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Valeria Nuzzo, Valerio Speziale

Il diritto del lavoro e la frantumazione dei confini dell’impresa

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 164 / 2022

Il saggio approfondisce il confronto tra giuslavoristi e sociologi del lavoro sui con-fini dell’impresa, sottolineando come l’assetto e la conformazione dell’impresa sia uno dei temi rimasti lungamente estraneo a tale dialogo. I cambiamenti organizza-tivi degli anni ’90 inducono entrambi i settori a una riflessione, ma essi procedono per lo più paralleli, con richiami e citazioni reciproche estremamente rare ed episo-diche, in gran parte limitate al rinvio a una differente prospettiva di indagine. Solo negli ultimi anni tale confronto diventa più rilevante, quando si accentuano i fe-nomeni di outsourcing e si determina, con essi, una fuga dalla regolamentazione che vi si applica, grazie alla possibilità di organizzare la produzione sfruttando i differenziali regolativi e salariali esistenti fra le diverse aziende, fra i diversi settori industriali e anche fra diversi Paesi. Il saggio guarda, dunque, alle differenziazioni e alle asimmetrie che si sono prodotte sfruttando i confini e i differenziali ad essi associati, indagando sui diversi strumenti giuridici utilizzati, dall’appalto alle reti di impresa fino alle catene globali del valore.

Francesco E. Iannuzzi, Devi Sacchetto

Confini produttivi e confini lavorativi. La multidimensionalità dell’outsourcing nel capitalismo contemporaneo

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 164 / 2022

L'outsourcing ha conosciuto una forte espansione negli ul-timi decenni, diffonden-dosi trasversalmente in diverse aree, imprese e settori. La sua capacità di adattarsi a mutevoli situazioni sociali e nor-mative lo ha reso lo strumento principale dei processi di ristrutturazio-ne produttiva, finendo per essere considerato una forma paradigmatica dell'organizzazione del capitalismo contemporaneo. Sebbene gran parte dell’attenzione nella letteratura sociologica sulle implicazioni dell'ester-nalizzazione sia stata posta sulla trasformazione dei regimi contrattuali, sulle con-dizioni di lavoro e sulla rappresentanza, noi evidenziamo co-me l'outsourcing ab-bia conseguenze significative anche su altre dimen-sioni del rapporto di lavoro, tra cui il processo lavorativo, la determina-zione della retribuzione e la composizione della manodopera. Riveden-do e combinando alcuni filoni della letteratura, soste-niamo quindi che il carattere paradigmatico dell'outsourcing, oltre alla sua grande diffusione a livello globale, va ricercato nella sua capacità di innescare processi di trasformazione multipli e concatenati che modificano profondamente il rapporto di lavoro.

Lisa Dorigatti, Lidia Greco

I confini dell’impresa, il lavoro e le regole tra globale e locale: questioni e dibattiti

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 164 / 2022

L’articolo ricostruisce il percorso e le acquisizioni della letteratura sociologica sul tema dei "confini dell’impresa" nel loro intreccio con le norme giuridiche e le istituzioni regolative. In particolare, si focalizzerà su tre nodi sviluppati da questa letteratura: il riconoscimento della sostanziale natura di "arbitraggio regolativo" dei processi organizzativi di frammentazione e di scomposizione della produzione e la centralità degli assetti regolativi e istituzionali nella loro analisi; il ruolo e le modali-tà di azione degli attori della regolazione e come queste sono influenzate dalle ca-ratteristiche delle configurazioni organizzative; la (non) applicazione delle norme come variabile, i modi in cui i processi di frammentazione organizzativa la favori-scono e il ruolo dello stato in questi processi.

Gemma Pacella

Nuove forme di conflitto sindacale. L’esempio dei rider

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 164 / 2022

Il saggio propone un'analisi sui sindacati nell'ordinamento italiano, al fine di dimo-strare l'infondatezza dell'indifferenza dell'attuale ecosistema digitale nei confronti del ruolo del sindacato tradizionale e delle sue pratiche. L'autrice considera il caso dei sindacati del lavoro su piattaforma digitale come un efficace esempio di con-flitto collettivo, che ci ha mostrato forme di azione anche inedite e che fornisce la prova che, contrariamente alle molte critiche, il sindacato e la sua azione non sono collassati. Infine, l'autrice critica il nuovo modello partecipativo del sindacato nell’impresa e propone di recuperare il ruolo essenziale del conflitto collettivo.

