RISULTATI RICERCA

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Marco Impiglia

Il calcio dei ginnasti

MEMORIA E RICERCA

Fascicolo: 27 / 2008

Football by gymnasts ABSTRACT: One of the rails which made travel the football train in Italy, at the start of the XX Century, was that of the national gymnastics. Which was the most important for the play formalisation and the codification. Gym teachers translated the English books and supplied the rules, which were spread in Italy, at least up to the First World War. Milan Football Club adhered to the Italian Gym Federation and won four national titles, from 1902 to 1907. Then the black-and-red devilsstopped playing calcio with the gymnasts. They went on winning scudettos and national cups in the ranks of Federcalcio. The article talks about the gym ventures of the European Champions in charge.

Francesco Bonini, Veruska Verratti

Introduzione

MEMORIA E RICERCA

Fascicolo: 27 / 2008

Costanza Costa

I principi fondamentali della cura psicoanalitica pratica secondo Renik

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

Definito da J.-A. Miller il nuovo contestatore del controtransfert, Owen Renik nel suo ultimo testo tradotto in italiano espone quelli che egli definisce i principi fondamentali della cura psicoanalitica pratica. La finalità del trattamento è quello di ottenere il massimo beneficio terapeutico nel modo più efficace possibile, orientamento che richiama il nuovo paradigma lacaniano sotteso alla psicoanalisi applicata alla terapeutica ed alla dimensione degli effetti terapeutici rapidi, attribuiti non al setting ma al discorso. Uno dei principi fondamentali sostenuto da Renik è quello dello svelamento dell’analista e della sua condivisione con l’analizzante: una dimensione intersoggettiva, che supera in complessità le linee dell’ortodossia americana. Miller l’apprezza in quanto posizione che si oppone alla reciprocità immaginaria come dimensione non dialettica. Tuttavia è oggetto di critica il suo stile di interattività democratica in quanto, volendo negoziare su tutto, nega l’esistenza di un reale in gioco e della pulsione di morte, dimensioni affrontabili solo a partire dall’impossibile e attraverso un rovesciamento che ha poco da spartire con la prova di realtà.

Cogliendo spunto dal testo sulla ricerca in tema di psicoterapia psicodinamica della depressione, l’articolo si propone di allargare la panoramica all’attuale tendenza alla valutazione della psicoterapia e della psicoanalisi clinica applicata, analizzandone criticità, esperienze significative e perplessità attuali nell’esperienza freudiana del campo europeo. Dopo aver sinteticamente rappresentato gli aspetti più validi del lavoro di ricerca degli americani, se ne prendono in esame gli elementi teorici più importanti per il confronto, sottolineando anche ciò che attualmente separa l’esperienza europea da quella americana. L’esposizione, considerando un campo unico allargato a tutte le esperienze di radice freudiana in opposizione ad un campo di impronta più cognitivo-comportamentale, tenta di mettere in luce e di precisare le coordinate intorno a cui ruota il transfert. Tiene conto infine delle attuali contraddizioni e delle difficoltà della ricerca scientifica in tema di valutazione, nonché della necessità di affrontare in campo psicoanalitico alcuni temi teorici importanti, relativi alla funzione del transfert, all’uso del controtransfert ed alla posizione dello psicoanalista nella cura. Accennando a punti cruciali dell’insegnamento di Lacan intorno a tali questioni, ci si propone in definitiva di favorire un dibattito sul tema della valutazione, tenendo conto del danno che può derivare per la psicoanalisi da un atteggiamento scientista cieco ed assolutista, piuttosto che orientato da un’etica non-tutta che pure avanza per altre discipline, compresa la matematica.

Antonio Di Ciaccia , Massimo Termini

Il ciclo della domanda, Alcune note sull'esperienza del Cecli di Roma

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

Il testo propone una prima riflessione sull’esperienza del Cecli1 di Roma, puntando l’attenzione innanzitutto sulla peculiare modalità che può assumere la richiesta ad esso indirizzata. Il concetto di domanda spuria proposto, vuol evidenziare pertanto un certo spostamento nelle coordinate simboliche e soggettive che presiedono alla produzione della domanda. Uno spostamento che non è senza rapporto con l’attuale panorama della psicoterapia e della psicoanalisi italiana. Ma anche uno spostamento che, se messo a fuoco nella sua logica, mostra in che modo il Cecli, con la sua particolare modalità di funzionamento (accesso gratuito e numero limitato di sedute), possa costituire per il soggetto un’occasione inedita: quella di verificare, nell’arco di un ciclo, l’urgenza o meno che dà voce alla domanda, così come il rapporto che essa intrattiene con l’oggetto freudiano.

