RISULTATI RICERCA

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Roberta Pacelli

Lo stato del welfare multiculturale nell’area metropolitana di Napoli

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 131 / 2021

Il welfare d’inclusione rivolto o dedicato ai cittadini migranti e con background migratorio e soggetto a una notevole e frequente variabilita che rende difficili le operazioni di ricognizione e valutazione complessive. L’articolo rende conto dei risultati di ricerca ottenuti nell’ambito del progetto CapaCity Metro Italia grazie al quale e stata costruita una mappa georeferenziata dinamica degli attori e dei servizi presenti ed attivi sul territorio metropolitano di Napoli.

Emiliano Esposito, Francesco Chiodelli

Le regole dell’informalità abitativa. Il caso del subentro illegale negli alloggi di edilizia pubblica a Napoli

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 131 / 2021

L’articolo presenta i risultati di una ricerca etnografica condotta nel complesso di case popolari del rione De Gasperi a Ponticelli, nell’area orientale di Napoli, dove la pratica di occupare informalmente un alloggio pubblico e fortemente radicata da decenni. Il saggio indaga una forma peculiare, il "subentro informale", di cui viene analizzato il funzionamento. L’obiettivo e mostrare l’informalita abitativa come risultato di un sistema di influenze reciproche tra sfera formale e sfera informale.

Alessandro Boldo

L’abitare delle competenze: aziende casa ed economia civile alla prova dell’ERS

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 131 / 2021

Un’analisi qualitativa tra il modello del Veneto, dell’Emilia Romagna e le esperienze del terzo settore cerca di abilitare il paradigma dell’investimento sociale con i nuovi stimoli provenienti dall’Edilizia Residenziale Sociale. Il confronto tra le Aziende Casa e l’economia civile conduce il welfare abitativo all’interno di una rinnovata strategia per l’abitare delle competenze di cui una parte di Pubblico partecipa attivamente.

Valter Scelsi, Beatrice Moretti

Vierwindenhuis. Architettura radicale italiana per la residenza sociale in Olanda

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 131 / 2021

Vierwindenhuis, la Casa dei Quattro Venti, e una residenza collettiva negli Eastern Docklands di Amsterdam. La Casa deve la sua esistenza al filosofo olandese Fons Elders ed e stata progettata negli anni ’80 del secolo scorso da Gian Piero Frassinelli, membro del gruppo radicale Superstudio. La sua architettura, basata su un’interpretazione dell’ordine cosmologico, offre piu di un riflesso dell’ossessione olandese per la piccola scala qui in relazione con la dimensione del social building.

Il saggio osserva la circolazione delle conoscenze nello specifico ambito delle pratiche di pianificazione urbana e territoriale. La questione posta e se sia possibile contribuire alla costruzione di una competenza urbanistica nei luoghi d’intervento capace di affrontare le questioni urbane specifiche del Sud del mondo, senza generare le cattive pratiche della cooperazione internazionale, troppo spesso sedotta da soluzioni chiavi in mano e fortemente condizionata dall’industria degli aiuti.

Gianfranco Franz

Città Circolare / Circolarità in Città. Limiti e potenzialità di un paradigma emergente

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 131 / 2021

Il saggio affronta il tema della circolarita economica e urbana intesa come sottoinsieme del paradigma della sostenibilita, evidenziando potenzialita e limiti di un nuovo modello in via di affermazione e diffusione a scala planetaria. Il ragionamento critico prende le mosse dalla recente produzione di documenti istituzionali e l’ancora ridotta produzione scientifica sull’argomento per proporre un’interpretazione non ortodossa sul rapporto fra circolarita e citta.

