RISULTATI RICERCA

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Farnaz Farahi Sarabi

Dal Progetto alla Qualità di Vita: l’approccio pedagogico-narrativo applicato alla disabilità

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Ogni progettualità che ambisca a non essere solo condizione epistemica di pianificazioni eterodirette, ma riconoscimento di un soggetto nella sua unicità e complessità, deve aprirsi a un orizzonte inclusivo. Una prospettiva che richiede, a sua volta, l’adozione di pratiche educative-didattiche di matrice espressiva. L’approccio narrativo, sotto questo punto di vista, si adatta perfettamente alla sfida pedagogica che la disabilità ci pone. Non si limita a restituire voce al soggetto, ma ne consente l’emersione in quanto protagonista narrante della propria esperienza. Un soggetto che rivendica diritti e agency nel Progetto di Vita che lo riguarda. Una narrazione, dunque, che non è solo riappropriazione di sé, ma anche costruzione di uno spazio educativo intermedio tra il proprio modo di essere e l’altro, tra l’esperienza personale e le coordinate culturali, istituzionali e relazionali dell’ambiente di vita.    

Il contributo mantenendo la scuola primaria come campo d’indagine, sottolinea l’approccio narrativo quale determinante fondamentale per rendere il Progetto di Vita uno strumento realmente trasformativo e inclusivo del bambino con disabilità, contribuendo così al miglioramento della sua Qualità di Vita.   

Alessio Di Paolo, Anna Rescigno, Michele Domenico Todino

Semplessità e Progetto di Vita tra arti e tecnologie didattiche: traiettorie inclusive

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Il contributo esplora il paradigma della semplessità quale chiave ermeneutica per governare la complessità insita nella costruzione del Progetto di Vita delle persone con disabilità, collocandosi nel solco delle più recenti riflessioni pedagogiche e normative. Muovendo dall’evoluzione del quadro legislativo e dall’adozione del modello bio-psico-sociale, l’articolo mette in luce la necessità di superare approcci riduzionisti o rigidamente lineari, riconoscendo nella semplessità, una traiettoria operativa capace di tradurre la pluralità in eleganza funzionale. Le arti e le tecnologie didattiche emergono come mediatori semplessi, strumenti vicarî che generano partecipazione, simbolizzazione e progettualità, restituendo centralità alla corporeità e alla dimensione relazionale dell’apprendere. In tale prospettiva, il Progetto di Vita non è documento statico, ma opus aperta, narrazione esistenziale in continuo divenire, in cui deviazioni, anticipazioni e mediazioni si intrecciano in un cammino rizomatico. La semplessità si configura, dunque, non solo come paradigma epistemologico, ma come habitus etico ed estetico, orientato a rendere l’educazione ars vitae, capace di sostenere la dignità e l’autodeterminazione di ciascuno.

Alessandra Lo Piccolo, Daniela Pasqualetto

Progetto di Vita e scuola inclusiva: dal Piano Educativo Invidualizzato alla progettualità esistenziale

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

La scuola italiana ha progressivamente evoluto il proprio approccio da un modello assistenziale a un modello inclusivo, ponendo al centro la persona nella sua globalità e valorizzandone differenze e potenzialità. Pur rappresentando uno strumento fondamentale per la personalizzazione dei percorsi, il Piano Educativo Individualizzato (PEI) presenta limiti legati alla focalizzazione sulla dimensione scolastica e alla frammentazione rispetto ad altri ambiti di vita. In questo contesto, l’autodeterminazione emerge come diritto e competenza da promuovere, spostando l’attenzione dall’adattamento scolastico alla progettualità esistenziale, garantendo alla persona un ruolo attivo nella definizione del proprio percorso.

L’articolo pone sotto la lente le disomogeneità tra PEI e Progetto di Vita, due strumenti di grande valore pedagogico che necessitano di essere integrati, evidenziando il ruolo centrale della scuola nella promozione di traiettorie inclusive e nella costruzione della qualità di vita.

