RISULTATI RICERCA

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Flora Inzerillo

Lo Psicodramma con un gruppo di donne con Mild Cognitive Impairment

GRUPPI

Fascicolo: 1-2 / 2023

Questo lavoro prende spunto dal seminario clinico “Dialogo tra psicoterapia e neuroscienze: interventi individuali e gruppali di presa in carico del paziente geriatrico”, organizzato dalla sede di Palermo della Scuola COIRAG in modalità online. In linea con le attuali riflessioni epistemologiche legate a un concetto di cura, sempre più articolato e complesso, la relazione proposta ha approfondito la conoscenza di una multidimensionalità degli interventi terapeutici e riabilitativi rivolti a una popolazione definita fragile, come l’utenza geriatrica; nello specifico parliamo di soggetti che pur non raggiungendo i 65 anni di età presentano problematiche relative alle funzioni mnestiche e/o dell’umore (Mild Cognitive Impairment). L’accoglienza e la gestione della domanda d’aiuto, legata alla sofferenza esistenziale, ha trovato un setting favorevole nel gruppo di psicodramma, che ha facilitato la visualizzazione e il riattraversamento delle proprie esperienze di vita attraverso le interconnessioni con quelle degli altri; consapevoli che un progetto terapeutico riabilitativo deve poter integrare l’approccio neuropsicologico e il decadimento cognitivo a una chiave di lettura analitica delle storie di vita dei pazienti.

Nadia Fina

La clinica vista dalla Scuola

GRUPPI

Fascicolo: 1-2 / 2023

In questo articolo l’autrice, partendo dall’analisi delle interviste fatte ai coordinatori d’anno delle diverse sedi della Scuola COIRAG, esplora il senso di appartenenza come vincolo e come risorsa per rendere possibile la condivisione delle diversità teorico-cliniche dei docenti attraverso un pensiero che lavori per l’integrazione e la complementarità. Sottolinea che la necessità sentita è quella di partire dai nodi etici ed epistemologici della nostra professione, che si confronta con le profonde mutazioni avvenute nel mondo sociale e che richiede un ripensamento dell’epistemologia e della prassi dei campi terapeutici.

Silvia Bonino

Vivere con la sclerosi multipla. Il progetto SM-Stare Meglio

GRUPPI

Fascicolo: 1-2 / 2023

L’articolo illustra il progetto di ricerca e intervento “SM-Stare Meglio” dettagliatamente descritto nel libro: Bonino S., Borghi M., Calandri E. e Graziano F. (2021). Vivere con la sclerosi multipla. SM – Stare Meglio: un percorso di gruppo per il sostegno psicologico a persone neo-diagnosticate. L’articolo illustra i fondamenti teorici, che considerano la sclerosi multipla (SM) una sfida allo sviluppo personale. L’intervento esamina di conseguenza temi esistenziali centrali: l’identità, il senso di coerenza, l’autoefficacia nel perseguire obiettivi significativi; inoltre, esso considera il corpo, le emozioni, la cognizione, e le loro reciproche interazioni, così come le relazioni con gli altri nei vari contesti di vita e le modalità di buona comunicazione con il personale sanitario e i familiari. L’articolo evidenzia lo stretto rapporto tra ricerca e intervento, punto di forza del progetto, lo descrive nelle sue concrete modalità di attuazione, e motiva l’importanza di intervenire nel primo periodo (3 anni) dopo la diagnosi, anche se il progetto può essere proposto a persone con più anni o altre malattie croniche. Esso riporta inoltre una sintesi dei risultati sul tema decisivo delle aperture al cambiamento e delle resistenze durante gli incontri di gruppo.