Marco Cremaschi, Carlo Salone, Angelo Besana

Densità urbana e Covid-19: la diffusione territoriale del virus nell’area di Bergamo

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 131 / 2021

L’articolo studia l’impatto della prima ondata di Covid-19 su forme urbane e densita topologica nella Valseriana, Bergamo. Dopo un’analisi della letteratura, si affronta il tasso di mortalita in rapporto alla struttura territoriale locale. Ne risulta un’elevata variabilita locale per l’incrocio tra modelli insediativi, aspetti culturali e forme di mobilita; elementi di cui le istituzioni dovrebbero tenere conto per affrontare il necessario processo di adeguamento.

Maurizio Ridolfi

Per una storia del "sentimento repubblicano". Il 2 giugno nel calendario civile

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 296 / 2021

Nel testo si discute il rapporto tra storiografia e public history nella costruzione di un "sentimento repubblicano" nell’Italia del secondo dopoguerra. Si indagano i percorsi di ricerca e le nuove fonti grazie a cui ritessere una trama di narrazioni storico-culturali capaci di coniugare linguaggi, simboli e rituali civili nella storia del "patriottismo repubblicano". La data e l’anniversario della nascita della Repubblica - il 2 giugno - divengono l’occasione per prefigurare la "storia vissuta" di piu generazioni di uomini e donne. L’idea e l’immagine della Repubblica ritornano al centro del calendario civile, nel suo rapporto continuo e mutevole tra storie (individuali e di gruppo) e memorie pubbliche.

Carlo Greppi

Ora tocca a noi. Il 25 aprile, il reale e il virtuale, le generazioni

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 296 / 2021

A partire dalle polemiche su fascismo e antifascismo che hanno preceduto il 25 aprile 2019, per arrivare all’unicum delle celebrazioni "virtuali" poi sviluppatesi in occasione del settantacinquesimo anniversario della Liberazione (anch’esso vissuto all’insegna di notevoli schermaglie ideologiche incentrate su una banalizzazione della violenza partigiana e su una rimozione di quella fascista), l’articolo propone sei temi storiograficamente consolidati sul regime, sulla parabola dell’antifascismo storico e sulla Resistenza che, secondo l’autore, sono da riesumare con forza nel dibattito per sottrarre la Festa della Liberazione a un discorso culturale anti-antifascista che si propone come egemone nella guerra della memoria che infiamma il discorso pubblico.

Tullia Catalan

Il Giorno del ricordo fra celebrazioni, sguardi esterni e stereotipi

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 296 / 2021

Nel calendario civile italiano le recenti celebrazioni del Giorno del ricordo, 10 febbraio, si sono caratterizzate per le polemiche politiche fra destra e sinistra, per i discorsi ideologici, per gli usi strumentali e contrapposti delle memorie. Va rilevata infatti la crescente difficolta della destra di governo di accogliere nella narrazione pubblica i risultati della storiografia sul tema delle foibe del 1943 e 1945 e dell’esodo degli Istriani e Dalmati nel secondo dopoguerra. E infatti in corso una rivisitazione degli eventi, che vede nuovamente presenti nella narrazione pubblica discorsi, stereotipi e linguaggi propri dell’anti-slavismo e dell’anti-comunismo, con una rimozione delle colpe del fascismo. Il saggio si incentra su questi temi con un focus sul caso di Trieste, luogo simbolico di memorie contrapposte del Novecento, in grado di sollecitare anche l’interesse della storiografia internazionale.

Guri Schwarz

Il 27 gennaio e le aporie della memoria

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 296 / 2021

Questo contributo propone un’analisi del funzionamento della ricorrenza del 27 gennaio. L’attenzione e focalizzata primariamente su tre aspetti: 1. Le discrasie tra il dettato normativo e l’effettivo sviluppo delle pratiche commemorative 2. La dialettica tra istituzioni e societa civile nella gestione della memoria pubblica 3. Il ruolo delle scuole e del sistema dell’informazione, che sono il fulcro del meccanismo commemorativo innescato dal Giorno della memoria. Nelle conclusioni sono esposte alcune considerazioni di carattere piu generale sul funzionamento della memoria della Shoah, evidenziando come la sua forza e la sua vitalita si manifestino, forse paradossalmente, attraverso operazioni analogiche spesso forzate e distorsive, ma rivelatorie della sua centralita nell’immaginario contemporaneo.

