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L’articolo esamina le posizioni dei tecnici dell’Istituto superiore di sanità in tema di sicurezza nucleare nel corso degli anni Settanta. Le loro valutazioni sul rischio nucleare contribuirono ad alimentare il dibattito sull’atomo civile all’interno del Pci in occasione del Piano energetico nazionale (1975) e al cospetto del nascente movimento antinucleare. L’istituto entrò infine in conflitto con il ministero dell’Industria, evidenziando le linee di frattura tra istituzioni, e tra istituzioni e territori, sul destino nucleare dell’Italia.

La questione del diritto all’assistenza nella legislazione italiana è spesso ridotta all’analisi dell’articolo 38 della Carta costituzionale. In realtà, la legittimazione del diritto soggettivo del cittadino all’assistenza fu l’esito di un lungo processo: la continuità dei principi della carità legale crispina, il carattere programmatico dei diritti sociali e la situazione di stratificazione normative ne comportarono per un trentennio la sostanziale negazione nella prassi amministrativa. L’articolo si propone di svolgere una ricognizione sul dibattito politico, amministrativo e giuridico che seguì l’approvazione dell’articolo 38, concentrandosi sui fattori ideali e ideativi che ispirarono le politiche pubbliche. L’autore ripercorre le tappe dell’allargamento della cittadinanza sociale, soffermandosi in particolare sull’assistenza post-bellica nel dopoguerra, sulla protezione sociale dei ciechi civili varata nel 1954, sulla stagione della programmazione economica e sulla regionalizzazione.

Maria Giovanna Vicarelli

Il Servizio sanitario nazionale all’indomani della sua istituzione

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 301 / 2023

Il 1980 avrebbe dovuto segnare l’avvio di un vasto processo di messa in opera della legge 833/78 basato su di una forte tensione culturale e politica e su di una altrettanto ampia dotazione di mezzi e di strumenti capaci di realizzare una trasformazione della sanità italiana che si prospettava complessa e difficoltosa. A soli sei anni, invece, dalla sua implementazione, il Ssn appare già avviato verso una sostanziale riforma istituzionale e organizzativa (che si realizzerà nei primi anni Novanta) complice il mutato clima politico-economico, la crisi dei principali soggetti sostenitori, le difficoltà finanziarie e la debolezza dei governi dei primi anni Ottanta, nonché una attuazione fortemente frammentata e caotica derivante tanto dalle incongruenze della legge 833, quanto dalla mancata creazione dei principali strumenti di regolazione.

Sabrina Leo

Una storia di debiti. Inam, casse mutue e ospedali tra anni Cinquanta e Settanta

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 301 / 2023

L’articolo analizza alcuni problemi economici e organizzativi che hanno caratterizzato la sanità italiana dal 1945 agli anni Settanta. Gli enti coinvolti nell’amministrazione della sanità pubblica in questo periodo erano numerosi e caratterizzati da un marcato caos gestionale, e le loro competenze si accavallavano e si sovrapponevano, rendendo confuse le dinamiche di finanziamento delle prestazioni. Grazie all’uso delle fonti archivistiche di alcuni tra gli attori che partecipavano alla cura dei cittadini, tra cui gli enti ministeriali, le casse mutue pubbliche e private e gli ospedali, il saggio si propone di ricostruire alcune importanti dinamiche debitorie che caratterizzarono i decenni presi in considerazione. Tali debiti, causati da rimpalli di competenze tra gli attori coinvolti, da una cattiva gestione delle risorse contributive e da una marcata lentezza istituzionale nel trovare una soluzione all’impossibilità da parte delle casse mutue di coprire le spese ospedaliere dei propri assistiti, rimasero una questione irrisolta fino al 1978, quando venne istituito il Servizio sanitario nazionale.

Silvia Inaudi

La tubercolosi nell’Italia del secondo dopoguerra: l’azione dell’Unrra

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 301 / 2023

Il contributo esamina il problema della tubercolosi e gli interventi per combatterla messi in atto nel secondo dopoguerra in Italia. Il saggio si concentra in particolare sull’apporto della Missione italiana dell’United Nations Relief and Rehabilitation Administration in campo sanitario e sui suoi rapporti con il governo italiano per esaminare, in ottica di path dependence, caratteristiche, innovazioni e limiti dell’azione antitubercolare.

