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María Teresa de Jesús Martínez Núñez, Dulce María del Carmen Villegas Aréchiga, Estefania Villarreal Nájera

Soft competencies developed in students as the result of the implementation of the 4td curricular strategy at the Universidad Autónoma del Noreste. Topic line: Employability practices

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2021

The present investigation shows students’ perception of the soft-skills they have developed throughout their school journey by applying the four teaching techniques (4td) included in their curriculum as the core to promote in students and future graduates learning for life and employability. It is a strategy embedded as a part of the academic quality project, established in the Institutional Development Plan UANE (2013) and implemented since 2004. 4td is a curricular strategy whose purpose is to promote students’ generic skills to support them in their daily life as human beings. 4td refers to the application of active teaching methods such as Collaborative Learning (CL), Problem-Based Learning (PBL), Project-Oriented Learning (POL), and Case Method (CM) that relate objectives in the curriculum to problematic situations of professional practice or life itself. The teachers’ essential work is to plan the subject with cases, scenarios, projects, or collaborative activities to transform information into useful personal and professional knowledge. Research with a qualitative approach. A population of 988 students who completed their subjects with 4td in two different semesters was studied. The technique used for collecting the information was focus groups through an open-ended question instrument. The information was analyzed through content analysis using the MAXQDA tool. Results highlight 1642 comments, of which 200 (12%) report having developed higher-order cognitive skills; 971 (59%) leadership skills and 471 (29%) refer to attitudes and values. Mainly they strengthened interpersonal skills related to communication, teamwork, emotional intelligence, and leadership, values such as respect and responsibility. Derived as a conclusion, the 4td curricular strategy is sustainable over time. It represents one of the academic quality elements in the institution for promoting learning for life and the employability of our students.

There is limited research that considers students with migratory background cultural characteristics within vocational counseling processes in high schools of the United States, Latin America, and South Europe. A systematic literature review was made, guided by the question: In young migrants and second-generation migrants, how vocational counseling influences the achievement of being admitted into a university, comparing their life trajectories during secondary and high school? A total of ten articles, out of three hundred eleven initially found, were selected based on a protocol for the literature review (available on request). All these articles belong to the United States context. One also considered the Spain reality. Based on the protocol used, neither another Southern Europe article, nor any article on the Latin American context was selected. All the analyzed articles pointed up the central role of counseling processes regarding students’ vocational decisions. Nonetheless, there is not much attention to counseling processes given to students with a migratory background and their specific needs. Among others, this fact reveals one of the failures of the system in giving post-secondary opportunities to these students. Limitations and recommendations to improve the vocational counseling processes and their influence on the achievement of admission into a university for these students are presented. Besides, some gender differences and the transcendental role of families in the vocational decisions of students are analyzed within the literature review.

Francesca Torlone

Contenuti core di un Corso di studi e gestione dei colloqui individuali di orientamento

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2021

Il colloquio individuale di orientamento si configura come un percorso che lo studente, tradizionale e non, intraprende dal momento in cui incontra un docente nella fase di accoglienza fino all’ultimo dei colloqui che realizza prima del conseguimento della certificazione finale. Il percorso è segnato da colloqui ciclici, svolti con docenti diversi e nei vari momenti che attraversano il processo di orientamento del singolo studente. Ogni colloquio, o meglio ogni “batteria” di colloqui, si inserisce in momenti specifici della vita accademica, personale e professionale della persona. Ognuna di queste “batterie” di colloqui ha propri obiettivi e risultati attesi, volti a consentire allo studente di conseguire i suoi obiettivi di orientamento nel quadro dei contenuti core del CdS-L19. Lo studio che il contributo presenta articola i risultati conseguiti dagli studenti in quattro tappe attraverso cui si sviluppa il processo di orientamento: esplicitazione della domanda di orientamento da parte dello studente; la motivazione e la retention dello studente; la costruzione di una risposta di orientamento pertinente da parte del docente; la valutazione dei progressi realizzati.

