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Donato Firrao

Alla ricerca di una bomba

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

I metalli esposti a un’esplosione possono subire macro deformazioni geometriche o anche solamente deformazioni della microstruttura cristallina, come bande di slittamento o geminazioni meccaniche, a seconda del metallo, della massa di esplosivo e della distanza da questa a cui si trovano. Il parametro al quale si fa riferimento è la cosiddetta distanza ridotta, r, definita come:

 r = d·m-1/3 [m·kg-1/3]

m, massa esplodente [kg]

d, distanza fra centro dell’esplodente e il bersaglio [m]

 Lo stesso valore di distanza ridotta e di effetti sul bersaglio metallico si possono avere con grosse masse e grandi distanze o con masse piccole e distanze limitate. La nostra attenzione si appunterà su quest’ultimo caso in cui altre azioni che causano macro-deformazioni geometriche, intervenute dopo lo scoppio, possono nascondere gli effetti della prima esplosione. Tipico è il caso in cui un velivolo che, dopo una piccola esplosione a bordo, precipita a terra o in mare destrutturandosi per l’urto in molti pezzi. La caduta dell’aereo di Enrico Mattei a Bascapè (PV) nel 1962 rientra nello scenario sopra descritto. Essa è stata studiata molti anni dopo l’evento.

Francesco Svelto

Sfide e prospettive dell’Università di Pavia

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

Il Rettore dell’Università di Pavia illustra le sfide che attendono un Ateneo storico e multidisciplinare come quello di Pavia, nel contesto della formazione universitaria superiore e le azioni introdotte in ambito di ricerca e di internazionalizzazione, con particolare riguardo all’offerta formativa e al profondo rinnovamento degli spazi per ricerca e didattica.

La vicenda descritta ha come protagonista il Sig. von Vlady, capotecnico della ditta milanese Filotecnica sita in Piazza Ellittica, produttrice di strumenti ottici di precisione. Questo personaggio è stato assunto come punto di raccordo per narrare la contemporaneità di due importanti figure nel decennio tra il XIX secolo e il successivo in ambito scientifico e alpinistico: il meteorologo Joseph Vallot (Société Botanique e Société Géologique de France) e l’astronomo Pierre Janssen (Académie de Sciences e Directeur de l’Observatoire de Meudon). Nella lettura di questa nota vengono ricordate le grandi difficoltà all’epoca di installazione di due rifugi di osservazione sul Monte Bianco.

Serena Dipierro, Enrico Valdinoci

Cos’è la diffusione anomala (e perché è così consueta)

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

In questa nota esploreremo il concetto di diffusione e vedremo come la sua interpretazione sia cambiata nel tempo. Scopriremo perché la diffusione è un'idea così utile e universale, che funziona sempre. tranne quando non funziona! In quei casi, ci viene in aiuto la "diffusione anomala", che offre una chiave di lettura diversa e complementare.

– Il 4 ottobre 2023 l’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato a Moungi G. Bawendi (Massachusetts Institute of Technology (MIT), Cambridge, MA, USA), Louis E. Brus (Columbia University, New York, NY, USA), Aleksey Yekimov (Nanocrystals Technology Inc., New York, NY, USA) il Premio Nobel per la Chimica. I tre scienziati, tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, hanno contribuito allo studio, alla sintesi riproducibile, e allo sviluppo dei quantum dots (o punti quantici), QD, “piantando i primi semi” che hanno portato alla fioritura del ricco e colorato mondo delle nanoscienze. I loro risultati sperimentali hanno permesso di verificare i principi fisici che legano i fenomeni quantici in nano-oggetti. Grazie alle loro modulabili proprietà ottiche, i QD sono oggi impiegati dall’industria elettronica per generare la luce policromatica che viene emessa dai monitor e schermi di dispositivi smart e TV, mentre medici e biochimici li utilizzano per mappare e seguire lo sviluppo di processi biologici e la crescita di tessuti. Questi sono alcuni tra gli aspetti trattati in questa nota insieme a quelli più prettamente fisici e chimici che regolano le proprietà di questi affascinanti nano-oggetti.

