RISULTATI RICERCA

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Il manuale del Quadro Comune di Monitoraggio e Valutazione (d’ora in poi QCMV) definisce la valutazione come "un processo [di ricerca] che permette di giudicare gli interventi in funzione dei risultati e degli impatti [da essi determinati] e dei fabbisogni che intendono soddisfare". Questo paradigma è definito all’interno del regolamento per lo sviluppo rurale per consentire, attraverso la misurazione degli indicatori, di valutare la situazione di partenza nonché l'esecuzione finanziaria, i prodotti, i risultati e l'impatto dei programmi, verificando l'andamento, l'efficienza e l'efficacia dei programmi di sviluppo rurale rispetto ai loro obiettivi. L’articolo entra nel merito del meccanismo che la Commissione ha messo in piedi per il monitoraggio e la valutazione dei Programmi di sviluppo rurale, analizzandone le ripercussioni rispetto a ciò che dovrebbe essere la funzione degli indicatori nella valutazione e il loro senso in funzione della programmazione. Vi è un potenziale cortocircuito nella scelta di indicatori di programma, i cui target sono ancorati a stime poco consistenti, e nel dare mandato alla valutazione di basarsi sulla performance di tali indicatori per verificare l’efficienza e l’efficacia del programma. Gli autori affrontano con esempi concreti i limiti metodologici e suggeriscono un approccio alternativo per la futura programmazione.

L’articolo descrive la metodologia messa a punto da Agriconsulting SpA nell’ambito della valutazione dei Programmi di Sviluppo Rurale 2007-2013 (PSR), per rispondere ai quesiti del Quadro Comune di Monitoraggio e Valutazione della Commissione europea, relativi alla capacità del sostegno di migliorare la qualità della vita delle popolazioni rurali. La metodologia - in corso di applicazione - fa ricorso a tecniche basate sul giudizio di esperti e valorizza le percezioni espresse da stakeholder in aree "testimone" interessate dal Programma, su 25 indicatori riferiti al concetto di qualità della vita. Gli indicatori sono stati individuati dal gruppo di lavoro sulla base del contenuto dei PSR e della letteratura. La mappa degli indicatori comprende infatti dimensioni sia direttamente influenzate dai PSR sia esterne al Programma ma che possono influenzare in maniera determinante la percezione della qualità della vita da parte della popolazione locale. Tali percezioni sono "raccolte" all’avvio della programmazione (a ri-definire una situazione ex ante della qualità della vita) e in una fase avanzata del processo attuativo del PSR per verificare, nel confronto temporale (T0 - Tn), i cambiamenti percepiti a livello locale. L’attribuzione dei cambiamenti al sostegno e la ricerca di causa effetto con il complesso delle attività realizzate dal PSR avverrà, in una fase più avanzata della attuazione, sempre attraverso il contributo di gruppi di esperti e il confronto con dati statistici di contesto applicabili alla scala locale.

Pastore Serafina

Valutazione e formazione alla ricerca: la via della riflessività

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 48 / 2010

La diffusione di nuove pratiche di valutazione, strettamente correlate alle recenti riforme istituzionali, sembra caratterizzare l’attuale sistema universitario italiano. L’effetto di privatizzazione dell’istruzione e della ricerca, indotto da una distorta interpretazione del principio della libertà accademica, ha incentivato la produzione di modelli e di approcci valutativi che non sempre paiono pertinenti. A partire da tale presupposto l’articolo si sofferma sulle forme di valutazione previste per la valutazione del dottorato di ricerca. Dall’analisi emerge come in questo caso la valutazione finisca, e spesso, con l’apparire una mera pratica burocratica; una valutazione apparente, incapace di produrre alcun effetto di apprendimento e di cambiamento.

Galimberti Paola

Qualità e disponibilità dei dati sulla ricerca: l'archivio istituzionale fra intenzioni e realtà

