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Patrizia Patrizi

La giustizia riparativa: per disfare ingiustizia

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2022

Questo numero della Rivista viene pubblicato in una fase storica particolarmente rile¬vante e delicata rispetto alla possibilità che la giustizia riparativa possa essere applicata secondo i valori e i princìpi che ne costituiscono tratto distintivo. Perché la giustizia riparativa è, preliminarmente, un paradigma e, in quanto tale, non può essere assunta, compresa, praticata entro l’ottica retributiva del sistema penale, non può essere assimi¬lata alla finalità rieducativo-trattamentale tipica della fase esecutiva della pena, né alla visione promozionale della nostra norma processuale minorile, che, pur nella sua rivo¬luzionaria innovatività, mantiene in ogni caso le cornici di senso del paradigma penale. In questo articolo, dopo una illustrazione della restorative justice (paradigma, valori, princìpi, protagonisti e pratiche), si evidenzieranno alcune delle sfide da affrontare perché, nel tradizionale assetto della giustizia penale e per la storia che ci precede anche come orientamento operativo, della giustizia riparativa non si travisino i signi¬ficati e il potenziale di cambiamento.

La concentrazione insediativa è un catalizzatore d’avanzamento delle tecniche urbanistiche e loro traduzione normativa, sintesi di nuove tipologie edilizie, evoluzione morfologica del territorio, specializzazione economica e differenziazione sociale. Questo articolo applica il prisma interpretativo di matrice secchiana, costituito dalle ?gure di preoccupazione, specializzazione e disuguaglianza, all’analisi di Hong Kong, quale caso estremo di concentrazione insediativa. Dalla ricerca emerge un quadro multilivello nel quale la città densa si colloca al centro della nuova questione urbana in luce del suo con?gurarsi come laboratorio urbanistico, sintetizzatore di nuove forme spaziali e arena di con?itti sociali.

Marika Fior, Maddalena Buffoli, Irene Gori Insinga, Emma Latis, Silvia Mangili

L’urbanistica alla prova con la sanità di prossimità. Le Case di Comunità a Milano

TERRITORIO

Fascicolo: 102 / 2022

La sanità di prossimità è una presenza territoriale fondamentale per rispondere ef?cacemente alle esigenze sociosanitarie della popolazione sia quotidiane sia in caso di eventi emergenziali. Da circa 15 anni il Servizio Sanitario Nazionale persegue questa visione attraverso lo sviluppo delle Case della Salute e ora delle Case di Comunità. Per tale motivo il PNRR ha incentivato la realizzazione di 1.288 strutture, ma a scala locale le dif?coltà localizzative si fanno sentire. La ricerca ha quindi elaborato per Milano sia una prima valutazione urbanistica circa la scelta localizzativa delle 24 strutture sanitarie da realizzare entro il 2026, sia alcune considerazioni in merito all’idoneità dei quartieri (NIL) a ospitare le suddette strutture sanitarie di prossimità.

Emanuele Garda, Enzo Falco

Il "modello Milano" di trasferimento dei diritti edificatori: caratteri e contraddizioni

TERRITORIO

Fascicolo: 102 / 2022

L’adozione dei meccanismi di trasferimento dei diritti edi?catori nel territorio lombardo ha portato i comuni al loro recepimento nella strumentazione urbanistica per garantire l’equo trattamento dei proprietari e assicurare la dotazione di aree per servizi e attrezzature pubbliche. In alcune amministrazioni comunali, l’adattamento di questi meccanismi ai contesti locali ha generato speci?ci ‘modelli applicativi’. Tra questi casi Milano rappresenta un esempio emblematico rispetto a obiettivi ricercati, concetti introdotti, ?essibilità applicativa e ruoli del ‘mercato’. Il contributo si confronta con questa complessa realtà attraverso differenti interviste a esperti allo scopo di riconoscere i caratteri dell’esperienza milanese e sottolineare le criticità ravvisabili in questo modello.

Erblin Berisha, Giancarlo Cotella, Umberto Janin Rivolin, Alys Solly

Sistemi di governo del territorio e consumo di suolo in Europa

TERRITORIO

Fascicolo: 102 / 2022

Anche se una relazione tra governo del territorio e consumo di suolo è verosimile, non esistono studi sistematici sull’argomento. Scopo di questo contributo è veri?care se le variazioni di consumo di suolo registrate in Europa dal 2000 siano proporzionate alle diverse prestazioni dei sistemi di governo del territorio. Il lavoro, impostato sui dati raccolti nell’ambito di due ricerche ESPON, riguarda 39 stati europei. Il confronto conferma che le variazioni più contenute di consumo di suolo sono effettivamente correlate con i tipi europei di sistema percepiti come capaci di rinnovarsi al ?ne di un migliore controllo pubblico delle trasformazioni spaziali. All’opposto, variazioni più marcate si riscontrano in presenza dei sistemi - come quello italiano - più obsoleti e inef?caci.

