RISULTATI RICERCA

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Marcella Caputi, Daniela Bulgarelli, Giuseppina Cerrato, Paola Molina

Home-based interventions targeting vegetable intake and liking among preschoolers: A systematic review

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2022

Consumption of vegetables is low among preschoolers and does not meet WHO recommendations. We conducted a systematic review of home-based interventions aimed at increasing vegetable consumption and liking among preschoolers. The main aim was to synthesize existing studies and to identify relevant features of successful interventions, especially looking at those with long-lasting effects. A comprehensive search strategy was performed using Psychinfo, PsychArticles, Psyndex, Medline and ERIC databases. Articles published until February 2020, regarding evaluation of vegetable intake and/or liking following an intervention, were included. Fourteen articles were selected, encompassing seven intervention strategies: familiarization with vegetable, tasting of the vegetable, intake of the vegetable, reward, information to parents about healthy eating, how-to-do tips to parents to improve healthy eating, intervention tailored to the characteristics of the family. Successful interventions on vegetable intake did not present systematic similarities in terms of type of intervention, but were characterized by an intense intervention (high frequency/length ratio). Successful interventions on vegetable liking mainly included a small reward. Interestingly, the few studies including a long-term follow-up found persistent positive effects. Despite interesting and promising outcomes, the present review highlighted a number of methodological issues that limited the generalisability of findings. Such limitations are discussed, together with outlets for future directions concerning this research topic.

Nel 1924 nasce a Milano l’Istituto fascista di cultura. I suoi fondatori sono il presidente Dino Alfieri e il direttore Leo Pollini. Entrambi danno vita al nuovo ente con l’intenzione di arginare la violenza squadrista attraverso il dibattito culturale. Successivamente Alfieri pone come obiettivo principale quello di diffondere i principi fascisti tra i cittadini milanesi non inquadrati nel Partito. Ad affiancarlo è presente Pollini, il quale organizza le attività da cui emergono i tratti identificativi dell’Istituto, come il legame con Milano o l’educazione delle nuove generazioni. Il suo operato è guidato da una concezione elitaria della cultura che impedisce tuttavia il raggiungimento degli scopi del presidente. La prova è data dai corsi del quinto anno accademico, ideati appositamente a fini propagandistici. La scelta delle lezioni e dei conferenzieri dimostra la capacità dell’Istituto di procurarsi le attenzioni del regime e la collaborazione di intellettuali di prestigio, sebbene non sempre aderenti all’ideologia fascista, ma anche la difficoltà a includere la popolazione milanese. Il presente saggio si propone dunque di analizzare il ruolo dell’Istituto nella propaganda locale e i suoi risultati.

Giulia Padovese

I "disertori" di Caporetto nelle memorie di alcuni militari lombardi (1917-1919)

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 1 / 2022

Nonostante l’elevato numero di uomini coinvolti, vicende personali e socio-politiche portarono a "relegare nell’ombra" la memoria della prigionia vissuta da migliaia di soldati italiani durante la Grande guerra, riscoperta solo intorno alla fine del secolo scorso, grazie, in particolar modo, alla possibilità di analizzare documenti contenenti forme di scrittura popolare raccolti e conservati all’interno di archivi pubblici e privati. Prendendo in esame fonti edite e inedite, viene quì ricostruita l’esperienza di prigionia vissuta da alcuni soldati di origine lombarda (Angelo Rognoni, Giuseppe Resegotti, Giulio Salaroli e Carlo Colombo), dalla cattura a Caporetto fino al ritorno in Italia, descrivendo le terribili condizioni di vita all’interno dei campi dell’Impero austro-ungarico e della Germania, in particolar modo in quello di Cellelager, destinato ai soli ufficiali, e soffermandosi a riflettere sull’importanza della memoria e sui motivi che portarono a "dimenticare" tali avvenimenti.

Il territorio di Besano (Varese) attirò l’attenzione di molti geologi fin dai primi decenni dell’Ottocento da un punto di vista mineralogico, stratigrafico e soprattutto paleontologico. Questa storia risale al 1830 quando Giulio Curioni raccolse alcuni esemplari di scisti bituminosi richiamando l’attenzione sia degli industriali, per il loro valore economico, sia dei geologi, per il loro contenuto fossilifero. Le prime due campagne di scavi paleontologici compiute a Besano nel 1863 e nel 1878, mostrarono l’interesse della comunità scientifica della seconda metà dell’Ottocento verso gli scisti di quest’area della Lombardia. In tali occasioni vennero portate alla luce numerose nuove specie fossili di piante e animali la cui scoperta consentì agli scienziati di meglio comprendere la struttura stratigrafica, l’età dei terreni e di proporre ipotesi sulle condizioni di vita e sull’ambiente di questo luogo nelle passate epoche geologiche.