Alessandro Romano, Antonio Giannone, Marinella Muscarà

Il Progetto di vita come strumento di governance comunitaria per la realizzazione di interventi di cura sistemici e sinergici

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Il contributo analizza il ruolo del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato come strumento cardine per la promozione dell’inclusione e del benessere delle persone con disabilità, soprattutto in condizioni di doppia o plurima vulnerabilità. A partire dal quadro normativo (L. 328/2000; D.lgs. 62/2024) e dai paradigmi pedagogici di matrice bio-psico-sociale, lo studio evidenzia come l’approccio olistico e person-centered possa superare la frammentazione dei sistemi di welfare, ancora troppo settoriali e discontinui. Il contributo presenta la ricerca condotta dall’Università Kore di Enna, nell’ambito del progetto “Facciamone di tutti i colori: moltiplichiamo i luoghi dell’inclusione!”, i cui risultati confermano la presenza di criticità strutturali nel coordinamento degli interventi, con particolare incidenza sulle famiglie migranti, e al contempo sottolineano il potenziale del modello delle Poliferie educative quale infrastruttura pedagogica capace di integrare azioni e attori diversi. In tale prospettiva, il Progetto di vita si configura come dispositivo generativo di processi inclusivi, orientato a rafforzare autodeterminazione, co-progettazione e qualità della vita.

Giuseppe Filippo Dettori, Barbara Letteri

Una prospettiva per il Progetto di Vita degli studenti con BES: risultati di una ricerca sul campo

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Il presente contributo intende proporre una prospettiva progettuale per garantire la piena realizzazione del Progetto di Vita agli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES), ponendosi in linea con le recenti disposizioni normative introdotte dal D. Lgs. n. 62/2024. In questo quadro, il contributo si propone di illustrare una ricerca sul campo con l’utilizzo della metodologia del focus group su un campione di 23 componenti, che ha voluto analizzare le problematiche inerenti il Progetto di vita e proporre delle azioni per superare la frammentazione degli interventi tradizionalmente adottati, delineando un approccio sistemico, integrato e multidimensionale che valorizzi l’autodeterminazione e la partecipazione attiva. Vengono illustrati i punti chiave emersi dall’indagine qualitativa: dalla valutazione multidimensionale del profilo di funzionamento, alla co-progettazione educativa con tutti gli attori coinvolti, fino al monitoraggio e alla revisione periodica del percorso. Inoltre, si presentano alcune azioni operative innovative, come l’introduzione di tutor di Progetto di Vita, laboratori di autodeterminazione e piani di transizione scuola-lavoro, che rendono il progetto uno strumento trasformativo nei contesti educativi, sanitari e sociali.

Flavia Capodanno, Iolanda Zollo

L’alleanza educativa tra scuola e famiglia per un progetto di vita inclusivo: le opinioni delle figure di sistema a scuola

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Il contributo intende esplorare il ruolo delle figure di sistema nella scuola, da intendersi come organizzazione, per la promozione di un’alleanza autentica tra scuola e famiglia, quale conditio sine qua non per la costruzione di un progetto di vita realmente inclusivo. Dopo un excursus sull’evoluzione teorica e  normativa che ha portato all’affermazione di un approccio bio-psico-sociale nella concettualizzazione della disabilità e della centralità del progetto di vita, si presentano i risultati di un’indagine esplorativa condotta con 52 docenti italiani aventi incarichi di sistema. I risultati, ottenuti tramite l’Analisi Tematica Riflessiva, evidenziano che queste figure riconoscono la propria funzione di mediatori nella relazione scuola-famiglia, agendo attraverso dialogo, disponibilità e fiducia reciproca. Pur emergendo barriere organizzative e culturali alla partecipazione familiare, lo studio conferma la necessità di un impegno congiunto e istituzionale volto a rafforzare processi collaborativi e strategie di co-progettazione educativa. Le figure di sistema appaiono, pertanto, configurarsi come promotori di una cultura inclusiva, capace di sostenere l’autonomia e il benessere degli studenti.

