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Le nuove generazioni crescono in un mondo sempre più digitale, in cui strumenti tecnologici e ambienti virtuali sono ormai parte integrante della quotidianità. Questa realtà digitale ha un impatto su tutte le famiglie, incluse quelle di bambini e ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD). Il presente studio esplora l’utilizzo dei dispositivi digitali, in particolare tablet e smartphone, da parte di bambini e adolescenti con ASD, attraverso un’analisi della letteratura esistente e un’indagine condotta su un ampio campione di soggetti italiani. Si sono volute indagare le implicazioni e le problematiche legate all’uso di questi strumenti tramite un questionario online somministrato ai genitori. I risultati evidenziano una prevalenza significativa nell’utilizzo di device tra i bambini con ASD, con il 94,5% dei partecipanti che fa uso di almeno un dispositivo. Nonostante i benefici riscontrati in letteratura, i genitori hanno segnalato diverse criticità come la dipendenza dai dispositivi, l’isolamento sociale e i problemi comportamentali. La relazione tra tempo di utilizzo e problematiche emerse suggerisce la necessità di un approccio equilibrato e monitorato nell’uso delle tecnologie al fine di massimizzare i benefici educativi e terapeutici, minimizzando i rischi associati. A tal proposito si sottolinea quindi l’importanza di sviluppare linee guida per l’uso dei dispositivi nei bambini con ASD.
La pandemia globale di COVID-19 ha rimodellato drasticamente la nostra società, imponendo quarantene e restrizioni sociali e ha minacciato gravemente la salute fisica e psicologica, soprattutto dei segmenti di popolazione a rischio, tra cui le donne in gravidanza. Questo studio si propone di esplorare l’esperienza di transizione alla genitorialità tra le neomamme che hanno vissuto il concepimento e la gestazione durante la pandemia, al fine di delineare possibili percorsi di sostegno e cura a partire dai bisogni che durante l’emergenza sanitaria sono emersi in modo particolarmente evidente. Lo studio applica un approccio qualitativo e comprende 40 donne, intervistate durante il ricovero ospedaliero 24-48 ore dopo il parto. Le interviste sono state registrate e trascritte testualmente. È stata eseguita l’analisi tematica dei trascritti tramite software NVivo. Sono stati individuati sei temi, con relativi sottotemi: “Esperienze emotive”, “Cambiamenti pre-post gravidanza”, “Risorse”, “Limiti e difficoltà”, “Cambiamenti pre-post pandemia” e “Aspettative per il futuro”. Alcuni vissuti riportati dalle donne sono sembrati essere universali, essendo tipici dell’esperienza di maternità, mentre altri sono stati specifici e contestualizzati nello scenario pandemico. Portare a termine una gravidanza e dare alla luce un bambino abbraccia l'intera gamma di esperienze, comprese quelle non pianificate in quanto dipendenti dal contesto. La paura di non farcela fisicamente e psicologicamente fa parte del processo di crescita normativo, tuttavia la pandemia ha plasmato in modo specifico questa esperienza. Gli operatori sanitari dovrebbero prestare attenzione alle esperienze delle donne che hanno affrontato la gravidanza e il parto durante la pandemia al fine di identificare i bisogni delle puerpere e delineare possibili prospettive per il miglioramento dell’attuale presa in carico.
Dysarthria is characterized by disruptions in motor control necessary for producing speech and other verbal sounds. These motor impairments often extend to reading, impacting both speed and accuracy due to the articulatory challenges inherent in speech production. Most dysarthria treatments traditionally focus on improving oral production. However, a novel approach involves targeting anticipatory processes through rhythmic stimulation combined with verbal fluency exercises. In this study, a remote intervention was delivered via an online platform, incorporating rhythm-based reading exercises for two patients (A and B) diagnosed with dysarthria. Following a two-week period of daily intervention, patients were assessed on reading and language fluency. Both patients showed considerable improvements in reading skills. Additionally, Patient B exhibited improvements in functions commonly impaired in dysarthria, including respiratory and articulatory abilities. In conclusion, this remote rhythm-based intervention resulted in notable enhancements in reading and language parameters in dysarthria. These preliminary findings suggest that this approach holds promise and warrants further investigation in future studies on dysarthria.