Carla Weber

Recensioni

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

Bruno Morchio

Note sull’evoluzione del genere crime: ieri oggi.. e domani?

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

I libri assomigliano alle persone e la loro lettura richiede un setting che contestualizzi la relazione con il testo. L’autore si interroga sui possibili sviluppi del noir italiano, genere di grande successo. La serialità ha privilegiato i personaggi con i loro tic a scapito delle storie. Propugna un ritorno ai classici, compie una disamina dello sviluppo della letteratura crime e conclude che è arrivato il momento di liberare i romanzi crime dalla gabbia del genere, lavorando sulle strutture narrative, sulla lingua e sullo stile.

Paolo Pendenza

Setting relazionale e apprendimento

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

Viviamo un momento storico nel quale il paradigma educativo ed organizzativo che ha ispirato la nascita e l’affermazione della scuola di massa novecentesca mostra tutti i propri limiti. La scuola pare che tenda inerzialmente ad autoconservarsi, a ripetersi eguale a se stessa. Ma non sempre e non ovunque. Nelle testimonianze di alcuni docenti che percorrono con successo nuove modalità didattiche intravediamo alcuni elementi che possono rappresentare una guida per costruire una didattica più adeguata ai nostri tempi. In particolare emerge con forza la centralità di una relazione tra docenti e studenti basata sulla fiducia e sulla responsabilità, che persegua l’obiettivo di rendere più efficace il processo di insegnamen-to/apprendimento. Queste conclusioni si basano sulle dinamiche peculiari che caratterizzano gli adolescenti di oggi, come dimostrato da numerosi studi scientifici. Utilizzando tale approccio gli adulti possono diventare figure effettivamente significative ed autorevoli per i pro-pri allievi, capaci di accompagnarli nel loro percorso di crescita verso la vita adulta.

Valeria Boninsegna

Saltare nei cerchi

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

L’idea che la maggior parte di noi ha della didattica a distanza è quella di un ragazzo o una ragazza davanti al PC, nella loro stanza. Ma cosa ha significato l’attivazione della DAD con i bambini della scuola primaria? A distanza di due anni, a emergenza finita, dopo un rientro altalenante in presenza, questo articolo propone un tentativo di lettura dall’interno della DAD con i più piccoli dei piccoli, nelle classi prime, che hanno vissuto la sospensione improvvisa degli elementi educativi che caratterizzano l’ingresso degli alunni nella scuola dell’obbligo, quali la creazione del gruppo classe e la costituzione di un efficace setting di apprendimento. Un racconto dell’esperienza che ancora stiamo vivendo per cercare di capire se e quanto sia necessario superare alcune consolidate metodologie del passato per lasciare più spazio alle moderne competenze digitali già presenti nella scuola o se si possa arrivare ad una convivenza efficace ai fini di un nuovo concetto di apprendimento. Una temporanea esperienza da sorpassare o un’opportunità da cogliere?

Simona Spaggiari

L’ambiente educante

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

L’ambiente della Scuola comunale dell’infanzia Diana di Reggio Emilia è la forma visibile di come oggi il sistema pubblico possa progettare e sostenere esperienze educative di qualità, connettendo saperi e investendo su un’immagine di bambino capace, se messo nelle condizioni di poterlo fare, di costruire la propria conoscenza attraverso una fitta rete di relazioni che sono avventura e prove di libertà quotidiane. Lo stupore e il desiderio rendono possibile lo sforzo necessario per conoscere. Ogni processo di ricerca dei bambini è reso visibile e condivisibile nell’ambiente della scuola attraverso i linguaggi espressivi e vivrà come evento relazionale, dove nessuno insegna "la verità", ma tutti progettano ipotesi del possibile

Thomas Otto Zinzi

Lo spazio scenico infinito che è negli uomini

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

Lo spazio scenico non è solo un setting. È forse l’idealtipo e l’archetipo del set-ting. Seguendo la linea a zig zag tra la pratica teatrale e la riflessione su quella pratica, si possono evincere profonde implicazione per ogni altro tipo di setting e, in particolare, per quello clinico e terapeutico. Perché quel setting è uno spazio che è prima di tutto interno a chi lo vive. Con le parole dell’autore: «Lo spazio scenico è vuoto, l’attore scrive in scena la vita del suo personaggio. Quando entro nello spazio scenico non c’è nulla. Neppure la produzione. Un ragazzo con una testa più grande degli altri vuole parlare, raccontare, far parte di quest’umanità. Il palcoscenico diventa la sua piazza: parla, ride e con una lacrima si forma una pozzanghera d’acqua pulita».