Davide Di Palma, Giovanna Scala, Gianluca Gravino, Giovanni Tafuri

Narrazione, cooperazione e life design nella scuola media: percorsi per promuovere Progetto di Vita, benessere e inclusione

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Il concetto di Progetto di Vita sta assumendo crescente rilevanza nei contesti educativi, in particolare nella scuola secondaria di primo grado, fase in cui gli studenti iniziano a costruire identità, aspirazioni e competenze socio-emotive. Il presente studio ha valutato l’efficacia di un percorso didattico di 8-10 settimane, fondato su educazione narrativa, life design e attività cooperative, finalizzato a potenziare autodeterminazione, engagement scolastico, benessere soggettivo e clima di classe inclusivo. La ricerca, condotta con approccio mixed methods in una scuola di Napoli, ha coinvolto circa 100 studenti (11-14 anni), inclusi alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Sono stati utilizzati strumenti quantitativi standardizzati (KIDSCREEN-10, BPNSFS, SEM, LCQ) e strumenti qualitativi (interviste narrative, diari riflessivi dei docenti). I risultati evidenziano un incremento significativo nei punteggi relativi a benessere, engagement e soddisfazione dei bisogni psicologici di base, accompagnato da narrazioni che testimoniano una maggiore consapevolezza di sé, un rafforzato senso di appartenenza e un più ampio riconoscimento reciproco. Lo studio dimostra come l’integrazione di pratiche narrative e cooperative possa favorire lo sviluppo del Progetto di Vita e migliorare la qualità della vita scolastica, con effetti particolarmente positivi sugli studenti con DSA.

L’articolo analizza le novità introdotte dal D. Lgs. 62/2024 e intende offrire ai lettori un’analisi degli elementi fondamentali che caratterizzano la riformulazione del significato di “Progetto di vita” nel quadro generale del Decreto. È parere degli autori che il “Progetto di vita”, come descritto nel D. Lgs. 62/2024, si configuri come dispositivo pedagogico-giuridico, e come tale vada interpretato. La lettura e l’applicazione di quanto previsto negli articoli che compongono il Decreto al di fuori di una prospettiva pedagogica rischiano di trasformare il “Progetto di vita” in un dispositivo di tipo tecnico, svuotando il concetto del suo significato più profondo. L’università di Verona ha avviato un’azione di ricerca finalizzata a sostenere l’azione progettuale a favore delle persone con disabilità, mettendo a disposizione degli operatori gratuitamente la piattaforma online www.icfapplicazioni.it, con la quale è possibile operare un’analisi biopsicosociale – su base ICF – dei bisogni della persona con disabilità, nonché ricavare alcuni significativi indicatori utili per sostenerne la qualità di vita. Il suo utilizzo può concorrere significativamente alla definizione di progetti di vita in grado di rispondere effettivamente ai bisogni di emancipazione delle persone con disabilità.

Emanuela Zappalà, Erika Marie Pace

Sinergie e alleanze educative per un progetto di vita inclusivo: la transizione scuola-lavoro nei giovani con ASD

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

La transizione dalla scuola al lavoro rappresenta una fase critica per tutti i giovani, ma diventa particolarmente complessa per le persone con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD). Il contributo esplora il concetto di progetto di vita, inteso sia come costrutto pedagogico multidimensionale sia come dispositivo normativo-amministrativo, evidenziando il suo potenziale nella costruzione di percorsi educativi e inclusivi. In una prospettiva ecologico-sistemica, il PIV si configura come strumento di corresponsabilità tra istituzioni, famiglie, scuola, servizi e comunità, capace di favorire autodeterminazione, partecipazione e qualità della vita lungo tutto l’arco esistenziale. Attraverso il richiamo a modelli teorici quali l’approccio delle capacità, il modello della qualità della vita e la prospettiva salutogenica, e alla normativa italiana ed europea, si sottolinea la necessità di superare approcci centrati sul deficit e di valorizzare le aspirazioni e potenzialità dei giovani con ASD. Ne emergono implicazioni pedagogiche e sociali rilevanti per promuovere sinergie e alleanze educative, con l’obiettivo di co-creare opportunità per la co-costruzione di futuri sostenibili e inclusivi.

Ines Guerini

Il Progetto di Vita: riflessioni e spunti operativi per realizzarlo

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Il presente contributo di natura teorica intende riflettere sul concetto di Progetto di Vita, integrando alla riflessione le ultime disposizioni normative previste dal recente Decreto legislativo n.62/2024.

