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Sara Ricciardi

Recensioni libri

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 53 / 2021

Ludovica Pagano

IO, TU e i NOSTRI figli: uno sguardo alla famiglia omogenitoriale

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 53 / 2021

In questo articolo, l’autore ha la finalità di mettere in luce le fami-glie omogenitoriali, con lo scopo di indicare delle linee guida utili per coloro che intendono lavorare con queste tipologie di famiglie. Le ricerche evidenziano che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Ad ogni modo, il terapeuta, oltre alle specificità che caratterizzano queste famiglie, deve tenere conto delle proprie risonanze emotive e di eventuali limiti rispetto alla possibilità di presa in carico di questi particolari nuclei familiari, per evitare di compiere interventi inefficaci o addirittura dannosi e lesivi.

La nascita di un figlio è il momento in cui si concretizza il più straordinario progetto d’amore e si sperimenta una condivisione di vi-ta, un’apertura al mondo. È altresì un evento "critico" perché porta la coppia ad affrontare una serie di situazioni nuove, alcune delle quali richiedono una ri-strutturazione del rapporto di coppia, delle consuete routines familiari: il piccolo sistema familiare da diadico diventa triadico (Larcan, 2016). Ma cosa succede quando alla criticità insita nella nascita di un figlio si aggiungono altri e ben più critici elementi, come una disabilità? Si susseguono nei genitori tante forti emozioni come tristezza e dolore, senso di colpa, ansia e paura, rabbia e invidia, che inizialmente sembrano sopraffare i genitori e viene richiesta loro un’enorme quan-tità di risorse per fronteggiare la situazione. Il momento dell’impatto con la diagnosi viene attraversato e percepito da ogni famiglia in maniera diversa in base alle esperienze personali di ognuno, ai valori sociali, al background culturale, ma anche in base alle modalità con cui la diagnosi viene formulata, alla disponibi-lità di adeguati supporti familiari e alle informazioni di cui si dispone. Un peso rilevante è dato infine dalla possibilità di usufruire di un adeguato sostegno sociale in termini di servizi di supporto sanitario e psicologico al bambino e alla famiglia (Cuzzocrea, Larcan, 2011). Non da molto tempo la letteratura ha iniziato a indagare su una tematica molto interessante e complessa che riguarda i fratelli "sani" di ragazzi affetti da problematiche fisiche o mentali: questo filone di ricerca si è dedicato allo studio dei cosiddetti siblings, termine che nel mondo anglosassone indica semplicemente un legame di fraternità, mentre nel panorama italiano, fa riferimento nello specifico a fratelli e sorelle di bambini con disabilità. Se per i genitori l’accudimento verso i figli è un processo naturale, che può diventare più difficoltoso per il disturbo di cui è affetto il figlio, per un fratello non è così scontato pensare di doversi fare carico della patologia e della vita del proprio caro, una volta che i genitori non ci saranno più. I fratelli degli autistici spesso si somigliano: sono silenziosi, pro-fondi, sognatori e diffidenti; per loro è difficile adeguarsi al modo di vivere, di scherzare, di comportarsi dei coetanei. Questo lavoro prende in considerazione il mondo emotivo, spesso ancora poco esplorato di chi vive come "fratello di" - per tutta la vita, analizzando le conseguenze della presenza del bambino con autismo sulla vita del fratello con sviluppo tipico.

Francesco Canevelli

"Figli che rifiutano un genitore: intrecci relazionali nei percorsi di separazione" Prima parte

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 53 / 2021

L’Autore presenta il fenomeno del rifiuto che un figlio manifesta nei confronti di un genitore all’interno di alcune situazioni che fanno se-guito alla separazione. Il fenomeno viene inquadrato all’interno di specifici scenari in cui si realizzano intrecci relazionali che sostengono e rafforzano il rifiuto stesso e che forniscono cornici di senso al suo realizzarsi. Vengono esaminate le ricadute che il rifiuto e il tipo di intrecci in cui si inserisce comportano per i bisogni di sviluppo del figlio e dell’intero sistema familiare. Vengono infine presi in esame i diversi contesti e le possibili articolazioni degli interventi specialistici in que-sto tipo di situazioni.

Wima Trasarti Sponti, Anna Maria Rapone

In ricordo di Wilma Trasarti Sponti. Il linguaggio dell’intimità, fra appartenenza e separazione