Background: In contemporary China, parenting is characterized by high stress and authoritarian practices, leading to negative impacts on self-efficacy and well-being. Positive Discipline provides an alternative to improve family dynamics that is more in harmony with Chinese culture. The positive discipline method is appropriate for the Chinese culture owing to its focus on self-discipline and high academic achievement. The idea of positive discipline in recent years has emerged as a new effective positive parenting approach supporting both kind and firm parenting styles, contributing positively to child development. Aim: This study examines the impact of Positive Discipline on self-efficacy and subjective wellness of Chinese parents, focusing on culturally responsive psychological interventions. Methodology: A six-week quasi-experimental intervention with 62 parents from Fujian Province, China, utilised the validated Subjective Well-being Scale and the brief-parental-self-efficacy-scale-interactive. Data was analysed quantitatively through SPSS pre- and post-intervention by analysing the two variables self-efficacy and well-being. Results: Parents reported improved parenting self-efficacy, increased subjective well-being, therefore, a reduced stress post-intervention. There was a strong correlation showing the efficacy of the intervention in ensuring parental well-being in promoting a sense of parenting efficacy and subjective well-being. Conclusion: Positive Discipline nurtures self-efficacy in parenting and psychological well-being among Chinese parents. This would empower the parents to adopt a modern parenting style in Chinese society and adapt to the current parenting pressure. Incorporating PD into family support services might reduce parenting stress and improve emotional health.
This study aimed to explore the characteristics of the adaptation process for students with disabilities and identify factors influencing the effectiveness of their adaptation. The research was conducted at the Kyrgyz National University “J. Balasagyn” and the Kyrgyz State Technical University “I. Razzakov” from September 2023 to March 2024. The study involved 120 students with various forms of disabilities, studying in different courses and departments. The methodology included a comprehensive approach using psychodiagnostic methods, questionnaires, and structured interviews. Data analysis revealed that 68% of respondents experience difficulties in interacting with their peers. The universities involved in the study are ready to interact with students with disabilities; However, 72% of participants pointed out the insufficient accessibility of the educational environment, which complicates their social and academic adaptation. Additionally, 45% of respondents reported issues with self-esteem and confidence, which negatively affects their social activity and academic performance. A correlation was found between the level of socio-psychological adaptation and the availability of specialised support programmes at universities. Students who had access to psychological support and participated in social integration programmes demonstrated higher adaptation scores (30% higher) compared to those without such support. The research indicates that addressing the socio-psychological adaptation of this group of students requires a comprehensive approach aimed at improving their integration into the educational environment.
Gli autori analizzano Adolescence (Netflix, 2025), miniserie britannica in quattro episodi che propone la vicenda del tredicenne Jamie Miller, accusato dell’uccisione di Katie, una sua compagna di scuola. La serie alterna diversi scenari: la stazione di polizia, a cui è condotto il protagonista; i corridoi scolastici, dove due detective si recano in cerca dell’arma del delitto e del movente; il centro di formazione minorile, nel quale il sospettato è temporaneamente recluso; la casa della famiglia Miller, che, a distanza di 13 mesi dal crimine, riflette sull’evento e sulle sue vicissitudini.), Il racconto mantiene una tensione costante che interroga lo spettatore sull’angoscia e sul dolore di tutte le figure principali. Un momento importante, che occupa l’intero terzo episodio, è il colloquio peritale di Jamie con la psicologa Briony Ariston: un dialogo serrato e drammatico, in cui rigide stereotipie ed esplosioni di collera lasciano filtrare brevi ma preziose aperture emotive. Nella dialettica junghiana fra Ombra e possibilità di integrazione, gli autori cercano di far emergere come, anche nelle circostanze più inquietanti, possa germogliare una speranza di crescita interiore.