In particolare, dopo aver spiegato cosa si intende con Progetto di Vita e perché si preferisce continuare a distinguere tra le espressioni “Progetto di Vita” e “Progetto Individuale” nonostante questa distinzione non sia presente nel succitato decreto, si ragionerà attorno al principio dell’autodeterminazione (fattore indispensabile per restituire centralità alla persona con disabilità nel suo percorso di vita). Infine, si forniranno alcuni spunti operativi per coloro i/le quali sono coinvolti/e, a diverso titolo, nella valutazione e nella stesura del Progetto di Vita.

Catia Giaconi, Noemi Del Bianco, Ilaria D'Angelo, Lucia Borsini

Quality of Life of siblings and parents of people with intellectual disabilities: A pilot study

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

This study explores the Quality of Life (Schalock, Verdugo Alonso, 2002; Giaconi, 2015; Cottini et al., 2016) of family caregivers of people with intellectual disabilities with particular attention to the perspectives of parents and siblings (brothers and sisters). Specifically, using a qualitative approach, the research aims to understand their perceptions about the levels of Quality of Life they experience (Arnold, Heller, 2018; Múries-Cantán et al., 2023). In line with the literature on the subject (Del Bianco, 2019; Taylor, Cobigo, Ouellette-Kunzt, 2019; Caldin, Giaconi, 2021; Lepri, 2023), the study highlights the importance of rethinking policies and practices to provide more effective support to families, both during the ‘During Us’ phase and in the long-term planning of ‘After Us’. The results underline the importance of considering the quality of life of the entire household in the design of interventions and services to the person, promoting empowerment and partnership between families and local services.

Catia Giaconi, Noemi Del Bianco, Ilaria D'Angelo, Lucia Borsini

Il Progetto di Vita nella cornice della Qualità di Vita: riflessioni critiche e prospettive di ricerca

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Il contributo propone una riflessione pedagogica sul Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62, assumendo il paradigma della Qualità di Vita (QdV) come cornice di senso e come prospettiva operativa per la costruzione del Progetto di Vita. L’intento è mettere in evidenza le potenzialità trasformative del dispositivo normativo rispetto alla possibilità di realizzare percorsi autenticamente personalizzati e inclusivi.

L’analisi, condotta attraverso un approccio critico-interpretativo, considera il decreto come spazio generativo di possibilità educative, orientate all’autodeterminazione, alla partecipazione e al riconoscimento delle persone con disabilità come protagoniste dei propri percorsi di vita. In questa prospettiva viene introdotto il concetto di allineamento, inteso come processo intenzionale di coerenza tra funzionamento individuale, domini della Qualità di Vita, obiettivi progettuali, contesti di vita e sistemi di valutazione. Tre i livelli principali individuati: la lettura integrata del Profilo di Funzionamento con i domini della Qualità di Vita; la coerenza tra gli obiettivi degli interventi e la progettazione complessiva del Progetto di Vita; la connessione tra ambienti di vita, pratiche educative e processi di monitoraggio. Tali dimensioni configurano un quadro pedagogico capace di tradurre il dettato normativo in pratiche di qualità, restituendo al Progetto di Vita il suo significato più profondo: un processo continuo di costruzione identitaria, relazionale e partecipativa.

Donatella Fantozzi

Il Progetto di Vita: nessi tra simulazione e realtà

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Nel contesto socioeconomico contemporaneo, governato da metriche di efficienza e da un’idea quasi “performativa” del lavoro, l’inclusione professionale delle persone con disabilità si confronta con dispositivi culturali e organizzativi che tendono a normalizzare la differenza anziché specializzare la normalità. Il presente saggio tenta di proporre una cornice teorico-metodologica unitaria per la transizione scuola–lavoro fondata sulla prospettiva bio-psico-sociale (ICF), sul principio di accomodamento ragionevole (CRPD) e sulla progettazione universale per l’apprendimento (UDL). Dopo aver analizzato i meccanismi del pregiudizio e il passaggio dal “dovere” al “diritto”, si argomenta il valore del lavoro quale dispositivo identitario e di cittadinanza, la funzione della scuola e dei P.C.T.O. come ponte formativo, il ruolo “ambivalente” e continuativo del tutor (scolastico, aziendale e dei pari) e la necessità di reti interistituzionali orientate a un welfare relazionale. Si discutono infine le implicazioni per l’orientamento e per la prevenzione della dispersione, offrendo un set di indicazioni operative per integrare PEI, P.C.T.O. e collocamento mirato in un disegno coerente di Progetto di Vita.