Rosario Iaccarino

Ospitare il senso e l’inatteso: per un’estetica del setting formativo

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

La formazione degli adulti, se intende avere una qualche chance per trasformare l’esistente, necessita dell’allestimento di un’ambientazione aperta, realistica e simbolica insieme, cangiante, evocativa della complessità. Siamo nell’epoca della "società automatica" che produce la miseria del simbolico che esercita la sua azione più dirompente sulla sterilizzazione del desiderio, dell’immaginazione, della creatività, ingredienti fondamentali per l’individuazione soggettiva, da un lato, e su quella collettiva, dall’altro, anche in una prospettiva politica di tra-sformazione del contesto. Il compito primario della formazione è far emergere la consapevolezza degli automatismi che condizionano la nostra esistenza e insieme produrre l’anticorpo chiave della miseria del simbolico che è "l’estetica del noi". Ciò induce a progettare un setting formativo che si proponga come la "clinica" della relazione intersoggettiva e della dipendenza emancipativa dall’altro.

Dario Forti

Setting fisici e digitali nello sviluppo organizzativo clinico

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

La vicenda pandemica ha reso attuale la questione del setting in tutte le prassi professionali delle relazioni di aiuto. Ma, mentre in ambito psicoanalitico e psi-coterapeutico, il setting è da molto tempo al centro del dibattito di studiosi e practitioner delle diverse scuole, in ambito non terapeutico, invece, al costrutto setting non è mai stata riservata un’attenzione specifica. Adesso, con la necessità di modificare e di adattare azioni e comportamenti in base alle possibilità di lavoro offerte in presenza o in remoto, il tema merita di essere approfondito, non solo per i vincoli pratici a tutti noti, ma anche per le nuove opportunità di rifles-sione e sperimentazione.

Cristiano Cassani

Immagini

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

Gianluca Carlini, Stefano Mennella

Setting e confini nel lavoro di supervisione con un’équipe di comunità

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

Gli autori in questo scritto focalizzano l’attenzione sugli aspetti fisici e simbolici del setting, evidenziando in particolare la centralità della dimensione del confi-ne. A partire da vignette cliniche riferite a sedute di supervisione ad équipe di lavoro in Comunità terapeutica e con riferimenti teorici ad autori che hanno evidenziato la dimensione "istituzionale" della personalità, vengono sottolineati gli aspetti più significativi dei confini del setting e della loro cura. L’attenzione rivolta agli aspetti di confine del setting rappresenta la condizione che permette l’emergere e la leggibilità di fenomeni relativi alla vita emotiva del gruppo di la-voro e pone le basi per la tensione verso la manutenzione del contenitore istituzionale, obiettivo finale del lavoro di supervisione.

Linda Alfieri, Enrico Vincenti

Quale setting per la sofferenza del soggetto

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 37 / 2022

Gli autori partendo dall’accezione ampia di setting, inteso come l’insieme delle dimensioni manifeste e invisibili o implicite, si propongono di analizzare come esso è stato considerato in relazione alla richiesta di aiuto da parte delle persone sofferenti. Ne sottolineano come le dimensioni concrete ed esplicite quali luogo, tempo, frequenze ecc. abbiano importanza relativa rispetto alle dimensioni impli-cite del terapeuta, come le concezioni personali, scientifiche e la visione del mondo. Dopo un breve excursus storico del setting individuale psicoanalitico, si soffermano ad analizzarne l’estensione proposta da alcuni autori tra cui Kaës, Lo Verso e Losso, ma anche la loro visione teorica e la Weltanschauung. Accennano inoltre alla concezione che Michele Minolli ha della sofferenza, non più legata ad esigenze intrapsichiche nel conflitto tra istanze biologiche ed esigenze culturali, e neanche come derivato di particolari tipi di legami, ma connessa allo svol-gersi della vita del soggetto e alla difficoltà dello stesso ad occuparsi attivamente della propria esistenza. Nella seconda parte dell’articolo viene messo a fuoco la costituzione del gruppo di terapia e la lettura delle interazioni familiari.