Giulia Montanaro, Martina Spinelli, Ianira Vassallo

I processi di commoning come dispositivi del progetto di rigenerazione in contesti marginali

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Il contributo si inserisce nel recente dibattito sulle esperienze di commoning, tipicamente presenti in aree metropolitane in risposta a processi di finanziarizzazione e privatizzazione dello spazio, con l’obiettivo di osservarne la recente traslazione in contesti marginali, dove le dinamiche di appropriazione e uso del territorio avvengono con modalità e per ragioni molto diverse. L’attenzione si concentra sul progetto An (Architecture) School of commons (asoc), per indagare se e come i processi di commoning siano in grado di rispondere alle sfide contemporanee delle professioni legate alla progettazione, e alla necessità di costruire nuove visioni per questi territori.

Agnese Lombardini, Marco Mareggi

Lasciti materiali di geografie dormienti nell’area di Rimini

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

L’articolo esplora la relazione tra la nota località turistica, la riviera romagnola, e il suo entroterra. Mentre nel secondo dopoguerra Rimini diventa una ‘metropoliriviera’ di vacanze di massa e urbanità diffusa, la valle del Marecchia subisce dinamiche di spopolamento e contrazione abitativa. Da una lettura dall’alto (ricerca bibliografica e cartografica e analisi statistica) e da esplorazioni del territorio (sopraluoghi e interviste) emerge un rapporto ambivalente tra costa e collina, con fenomeni concomitanti di crescita e contrazione. In entrambi i contesti restano tracce materiali, restituite in un abaco del patrimonio dismesso. Edifici, spazi aperti e infrastrutture sono risorse latenti disomogeee, capaci di generare scenari alternativi di trasformazione e nuove interazioni.

Mariella Annese, Sergio Bisciglia, Letizia Chiapperino, Nicola Martinelli

Progettare il superamento degli insediamenti abusivi dei lavoratori agricoli: questioni e prospettive

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

L’occasione offerta dal pnrr con la Misura 5C2 investimento 2.2 ‘Piani urbani integrati per il superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura’ consente ai territori gravati dalla problematica di beneficiare di finanziamenti per migliorare le soluzioni insediative della condizione abitativa e per consentire la fuoriuscita dai circuiti di illegalità dei lavoratori stagionali. Il contributo si concentra sulla ricerca-azione portata avanti dal dipartimento ArCoD del Politecnico di Bari, tuttora in corso, sull’insediamento informale abusivo di Borgo Mezzanone nel territorio della Capitanata e riflette sulle modalità con cui una politica abitativa ambiziosa e straordinaria possa definire un nuovo spazio ‘abilitante’ dove sollecitare le capacità di appropriazione e le relazioni sociali.

Camillo Boano, Edoardo Ciuffreda, Manuel Grimaldi, Antonio Stopani

Dispositivi di non rappresentazione: il casolare e il ghetto nella frontiera migratoria foggiana

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Incrociando una varietà di letterature e riferimenti, l’articolo analizza la proliferazione degli insediamenti informali in Capitanata, l’affermarsi del ‘ghetto’ nelle sue rappresentazioni, le letture contrastanti del nesso tra ghettizzazione e trasformazioni economiche, tra cui le politiche pubbliche sono chiamate a ispirarsi. La riflessione critica si incentra su una archeologia di figure per una comprensione territoriale: il casolare e il ghetto, prendendo in considerazione tanto la loro proliferazione quanto la loro evoluzione verso caratteri sempre meno temporanei e stagionali, e del loro ‘fare’ e ‘farsi città’, delle attività e delle socialità che ne organizzano lo spazio e gerarchizzano gli usi. L’articolo suggerisce che il casolare e il ghetto siano in grado di generare dispositivi di non rappresentazione, dove il pensiero si propone, in primo luogo, di provare a decolonizzare il nostro immaginario sulla produzione e sulla migrazione.