Gli autori presentano un lavoro di riflessione clinica, istituzionale e formativa a partire da un’esperienza di osservazione di riunioni di due équipe nei Servizi per le Dipendenze di un’istituzione pubblica. L’esperienza osservativa si è svolta per quattro mesi durante un periodo di trasformazione e riassetto del Dipartimento per le Dipendenze e dei singoli Servizi, tempo in cui l’Istituzione mostrava un bisogno di guardare se stessa e cercava di omogeneizzare il funzionamento delle diverse realtà operative. Tale possibilità osservativa si è realizzata attraverso il coinvolgimento di una allieva in formazione alla psicoterapia psicoanalitica individuale, di gruppo e istituzionale, che attraverso questa esperienza ha potuto catturare elementi di similitudine e diversità tra le équipe (con alle spalle storie e culture diverse e in comune l’attuale appartenenza istituzionale e la necessità di riorganizzazione), oltre che dare ascolto e risalto ad aspetti gruppali, istituzionali e controtransferali.

In questo scritto si prendono in esame le risposte date dai coordinatori d’anno del terzo e quarto anno di tutte le sedi della Scuola COIRAG. Lo scopo era quello di capire come la formazione gestisce, lavora, verifica e si confronta sulla clinica che gli specializzandi vivono e sperimentano in alcuni luoghi interni ed esterni alla Scuola: tirocinio, supervisione e laboratorio di osservazione. Ci si interroga sul rapporto coordinatore e gruppo docenti, sul passaggio da Confederate a Federate, sul senso di appartenenza a una Associazione Federata.

L’articolo illustra un’esperienza svolta a Roma, nel campo delle pari opportunità e contro la violenza di genere, presso uno dei Centri Anti Violenza del Comune di Roma Capitale. La scrivente, in qualità di consulente psicologa e psicoterapeuta, ha realizzato attività individuali e di gruppo finalizzate all’elaborazione del trauma e alla trasformazione del vissuto tramite tecniche mirate. Il testo descrive un percorso di consapevolezza e di crescita attraverso l’impiego, durante i cicli di incontri, di alcune metafore e simboli che facilitano i processi di narrazione del sé. Il ricorso durante gli incontri di gruppo a brani di lettura e alla condivisione di immagini poetiche e artistiche ha permesso il trattamento a breve termine e la risoluzione positiva del PTSD nelle persone che hanno scelto volontariamente di partecipare al percorso di self empowerment proposto dal CAV, riuscendo così a tradurre le loro esperienze di disagio in un linguaggio comunicabile ad altri e a modulare la loro rabbia senza provare vergogna e/o sensi di colpa.

Giovanna Bazzacco, Stefania Bisagni, Ilaria Locati

Il lavoro sul limite tra corpo, gruppo e disabilità

GRUPPI

Fascicolo: 1-2 / 2023

Il presente lavoro nasce in un gruppo di ricerca sulle dinamiche dei gruppi terapeutici. La chiusura pandemica ha portato gli autori a focalizzare l’attenzione sul recupero della dimensione del corpo in relazione alla gruppalità. Ci si è chiesti se il setting gruppoanalitico possa essere adottato nell’ambito della grave disabilità congenita e acquisita, dove le possibilità espressive e relazionali sono molto limitate. Gli autori ritengono che la concretezza dei limiti verbali, motori e cognitivi di cui il corpo disabile è portatore necessiti di un’area di gioco e di esplorazione creativa per sviluppare nuove potenzialità espressive. Pur non essendo il contesto nosografico elettivo per la gruppo-analisi, si ipotizza che il lavoro clinico guidato da un pensiero gruppale permetta di realizzare interventi a favore della salute mentale, creando occasioni di piena partecipazione, declinata nelle dimensioni di autodeterminazione e autorappresentanza. Attraverso la presentazione di alcune esperienze cliniche si vuole osservare come l’approccio gruppoanalitico può favorire la mobilizzazione del corpo e del pensiero esplorando nuove possibilità di comunicazione e relazione di cui il gruppo è promotore.