Giovanni Bonaiuti, Ludovica Fanni

Tirocinio e sviluppo professionale degli educatori nella prospettiva della Student Voice

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2021

Il seguente articolo intende dar spazio all’esperienza del tirocinio curricolare nella prospettiva della Student Voice, sottolineandone l’aspetto altamente formativo. Grazie alla somministrazione di questionari e interviste tra gli studenti del Corso di Laurea in L-19, tra i fattori emersi, spicca il valore che i futuri educatori conferiscono a tutti i momenti del tirocinio, dall’orientamento alla relazione conclusiva. Tra i vari periodi di cui si compone questa esperienza gli studenti avvertono l’esigenza di una maggiore presenza dei momenti precedenti al suo avvio. Nello specifico l’orientamento e la preparazione sono i momenti dei quali gli studenti sentono una necessità più forte, nata dal poco spazio a questi dedicato e dalla volontà di intraprendere il percorso del tirocinio con una maggiore consapevolezza di ciò che questo evento rappresenta per il futuro lavorativo e quindi avere le basi utili alla comprensione di ciò che sarà il loro agire professionale all’interno di un contesto specifico.

Claudia Banchetti, Rubina Petruccioli

Recensioni

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2021

A cura della Redazione

Autori/Authors

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2021

Giovanna del Gobbo

Cultura della Qualità e Faculty Development: Sinergie da Sviluppare

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2021

L’assicurazione della qualità e la gestione della qualità, elementi chiave per l’attuazione e gli sviluppi del Processo di Bologna, sono sempre di più considerate sfide centrali nella governance dell’alta formazione. L’importanza di promuovere una cultura della qualità ha acquisito, parallelamente e sinergicamente, un'attenzione crescente negli ultimi due decenni. Una cultura della qualità può essere sostenuta favorendo processi di sense making e comprensione del sistema complessivo della didattica, favorendo l’accesso critico e l’interpretazione degli artefatti, delle norme, delle procedure con cui la specifica comunità sociale e culturale realizza le proprie pratiche e risolve i problemi, dei dispositivi relativi alla valutazione e assicurazione della qualità. Nel presente articolo si offrono alcuni elementi di riflessione e problematizzazione a partire dall’esperienza di formazione per docenti e neoassunti realizzata presso l’Università di Firenze.

Ettore Felisatti, Emilia Restiglian, Evelina Scaglia, Franca Zuccoli, Federica Gaetano, Roberta Bonelli

La progettazione del Questionario di Valutazione dei Laboratori (QVL) del Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2021

Un gruppo di lavoro, costituitosi all’interno del Coordinamento dei Presidenti dei CdS in Scienze della Formazione Primaria e composto da docenti, ricercatori e tutor provenienti da alcuni atenei italiani, ha costruito, seguendo una metodologia di lavoro partecipativa, un Questionario per la Valutazione dei Laboratori (QVL) di Scienze della Formazione Primaria (SFP). Lo strumento è stato progettato a partire dalle informazioni ricavate da un’indagine somministrata ai Coordinatori dei Corsi di studio in SFP del Paese, dalle esperienze pregresse e dagli studi sui fondamenti del laboratorio dal punto di vista storico e culturale, e consente agli studenti di valutare anonimamente i laboratori ordinamentali secondo quanto delineato dal decreto 249/2010[1]. Il questionario si articola in sezioni che contemplano la rilevazione di molteplici aspetti dell’esperienza laboratoriale: oltre ai dati identificativi e di profilazione, permette agli studenti di esprimersi rispetto a dinamiche relative all’organizzazione, realizzazione, valutazione e conduzione del laboratorio considerato. Sono stati somministrati due pre-test che hanno permesso di migliorare lo strumento, soprattutto nella chiarezza e nella fruibilità, confermando nel complesso la sua struttura ipotizzata in prima stesura. Il contributo qui presentato si sofferma, nello specifico, sul processo di costruzione condivisa dello strumento e sul ruolo che la student voice ha avuto nella verifica della coerenza del questionario con l’esperienza laboratoriale realizzata.   [1] D.M. 10/09/2010, n. 249. Recuperato da: http://www.miur.it/documenti/universita/offerta_formativa/formazione_iniziale_insegnanti_corsi_uni/dm_10_092010_n.249.pdf.

Alessandra la Marca, Valeria Di Martino, Elif Gülbay

La Self-Efficacy del Docente Universitario in Situazione di Emergenza Covid-19

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2021

Le convinzioni che i docenti universitari possiedono sulla propria Self-Efficacy influenzano non solo il loro modo di lavorare, ma soprattutto gli esiti di apprendimento e il senso di autoefficacia dei loro studenti. La percezione di autoefficacia dei docenti nella didattica a distanza assume un ruolo ancora più importante in situazione di emergenza Covid-19. Il presente contributo indaga tale costrutto in un campione di 50 docenti universitari dell’Università degli Studi di Palermo, rilevando l’eventuale incidenza di variabili quali le esperienze pregresse di insegnamento nell’ambito della didattica a distanza e l’autoefficacia nell’utilizzo di tecnologie didattiche.