Massimo Termini

Riduzione di Due M

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

In maniera rapida e veloce il testo1 riprende la prima testimonianza di passe, per mostrare in che modo, attraverso l’articolazione della catena significante e sotto la spinta del lavoro di riduzione, si isolano le identificazioni fondamentali per il soggetto, ma soprattutto in che modo, per questa via, la relazione basilare con l’oggetto viene sempre più in primo piano. L’attenzione è così puntata su un aspetto ben preciso: un evento di corpo a partire dal quale si aprirà per l’analizzante la porta di uscita dall’esperienza. Vale a dire, una congiuntura cruciale, che adesso viene letta e considerata come il momento in cui è questa l’ipotesi principale la parola rivela un aspetto inedito, mostra una capacità di azione prima sconosciuta: non i suoi effetti di senso, bensì i suoi effetti di godimento. È il significante colto essenzialmente in rapporto alla capacità d’impatto sul corpo e al sorgere dell’oggetto pulsionale.

Carmelo Licitra Rosa

Egli non è che.. un tale oggetto

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

Il testo, che costituisce una testimonianza di passe, illustra i posti rispettivi dell’oggetto vocale e dell’oggetto anale nella struttura propria di questo caso clinico, un caso di nevrosi ossessiva. In particolare si coglie bene come l’oggetto voce sostenga la manovra della seduzione e come l’oggetto anale costituisca il fulcro dell’attitudine al sacrificio e all’abnegazione, due aspetti che hanno contraddistinto l’esistenza del soggetto. È inoltre evidente, accanto alla distinzione, la stretta articolazione fra i due piani, nel senso che il vocale traveste l’anale e l’anale limita il vocale secondo una precisa dialettica ivi delineata. Si vede infine stagliarsi nella parte terminale del testo l’oggetto anale al di qua della Domanda, così come tratteggiato da Lacan nel Seminario X. Da tutto l’insieme traspare come il sintomo, pur racchiudendo in sé un portato di pathos e di impedimento, al contempo costituisca paradossalmente la massima risorsa di efficienza e di funzionalità su cui il soggetto possa veramente contare. Lato quest’ultimo che emerge nitidamente col progressivo avanzamento dell’analisi e soprattutto nel scansione dell’uscita dall’analisi, allorché il processo di riduzione avrà estratto dal sintomo originario, in tal modo svuotato, gli S1 che costituiranno la piattaforma del saperci fare, propria del sinthomo di fine analisi.

Giovanna Di Giovanni

Ideale e oggetto perduto. Adolescenza, lutto, melanconia

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

L’esistenza dell’essere umano non è regolata, come per altre specie animali, da rassicuranti tappe prestabilite con cui misurarsi e a cui adeguarsi. È segnata piuttosto dall’incertezza del desiderio, che cerca la sua via fra i segni dell’Altro e la nostalgia dell’oggetto sempre da ritrovare. In questo percorso una scansione particolare è l’adolescenza, momento di verifica del passato e di aperture sul tempo che viene. In essa il soggetto è chiamato a dichiarare le sue carte, a strutturare il suo fantasma per inventare, nei buchi della struttura, ciò che è sottratto alla necessità. Se il bambino infatti nasce come sintomo della coppia genitoriale, l’adolescente ha il compito di costruire un suo sintomo, una sua personale via al ritrovamento degli oggetti. In questo cammino tuttavia il giovane non può ancora fare a meno degli adulti, da cui prelevare un tratto significante per elaborare poi un suo ideale. Si situa qui la complessità della clinica in età adolescente, nel mutare delle istituzioni sociali, che chiama in causa la posizione dell’analista confrontato con la singolarità di ogni situazione.

Patrizio Peterlini

L'oggetto a-rtistico e i quattro discorsi

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

L’interpretazione dell’opera d’arte come oggetto (a) implica una sua possibile lavorazione con la teoria dei quattro discorsi. La cosa da stabilire è a quale discorso l’opera d’arte è riconducibile e se può assumere differenti valenze in diversi discorsi. Il discorso del padrone, dove l’oggetto (a) è nella posizione riservata alla produzione, è il riferimento più diretto e lineare per una lettura dell’arte intesa come sublimazione. Nel corso del Novecento gli oggetti d’arte si sono tuttavia resi sempre meno leggibili e riconducibili al concetto di sublimazione. L’utilizzo della teoria dei discorsi per la lettura di tre templi esempi tratti dall’arte contemporanea permette di svilupparne le conseguenze e le implicazioni. Collocare l’oggetto opera d’arte nello schema quadripode, individuando se ricopre il luogo della produzione o il luogo del sapere o altro, permette di evidenziare quale sia la sua utilità sociale, vale a dire cosa l’opera d’arte pacifica.

Marie-Hélène Brousse

Arte, avanguardia e psicoanalisi

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

La prospettiva classica della psicoanalisi in rapporto all’arte è che la psicoanalisi interpreta l’arte. Ne Il delirio e i sogni nella Gradiva di Wilhelm Jensen Freud per esempio utilizza il romanzo per dimostrare alcune parti della teoria psicoanalitica. Già Freud però aveva idea che l’artista precede la psicoanalisi aprendo la via dei processi inconsci. Lacan radicalizza questa posizione, sostenendo che l’arte apre la via alla teoria psicoanalitica e si organizza propriamente come discorso. L’arte come installazione, che mette un oggetto accanto all’altro, permette poi di vedere come siamo usciti da un processo di metaforizzazione, mostrando l’inconscio contemporaneo come fenomeno di vicinanza.