Diego Napolitani

Formazione e trasformazioni nei gruppi analitici (1989)

GRUPPI

Fascicolo: 1-2 / 2023

L’autore evidenzia l’ancoraggio del modello psicoanalitico classico al paradigma epistemologico della semplicità lineare, ovvero dell’originarietà. La “semplicità” di un’interpretazione intesa come traduzione univoca del linguaggio inconscio entra inevitabilmente in crisi di fronte al gruppo, realtà che può essere “abbracciata” soltanto attraverso un’epistemologia della complessità. L’autore descrive gli ordini di complessità specificamente esperibili in un setting gruppale (intero/parte, soggetto-osservatore/oggetto-osservato), i quali si intrecciano inscindibilmente con la complessità identificatoria (gruppalità interne). L’interpretazione, nella sua visione, è piuttosto un atto narrativo o costruttivo in cui ciascuno dei partecipanti alla relazione analitica dà significato alla propria esperienza di attraversamento di quella “materia gruppale” di cui egli stesso fa parte. Egli si sofferma quindi sui concetti di formazione e con-formazione per sostenere che una pratica analitica che si muova in un orizzonte narrativo-ermeneutico, privilegiando metodicamente l’esperienza vissuta, si caratterizza necessariamente come una pratica trasformativa delle relazioni presenti nel campo analitico, un processo che implica la messa in crisi per tutti gli interlocutori delle rispettive “formazioni” pietrificate. In questa reciprocità formativa la posizione specifica dell’analista si fonda su una maggiore “capacità negativa” che gli consente di mantenere viva la sua funzione di “supervisore” degli atti interpretativi.

La presidente, Silvana Koen, apre la nona edizione delle Giornate Franco Fasolo, momento importante di incontro della comunità COIRAG. Tante le questioni che si attraverseranno in queste giornate: come è cambiata la clinica e quali sono gli strumenti necessari per affrontarla, il ripensamento delle epistemologie che guidano i nostri saperi per la creazione di nuovi dispositivi di cura.

Enrico Stenico

Desiderio e distruttività

GRUPPI

Fascicolo: 1-2 / 2023

Il lavoro nasce come commento e riflessione a partire dai due lavori della psicoanalista Loretta Zorzi Meneguzzo pubblicati su “Gli Argonauti” sulla tematica del desiderio. Viene preso in esame il collegamento tra funzione desiderante e il valore dell’assenza, dell’incertezza e della rinuncia al controllo saturante tanto sulla realtà quanto sulle relazioni. Si mettono altresì in evidenza i rischi di tale funzione sull’establishment sia individuale che sociale. Il processo e la condanna a morte di Socrate ne costituiscono un esempio storico. Anche l’imprevedibile situazione prodotta dal lockdown imposto dalla diffusione del Covid-19 rappresenta un campo di osservazione privilegiato per svolgere alcune interessanti riflessioni sul tema in oggetto.

Gina Cadeddu

Il gruppo esperienziale online: sfide, risorse, benefici

GRUPPI

Fascicolo: 1-2 / 2023

Viene presentata la nascita, l’organizzazione e l’evoluzione dei gruppi esperienziali online a opera dell’Associazione Il Cerchio. I gruppi sono nati per offrire ai membri dell’Associazione uno spazio di supporto, confronto e dialogo durante la pandemia. Inizialmente sono stati condotti da un professionista esterno al Cerchio. Successivamente sono proseguiti, sino a oggi, anche come un intervento di formazione per i nuovi soci in quanto la conduzione è stata affidata agli stessi membri dell’Associazione. L’esito positivo di questa esperienza è in termini di integrazione del vecchio con il nuovo, di coesione, di dialogo, di intimità, e soprattutto di crescita dell’identità come gruppo analisti dei membri dell’Associazione. 

This paper aims to evaluate the recovery process in a Mental Health Day Center (CDSM) during 2023 through a battery of tests (SCL-90-R, RAS, Brief Cope, WHOQOL, HoNOS Scale, Kennedy Scale) with a specific schedule: at 2 months from admission, at 6 months, at 12 months and then maintaining the annual cadence until discharge. The aim is therefore to assess the effectiveness of evidence-based activities in a rehabilitation pathway over time. What was measured was divided into two databases: a first one (analysed with mixed models) with the data obtained in 2023, a second one (analysed with the Wilcoxon test) with the discharges recorded in 2023 to which a comparison was made with what was recorded at the entrance of those who finished the journey. From the results, significant data emerged: a reduction of the subject’s state of distress as the rehabilitation pathway progressed, an aspect that is in line with this type of patients that are resistant to change and require a long time to activate the recovery process.