Il contributo esplora il significato e le rappresentazioni del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato (D.lgs. 62/2024) così come emergono dalle narrazioni di genitori e giovani adulti/e con disabilità. Collocata nel quadro del paradigma dei diritti, la ricerca adotta un approccio qualitativo narrativo-partecipativo per indagare come il Progetto di vita venga vissuto, immaginato e costruito nella quotidianità. L’analisi tematica delle interviste mostra come desideri, sostegni e contesti si intreccino nel definire traiettorie di autodeterminazione prossimale: pratiche artistiche e lavorative, relazioni e reti di prossimità diventano i luoghi concreti del progetto. Genitori e giovani convergono nel concepire il Progetto di vita non come adempimento tecnico, ma come trama pragmatica di relazioni e scelte significative, dove la qualità dell’esperienza si misura in partecipazione, continuità e riconoscimento. La narrazione emerge così come pratica epistemica e pedagogica che restituisce voce ai soggetti, produce conoscenza situata e orienta la progettazione di sostegni e contesti abilitanti, contribuendo a tradurre il paradigma dei diritti in pratiche educative quotidiane.

Barbara Alesi, Arianna Taddei

Donne con disabilità e Progetto di vita: l’assistenza personale e il sostegno alla maternità

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Le donne con disabilità affrontano numerose sfide nell’esercizio del loro diritto genitoriale, tra cui l’inaccessibilità dei servizi sanitari ginecologici e la mancanza di servizi di supporto genitoriale progettati per rispondere ai loro bisogni. Alla luce di tali considerazioni, il contributo riflette sul Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato in relazione alle tipologie di sostegno che esso può offrire. In particolare, viene approfondita la figura dell’assistente personale autogestito declinandola come modalità di sostegno in grado di migliorare la qualità di vita delle madri con disabilità e di promuovere in loro processi di autodeterminazione. Le lacune presenti negli attuali servizi socio-psico-pedagogici, tuttavia, pongono la pedagogia speciale e i legislatori politici di fronte alla necessità di progettare nuove modalità di intervento e presa in carico dei genitori con disabilità. Pertanto, a conclusione del contributo vengono proposte possibili traiettorie inclusive e pedagogiche per migliorare il sostegno alla genitorialità fornito alle persone con disabilità

Marco Leggieri, Giorgio Crescenza, Fabio Bocci

Sfondi, presupposti politico-culturali e questioni pedagogiche emergenti attorno al Progetto di Vita

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2025

Nel presente contributo gli autori soffermano l’attenzione su quelli che possono essere definiti i presupposti politico-culturali, con una analisi delle correlate questioni pedagogiche, inerenti al Progetto di Vita. In effetti, se si esce dalla logica (e dal rischio) di inquadrare il PdV come uno strumento a carattere tecnico-burocratico-amministrativo e si approda all’idea che sia un mediatore per attivare autenticamente processi di autodeterminazione e autorealizzazione nella prospettiva della vita indipendente, appare chiara l’impossibilità di collocare, gestalticamente, tale figura su uno sfondo di senso che ha coordinate certamente pedagogiche ma anche, e per l’appunto, sociali, culturali e politiche. In tal senso, gli autori dopo una premessa nella quale riprendono le fila del lascito all’attuale dibattito derivante dalle lotte dei movimenti per l’emancipazione, per l’empowerment e per l’autodeterminazione delle persone disabili, soffermano l’attenzione su alcuni temi educativi di grande attualità e rilevanza, come quello dello stigma, dell’hate speech e dell’educazione sentimentale. 

Beatrice Meo, Sandro Brunelli

Book Review

FINANCIAL REPORTING

Fascicolo: 2 / 2025