Antonello Provenzale

Avventure nella Zona Critica: una vita all’interfaccia

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

La Zona Critica è un sottile strato che va dal fondo dell’acquifero superficiale alla cima della vegetazione. Qui avvengono tutti i processi fisici, chimici, geologici e biologici che sostengono gli ecosistemi terrestri. È uno strato che comprende il suolo, l’acqua, gli organismi viventi, i gas e le rocce, dove la biosfera e la geosfera interagiscono in modo inestricabile e la cui buona salute risulta estremamente importante, critica appunto, per la nostra stessa sopravvivenza. In questo contributo viene descritto come si studia questa componente essenziale del nostro pianeta, per poter sviluppare e valutare le migliori strategie di conservazione e gestione.

Antonio Giorgilli, Ugo Locatelli, Marco Sansottera

COrbite omografiche collineari nel problema generale dei N corpi

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

Si ripropone uno studio dell'esistenza di soluzioni collineari del problema degli N corpi, come trattato da Eulero e Lagrange. Si segue la traccia proposta da Newton nei Principia, ossia considerare il problema nella sua generalità, senza assumere che la forza di attrazione dipenda dall'inverso del quadrato della distanza. Si mostra che in generale esistono orbite concentriche circolari, ovvero equilibri relativi. Per contro, si mostra che esistono orbite omografiche solo se le forze sono potenze della distanza. 

Rinaldo Psaro

Storia del vetro siliceo: aspetti chimici e tecnologici

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

Il vetro è uno dei materiali più rivoluzionari della storia, con un impatto straordinario sullo sviluppo della società, della scienza e della tecnologia. Dalla sua scoperta fino ai giorni nostri, ha trasformato la vita umana in numerosi ambiti. In questo articolo viene riportata la storia della scoperta e dello sviluppo tecnologico nell’era antica del vetro siliceo. Dalle origini fino all’innovazione della canna da soffio, una svolta epocale nella produzione del vetro, che trasformò questo materiale da raro e costoso a un bene di largo consumo. Questa innovazione, probabilmente sviluppata nel I secolo a.C., rivoluzionò la lavorazione del vetro e accelerò la sua diffusione nell’Impero Romano. Un esempio straordinario di questa evoluzione tecnologica è la Coppa Licurgo, realizzata dai maestri vetrai romani nel IV secolo d.C., che rappresenta una delle prime applicazioni nanotecnologiche ante litteram.

Maria Domenica Cappellini

Dalla ricerca alla clinica: l’esempio delle emoglobinopatie

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

Le emoglobinopatie sono patologie ereditarie del globulo rosso dovute a un difetto genetico di una delle catene globiniche (alfa o beta) che formano l’emoglobina. Si caratterizzano per anemia di grado variabile conseguente a eritropoiesi inefficace nel midollo. Le forme più severe in genere dovute a omozigosi per il difetto globinico sono trasfusione dipendenti ovvero richiedono supporto trasfusionale con 2/3 unità di globuli rossi ogni 2-3 settimane per tutta la vita. Le emoglobinopatie hanno un’elevata prevalenza in alcune aree come sud-est asiatico, Africa, Medio Oriente e area del mediterraneo, ma per le recenti migrazioni sono ormai diffuse in tutto il mondo. Le emoglobinopatie si distinguono in 2 gruppi principali: i. le forme dovute a varianti della catena globinica (alfa o beta) in cui si ha una normale produzione quantitativa, ma la catena prodotta è anomala per cui può conferire anomalie funzionali alla globina stessa (diversa affinità per l’O2, precipitazione ecc.). Si conoscono più di 400 varianti ma fortunatamente molte sono silenti dal punto di vista clinico. La più importante è la HbS responsabile di anemia falciforme o drepanocitosi (sickle cell disease). ii. le forme che si caratterizzano per una ridotta o assente sintesi della globina geneticamente mutata, che sono rappresentate dalle “sindromi talassemiche”. Negli ultimi anni sono state sviluppate terapie molecolari e nuove terapie farmacologiche per le emoglobinopatie aprendo un nuovo scenario per la cura di queste patologie.

Stefano Maiorana, Carlo Enrico Bottani, Rita Pezzola

Premessa

RENDICONTI

Fascicolo: 2 / 2025

Giuseppe Varchetta

La relazione

FOR - Rivista per la formazione

Fascicolo: 3 / 2025