L’istituto delle Suore operaie della Santa casa di Nazareth fu fondato da don Arcangelo Tadini (1900), prendendo spunto dalla Rerum novarum. È ancora poco studiato nonostante il fine, insolito per una congregazione femminile: avvicinare le operaie condividendone il lavoro e supportandole con un apostolato specifico. L’approvazione diocesana e quella pontificia dell’ordine tardarono ad arrivare soprattutto per la discrepanza tra il suo scopo e la dottrina sociale cattolica, che vedeva nel lavoro extradomestico femminile uno dei principali motivi di destabilizzazione familiare. La ricerca, all’incrocio tra storia delle donne, storia del cristianesimo e storia del lavoro, si focalizza sull’esperienza di fabbrica delle suore a Padova tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento. Fondamentali sono state le testimonianze orali e scritte di sei religiose, che testimoniano la specificità dell’approccio femminile al lavoro rispetto ai cappellani del lavoro e ai preti operai. Hanno inoltre rivelato aspetti finora sconosciuti, specie sul rapporto tra Chiesa e lavoro, anche da una prospettiva di genere.

Gabriele Mastrolillo

Alfonso Leonetti e il gruppo dirigente del Pci dalla destalinizzazione alla segreteria Natta

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 296 / 2021

Questo articolo descrive le relazioni intercorse tra Alfonso Leonetti e il Pci dalla riammissione al partito (1962) alla sua morte (1984). Il nuovo tesseramento al partito da cui era stato espulso nel 1930 avvenne due anni dopo il suo ritorno in Italia, nel contesto della destalinizzazione, e fu il primo passo verso l’inizio di un intenso dialogo con i principali dirigenti del partito, un dialogo che fu collegato all’attività storiografica di Leonetti (incentrata sul movimento operaio italiano e sul suo ruolo nel partito negli anni Venti) e che riguardò anche temi più ampi quali lo stalinismo e la "svolta" del 1929-1930. Mentre il primo paragrafo di questo articolo fornisce una sintetica ricostruzione dell’attività politica di Leonetti negli anni Venti e Trenta, il secondo analizza il processo di riammissione, mentre il terzo si occupa della collaborazione intercorsa tra Leonetti e Palmiro Togliatti, anch’egli a quel tempo impegnato negli studi sulla figura di Antonio Gramsci e sul movimento operaio. Il quarto paragrafo, invece, si concentra sul dialogo tra Leonetti e alcuni dei principali dirigenti del Pci negli anni Sessanta-Ottanta quali Pietro Secchia, Giancarlo Pajetta, Giorgio Amendola, Enrico Berlinguer e Alessandro Natta.

Irene Piazzoni

Le Collezioni del Palladio. "Quaderni" antifascisti nella Vicenza del 1943

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 296 / 2021

L’articolo ricostruisce la vicenda delle Collezioni del Palladio, che si snoda nel corso del 1943, a Vicenza, e ha per protagonisti alcuni intellettuali antifascisti, in testa Antonio Giuriolo, Mario Dal Pra e Licisco Magagnato, approdati l’anno precedente nelle fila del Partito d’Azione e dall’8 settembre impegnati nella Resistenza. Le due collane impostate si configurano come una cartina al tornasole dell’evoluzione filosofica e ideologica, tra contraddizioni e ripensamenti, vissuta negli anni della guerra da molti uomini di cultura, come punto di arrivo degli studi e degli interessi dei suoi animatori e momento seminale per recuperi e linee di ricerca che di lì a poco saranno propri di altre iniziative editoriali antifasciste, come tassello dell’articolato mosaico della pubblicistica azionista e come terreno di indagine per studiare le vie delle transizioni politiche, in forza delle mediazioni, delle contaminazioni e degli intrecci che il lavoro editoriale implica e favorisce.