Marco d’Annuntiis

Strategie di trasformazione per il porto di Civitanova Marche

TERRITORIO

Fascicolo: 102 / 2022

‘Around’, ‘Inside’, ‘Beyond’ sono tre strategie per la rigenerazione dell’area portuale di Civitanova Marche. L’articolo le illustra offrendo spunti di ri?essione sulle nuove relazioni città-porto, sul ruolo dello spazio pubblico e sui diversi modi dell’accessibilità. Il rapporto tra spazio portuale e città è esplorato considerando la ?gura del recinto: cingendo il perimetro, con una intromissione centrale ?no a lambire il mare e, in?ne, superando la demarcazione e investendo totalmente il fronte. Le tre proposte sono descritte attraverso un’analisi comparativa, strutturata attraverso criteri qualitativi e ?nalizzata alla valutazione oggettiva dei limiti e delle potenzialità di ogni ipotesi d’intervento. Dal punto di vista metodologico il sistema di valutazione messo in campo elabora un meccanismo di veri?ca delle tre differenti alternative utile ai decisori per elaborare i propri criteri di preferibilità.

L’articolo ri?ette sulle opere a terra dell’area portuale, come contesto in cui si identi?cano il patrimonio costruito e gli spazi aperti dell’infrastruttura. Esse si costituiscono come campo d’azione in cui si inventa e si esprime il quotidiano partendo dalla loro fruizione, uso e trasformazione, dove le pratiche si alternano tra lavoro e tempo libero. La necessità di ricostruire lo stato dei luoghi svela problemi e questioni aperte; l’approfondito processo investigativo viene attuato alternando indagini indiziarie sulle fonti catastali e lavoro sul campo. L’obiettivo è quello di strutturare un solido quadro conoscitivo che ne preceda la trasformazione per supportare le azioni di valorizzazione e riciclo del patrimonio immobiliare, già anticipato dalle sperimentazioni artistiche e convalidato dalle esperienze nazionali e internazionali di rigenerazione portuale.

Alessandro Gabbianelli

Il porto di Civitanova Marche come condensatore di paesaggi

TERRITORIO

Fascicolo: 102 / 2022

Civitanova Marche si è sviluppata trascurando le caratteristiche territoriali e compromettendo le connessioni ecologiche tra collina e costa. La necessità di trasformare il porto diventa l’occasione per ri?ettere sulle strategie di progetto che coinvolgano l’intero sistema degli spazi vegetati urbani. Dopo aver descritto le caratteristiche geogra?che e paesaggistiche del territorio, e sulla base di alcune esperienze internazionali e nazionali si suggerisce un progetto di ricon?gurazione dell’area portuale come parte dell’infrastruttura verde, ipotizzando per il porto il ruolo di ‘condensatore’ dove il paesaggio collinare, costiero e urbano si intrecciano permettendo la coesistenza dinamica di fruitori, pratiche, spazialità e materiali differenti.

Uno studio condotto per la redazione delle Linee guida per un progetto di rigenerazione urbana e ambientale del porto di Civitanova Marche, esito di una convenzione interistituzionale stipulata tra l’Università di Camerino e il Comune di Civitanova Marche, ha consentito di elaborare un pensiero sulla riorganizzazione degli spazi di servizio e sulla sperimentazione di un sistema di nuove relazioni tra città e porto. Attraverso una molteplicità di sguardi, i quattro saggi che compongono il servizio offrono spunti per una ri?essione generale sulla rigenerazione delle aree portuali del medio-adriatico.
La formazione dei piccoli porti del Medio Adriatico italiano è associata a interventi di arti?cializzazione delle foci dei ?umi su cui insistono. Nei casi presi in esame, la città assume il porto esclusivamente come una attrezzatura necessaria, come un completamento e non come un inizio, in nessuno di essi il porto costituisce un luogo di rappresentatività urbana. Il porto di Civitanova Marche viene assunto come caso- studio esempli?cativo di una infrastruttura di recente costituzione e come ambito di applicazione di strategie rigenerative capaci di rinnovare l’immagine urbana trasformando una città con il porto in una città-porto.

