RISULTATI RICERCA

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Il presente contributo rappresenta l’esito del progetto di ricerca “Option Digital”, condotto dalla Libera Università di Bolzano in collaborazione con la facoltà di Scienze Storiche dell’Università di Innsbruck, che prevedeva la digitalizzazione di documenti relativi alle opzioni di cittadinanza del 1939. L’autrice si è occupata in particolare di un caso di studio relativo all’area della Valcanale (prov. Udine) per cui all’analisi delle fonti digitalizzate è stata affiancata la ricerca presso l’Archivio di Stato di Udine, l’Ufficio Tavolare di Gradisca, l’Archivio della Carinzia, l’Archivio del Tirolo e l’Archivio Provinciale di Bolzano. Il saggio si propone analizzare le diverse migrazioni in Valcanale tra 1919 e 1950. Particolare attenzione sarà posta all’analisi delle Opzioni del 1939, al ruolo dell’Ente Nazionale per le Tre Venezie, al fine di mostrare come il tentativo di colonizzazione procedesse parallelamente sia sul fronte economico che su quello socioculturale. Verrà inoltre evidenziata anche una certa continuità nelle politiche antislave.

Nella formazione degli Stati territoriali moderni in connessione con la military revolution, accanto agli eserciti professionali un fenomeno caratteristico fu il costituirsi di “milizie”: forze armate permanenti di riserva, a basso costo, reclutate dai sovrani attraverso leve selettive di sudditi. Tale servizio militare, gratuito in linea di principio, era incentivato dall’ambìto porto d’armi e da privilegi fiscali e giudiziari. In questo contributo incentrato sul ducato di Mantova, piccolo Stato dall’alto valore strategico, l’autore, utilizzando fonti primarie inedite e inserendosi in chiave comparativa nel rinnovato filone storiografico del “militare”, offre un’approfondita analisi della “Milizia Nazionale” creata dai Gonzaga e mantenuta sotto la Casa d’Austria. Impiegata in compiti vari – presidio, autodifesa territoriale, protezione civile, contrasto alla criminalità – la milizia mantovana fu istituzione precoce e duratura, dato il suo impianto speculare alle gerarchie e ai sistemi clientelari della società.

Alessandro Lo Bartolo

Gli uomini del Duca. I segretari del giovane Cosimo I de’ Medici

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 185 / 2024

Nel 1537, quando fu eletto “capo e primario” della Repubblica fiorentina, Cosimo I de’ Medici era ancora un ragazzo di diciassette anni, pressoché privo di esperienza politica. Nondimeno, egli riuscì a consolidare il proprio potere in appena sei anni. Secondo Riguccio Galluzzi, i segretari che già avevano servito il duca Alessandro giocarono un ruolo centrale in questo processo. Basato su un’ampia ricerca archivistica, il saggio ricostruisce il retroterra politico e l’attività di governo dei più importanti segretari che, grazie anche a Maria Salviati, iniziarono a collaborare con Cosimo I fin dal momento della sua elezione: Angelo Marzi, Francesco Campana, Ugolino Grifoni e Lelio Torelli. Essi avevano infatti già iniziato a lavorare per i Medici a Firenze o nello Stato pontificio tra gli anni Dieci e Venti del Cinquecento, e la loro lunga esperienza contribuì certamente al successo del principato mediceo nei suoi primi e travagliati anni di vita.

Pietro Silanos

Le sette stelle. Immaginari teologico-­canonistici del cardinalato (secc. XI-­XIII)

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 185 / 2024

La lettura dei processi che segnarono la cristianità latina nel corso dei secoli centrali del medioevo non può prescindere dall’analisi delle definizioni teologiche e canonistiche che contribuirono a precisare e consolidare un immaginario del potere papale. L’autore rilegge tali sviluppi considerando come, parallelamente alla definizione di tale armamentario ideologico, se ne costruì uno relativo alle funzioni e alla posizione dei cardinali in seno alle strutture della Romana ecclesia. Seguendo un percorso cronologico e osservando il pensiero di alcuni tra i protagonisti della storia delle istituzioni ecclesiastiche di vertice tra XI e inizio XIII secolo il paper prova a contestualizzare la costruzione di questo immaginario cardinalizio.

Michela Freddano

Editoriale

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 88-89 / 2024

Elia Pizzolitto, Roberto Veraldi

Diseguaglianze, Covid-19 e accesso alla sanità nelle aree urbane e suburbane: una prima revisione

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2024

Questo lavoro presenta una revisione sistematica della letteratura che si propone di rispondere alla seguente domanda di ricerca: quali sono state le determinanti delle diseguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari durante la pandemia Covid-19 nelle aree urbane e suburbane? A tal fine, sono stati estratti ventotto contributi dal database Scopus ed i relativi contenuti sono stati esaminati attraverso il metodo della grounded theory. I risultati hanno fatto emergere quattro tematiche principali: le determinanti socioeconomiche, le determinanti culturali, le deter-minanti spaziali ed infrastrutturali, le determinanti anagrafiche. Grazie a questi risultati è stato possibile discutere le implicazioni politiche ed istituzionali che possono tradursi in progetti da realizzare per limitare al massimo la diffusione di queste diseguaglianze.

The study investigates cancer from a multifactorial perspective, aiming to eluci-date the intricate relationship between behavioral and socio-economic factors and their impact on disease prevalence and prevention practices. Adopting a mixed-methods approach, it integrates socio-economic and epidemiological analyses with an empirical survey conducted in a specific area of the province of Lecce (Apulia, Italy), examining the subjective perception of risk and screening-related behaviors and engagement. Findings reveal substantial socio-economic disparities in cancer incidence and risk perception, highlighting gender-related differences in prevention attitudes. Notably, a surprising divergence emerges be-tween increased risk awareness and actual screening uptake, hinting at cultural inertia or systemic barriers. The study underlines the critical role of socio-economic status in health disparities and advocates for personalized prevention strategies, considering socio-economic and cultural contexts. It proposes the cre-ation of a comprehensive, multifactorial cancer dataset to identify individual and collective profiles for developing targeted prevention policies. The integration of big data analytics with conventional epidemiological approaches is posited as essential for refining cancer prevention policies and deepening the contextual understanding of cancer epidemiology.

Valentino Santoni

Il welfare aziendale territoriale: una prima mappatura dei casi italiani

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2024

La progressiva diffusione del welfare aziendale in Italia ha portato ricercatori e studiosi a interrogarsi circa i rischi di frammentazione che questo fenomeno può generare tra le organizzazioni e tra i lavoratori. Proprio per questo negli ultimi anni molte ricerche hanno evidenziato il potenziale ruolo innovativo del welfare aziendale territoriale, cioè quelle progettualità incentrate sul welfare d’impresa ma promosse attraverso la costruzione di reti multiattore. Tali pratiche rappre-sentano un’opportunità anche per valorizzare il legame tra l’azione dell’impresa e le pratiche di Environmental, Social, Governance (ESG) e legate alla sostenibi-lità, in modo particolare perché l’adozione di strumenti aggregativi porta a ri-durre le disuguaglianze associate al welfare aziendale e facilita il coinvolgimen-to delle imprese che, per varie ragioni, sono escluse da tali possibilità.