Mariella Annese, Camillo Boano, Letizia Chiapperino, Antonio Stopani

Insediamenti informali e prospettive di superamento nella Capitanata rurale

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Il servizio si concentra sui paesaggi rurali della Capitanata, importante territorio nella geografia della produzione agroalimentare dove si addensano forme insediative come tracce di dinamiche di sfruttamento dei lavoratori migranti, in transito o residenti in modo permanente nel contesto regionale pugliese, esacerbate da gerarchie di potere e processi economici di scala transnazionale. Con il ricorso a indagini multidisciplinari, le riflessioni sviluppano posizioni differenti intorno al paradigma socio-spaziale del ‘campo’ informale e al suo ‘superamento’, inteso come affrancazione dalla precarietà abitativa, lavorativa ed economica, e si confrontano con approcci complementari di tipo teorico e pragmatico, secondo le finalità perseguite dai due gruppi di ricerca coinvolti.

Aubrey Toldi

Minding the gap: questioning our strategy to bridge urban theory and practice

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Explicit debates about theory-practice tensions have evolved over the past decades. Recently, there has been much focus on exposing the practical and theoretical shortcomings of deliberation (critique), lending urban scholars to call for new, enlightened ways of acting (vision). While this has brought about broader disciplinary awareness, many still struggle to respond to calls for more inclusive, collaborative, and reflexive actions. Why? In efforts to move this conversation forward, this paper calls into question this ‘critique and vision’ strategy and proposes that planners consider approaching this debate with a ‘naming and anticipating’ attitude instead.

Sumaita Tahseen, Matteo Umberto Poli

‘Her’ land. (Ecofeminist principles for flood resiliency and seed preservation)

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Ecofeminism asserts a direct biological and philosophical connection between the female and the earth, addressing feminine forces as primary protagonists of reviving the soil. This research focuses on the marginalized women farmers in Bangladesh, examining how gender inequality is perpetuated by the militarization of feminine knowledge and the denial of women’s potential as environmental stewards despite their integral role in sustainable food production. The research elucidates the depth of women farmers’ understanding of ecological interconnectedness and resilient land systems. The findings offer valuable insights for an alternative recipe of equitable and holistic food production system in agrarian landscapes, fostering seed and diversity.

Abdallah Jreij, Dafni Riga, Danila Saulino

Reporting lessons, outcomes, and open issues from the 18th AESOP Young academics conference

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Young researchers in urban planning often struggle to find ‘safe spaces’ and academic opportunities to discuss their work and receive constructive feedback. The 18th aesop Young Academics conference provided such a platform. The event, articulated around five tracks, addressed key gaps in the field of urban planning, including urban-rural dynamics, academia-practice divide, and planning for coexistence among humans, animal and natural species, and the environment. This paper shares the experience of the conference by reflecting on its conception, themes, outcomes, and legacy. The most significant outcome lies in the identification of key points and open issues that form a foundation for young researchers to tackle the growing challenges of coexistence.

Marco Migliore, Filippo Oppimitti, Filippo Orsini, Giancarlo Paganin

Urban vertical farms as new urban infrastructures

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Vertical farming has had a remarkable technical and applicative progression in recent years, since its diffusion could contribute significantly to the achievement, by 2030, of the UN’s global goals. The EU has funded several projects aimed at promoting new models of urban vertical farms, which are reported in this essay. The paper presents a strategy for the implementation of urban vertical farming at the urban scale, as an infrastructural form for the local community, that also became a system of urban regeneration. The implementation strategy, based on the hypothesis of reuse of abandoned or underused urban areas, is tested in the specific context of Milan, with maps and simulations, and shows how vertical farm systems can address the declining per capita agricultural land and meet the growing food demand due to population increases.