Annamaria Gagliardi, Sabina Lenoci

Un progetto urbanistico per Canosa di Puglia

TERRITORIO

Fascicolo: 102 / 2022

L’articolo descrive la Strategia per la valorizzazione del patrimonio storico- archeologico nel territorio di Canosa di Puglia: un insieme di progetti e azioni, articolati in tre campi spaziali e operativi. Il primo concerne l’area estesa dalla piana del ?ume Ofanto alle pendici dell’altipiano delle Murge. Il secondo riguarda le pratiche esistenti di cura che molte associazioni svolgono per contribuire al processo di rigenerazione culturale ed ecologica di patrimoni comuni. Il terzo riguarda un piano per la valorizzazione di una importante dotazione di risorse storico-archeologiche diffuse nella città abitata e il percorso di riappropriazione sociale promosso da tre progetti urbani, ?nanziati e uniti dall’intento di realizzare un nuovo sistema di spazi collettivi verdi fruibili attraverso la mobilità lenta.

Il contributo concentra l’attenzione su un piccolo progetto di infrastruttura verde promosso a Bari, nell’ambito di un bando regionale ?nanziato dai fondi strutturali dell’Unione Europea: il parco lineare di Lama Picone. Il progetto rappresenta una proposta innovativa rispetto alle pratiche progettuali locali non solo in relazione al trattamento delle dimensioni del paesaggio e della sostenibilità, ma anche in rapporto all’attivazione dei cittadini e delle loro associazioni. Può essere considerato esito di una serie di processi più ampi di rigenerazione e piani?cazione urbana e di pratiche di innovazione sociale che hanno contribuito alla costruzione di una nuova visione di sviluppo per questa porzione del territorio comunale. I problemi emersi nel corso dell’implementazione consentono di trattare alcune questioni che vanno al di là di questo speci?co caso.

Carla Tedesco

Nei progetti di territorio. Conoscenze, competenze, attori

TERRITORIO

Fascicolo: 102 / 2022

Il saggio si interroga sulle ragioni per restituire, nell’ambito del dibattito scienti?co, conoscenze prodotte/ acquisite in percorsi concreti di costruzione di politiche e progetti territoriali da un punto di vista (molto) situato, quale quello di chi è stato coinvolto in tali processi con ruoli politici o tecnici. Il testo introduce così i due successivi contributi, che raccontano di esperienze di progettazione territoriale portate avanti di recente in Puglia, nel capoluogo regionale (Bari), e in una città medio-piccola di antichissima origine (Canosa di Puglia).

Marianna Frangipane, Gianfranco Orsenigo

Sperimentare con lo sport la trasformazione del carcere: strumenti di progetto

TERRITORIO

Fascicolo: 102 / 2022

Le carceri, nonostante la forte e perdurante domanda di miglioramento delle loro condizioni di abitabilità, rappresentano un caso emblematico di situazioni inerti alla trasformazione. A fronte di tale contraddizione, sperimentare nuovi metodi e strumenti di progetto appare sempre più urgente. Questo articolo propone la de?nizione di alcuni percorsi possibili, attraverso una lettura autori?essiva di un’esperienza svolta ‘sul campo’. La sperimentazione, localizzata principalmente nel carcere di Bollate, ha riguardato la realizzazione di nuovi spazi e attrezzature per le attività sportive. Gli strumenti esplorati rappresentano il tentativo di coniugare, in modo fertile, le dimensioni trasformativa e processuale, attraverso l’interazione sociale con i diversi attori coinvolti.

Nicola Lovecchio, Matteo Zago, Luca Mainardi, Rita Laureanti

Progettare e monitorare l’attività motoria in spazi difficili

TERRITORIO

Fascicolo: 102 / 2022

L’articolo pone attenzione al tema dello sport in carcere, con un focus sulla situazione attuale in Italia. Attività ?sica e pratica sportiva sono diritti fondamentali di ogni individuo con importanti effetti positivi sulla sua salute psico?sica. È in tale prospettiva che lo studio della pratica dello sport in luoghi chiusi e tradizionalmente dif?cili come quelli delle carceri assume importanza. La disponibilità e l’utilizzo di spazi adeguati costituiscono aspetti fondamentali per il miglioramento della qualità della vita e dell’attività sportiva. Alla loro valutazione e monitoraggio oggi concorrono anche semplici sistemi ‘indossabili’, come quelli che la ricerca ACTS ha utilizzato per elaborare interventi tesi a rendere gli spazi dell’istituto detentivo di Bollate (Milano) meno dif?cili.