Chiara Giorgi, Ilaria Pavan

Salute, sanità e assistenza nell’Italia repubblicana

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 301 / 2023

L’introduzione contestualizza temi e prospettive della sezione monografica e illustra i principali nodi storiografici attorno ai quali ruotano i singoli articoli.

Alla fine degli anni Trenta, nel paese di Mercogliano (Avellino) furono confinati circa cento cittadini dell’Etiopia, appartenenti alla classe dirigente del Paese e facenti parte di un più ampio gruppo di aristocratici deportati in Italia in seguito all’attentato contro Rodolfo Graziani (19 febbraio 1937). Gli etiopi, alloggiati in due istituti religiosi, furono sottoposti a un regime non particolarmente duro dal punto di vista materiale, ma traumatico sotto il profilo psicologico, anche perché quasi tutti avevano giurato fedeltà all’Italia e si aspettavano di avere un ruolo politico nella nuova Etiopia coloniale. I deportati furono rimpatriati tra la seconda metà del 1938 e l’inizio del 1940. Per la maggior parte di loro, l’esperienza della deportazione rappresentò una frattura nei rapporti con l’Italia e per il regime fascista si rivelò controproducente.

Attraverso la consultazione di fonti d’archivio e dei lavori di ricerca scientifica prodotti nel periodo di riferimento, l’articolo ricostruisce la rappresentazione pubblica dell’immigrazione in Italia tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta. Incentrato principalmente sul ruolo della comunità scientifica nel considerare la complessità dell’immigrazione, l’articolo ripercorre l’evoluzione della figura dell’immigrato fino all’assassinio di Jerry Essan Masslo (1989), lo spartiacque per la storia dell’immigrazione in Italia.

Il testo analizza le origini del socialismo italiano negli ultimi tre decenni dell’Ottocento evidenziando il valore che in esso giocano le emozioni. Lo fa a partire da alcuni volumi, tra i quali in particolare La forza dei sentimenti di Elena Papadia, che tengono insieme la dimensione sociale e politica con quella psicologica e mentale dei sovversivi. Da tale analisi emerge una consapevolezza: la necessità di utilizzare un approccio complesso che si serva anche delle vicende biografiche, delle storie familiari e dei rapporti intergenerazionali e che faccia pienamente proprio il punto di vista femminile. Da qui l’emergere del primato del dato etico nel socialismo delle origini, un movimento che, nella pluralità delle sue pratiche, dà importanza al sentimento inteso sia come strumento della propaganda, sia come senso di appartenenza a una comunità valoriale altra rispetto a un mondo ritenuto spesso ostile.

L’articolo analizza la storiografia italiana e argentina su imprese e imprenditori italiani emigrati in Argentina, in una prospettiva di lungo periodo. Ne confronta le caratteristiche nelle tre fasi di sviluppo identificate (da fine Ottocento agli anni Sessanta del Novecento; dagli anni Sessanta agli anni Ottanta; dagli anni Ottanta a oggi). Conclude che nella storiografia italiana predomina una visione "etnica", che esalta il contributo fornito da imprenditori e imprese italiane al progresso argentino. La storiografia argentina si caratterizza invece per la scarsa attenzione prestata alla matrice italiana, nel quadro di una visione che dagli anni Settanta diventa critica nei confronti dell’operato degli imprenditori. In entrambi i paesi gli autori fino agli anni Cinquanta non sono in prevalenza storici di mestiere ma pubblicisti.

A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 1 / 2023

Maria Silvia Vaccarezza

The exemplary and the right. Contemporary virtue ethics, action guidance, and action assessment

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 1 / 2023

In this paper, I will account for the importance of the notion of exemplarity within the contemporary virtue-­ethical debate, both in its classic formulation (e.g., Hursthouse 1999) and in the recent exemplarist moral theory advanced by Linda T. Zagzebski (2015;; 2017). Despite their differences, which I will discuss extensively, both theories are centered on a characterization of an exemplary virtuous agent that serves as a standard for determining what, in a given situation, is right, wrong, dutiful and forbidden. The first two sections will be devoted to an assessment of the strengths and weaknesses of these two approaches. In the third, I will propose a different role of radical (i.e., exceptional) individuals, i.e., saints and heroes, within a virtue-ethical theory of right action.