Il XXIII Congresso Internazionale di Psicologia Analitica si è tenuto a Zurigo dal 24 al 29 agosto 2025, nel 150º anniversario della nascita di Carl Gustav Jung, sul tema “Esperienze dell’incomprensibile: esplorazioni e contributi junghiani”. Con quasi 1900 partecipanti, il Congresso ha rappresentato un momento di forte rigenerazione dell’identità della comunità junghiana internazionale, mettendo al centro il ruolo della psicologia analitica in una società segnata da urgenza, polarizzazione e illusione di controllo. Attraverso plenarie e numerose sessioni parallele, sono stati affrontati, da relatori di rilievo mondiale, temi legati a trauma, simbolo, immaginazione attiva, ecologia della mente, prospettiva estetica e pratica analitica. Ampia la presenza italiana, con laboratori precongressuali e molteplici contributi su sogno, Sé, linguaggio poetico e letture storiche interculturali del pensiero Junghiano.
Il dibattito sempre più vasto e scientificamente rilevate sulla definizione di intelligenza Artificiale nel campo dell'ingegneria e della psicologia dell'Intelligenza Artificiale, ha prodotto negli ultimi anni un'ampia letteratura, a favore e contro, l'utilizzo appropriato del termine intelligenza riferito ai computer, che potremmo definire speculativa in quanto ancora teorica. Seguendo lo stesso intento, e considerando l'intelligenza un aspetto del più ampio campo dello studio della psicologia, ci si può porre, con lo stesso spirito speculativo, se è possibile applicare all'IA i concetti di inconscio.
Questione già dibattuta da qualche anno, in questo intervento teorico si propone di definire l'enorme mole di dati immagazzinati nella rete come inconscio (o meglio, subconscio) e la psicologia analitica risulta particolarmente adatta a definire tale proposta speculativa grazie ad alcune definizioni di inconscio collettivo date da Jung nella sua opera.
The dissolution of Yugoslavia was not only a geopolitical collapse but also a psychic drama, a struggle between archetypal forces of unity and fragmentation. This paper approaches the legacy of Yugoslavia as a symbolic container for projections of the Self, where the dream of wholeness coexisted with unintegrated shadows of grievance, shame, and trauma. Using Jungian concepts such as the Self, shadow, cultural complexes, and the transcendent function, this paper interprets Yugonostalgia and post-Yugoslav disorientation as emotional fields where memory, mourning, and identity intertwine. Recent memory studies and post-Jungian perspectives deepen this analysis, situating the Yugoslav case within broader debates on collective individuation, polycentric identity, and the dialectics of historical negation. The argument suggests that Yugoslavia’s psychic afterlife is best understood not as the failure of a national project but as an unfinished individuation: a demand to hold multiplicity without regression, to transform nostalgia into symbolic creativity. The Yugoslav legacy thus illuminates a wider human challenge – how to imagine wholeness without erasing difference, and how to live with plurality without collapse.
L’articolo “Sulle orme del profondo: Weiss, Bernhard e le due anime della psicoanalisi” esplora il ruolo di Edoardo Weiss e Ernst Bernhard nel radicamento della psicologia del profondo in Italia, mettendo in luce il dialogo e la tensione tra l’orientamento freudiano e quello junghiano. Viene analizzato come Weiss, primo allievo diretto di Freud in Italia, abbia introdotto la psicoanalisi freudiana nel contesto culturale italiano, mentre Bernhard, giunto a Roma negli anni ’30, abbia portato con sé l’approccio junghiano, favorendo un confronto e una contaminazione tra le due tradizioni. L’articolo sottolinea come la loro collaborazione e i loro contrasti abbiano dato vita a una “doppia anima” della psicoanalisi italiana: da un lato la rigorosa ortodossia freudiana, dall’altro l’apertura simbolica e culturale junghiana. In questo intreccio si collocano le origini della psicologia del profondo in Italia, che si sviluppa oltre i confini disciplinari, intrecciando scienza, filosofia e cultura.
