RISULTATI RICERCA

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Sabrina Colombo, Silvia Gilardi

Modelli decisionali nella selezione del personale. I criteri di scelta dei giovani in ingresso nel mercato del lavoro

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 126 / 2012

L’articolo prende in considerazione i criteri di selezione utilizzati per l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani neo-laureati. Attraverso un esperimento di simulazione del processo di selezione si è osservato quali aspetti determinano la scelta dei candidati in base alle loro caratteristiche ascritte e acquisite.

Diego Coletto, Simona Guglielmi, Maurizio Ambrosini

Crisi economica e disoccupazione in Lombardia

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 126 / 2012

Gli autori evidenziano la molteplicità di fattori sottostanti l’esito del percorso di attivazione intrapreso dal disoccupato "preso in carico" dai centri per l’impiego. L’analisi combina resoconti etnografici e dati survey conseguiti con una ricerca empirica condotta in Lombardia.

La presente ricerca, longitudinale di tipo panel, indaga i comportamenti dell’offerta di lavoro in una delle aree periferiche più svantaggiate della città di Napoli. Essa affronta gli aspetti della vita individuale e familiare, mostrando la relazione fra condizione occupazionale, ricerca di lavoro, povertà e lavoro nero.

Il paper ha l’obiettivo di analizzare l’impatto della crisi economica sui/lle lavoratori/ trici rumeni/e in Veneto, portando in evidenza: le figure più colpite; le risposte individuali e familiari; i cambiamenti occorsi al mercato occupazionale e del lavoro veneto. La tesi che emerge mostra una forte stabilizzazione della componente migratoria di nazionalità rumena in Veneto. La precarizzazione contrattuale e il peggioramento delle condizioni di lavoro sono evidenti, mentre l’impatto sulle vite delle persone è risultato eterogeneo; lo stato di povertà ha interessato solo una piccola componente di intervistati, mentre il peggioramento è diffuso. Il paper si sviluppa attraverso due chiavi di lettura: 1) il mutamento del mercato del lavoro in Veneto, in particolare le modalità di reclutamento e le tipologie contrattuali; 2) gli effetti della crisi economica sulle carriere lavorative e sui percorsi di vita dei/lle migranti. Nelle conclusioni si effettueranno comparazioni con la componente marocchina.

L’articolo si propone di far emergere alcune linee di segmentazione del mercato del lavoro italiano su base etnica, mettendo sistematicamente a confronto immigrati e popolazione autoctona. L’analisi, basata sui dati della rilevazione Istat sulle forze lavoro, ha preso in considerazione innanzitutto la penalizzazione degli immigrati in termini di rischio di disoccupazione, mettendo in luce in che misura questi ultimi corrano maggiori rischi della popolazione autoctona di rimanere senza un impiego anche quando hanno caratteristiche analoghe in termini di età, livello di istruzione, condizione famigliare e regione di residenza. Partendo da alcuni risultati già noti in letteratura, l’attenzione si è concentrata sui primi effetti della crisi economica, che ha colpito in modo diseguale le due sottopopolazioni, accentuando la penalizzazione degli immigrati rispetto ai nativi, soprattutto per la componente maschile. Il secondo aspetto dell’inserimento degli immigrati nel mercato del lavoro italiano su cui si è concentrata l’analisi riguarda la loro segregazione nei livelli più bassi della struttura occupazionale. A questo riguardo le analisi mettono chiaramente in luce le diseguaglianze tra immigrati e autoctoni, anche a parità di età, livello di istruzione e distribuzione sul territorio nazionale. Le stime mostrano, inoltre, che i rendimenti dell’istruzione sono molto maggiori per gli autoctoni che non per gli immigrati: per questi ultimi, infatti, il possesso di un titolo di studio elevato non determina una riduzione sostanziale del rischio di rimanere segregati in attività manuali, mentre ciò accade in modo evidente per i nati in Italia. Infine, la recente crisi economica sembra aver peggiorato molto la situazione, soprattutto per le donne immigrate. Queste ultime hanno risentito meno dell’aumento della disoccupazione - che è pesato soprattutto sulla componente maschile - ma al prezzo di una sempre maggior segregazione nel lavoro di cura per le famiglie.

In Europa la disoccupazione tra i lavoratori anziani è un fenomeno ancora marginale che colpisce in particolare i meno istruiti e i lavoratori con scarse competenze inseriti nei settori produttivi tradizionali. Sperimentare la disoccupazione in età avanzata però aumenta il rischio di rientrare nel mercato del lavoro con forme contrattuali atipiche e precarie.