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 48 / 2010

La valutazione è diventata e sarà sempre più una delle strategie dei sistemi di governance delle università ma anche dei sistemi di ricerca nazionali. Anche in Italia si sta ponendo sempre di più l’accento sull’efficacia e l’efficienza della ricerca finanziata con fondi pubblici. Gli atenei italiani si trovano però ad affrontare un duplice problema: il primo è trasversale e riguarda la completezza e correttezza dei dati sulla produzione scientifica a disposizione di chi deve valutare a qualunque livello. Mancano in generale dati affidabili e completi a livello centrale e locale che permettano la costruzione di indicatori attendibili, robusti e comparabili a livello nazionale e internazionale. Il secondo problema è specifico e riguarda la difficoltà nell’individuare criteri adeguati, simili e coerenti per valutare (anche in termini comparativi) la produzione scientifica nelle scienze umane, che utilizzando canali di disseminazione dei risultati diversi dall’articolo e prevalentemente la lingua italiana, resta esclusa dai principali database citazionali. Dal 2004 l’università di Milano raccoglie i metadati relativi alla produzione dei propri ricercatori in un Archivio istituzionale (AIR) che rappresenta una vetrina esaustiva della produzione scientifica dell’ateneo, unica nel panorama italiano. Dal 2008 si è cominciato a pensare di utilizzare i dati contenuti nell’archivio ai fini della valutazione della produttività e della produzione di singoli gruppi e strutture (valutazione scuole di dottorato, valutazione dipartimenti). Gli esercizi svolti fino ad ora hanno messo in risalto criticità e potenzialità di questo strumento e hanno permesso un ripensamento e una messa a punto nell’ottica di una sua migliore performance e di possibili sviluppi futuri. Il presente lavoro prende in esame due esercizi (analisi della produttività della Facoltà di Lettere e Filosofia, Raccolta di dati ai fini di effettuare una prevalutazione in vista della VQR 2004-2008) che, pur facendo emergere alcune criticità dell’archivio che necessitano di correzione, ne hanno confermato l’efficacia ai fini della disseminazione ma anche della valutazione della produzione dell’Ateneo.

Vecchio Giuseppe

Tecniche di valutazione e caratteristiche istituzionali dell'autonomia universitaria

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 48 / 2010

Il problema della valutazione haa costiituito, da sempre, uno degli aspetti più significativi della vita universitaria. L’università ha sempre costituito il luogo di valutazione della ricerca e, contemporaneamente, il luogo di valutazione dell’ammissibilità degli studiosi alle funzioni di insegnamento e di ricerca finanziate e sostenute dalle varie espressioni della società ( comunità religiose, comunità locali, Stato, ecc.). La valutazione è, dunque, essenziale alla vita e alla continuità del sistema di formazione superiore e di ricerca per la formazione. In questa fase storica, sono entrati in crisi i meccanismi tradizionali di valutazione, fondati sull’autonomia e sull’autogoverno delle stesse comunità accademiche, e si tenta di elaborare nuovi strumenti che garantiscano più significativi livelli di oggettività e più ampi spazi di di confronto per il riconoscimento della validità della ricerca e, quindi, della legittimazione di coloro che la ‘professano’. L’obbiettivo del saggio è quello di proporre una riflessione sulla praticabilità di metodi di valutazione che utilizzano sistemi ‘automatici’ di ‘quantificazione’ ai fini della formulazione dei ‘giudizi’ e di metodi di valutazione che utilizzano sistemi ‘soggettivi accademicamente responsabili’ di formulazione dei ‘giudizi’.

Bonaccorsi Andrea

Nuovi ruoli della valutazione delle politiche pubbliche per ricerca e innovazione: oggetti, effetti, metodi, dati

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 48 / 2010

Il saggio sviluppa l’idea che la valutazione delle politiche pubbliche sia soggetta ad un significativo ampliamento della propria sfera di azione, in riferimento agli oggetti, agli effetti delle politiche, ai metodi e ai dati. Circa gli oggetti, il saggio sostiene che è in corso un processo irreversibile secondo il quale i policy makers domandano non più solo la valutazione del prodotto visibile (output) o del risultato diretto (outcome), ma in modo crescente la valutazione dell’impatto diretto e indiretto, a medio e lungo termine, non solo sull’area di policy considerata ma sulla società nel senso più ampio. Circa gli effetti sulle politiche, si richiama l’attenzione sull’emergere di una nuova generazione di politiche pubbliche basate sul concetto di condizionalità. In riferimento ai metodi e ai dati, il lavoro discute alcuni recenti sviluppi metodologici e tecnici (approccio controfattuale, metodi non parametrici robusti e condizionali, indicatori non commensurabili) e mostra il potenziale nell’uso di microdati di fonte pubblica. In tutti questi casi alla comunità della valutazione viene chiesto uno sforzo ingente di lavoro metodologico quantitativo.

Redazionale

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 48 / 2010

Jausovec Norbert, Jausovec Ksenija

A typology of human neuro-electric brain activity and its relation to personality and ability

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2010

La ricerca ha indagato la possibilità di definire una tipologia di attività elettrica cerebrale, che potesse spiegare differenze di personalità e abilità. Misure di potenza e coerenza di 331 partecipanti, divise in 7 bande di frequenza determinate individualmente, sono state sottoposte ad analisi fattoriali, che hanno prodotto una soluzione ad 8 fattori. I coefficienti fattoriali Bartlett così ottenuti sono stati utilizzati come variabili di input per un’analisi "cluster". Questa analisi ha rivelato come ottimale una soluzione a 3 cluster. I 2 cluster più numerosi (C1 e C2) differivano rispetto ai valori di potenza; il pattern di potenza e coerenza del cluster C3 era più complesso. I 3 cluster ottenuti differivano anche rispetto alla variabili di abilità e personalità. Sono state osservate differenze nei pattern dei fattori di personalità e abilità, e in misura minore in un singolo fattore. Questi pattern erano più omogenei per i fattori di personalità e più eterogenei per le abilita generali e per i fattori di intelligenza emozionale.