Fabio Galimberti

La psicoanalisi non è una scienza: è una pratica

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

La psicoanalisi non è una scienza empirica. Se si avverasse come scienza, morirebbe come pratica. Freud stesso riteneva che non potesse rispondere ai criteri sperimentali della scienza. In effetti le sue ipotesi, come voleva Popper, non sono falsificabili, innanzitutto quella dell’inconscio. L’inconscio è irrefutabile. Se fosse solo una pratica relativa al sapere inconscio, la psicoanalisi finirebbe quindi per essere un’ermeneutica. Non lo è, perché il reale del sintomo, come limite estremo dell’analizzabile, la rende una pratica con un fondamento etico e pragmatico. Il reale del sintomo la fa fallire sul piano conoscitivo e terapeutico, ma riuscire sul piano decisionale e pragmatico.

Davide Tarizzo

La politica delle parole

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

Il recente Rapporto dello Health Committee del parlamento inglese su l’influenza dell’industria farmaceutica rivela le tipiche impasse strutturali dello Stato moderno, diviso tra la sua vocazione sovrana alla difesa degli interessi della nazione e la sua vocazione biopolitica alla difesa della salute dei cittadini. Ma dietro questa impasse si celano altri problemi, con cui l’industria farmaceutica gioca per imporre le sue ragioni di mercato. Da un lato, la crescente credibilità pubblica (sociale e politica) non della scienza in generale, ma di una scienza ben precisa: la biologia. Dall’altro, il fallimento del progetto politico moderno, che alla sua promessa di felicità ha sostituito la programmazione collettiva del Welfare. Di qui quel diffuso e indistinto sentimento di mancanza di felicità che l’industria farmaceutica si affretta poi a medicalizzare come depressione.

Marco Focchi

Una salute spettacolare

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

La spettacolarizzazione della vita moderna non risparmia la salute. Nell’idea di salute positiva promossa in varie forme dalla medicina contemporanea un’immagine di perfezione si sostituisce alla realtà dell’esperienza e la pienezza utopica della wellness prende il posto di una guarigione che includa il negativo della mancanza. Qui troviamo il carattere distintivo della psicoanalisi rispetto a tutte le altre forme di psicoterapia. La psicoanalisi, senza trascurarli, non insegue solo benefici utilitari, perché punta a un particolare oggetto che avvolge un vuoto. L’arte ha un suo peculiare modo di produrre quest’oggetto e le considerazioni che l’autore fa di alcuni aspetti dell’arte contemporanea permettono di inquadrare una clinica che senz’altro si rivolge all’utile ma che punta soprattutto al suo al di là inestimabile.

François Ansermet

Clinica e ricerca. Per un ritorno alla clinica nell'epoca del suo declino

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

La posizione dell’autore è quella di responsabile di un servizio universitario di psichiatria infantile e dell’adolescenza, la cui parte principale è inserita in ambito pediatrico, con una specifica mission in medicina perinatale, tra medicina del feto, maternità, neonatologia, pediatria dello sviluppo, neuropediatria e consulenze specialistiche per i bambini che soffrono di malattie gravi o croniche della prima infanzia. Quindi questo servizio deve far fronte ad ogni sorta di problema nuovo indotto dal successo della nuova medicina di punta, in particolare tramite le questioni inedite poste dai progressi delle biotecnologie. Così come ha proposto J.-A. Miller, si tratta di trovare in cosa questa pratica sia congruente con la psicoanalisi, al di là del solo fatto che questo servizio sia diretto da uno psicoanalista di orientamento lacaniano.

Carlo Viganò

Valutazione e ricerca clinica

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 7 / 2008

Una delle conseguenze più gravi per l’umanità che il capitalismo avanzato ha prodotto come trasformazione sociale è il venir meno di ogni protezione per quelle attività che, in epoca medievale, venivano definite arti liberali. Nello stato di diritto esse vennero scorporate dal resto dell’economia (di mercato) per essere garantite direttamente dallo stato (Welfare state), mentre oggi anche questa garanzia è caduta, diventando una pura formalità. Di fatto educare, curare (e psicoanalizzare) ed anche governare sono attività gestite da holding economiche, regolate da appalti, concorsi e valutazioni solo apparentemente democratici, ma di fatto espressione dell’organizzazione complessa delle competenze, di cui l’università contemporanea è diventata l’istituzione centrale, nelle mani di una oligarchia. Essa agisce mediante calcoli quantitativi che imitano quelli dell’esattezza scientifica, ma si applicano ad oggetti che non hanno una definizione scientifica, come la salute. L’analisi dell’impatto attuale della valutazione sui modi con i quali viene condotta la ricerca clinica dimostra come le esigenze del mercato abbiano, di fatto, allontanato la ricerca dalla clinica. Ciò ha portato a pratiche della salute che rispondono a ideali sociologici e a stili di ricerca che, lasciando andare alla deriva la clinica, hanno generato un terremoto etico.

Leo, Maurizio e Massimo Molari

Conclusioni

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 49 / 2008