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 53 / 2021

Le autrici, sulla base della loro esperienza di psicoterapeute siste-mico-relazionali, presentano una loro lettura del concetto di intimità utile ed interessante nella psicoterapia delle problematiche di coppia (relazionali, affettive e sessuali). Le autrici, facendo anche riferimento ad autori quali Winnicott, Stern e Whitaker, individuano nella relazione madre-bambino il nucleo primario dell’intimità. Durante lo sviluppo del bambino sarà proprio l’appartenenza, provata attraverso la relazione con le figure primarie, a permettergli la successiva individuazione. La psicoterapia viene ridefinita come contesto nel quale, grazie alla regressione attraverso l’"autentica relazione" paziente/terapeuta, è possibile riconoscere i propri bisogni: il terapeuta "sufficientemente buono", funge semplicemente da "sbloccante", per l’attivazione e la riattivazione delle risorse dei pazienti. Le autrici, nel loro lavoro in psicoterapia di coppia, prendono in considerazione la storia multi generazionale dei pazienti nello sviluppo della trama della relazione dove la nostalgia della primitiva appartenenza e la vergogna che ne deriva, vengono analizzati ed utilizzati. Il concetto di potere, sotteso alle problematiche di coppia, viene ri-letto come insicurezza di appartenenza e vergogna della richiesta stessa, motivo per cui la lotta di potere "infantile" viene rielaborata come una lettura poco utile per esprimere il proprio bisogno all’altro.

Fortuna Procentese, Alessia Fantini, Martina Giordano, Cristina Malvone

Comunità scolastica: intervento con insegnanti in tempo di COVID-19

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2021

Il presente lavoro riporta riflessioni metodologiche dell’intervento nella comunità scolasti-ca in situazioni di emergenza. Lo spazio online di confronto in gruppo ha favorito da un lato ascolto e condivisione e dall’altro il riconoscimento di risorse dei docenti e il potenziamento di strategie e competenze efficaci per il rientro scolastico post-lockdown. Al percorso hanno par-tecipato 41 insegnanti di un istituto comprensivo della provincia di Napoli. L’intervento in pic-coli gruppi ha permesso di elaborare i vissuti, disagi organizzativi e le nuove competenze da riconoscere nella comunità scolastica di appartenenza.

L’obiettivo dello studio è comprendere la relazione fra SSoC (Senso di Comunità Scolasti-co) e benessere degli studenti in didattica a distanza (DAD), durante la pandemia, e il ruolo delle scelte metodologiche della scuola sulle stesse variabili (benessere e SSoC), in una scuola secondaria di I grado che usa la Didattica per Ambienti di Apprendimento (DADA). Hanno partecipato alla ricerca 70 studenti (mediante questionario e un’intervista di gruppo) e 13 tra docenti e genitori (mediante interviste individuali). La ricerca ha indagato il ruolo della DAD e il suo impatto sulla scuola, sul SSoC e sul benessere psicologico (PWB) e sociale (MHC-SF). Dai risultati emerge l’importanza del SSoC e di pratiche trasformative nel mantenere il be-nessere scolastico, anche in situazioni di emergenza.

Cinzia Novara, Gaetano Di Napoli, Fortuna Procentese

Emozioni e reazioni dei docenti ai cambiamenti in tempo di COVID-19. Dalla "didattica in presenza" alla "presenza didattica"

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2021

Il contributo ha l’obiettivo di comprendere come la comunita` accademica si sia riorganizza-ta in tempo di COVID-19, muovendosi tra difficolta` e soluzioni innovative, poste dalla didatti-ca a distanza. Nello specifico, mediante una metodologia di ricerca mista quali-quantitativa, si analizzano le esperienze di 40 docenti dell’Università di Palermo che a livello emozionale, co-gnitivo e situazionale hanno fronteggiato il cambiamento, riorganizzando le proprie scelte di-dattiche. Vengono inoltre analizzati i fattori ritenuti centrali per l’efficacia didattica e la flessibilità della propria visione del mondo. I risultati confermano l’importanza degli aspetti relazionali nella didattica - anche quando a distanza - e la connotazione "comunitaria" della risposta che l’Università ha saputo mettere in campo.

Marta Gaboardi, Silvia Demita, Roberta Cosentino, Natale Canale, Michela Lenzi, Claudia Marino, Alessio Vieno, Massimo Santinello

La comunità di Padova si attiva: il volontariato nella prima fase dell’emergenza COVID-19

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2021

A Padova, per l’emergenza COVID-19, è stato attivato il progetto di gestione del volonta-riato "Per Padova noi ci siamo". La presente ricerca ha l’obiettivo di conoscere le caratteristi-che dei volontari e capire quali fattori sono legati alla disponibilità a continuare il volontariato post-emergenza. In aprile-maggio 2020, 299 volontari hanno completato un questionario onli-ne che indagava l’esperienza di volontariato e alcune dimensioni psicosociali. Dalle analisi emerge la relazione tra l’intenzione a continuare il volontariato e la crescita post-traumatica, il senso di appartenenza e la partecipazione a riunioni di quartiere. Alla luce dei risultati, sono elaborate delle proposte per aiutare le organizzazioni a stimolare e fidelizzare le persone che hanno intenzione di continuare a svolgere volontariato.