Daniele Montanari

Scene da un matrimonio borghese. Giovanni Zanardelli (1787-1853)

CHEIRON

Fascicolo: 2 / 2023

Il saggio ricostruisce la parabola biografica e familiare dell’ingegnere bresciano Giovanni Zanardelli (1786 1854), capostipite di una famiglia borghese in ascesa tra età napoleonica e Restaurazione. Formatosi con rigore nelle discipline tecnico-scientifiche e umanistiche, Giovanni costruì una solida carriera all’interno dell’apparato statale, culminata nella nomina a Ingegnere Capo Aggiunto della Provincia di Brescia. Il testo ne analizza la traiettoria professionale, il ruolo nell’ambito delle istituzioni tecnocratiche lombarde e la centralità nella trasmissione di valori culturali, morali e professionali alla numerosa prole, tra cui spicca il primogenito Giuseppe. Ampio spazio è dedicato alla dimensione familiare, ai difficili equilibri economici, ai rapporti dotali e patrimoniali con la famiglia Caminada e alle strategie di affermazione sociale attraverso l’istruzione, il lavoro e l’acquisto immobiliare. Ne emerge il profilo emblematico di un borghese ottocentesco che seppe coniugare senso del dovere, ambizione sociale e attenzione pedagogica, in un contesto segnato da transizione istituzionale e mobilità intergenerazionale.

Il presente contributo ricostruisce il profilo teologico e la circolazione editoriale del De la santissima comunione di Tullio Crispoldi, figura sfuggente del circolo veronese gravitante attorno al vescovo Gian Matteo Giberti negli anni Trenta del Cinquecento. Nonostante la scarsità delle fonti biografiche, gli scritti di Crispoldi – in particolare quelli dedicati all’Eucaristia – testimoniano una stretta adesione agli orientamenti dell’evangelismo italiano e ai suoi principali ambiti di riflessione: la giustificazione, la grazia e il libero arbitrio. Profondamente influenzato dal pessimismo agostiniano e dagli scritti di autori come Tommaso da Kempis e Jan Van den Campen, Crispoldi promuoveva la comunione sacramentale frequente come strumento di unione intima con Cristo, insistendo sulla centralità della grazia divina rispetto al merito umano. Il saggio analizza le sfumature teologiche del trattato e segnala l’esistenza di una seconda edizione, finora non documentata, dell’opera, stampata da Stefano Nicolini da Sabbio nel novembre del 1535. Questa scoperta — fondata sull’identificazione di due esemplari conservati rispettivamente presso il Museo degli Stampatori “Da Sabbio” e la Bibliothèque nationale de France — offre nuovi elementi per comprendere la diffusione e la ricezione degli scritti di Crispoldi, e più in generale per indagare i canali editoriali attraverso cui si articolava la circolazione di testi spirituali ed eterodossi nell’Italia settentrionale della prima età moderna.

Carlo Bazzani

Gli Statuti dell’Arte della lana di Brescia

CHEIRON

Fascicolo: 2 / 2023

Il saggio analizza gli Statuti dell’Arte della lana di Brescia, redatti tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, come fonte privilegiata per lo studio della produzione laniera in ambito urbano preindustriale. L’indagine si concentra su tre assi principali: l’organizzazione economica dell’attività artigianale, le dinamiche sociali interne al corpo di mestiere e la regolazione delle pratiche tecniche. Attraverso una lettura incrociata dei capitoli statutari, emergono norme volte a garantire il controllo della qualità, a tutelare i diritti (e i doveri) degli artefici e a definire le gerarchie di potere all’interno dell’Arte, in un equilibrio costantemente negoziato tra interessi individuali e collettivi. Emerge così l’immagine di una corporazione che non solo disciplina il lavoro, ma contribuisce attivamente alla costruzione di un ordine economico e sociale fondato su competenze, reputazione e reciprocità.

