Di fronte ai recenti fatti traumatici come la pandemia e la guerra l’individuo entra in contatto con la propria caducità e mette in atto meccanismi di difesa per scongiurare l’angoscia catastrofica e la disorganizzazione emotiva. In queste condizioni si può verificare una dispersione a carattere destrutturante di parti di sé. Negazione, diniego, meccanismi schizoparanoidi, ambi-guità, sembrano le difese psichiche maggiormente usate. Ma nel contempo, si possono sviluppare nuovi e altri paradigmi interni che pongono in essere nuove ed altre modalità relazionali. Partendo da esempi clinici, l’autrice propone un’analisi degli effetti che il periodo pandemico ha determinato nell’inconscio dell’individuo, sottolineando ancorchè come un attento ascolto psicologico e l’analisi approfondita e coraggiosa dei mutamenti che stanno avvenendo inter-namente possa favorire un’adeguata elaborazione del trauma e dar avvio alla possibilità di reinventarsi.