Daniela Marzana, Giovanni Aresi, Nicola Boventi, Chiara Crafa, Elena Marta

La risposta delle associazioni di terzo settore lombarde all’emergenza sanitaria da COVID-19: uno studio qualitativo

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2021

Il presente studio indaga come le organizzazioni del Terzo Settore abbiano reagito per ri-spondere ai loro scopi primari nel corso della dell’emergenza sanitaria da COVID-19. Sono state coinvolte otto organizzazioni lombarde attraverso un’intervista semi-strutturata ai rispetti-vi presidenti e ad un totale di 10 volontari attivi durante i primi mesi dell’emergenza. Dall’analisi tematica emerge che nella Fase 1 dell’emergenza (lockdown di Marzo-Aprile 2020), le associazioni hanno sviluppato riflessioni e redatto bilanci che si sono tradotti in pro-poste formative mirate a volontari e operatori, sviluppo di nuovi strumenti e modalità alternati-ve utili a garantire la continuità dei servizi offerti. Nella seconda fase dell’emergenza (maggio-giugno 2020) le associazioni hanno cercato di muoversi all’interno dell’incertezza per progetta-re e rivedere la propria mission e non trovarsi impreparati in futuro.

Anna Maria Meneghini, Sandro Stanzani

La risposta degli italiani all’appello del volontariato per l’emergenza COVID-19

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2021

Situazioni di emergenza mobilitano gli individui all’aiuto alla comunità. Per esplorare se tra i fattori facilitanti vi siano il grado di cultura civile, il senso di comunità territoriale, ma soprat-tutto le pregresse esperienze di volontariato continuativo e/o episodico, è stata condotta una survey su un campione rappresentativo di italiani (n = 1011), tenendo conto del coinvolgimen-to dei partecipanti in iniziative di volontariato per l’attuale emergenza sanitaria. I risultati mo-strano che più del 30% degli italiani ha aderito ad un’iniziativa di volontariato attivata in risposta all’emergenza COVID-19. Inoltre è emersa la presenza di "un patrimonio di cultura civile" che trova canali di espressione e di messa in pratica in modo particolare attraverso l’impegno nel volontariato episodico, piuttosto che attraverso quello continuativo (tradizionale).

Arianna Santoro, Noemi Del Bianco, Ilaria D’Angelo, Manuela Crescimbeni

Recensioni

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2021

La Pandemia Covid-19, com’è ormai ampiamente noto, ha costretto a un ripensamento degli spazi sociali della relazione anche educativa e formativa, facendo emergere tutta una serie di criticità e di questioni già presenti in era pre-pandemica ma che i confinamenti obbligati e i limiti imposti dal distanziamento hanno amplificato. In tal senso, anche in ambito universitario si è dovuto operare una riconfigurazione non solo degli spazi (presenza vs distanza) ma del paradigma della formazione stessa. Questo ha rappresentato e sta rappresentando una opportunità per chi ha raccolto positivamente tale sfida, aprendosi a esperienze che - pur nella loro tendenza a ri-adattare il vecchio nel nuovo - hanno comunque introdotto alcuni elementi innovativi e la sperimentazione di campi d’azione poco o non del tutto esplorati. È quanto accaduto anche agli autori del presente contributo nel quale si descrivono alcune esperienze laboratoriali condotte nell’ambito della formazione iniziale degli insegnanti del ciclo primario. Lo sfondo è dato dall’ambito di riferimento: quello della pedagogia e della didattica inclusiva, che hanno rappresentato non solo il contenuto disciplinare da veicolare ma l’orizzonte di senso per le scelte metodologico-didattiche adottate e per la scelta dello stesso oggetto di studio proposto ai partecipanti.

Simone Aparecida Capellini, Isabela Pires Metzner, Noemi Del Bianco, Ilaria D’Angelo, Aldo Caldarelli, Catia Giaconi

Perceptual-visual-motor measures, reading and properties of eye movements of students with attention deficit hyperactivity disorder

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2021

This study is aimed to compare and relate the performance of students with Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) and with good academic performance in the perceptual-visual-motor and reading processes, and to verify the eye movements’ pattern of students with ADHD during reading. Twenty students from primary school, both male and female, and aged between eight and twelve years old, participated in this study. They were divided into two groups: Group I (GI): composed of 20 students with an interdisciplinary diagnosis of ADHD, and Group II (GII): composed of 20 students with an equal good academic performance according to gender, age group and education with GI. All students were submitted to the Reading Processes Assessment protocol (PROLEC), Developmental Test of Visual Perception 3 (DTVP 3). PROLEC text reading test was administered to the students, also through the computer support. During this activity, the Gazepoint GP3 Eye Tracker equipment was used, which records the eye movements and analyses their properties by using the Gazepoint Analysis UX Edition Software for capturing eye movement during reading. These procedures were applied individually with students from both groups. The results were statistically analyzed, and revealed that the difficulties of students with ADHD in the reading processes could be justified by the perceptual-visual-motor deficit, and the shorter fixing time for capturing the information of each word read. This compromises the ability to identify and decode words, leading to difficulty in accessing meaning at the level of words and texts.