L’autrice propone una riflessione sull’incontro analitico con bambini traumatizzati, integrando teoria junghiana, psicoanalisi relazionale e neuroscienze. Il lavoro illustra come la relazione terapeutica, quando fondata su empatia, contenimento e rispecchiamento, possa favorire processi di integrazione psichica e simbolizzazione dell’esperienza traumatica. Il racconto chassidico de Il Principe Tacchino diventa metafora del percorso analitico: scendere “sotto il tavolo” insieme al paziente significa riconoscere e condividere il suo mondo emotivo, offrendo un contatto trasformativo tra la parte istintuale e quella umana. Nel caso clinico di Gabriele, bambino vittima di abbandono e violenza, l’autrice mostra come l’analista, accettando di essere coinvolta nella dinamica transferale e controtransferale, possa trasformare l’enactment in spazio di pensabilità e crescita. La cura emerge come relazione intersoggettiva viva, in cui la possibilità di restare nella crisi consente il passaggio dalla frammentazione alla coesione del Sé.
L’impatto delle guerre, attuali e passate, sull’ambiente è significativo e molteplice. Gli effetti negativi diretti della guerra sugli ecosistemi comprendono la contaminazione dell’aria, del suolo e delle acque, nonché i danni alle infrastrutture. Tra gli effetti indiretti vanno invece considerate le conseguenze negative a lungo termine su risorse naturali, agricoltura, foreste, fauna selvatica e, di conseguenza, sulla qualità della vita umana. È importante definire e riconoscere l’impatto nefasto che le attività militari hanno sull’ambiente e adottare misure adeguate per prevenirne i danni o, almeno, attenuarne gli effetti, investendo nella protezione e nella conservazione dell’ambiente, individuando le azioni criminali che intenzionalmente intendono colpire le risorse ambientali e, in ultima analisi, promuovendo la pace e la risoluzione dei conflitti. In tempi in cui è un dovere inevitabile essere responsabili e rendere conto alla collettività delle nostre azioni, è necessario considerare i crimini contro l’ambiente come crimini contro l’umanità.
La biologia strutturale è una disciplina affascinante e in continua evoluzione, che si occupa dello studio della struttura tridimensionale delle macromolecole biologiche e della loro relazione con la funzione cellulare. Attraverso avanzate tecniche sperimentali e computazionali, si procede alla progressiva comprensione dei meccanismi molecolari che governano la vita, con implicazioni dirette sulla salute umana attraverso la comprensione dei meccanismi molecolari alla base di molteplici malattie, aprendo prospettive innovative per lo sviluppo di farmaci specifici ed efficaci. L’intervento che segue si propone di offrire un’introduzione alla biologia strutturale, con particolare attenzione al problema del folding delle proteine e all’impatto rivoluzionario che l’intelligenza artificiale sta avendo da qualche anno in questo settore. In relazione alla tematica e per sottolineare quanto gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale possano rappresentare, se ben utilizzati, una preziosa risorsa per la ricerca scientifica, desidero precisare di aver fatto uso di strumenti basati sull’intelligenza artificiale nella redazione del presente testo. In particolare, la prima stesura di questa relazione è stata generata dal software ChatGPT a partire dalla trascrizione dell’intervento tenuto presso l’Istituto Lombardo, ottenuta anch’essa sfruttando l’intelligenza artificiale facendo analizzare la registrazione, disponibile su YouTube, al software Panopto.
Tra i molteplici materiali che possono essere rinvenuti in uno scavo archeologico, i cosiddetti residui organici, ovverosia resti di materiali costituiti in prevalenza da composti del carbonio, rappresentano una classe di grande interesse per la ricostruzione delle conoscenze e delle usanze di una data popolazione, ma al tempo stesso una sfida per coloro che si occupano di analisi chimiche. Infatti, se grande è la varietà degli usi dei materiali in oggetto, potendo trattarsi di alimenti, balsami, adesivi e molto altro ancora, i residui stessi sono talora massivi, ma sovente presenti in tracce invisibili a occhio nudo, ad esempio assorbite nelle pareti di recipienti ceramici. Questo testo vuole offrire una rassegna delle principali classi di residui organici archeologici, mettendo in luce come le moderne tecniche di analisi chimica strumentale ne consentano l’identificazione con elevata sensibilità e specificità.