Alberta Andreotti, Ivana Fellini

Dentro la crisi: partecipazione e occupazione femminili in un mercato del lavoro territorialmente diviso

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 126 / 2012

L’articolo ha indagato le tendenze della partecipazione e dell’occupazione femminili in Italia negli anni della crisi a partire dalla costruzione (esplorativa) di diversi profili di donne, ancorati ai comportamenti sul mercato del lavoro. Si sono individuati cinque profili, si è analizzata la loro distribuzione e composizione interna nelle due macro aree del paese. Si è quindi analizzato se e come la crisi ha modificato la distribuzione e composizione di tali profili e la variazione intercorsa nel triennio. L’analisi ha evidenziato che i profili assumono caratteristiche molto diverse, in alcuni casi quasi opposte, nei due contesti territoriali e che la crisi ha colpito in particolar modo i profili più caratterizzati.

Mariarita Pierotti

"Teatro alla Scala" di Milano. Il sistema di misurazione delle performance

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: 1 / 2012

The Teatro alla Scala in Milan is playing a position of primary artistic interest in the field of national and international Opera and Drama. This paper aims to analyze the control system adopted by this Institution in order to develop some remarks about the relevance of management control system in Italian cultural organizations. In the past, in these realities the incisive public presence has often hindered the development of such managerial processes. The research has been carried out through a deductive quality methodology. This means that, empirical research has been realized later than the study of the literature on the topic. The case study has been carried out by submitting an interview to the responsible of Management Control. The empirical investigation has led us to develop some observations about management control organizational functions in the Opera houses. The paper identifies the key factors influencing the role of performance measurement system.

This paper aims at analysing the case of the National Museum of Science and Technology "Leonardo da Vinci", in Milan, focusing particularly its performance measurement system. The performance measurement system is neither fully coherent with the strategic aims of the organisation nor complete, although it has some positive characteristics. The deficiencies of the internal measurement system are well-known to the management of the museum. Some possible improvements of the performance measurement system are suggested. Under this respect, it is pointed out the need for a higher consistency between the mission of the organization and its performance measurement system. That is necessary both for supporting the internal decision systems, and for improving the transparency and the degree of accountability of the museum.

Silvia Cantele, Martina Martini, Bettina Campedelli

Gli atenei italiani e gli strumenti di pianificazione e controllo: a che punto siamo?

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: 1 / 2012

Universities all over the world are experiencing a great push towards managerialism; this process is the result of the application of New Public Management principles and practices, but also the request of national law and regulation: modern universities are expected to manage institutional activities in the light of effectiveness, quality and efficiency. The debate on the appropriateness of management tools for universities is placed in this context and is described in the literature with reference to the typical components of management control systems: information and accounting system, organizational structure and control process. The article presents the results of an empirical research on management control systems in Italian universities; the analysis of collected data demonstrates a low dissemination and development of management control tools; in particular it shows that a high percentage of universities is presently implementing only two tools together, and these tools are predominantly generic, while the use of those considered more advanced (e.g. variance analysis and dashboards) is very low. These evidences suggest that the successful introduction of management control systems could not abstract from an adequate development of corporate culture.

In recent years, there has been a significant increase in inter-organisational collaboration resulting in the emergence of hybrid organisational forms. This has led to recognition that management control can no longer be confined to the boundaries of a single organisation. Management control systems (MCS) must encompass networks of organisations. Inter-organisational relationships require both formal and informal controls. The latter are essentially mechanisms for encouraging self regulation. Significant among these mechanisms is trust. In inter-organisational collaborations high levels of trust can impact on the nature and the role of MCS. This paper elaborates a model of the link between the constituents of trust (trust factors) and the design of the MCS. We show how different trust factors (ability, benevolence, integrity) impact on different MCS’ approaches (belief, boundary, diagnostic and interactive systems) using Simon’s (1995) levers of control framework. The model demonstrates that an understanding of these relationships, especially in the innovation networks, can help managers employ the most suitable approach to management control in organisational network.

Pezzillo Iacono Pezzillo, Vincenza Esposito, Riccardo Mercurio

Controllo manageriale e regolazione dell’identità organizzativa: la prospettiva dei Critical Management Studies

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: 1 / 2012

The paper focuses on the relationship between organizational control, diversity management, identity regulation and individuals’ subjectivities. Consistently with the Foucauldian post-structuralist approach, we particularly explore how the creation and management of diversities comprises a means for influencing the perception of individual and collective identities and regulating the employees organisational behaviours. In line with the particular features of post-Fordist organisational systems, management has changed the methods of implementing organisational control, institutionalising a concept of it that is less geared towards heteronomy and more focussed on self-regulation of behaviours. We further show how such managerial discourses tend to act on individual and collective self-positioning within groups instrumentally constructed, having an impact on organizational action in terms of control management.