Matteo Clementi, Valentina Dessì, Mariana Pereira Guimarães

Mapping the climate in the urban fabric. The first step for farming the city

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Urban agriculture represents for the city a mix of opportunities from several perspectives. From an environmental point of view, as it uses water, soil and waste (as potential nutrients) can be part of urban and building metabolism. Furthermore, it can represent a useful piece for the continuity and strengthening of the urban green infrastructure, as it intercepts and enhances dedicated lots – shared community and municipal gardens – but also rooftops and vertical surfaces. From these premises, the bize_UrFarm research draws inspiration, introducing among the city’s resources that enhance urban agriculture the surfaces of buildings, which was previously considered an impediment to the development of urban agriculture in urbanized contexts.

Michele D’Ostuni, Tong Zou, Giorgio Prosdocimi Gianquinto

Verde produttivo verticale: una rassegna di casi studio europei

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Nell’ambito dell’architettura del paesaggio, il verde verticale è un approccio progettuale biofilico volto a rispondere alle aspirazioni contemporanee di integrazione tra ambiente costruito e natura. Ispirandosi alla provocazione formulata da Leberecht Migge nel 1919, l’integrazione di giardini edibili negli edifici emerge come strategia per promuovere l’autosufficienza e il benessere sociale. Questo studio analizza il potenziale del verde verticale come soluzione per l’agricoltura urbana, finalizzata a fondere architettura e natura, garantendo l’accesso a cibo fresco prodotto localmente. L’analisi di casi studio europei illustra l’applicazione dell’agricoltura fuori suolo integrata, evidenziandone la capacità di incrementare la produttività, ridurre l’inquinamento e rafforzare la resilienza degli ecosistemi. Infine, lo studio esamina sfide e limiti di queste pratiche innovative.

Valentina Dessì, Matteo Clementi

Carbon neutral urban farming: scenarios and perspectives

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

This article introduces a section that collects contributions from two research studies on urban agriculture – Bize_UrFarm and strame. The themes reported in the following articles have many points in common, starting with the fact that they all intercept the urban built environment, with its infrastructure (overpasses, disused constructions and railways...) and buildings with different functions. They both aim to identify its potential, with analysis and mappings from the large scale of the city, and then defining intervention strategies at the medium-to-small scale of the architectural object and its parts, roofs, blind facades, and service spaces that can contribute to the creation of a productive green infrastructure capable of improving the environmental and social aspects of the city.

Negli ultimi 50 anni il territorio antropizzato ha subito un profondo processo di trasformazione al fine di allinearsi alle politiche globali e rispondere alle esigenze della società contemporanea, primo fra tutti il bisogno primario di cibo. Dalla rivoluzione verde all’agricoltura urbana, il contesto urbano e peri-urbano si è evoluto verso vere e proprie AgroCities. Questo rapporto ‘ruralitàurbanità’, con l’evoluzione tecnologica e l’avvio della trasformatione digitale, si è poi arricchito di nuove connotazioni (innovazione, creatività, sostenibilità), volte a ripensare il paradigma urbano della città proiettata al futuro. L’articolo sintetizza questi processi di trasformazione utili a comprendere i fattori che hanno influenzato le città contemporanee e delineato i possibili scenari futuri.

Nicola Valentino Canessa

Resili(g)ent Cities, Dream Cities: attrattività urbana e fragilità territoriale

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Le città resili(g)enti, capaci di combinare resilienza e intelligenza (digitale e umana), sono quelle che non solo sopravvivono agli shock e agli stress, ma che utilizzano queste esperienze come opportunità per trasformarsi e migliorare. Questo processo di trasformazione può includere l’adozione di politiche e strategie che promuovano la sostenibilità in un processo dinamico che richiede un impegno costante e la capacità di anticipare e pianificare il futuro. Tra le sfide della resilienza urbana territoriale sta prendendo piede sempre di più quella legata al over-tourism, che la ricerca Dream Cities cerca di inquadrare da rischio a risorsa, immaginando nuove logiche territoriali di ridistribuzione.