L’articolo ha l’obiettivo di sottoporre a verifica metodologica gli studi sulle tra-sformazioni del lavoro per verificare se la sociologia del lavoro e il diritto del lavoro riescono a dialogare e convergere su un medesimo e reale oggetto di studio. Prendendo come punto di osservazione l’azione di autotutela sindacale, l’Autore intende mettere in evidenza la necessità che studi sociali e studi giuridici sul lavoro siano sempre più intrecciati.

Adalberto Perulli

Per una disciplina del lavoro "in tutte le sue forme e applicazioni"

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 164 / 2022

L'articolo intende indagare criticamente l'attuale assetto del Diritto del lavoro ancora focalizzato, da un punto di vista assiologico e regolativo, sulla predominanza della fattispecie del lavoro subordinato, laddove sarebbe il tempo di riconsiderare come tutto il lavoro rientri nel processo di produzione capitalistico. Superando la frattura esistente tra norma giuridica e realtà sociale, un'idea unitaria e al contempo pluralistica di lavoro può consentire una nuova politica del diritto e una diversa architettura regolativa, finalizzate alla costruzione di tutele sociali legate al lavoro personale a favore di altri, indipendentemente dal tipo negoziali e dalle forme con-trattuali impiegate, e a prescindere dalle categorie giuridiche della autonomia o subordinazione.

Vando Borghi, Marco Marrone

Il potere infrastrutturale nel capitalismo di piattaforma. Lavoro, connettività ed ecologia

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 164 / 2022

Questo contributo vuole mettere in evidenza, accanto alla centralità assunta dalle piattaforme digitali nella nostra società, l’emergere di un "potere infrastrutturale" - categoria che prendiamo in prestito dal lavoro di Michael Mann - in grado di con-dizionare tanto le attività lavorative, quanto le stesse forme della vita quotidiana. L’oggetto della riflessione è l’origine di tale potere, le sue caratteristiche e le sue implicazioni nei confronti della capacità produttiva e riproduttiva della società. Dopo aver ripercorso le trasformazioni avvenute sul piano della connettività, verrà dunque analizzata l’ascesa delle piattaforme e le conseguenze tanto nell’ottica specifica del lavoro, quanto all’interno di una più ampia prospettiva ecologica. Nelle conclusioni, la lente infrastrutturale verrà presentata anche come pista pro-mettente attraverso cui ripensare un "inversione" delle componenti materiali e immateriali che determinano il "potere infrastrutturale" delle piattaforme.

Questo contributo presenta l’alterno rapporto fra sociologia del lavoro e diritto del lavoro, dal Novecento ai nostri giorni. Si ricostruiscono l’originaria separatezza delle due discipline, poi l’intenso dialogo fra sociologi e giuslavoristi negli anni Sessanta e Settanta, poi ancora la divaricazione negli anni della transizione cosiddetta "postfordista". Infine, si illustrano i principali temi di confronto fra sociologia e diritto del lavoro oggi, introducendo i contributi raccolti nella sezione monografica.

Alain Supiot

Labour is not a Commodity. The Content and Meaning of Work in the Twenty-First Century

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 164 / 2022

Nella sua conferenza di commiato davanti al Collège de France, Alain Supiot passa in rassegna il suo lavoro sulla trasformazione del lavoro nel XXI secolo, evidenziando il ruolo del diritto e delle istituzioni nell'affrontare le conseguenze della rivoluzione digitale e della crisi ambientale. A suo avviso, il fallimento morale, sociale e ambientale del neoliberismo richiede di riconsiderare la finzione giuridica del lavoro come merce e di ristabilire il vero «regime di lavoro umano» previsto dal preambolo della Costituzione dell'ILO, riconoscendo sia il significato che il contenuto del lavoro. Usa il caso della ricerca scientifica per illustrare la sua argomentazione.

A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2022

Chiara Bombardieri, Gaddomaria Grassi, Francesco Paolella

L’OPG di Reggio Emilia 1896-2015 Storia di un’istituzione

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2022

Gli autori ricostruiscono la storia dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia, una delle prime istituzioni italiane dedicate ai prosciolti. Vengono analizzati in particolare il rapporto con la città e con l’ospedale psichiatrico San Lazzaro, le vicende legate alla Seconda Guerra Mondiale, le rivolte, gli scandali e le contestazioni dal dopoguerra alla chiusura.