Bruno Vicario Giovanni

Illusioni ottico-geometriche, XV: il problema della forma

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2010

Un quadrato immerso in una raggiera subisce una deformazione (illustrazione 3.1), ed alla raggiera viene attribuita la causa della deformazione. Se però si sostituisce il quadrato con un triangolo scaleno, oppure con un oggetto informe (illustrazioni 3.3 e 3.4) nessuna deformazione viene percepita. Il fatto costituisce un problema per la definizione di "forma£, per lo meno dal punto di vista della percezione visiva. Seguono alcune considerazioni sui concetti di "buona forma" e di "pregnanza", mettendo in luce gli aspetti problematici dei medesimi. Le figure nel testo sono 25, delle quali 21 storiche e riprodotte dagli originali.

Benevene Paula, Lagioia Bianca, Callea Antonino

Validazione del questionario "atteggiamento verso il lavoro minorile"

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2010

Obiettivi. Lo studio intende validare un questionario atto ad indagare l’atteggiamento verso il lavoro minorile da parte degli stessi adolescenti. Metodologia. E’ stato somministrato il questionario Atteggiamenti verso il lavoro minorile a 1474 adolescenti (38% maschi e 62% femmine; età media = 16; d.s. 1.5) intervistati negli istituti superiori del centro e sud Italia. Il questionario è composto da 44 item che misurano le percezioni e gli atteggiamenti dei rispondenti su una scala Likert a 5 passi. Risultati. L’analisi delle componenti principali ha suggerito di estrarre sei dimensioni, che spiegano il 44,36 % di varianza totale. Le sei dimensioni sono state denominate: "Autonomia e diritto personale", "Atteggiamento negativo verso il lavoro continuativo", "Abbinabilità scuola-lavoro", "Atteggiamento positivo verso il lavoro leggero", "Sostegno percepito del contesto familiare e sociale", "Minore come vittima passiva". L’analisi fattoriale confermativa, realizzata attraverso i Modelli di Equazioni Strutturali, conferma la struttura a sei dimensioni. L’attendibilità delle dimensioni è risultata buona, in quanto gli indici di Cronbach sono compresi tra .67 e .81. Lo studio ha raggiunto, dunque, l’obiettivo di validare il questionario Atteggiamenti verso il lavoro minorile.

Rabaglietti Emanuela, Menna Palma, Ciairano Silvia, Aleni Sestito Laura

Luoghi di ieri e luoghi di oggi nel racconto degli anziani

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2010

All’interno di una società contemporanea sempre più complessa e precaria, gli anziani possono costituire una cruciale risorsa per la conservazione della memoria dell’umanità e per la sua trasmissione alle generazioni future. Questo studio si propone di esplorare, attraverso la tecnica del focus group, la trama dei ricordi sui luoghi di vita del passato e del presente, di un gruppo di 27 persone anziane (2 uomini e 25 donne), nate tra il 1916 ed il 1940 e residenti in Piemonte e di indagare i possibili legami tra il senso di identità e l’appartenenza a tali luoghi. Dall’analisi dei testi, attraverso l’utilizzo del software ALCESTE, sono emerse cinque classi: I riti del passato legati a specifici luoghi, Il cambiamento delle abitudini e l’immigrazione, I luoghi della propria esistenza e della memoria personale, Luoghi di ieri e luoghi di oggi a confronto, Il valore della memoria per le nuove generazioni. Per le persone anziane, la narrazione dei ricordi della loro vita sembra ricondurre ad aspetti identitari di un sé attuale e di un sé passato che sono strettamente ancorati all’appartenenza a spazi di un territorio che ha contribuito a definirli.

Alfredo Clerici Carlo, de' Micheli Angelo, Veneroni Laura, Cavallotti Gaia, Albasi Cesare

Fondamenti empirici delle procedure di prevenzione del rischio di abuso di armi da fuoco legali

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2010

Suicidi e omicidi commessi con armi da fuoco legalmente detenute sono spesso attribuiti genericamente all’effetto di disturbi psichici. I fattori psichici legati all’abuso di armi sono ancora scarsamente indagati dalla letteratura scientifica e non vi è consenso circa i metodi diagnostici da impiegare per le valutazioni dell’idoneità psichica a licenze in materia di armi. Nell’articolo sono illustrate le principali prospettive cliniche e diagnostiche relative alla prevenzione del rischio di abuso di armi ed è presentato il modello denominato WAR ("Weapons Risk Assessment"), attualmente corso di sviluppo.