Jacopo Ferrari, Luigi Maria Solivetti

Recensioni

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2021

Quando l’artista è uno straniero, un migrante, in che modo oggi può vivere e lavo-rare in Italia? La ricerca sull’Orchestra di Piazza Vittorio, la prima orchestra mul-tietnica italiana, è iniziata dalla sua fondazione, nel 2002. L’obiettivo iniziale era quello di esplorare l’esempio di una buona prassi nell’integrazione di diverse etnie di immigrati. È stata condotta osservazione strutturata e semi-partecipante delle prove per i concerti e sono state raccolte, nell’arco di 15 anni, le storie di vita di ogni musicista nelle diverse fasi dell’orchestra. In un secondo tempo l’attenzione si è focalizzata sulla sua inevitabile trasformazione e sull’originalità della creazione musicale, sempre ricca di progetti e contenuti sociali.

Il presente articolo descrive una ricerca etnografica delle professionalità nate all’interno del sistema di accoglienza nella Provincia Autonoma di Trento. L’interrogativo di fondo nasce sul campo grazie all’esperienza della ricercatrice come operatrice di accoglienza con l’Associazione Centro Astalli presso la Provincia Autonoma di Trento, che costituisce il caso empirico approfondito. L’osservazione partecipante, insieme a 55 interviste in profondità ad operatori di accoglienza, ha fatto emergere la rilevanza che le scelte, ruoli e valori degli operatori assumono nell’influenzare il significato dell’accoglienza praticata e talora per-sino i percorsi di integrazione dei soggetti beneficiari. L’analisi ha cercato di far emergere la formazione e le competenze, sia preliminari sia apprese sul campo, di questa (nuova) figura professionale.

Nel dibattito recente, la relazione tra lo studio dei movimenti della popolazione causati da mutamenti climatici o prodotti da ragioni di tipo ambientale, ha acquisito una rinnovata centralità all’interno del mondo politico e mediatico ed è stato fatto oggetto di analisi attente da parte del mondo scientifico. In questo lavoro, si intende focalizzare l’attenzione sul fatto che la decisione di migrare è, molto spesso, condizionata da diversi fattori (personali, economici, relazionali) e che l’aspetto ambientale e quello climatico possono, pertanto, essere sì la causa diretta del fenomeno, ma possono anche determinarlo in modo indiretto, incidendo su altri fattori. Con questo saggio, dunque, si intende non solo evidenziare un proble-ma quanto mai attuale, ma dimostrare che anche gli aspetti climatico-ambientali, insieme ad altre variabili, possono avere un ruolo nel determinare importanti spostamenti di popolazione.

Maurizio Bergamaschi, Luca Daconto, Maria Grazia Montesano

Diffusione periferica e concentrazioni. La dinamica insediativa dei residenti stranieri a Bologna e Milano

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2021

L’articolo analizza la dinamica localizzativa di medio-periodo (2001-2018) della popolazione residente straniera a Bologna e Milano. L’obiettivo è comprendere gli elementi in comune, le specificità e le trasformazioni dei modelli residenziali dei cittadini stranieri nei due contesti urbani Sud-europei. L’analisi statistica e spaziale dei più recenti dati amministrativi conferma l’assenza di fenomeni di segregazione urbana ed evidenzia la tendenza alla diffusione territoriale della presenza straniera e la crescente configurazione periferica delle aree con concentrazione. Le specifici-tà dei due casi suggeriscono inoltre la rilevanza dei fattori locali per comprendere i processi di insediamento degli stranieri. Dopo una sintetica rassegna della letteratura, sono presentati i risultati dell’analisi diacronica e, infine, viene messo in eviden-za il contributo che lo studio fornisce al dibattito sui modelli insediativi delle popolazioni straniere nei contesti urbani Sud-europei.