Giancarlo Gibertoni, Michael Fanizza, Stefano Brunello, Sebastiano Pace, Alessio Saponaro, Fabrizio Starace

Salute mentale digitale oltre la pandemia

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2022

Il periodo di emergenza sanitaria ha costretto gli operatori, soprattutto in un primo periodo, all’utilizzo degli strumenti della telemedicina per vicariare l’impossibilità della relazione in presenza. Tale periodo di crisi ha fornito però anche la possibilità di rivedere alcuni modelli di intervento e di verificare l’introduzione della Telemedicina all’interno dei percorsi clinici assistenziali esistenti. L’articolo si propone di affrontare l’inserimento di tale modalità innovativa nei Servizi di Salute Mentale evidenziandone le caratteristiche, le specificità, i limiti e i vantaggi al fine di aprire la possibilità a percorsi che prevedano una "ibridazione" degli interventi e che considerino la Telemedicina come un ulteriore strumento in dotazione al clinico per un miglioramento complessivo dei percorsi di cura.

Laura Boniardi, Valeria Brazzoduro, Clara Luraschi

L’impatto della pandemia da SARS-CoV-2 sui bisogni della fase adolescenziale: riflessioni ed esemplificazioni cliniche

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2022

La caratteristica generale che distingue l’adolescenza da ogni altra fase della vita è la discontinuità (M. C. Gislon, [2, 4]). La crisi che sperimenta l’adolescente costituisce un’importante opportunità, unica e non ripetibile in altre epoche di vita e l’ambivalenza è la caratteristica principale di questo periodo. L’attuale generazione di adolescenti si trova ad affrontare una sfida senza precedenti, correlata all’impatto della pandemia da SARS-CoV-2 e delle conseguenti misure di contenimento, che hanno creato condizioni di sviluppo anomale oltre che inaspettate. Questo articolo si propone di illustrare le principali caratteristiche del modello di psicoterapia breve focale integrata con attenzione ai bisogni specifici della fase adolescenziale ed esemplificazione di alcuni casi trattati durante la pandemia.

Nel periodo pandemico da SARS-CoV-2, molti individui hanno vissuto profondi mutamenti nel loro vivere quotidiano. Questi cambiamenti hanno coinvolto non solo la nostra quotidianità ma anche il numero e le manifestazioni psicopatologiche che i clinici si trovano a dover affrontare. Un dato allarmante è l’aumento della frequenza di disturbi dell'alimentazione così come del fenomeno del Non-Suicidal Self Injury (NSSI) negli adolescenti. Sembra esserci un comune denominatore tra queste due manifestazioni psicopatologiche, un filo conduttore, tra il corpo e il gesto autolesivo, nel corso del tempo nella nostra società "consumistica": l’abbandono del tempo lento, riflessivo, introspettivo in favore della velocità e dell'alacrità dell'azione, che analizza e inganna rapidamente e immediatamente. L’offerta di una soluzione immediatamente pronta e disponibile, come il nuovo oggetto da conseguire e possedere, certamente lenisce il disagio, ma allo stesso tempo esilia il soggetto dal suo vero Sé, si allontana dalla sua ruvidezza, smussa gli spigoli senza tuttavia livellarli. In un'epoca in cui il trascorrere del tempo appare e deve essere sempre più veloce e più tumultuoso per far fronte al tempo che viene ulteriormente accelerato verso un obiettivo indefinito, secondo una pratica consumistica che non può consentire pause o rallentamenti, il corpo "fisico e materiale" sempre immediatamente disponibile si afferma come un luogo privilegiato ed esclusivo da cui versare l'unguento lenitivo, la "pozione magica" che risulta drammaticamente disfunzionale.

Annalisa Signorelli

Eating disorders and adolescence. From diagnosis to treatment

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2022

Eating Disorders (EDs) are potentially serious disabling, pervasive, and life-threatening mental disorders that can greatly impair physical health and significantly alter an individual's psychosocial functioning. They are some of the most prevalent disorders during adolescence and often take a chronic and disabling course, although they can occur across the whole lifespan. Prevalence appears to be higher in Western populations and in the female sex. They play a key role in the origin and maintenance of symptomatology, predominantly: distorted beliefs, distorted perceptions, dysfunctional attitudes toward weight, body shape, and nutrition, which take hold beginning in childhood or adolescence, but also genetic bases, socio-cultural and environmental factors. Given the complexity of the etiology of such psychopathologies and maintenance factors, treatment must contemplate a multidimensional and multidisciplinary approach. To date, the deep understanding of the pathophysiology and psychobiology of EDs remains to be further investigated.