Questo lavoro si propone, nell’ottica della ricerca cognitiva, di testare la percezione di strutture ritmiche di brani musicali di breve durata e di definire se ci sia differenza nella percezione dello stesso in soggetti esperti e non. La ricerca parte dal presupposto che il ritmo musicale sia riconosciuto in base a tre elementi psicologici: i raggruppamenti, gli accenti ed il metro. Mediante l’esperimento creato per questo lavoro, si è dimostrato che questi elementi sono elaborati in modo diverso nei musicisti e nelle persone che non hanno mai avuto una formazione musicale.

Different explanations are put forward for the late acquisition of the mirror self-recognition (MSR) task (or rouge task) in comparison to other mirror tasks. A particularly interesting hypothesis about factors that mask success in MSR task concerns the growth of the appreciation of standards of proper behaviour, noticing deviations from normality in objects and in their own action (Mitchell, 1993, 1994). Standard sensitivity is proposed as a core factor in determining the self recognition capability. To test this hypothesis, we observed 40 infants, aged between 15 and 24 months, confronted with a spot on a doll’s face, on the infant’s hand, on the observer’s face, and on the infant’s face. Our data suggest that sensitivity to standards can be seen as a necessary but not sufficient requirement for success in the MSR task: other capacities, namely the development of representation, may play a decisive role in the successful performance on the MSR task.

Lee San Chloe Teoh, Ai-Girl Tan

A study of the transtheoretical model of behaviour change in computer gaming

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2010

Research questions about how adolescents in Singapore cope with additive gaming behavior (cyber, video, computer) were explored by applying The Transtheoretical Model (TTM) of Behavior Change. A total of 112 adolescent students from a secondary school participated in the study. All participants, aged 12 to 17, reported playing computer games for 3 hours and above every day; they each completed a demographic sheet and three scales that measured the TTM constructs explored in the study. Contrary to findings from previous studies, self efficacy measures of symptom (e.g., bad mood, long time spent in gaming) management and interpersonal skills were found to be related to the precontemplation rather than maintenance stage. In line with previous studies, decisional balance, particularly the perceived cost of behavior change, was related to the precontemplation stage, while the benefit of behavior change was related to contemplation, action and maintenance stages. In addition, boys were more likely than girls to consider the costs of changing their behavior when considering whether to quit playing computer games.

Renato Miceli, Igor Sotgiu, Giorgia Molinengo

Preoccupazione, probabilità di accadimento e comportamenti preventivi rispetto al rischio alluvionale in una zona di montagna

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2010

Tramite un questionario strutturato e stata rilevata la preparazione ai disastri, la preoccupazione e la probabilità di accadimento per un evento alluvionale, intervistando un campione di 407 persone residenti in 9 comuni della Valle del Lys (Valle d’Aosta). Le analisi descrittive mostrano una relazione diretta fra la valutazione della probabilità di accadimento e la preoccupazione; fra quest’ultima e l’adozione di comportamenti preventivi e ulteriori relazioni con alcune caratteristiche socio-demografiche ed esperienziali degli intervistati. Le analisi multivariate, inoltre, evidenziano come la preparazione ai disastri sia positivamente associata alla preoccupazione, ma non alla valutazione della probabilità di accadimento.

Andrea Laudadio

Quali sono le differenze di personalità tra credenti e non credenti?

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2010

Numerosi sono i contributi internazionali che hanno affrontato il tema delle differenze di personalità tra soggetti spirituali e religiosi, ma nessuno di questi studi è stato mai realizzato in Italia. A questo fine sono stati utilizzati due strumenti: il Big Five Questionnaire (Caprara, Barbaranelli, Borgogni, 1993) e la RAS - Scala di Atteggiamento Religioso (Laudadio, Baumgartner, D’Alessio, in press) somministrati ad un campione di 3019 soggetti (52,26% femmine) con età media di 40 anni. Le analisi confermano una relazione tra le dimensioni di personalità, religiosità e spiritualità. L’analisi dei cluster evidenzia come i Religiosi siano più Coscienziosi e Amichevoli ma meno Energici e Stabili Emotivamente rispetto agli altri due gruppi; questo risultato è in linea con quanto evidenziato da Saroglou (2002) al termine della sua meta-analisi. Sembrerebbero esistere numerose differenze di genere all’interno della relazione tra questi costrutti nonché alcune specificità, forse imputabili alle caratteristiche proprie degli italiani relativamente alle dimensioni della spiritualità e della religiosità.