La mobilità è uno dei fattori che ha caratterizzato l’evoluzione delle città: dalla città antica, compatta e stratificata di carri e carrozze (walking city), all’introduzione dei primi mezzi meccanizzati di trasporto, alla città nuova a maglie più ampie e reticolari (transit city), in cui le automobili si diffondono, fino alla città dello sprawl (automotive city), ove i caratteri dell’urbano lasciano spazio alla diffusione insediativa. Nell’era dell’Hyperautomobility (Freund, Martin, 2009) e della crisi climatica globale, la ricerca di nuovi paradigmi per la sostenibilità dei trasporti rappresenta una questione urbana cruciale. A partire dal caso di Genova, l’articolo propone sistemi di inter-modalità ciclabile e riduzione della dipendenza dall’automobile della conurbazione costiera ligure.

Giampiero Lombardini

Eco-Sustainable Cities, Biophilic-Cities: le forme del discorso ambientale e della città

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Il discorso ambientale attorno alla città e ai modi per rendere l’insediamento contemporaneo sostenibile e resiliente si è andato articolando in una serie di approcci e teorie che hanno prodotto una varietà di soluzioni. Il tema della forma urbana e dei suoi effetti sulla sostenibilità non sempre, però, è esplicitamente dichiarato e affrontato. Spesso soluzioni e metodi proposti sembrano indifferenti alla forma che la città sarebbe auspicabile assumesse per conseguire gli ambiziosi obiettivi che vengono dichiarati. Nonostante la questione della forma sembri venire relegata sullo sfondo del discorso, essa in realtà è rilevante e le più avvedute sperimentazioni di ‘città eco-sostenibili’ riportano tale tema al centro, inserendolo in un più ampio ragionamento sui rapporti tra l’infrastruttura urbana e l’ambiente.

Manuel Gausa Navarro

Multi-Cities, Co-Cities, Geo-urbanità in rete: sfide urbano-territoriali tra secoli

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Dall’inizio del xxi secolo e con l’era della rivoluzione digitale, una nuova logica relazionale (basata su processi complessi) ha sostituito la vecchia logica (com)posizionale. Una logica che richiede una stretta collaborazione con le nuove tecnologie, ma soprattutto con i cinque prefissi ‘in’: Informazione + Interazione + Interconnessione + Integrazione + Innovazione. Un’equazione sostanziale per un nuovo modo di definire spazi, città e habitat. Questo testo percorre le sfide (e le principali ricerche) che hanno sostenuto la nascita ed evoluzione di questa nuova Urbanistica Avanzata o ‘della Complessità’. Il concetto di n-Cities è quindi articolato attraverso le diverse fasi degli ultimi trent’anni, ripensando il vecchio concetto di morfologia e trasferendolo a nuove interpretazioni più logo-morfiche.

Manuel Gausa Navarro

N-Cities, città aggettivate: una prospettiva interpretativa

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

Parlare di ‘città aggettivate’ allude alla nozione di n-Cities, descrivendo la condizione complessa e multilivello dell’organismo urbano odierno, che include nuovi tipi di relazioni sistemiche il cui grado di interazione informazionale è sempre più accentuato. Questo servizio restituisce alcune riflessioni nell’ambito di una ricerca a vocazione ‘qualitativa’, come le stesse definizioni semantiche a cui i singoli articoli si riferiscono: definizioni decisive nella diffusione della conoscenza, a partire dal tentativo di riconoscere, codificare e decodificare, tradurre e trasferire (in modo olistico, ma anche selettivo) non solo alcune delle diverse ‘facce’ con cui viene rivelata la dimensione ‘multiforme’ e ‘poliforme’ del nuovo organismo urbano, ma soprattutto alcune delle sue proprietà e criticità, capacità o potenzialità.

Patrizia Gabellini

Visual communication in urban planning and design: an underestimated question

TERRITORIO

Fascicolo: 108-109 / 2024

This paper examines visual communication in urban planning and design. It develops into two parts.The first five paragraphs refer to the features and the problems of visual communication by isolating and discussing some key concepts.The last three paragraphs offer suggestions in relation to innovative forms of presentation by taking into account the most interesting tendencies of urban planning and design today.