Between 2012-2017, 300 individuals completed the baseline assessment, 205 of them met criteria for CHR-P or First-Episode Psychosis, and 154 accepted the enrolment in the ReARMS for treatment and follow-up. Empirical contributions based on the ReARMS dataset involved the structure of assessment and intervention, the Italian validation of ad-hoc instruments of assessment, clinical features of enrolled individuals (anhedonia, aberrant salience, suicidality and metacognition) and longitudinal trajectories in terms of outcome and response to treatments. age between adolescence and young adulthood, being effective in intercepting an early and usually enduring psychopathological suffering, independently from the transition to psychosis. Rather than being rigidly focused on homotypic trajectories from CHR-P to psychosis, increasing evidence on heterotypic trajectories starting from CHR-P to multiple psychopathological outcomes suggest to update early intervention services toward increased organizational flexibility, for example in therapeutic options.

Federica Paterlini

Esordi psicotici in adolescenza e giovane età adulta: prospettive teoriche e di trattamento

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2022

La letteratura scientifica, negli ultimi anni, è sempre più costellata di articoli che trattano il tema del riconoscimento e dell’intervento precoce evidenziandone l’importanza al fine di intercettare il malessere dei giovani e ridurre la loro sofferenza soggettiva, il rischio di transizione alla psicosi e ridurne la successiva disabilità. Da una meta-analisi su larga scala è stato rilevato che il 12,3% dei disturbi psicotici si verifica prima dei 18 anni e il 47,8% prima dei 25, con un picco di insorgenza a 20,5 anni [1]. Una parte di questi disturbi ha il suo esordio anche prima dei 18 anni. È ormai noto che il periodo prodromico in cui emergono sintomi sottosoglia e aspecifici può essere anche di oltre 10 anni. A fronte di ciò è utile valutare il rischio di esordio psicotico nella fase adolescenziale. I servizi che si occupano di minori dovrebbero, sempre più, avere uno sguardo rivolto anche a ciò che emerge prima del disturbo psicotico, a quei fenotipi a rischio di transizione. Obiettivo di questo lavoro è analizzare, senza la presunzione di esser esaustivo, quali modelli di valutazione precoce sono utilizzabili per l’adolescenza e la giovane età al fine di riconoscere, valutare e aiutare giovani help seeker a rischio di sviluppare psicosi e conoscere quali sono, ad oggi, i possibili trattamenti psicosociali attivabili nei servizi al fine di prendersi cura di questa fascia di popolazione che sperimenta angoscia e stigmatizzazione causate dalla loro condizione già al momento in cui si rivolgono ai servizi [2-5]. Non verrà trattato l’aspetto psicofarmacologico di pertinenza dei colleghi psichiatri e neuropsichiatri. La ricerca deve continuare per poter fornire più risposte ai clinici che quotidianamente incontrano la sofferenza di ragazzi e famiglie e avere ulteriori risposte alle domande relative alla miglior identificazione e ai più efficaci trattamenti psicosociali.

Laura Occhini

Trascuratezza educativa, abbandono scolastico e disagio adolescenziale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2022

Gli ultimi report sull’istruzione dei giovani italiani, condotte da ISTAT, OCSE-PIAAC, EUROSTAT, MIUR e Save the Children, restituiscono una fotografia preoccupante. Il numero degli abbandoni scolastici, pur in calo, si attesta intorno al 13% (contro una media Europea del 9%). Cresce la percentuale di ELET e dei NEET con l’inevitabile incremento del numero di analfabeti funzionali (che in Italia, in media, tocca punte del 28%). I risultati delle prove INVALSI, poi, hanno messo in evidenza il fenomeno della "dispersione implicita", della conseguente perdita di competenze che va ad incrementare gli effetti dello skills mismatch. Una condizione che necessita di profondi ripensamenti a partire da una delle cause principali: la trascuratezza educativa. Non se ne parla molto e, quando lo si fa, si ha la tendenza a sovrapporla al fenomeno della povertà educativa. In questo lavoro si tenta di definire il fenomeno, di circoscriverlo ma, soprattutto, di ipotizzarne i possibili effetti sulla popolazione adolescenziale.

A cura della Redazione

Editoriale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2022

A cura della Redazione

Book review

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2022