Questo articolo indaga l’organizzazione e la gestione del servizio di baliatico a Brescia nel Quattrocento, analizzando in particolare il ruolo di istituzioni ospedaliere quali Santa Maria della Misericordia, San Cristoforo e l’Ospedale Maggiore. Accanto alle fonti ospedaliere, la ricerca ha incluso anche le fonti private per mettere in evidenza analogie e differenze tra il baliatico offerto dagli enti assistenziali e quello attivo all’interno dei nuclei familiari di privati cittadini. Specifica attenzione è stata dedicata all’Ospedale Maggiore, che sviluppò un sistema amministrativo-gestionale strutturato volto a efficientare la gestione dell’infanzia abbandonata attraverso un servizio di baliatico che si estendeva sia all’interno, sia all’esterno delle sue mura. Lo studio evidenzia come la cura dei bambini esposti non fosse soltanto un atto di carità, ma richiedesse una solida organizzazione, in cui la gestione economico-amministrativa e il controllo sull’operato delle balie svolgevano un ruolo fondamentale per il buon funzionamento del servizio.

Elisabetta M. Bello, Maria Teresa Gabardi

Quartiere feltre a Milano. Welfare e qualita degli spazi

CRIOS

Fascicolo: 25 / 2023

Le difficoltà economiche con cui si sta misurando da tempo il nostro Paese hanno avuto e stanno mostrando ancora riflessi dal punto di vista sociale e spaziale. Molte persone faticano non poco a gestire la quotidianità familiare e lavorativa in spazi quantitativamente ridotti o inadeguati alla compresenza di più persone, con età e necessità diverse, costrette spesso dalle contingenze a una continua convivenza forzata – come è emerso con ancora più forza per esempio durante la pandemia. In molti casi, la presenza nelle immediate vicinanze degli spazi aperti pubblici, oppure degli spazi aperti di pertinenza degli edifici ha consentito e consente l’estensione di pratiche dell’abitare e la possibilità di ritrovare dei propri “spazi privati”. In tale situazione si palesa la capacità di resistenza e di adattamento di questi spazi aperti, anche nei quartieri di edilizia residenziale pubblica, prodotti nella modernità, quale riflesso al suolo di un interesse generale e collettivo preminente rispetto a quello di natura singolare e particolare, sebbene solitamente ritenuti luoghi degradati, problematici e generatori di conflitti. Il presente contributo proverà a ragionare sulla tenuta, la resistenza e la capacità di adattamento di spazi realizzati nella modernità, che nella realtà contemporanea sono ancora in grado di favorire forme di accoglienza e inclusività, seppure in forme differenti rispetto al passato, attraverso lo studio del caso specifico del quartiere INA-Casa Feltre a Milano.

Mariella Annese, Maddalena Scalera

Politiche transcalari di forestazione urbana. Il caso italiano e pugliese

CRIOS

Fascicolo: 25 / 2023

L’Italia, chiamata a rispondere alle dinamiche causate dai climate changes, ha elaborato il Piano di Forestazione Urbana e Periurbana (PFUP) all’interno del consistente programma di spesa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), considerando le foreste urbane e periurbane tra gli strumenti più efficaci. Il PFUP può contare sulle sempre più importanti risorse riservate alla Missione 2 Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, di diretta emanazione dello European Green Deal e costituisce senz’altro un grande sforzo e impegno di spesa. I principi che tengono insieme politiche pubbliche, piani nazionali e strumenti di pianificazione comunale, risultano però deboli per potersi risolvere in progetti di forestazione urbana di qualità. Il contributo indaga quali sono le modalità in cui queste risorse riescono ad avere ricadute positive sul territorio, analizzando la multiscalarità esistente negli strumenti di pianificazione del caso pugliese.