Giuseppa Cappuccio, Lucia Maniscalco

Costruzione e validazione del questionario DIDLab “La didattica Laboratoriale: apprendimenti e stili di conduzione con l’approccio IBSE”

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2021

Il presente lavoro espone gli esiti della costruzione e validazione del questionario “La didattica Laboratoriale: apprendimenti e stili di conduzione con l’approccio IBSE” finalizzato a misurare il grado di conoscenza dell’approccio Inquiry-Based Science Education e lo stile di conduzione nella didattica laboratoriale, che ha visto coinvolti 523 corsisti del corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico dell’Università degli Studi di Palermo; il test di misurazione costruito è composto da 42 item suddiviso in cinque macro-aree su scala Likert a 5 punti. Dall’analisi quantitativa condotta è emerso che il questionario ha buona concordanza, pensato per indagare sulle conoscenze dell’approccio investigativo e migliorare lo stile di conduzione della didattica laboratoriale. Quest’ultima risulta utile a facilitare l’acquisizione di una competenza in ogni ordine di scuola. Il laboratorio, infatti, rappresenta la modalità trasversale che promuove nello studente una preparazione completa e capace di continuo rinnovamento. Dall’analisi sono emersi risultati molto soddisfacenti per quanto riguarda l’attendibilità e la validità del questionario costruito. A seguito dell’analisi fattoriale condotta sono stati estrapolati i due fattori più rappresentativi, denominati Stili di conduzione nella didattica laboratoriale e Conoscenza dell’approccio Inquiry-Based Science Education. Infine, è stata condotta un MANOVA 2 X 2 per esplorare differenze ascrivili agli anni di servizio e al grado di istruzione dove si presta insegnamento. Tale indagine ha rilevato una correlazione tra la conoscenza e l’applicazione dell’approccio IBSE alla didattica laboratoriale tanto maggiore quanto più sono gli anni di servizio e all’interno degli ordini di scuola primaria e secondaria di primo grado. 

Anna Serbati, Sabrina Maniero, Marcella Bracale, Silvia Caretta

Come costruire un Syllabus Learner-centred? Creazione e Validazione di una Rubrica di (Auto)valutazione del Syllabus

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2021

L’articolo presenta il processo di costruzione e validazione di una rubrica di (auto)valutazione di un syllabus learner-centred proposta all’interno del progetto MIRES promosso dall’Università dell’Insubria. Il lavoro discute le premesse teoriche e metodologiche, descrive lo strumento e le fasi di validazione realizzate e delinea le prospettive future di ricerca e di pratica.

Loredana Perla, Viviana Vinci

Videovalutare l’agire competente dello studente

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2021

La videoanalisi è un oggetto di studio che vanta una consolidata tradizione. Pratica multimetodologica e area di studio interdisciplinare, essa risponde a numerosi problemi conoscitivi posti dalla complessità dei fenomeni didattici da indagare e propone strumenti e tecnologie che hanno un potenziale di descrizione, riproduzione e comprensione dei fenomeni molto alto. L’analisi video di un compito autentico costituisce un dispositivo di “supporto” per realizzare la valutazione dell’agire competente dello studente: un prototipo in grado di supportare la focalizzazione delle azioni che strutturano la competenza da valutare, per identificarne dimensioni, indicatori e livelli. Si descrive un percorso di ricerca-formazione che ha coinvolto 30 insegnanti di 11 Istituti scolastici della regione Puglia. Esito del progetto la descrizione del prototipo di videovalutazione che supporta gli insegnanti nella costruzione della rubrica valutativa e l’espressione del giudizio finale per livelli. L’attività riflessiva sollecitata nelle docenti, attraverso l’uso del dispositivo proposto, ha avuto l’obiettivo di accompagnare gli insegnanti a riconsiderare criticamente il proprio l’agire, sollecitando lo sviluppo e il consolidamento della propria professionalità. La ricerca ha consentito di promuovere negli insegnanti un habitus di riflessione sul proprio “fare scuola” e sulle proprie strategie valutative, sul modo in cui si gestisce la mediazione tra soggetti in apprendimento, contenuti disciplinari, metodologie, strategie e dispositivi adottati.

Irene Culcasi, Maria Cinque

L’impatto del Service-Learning universitario: il progetto Hope

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2021

Nel dibattito contemporaneo sul ruolo dell’Higher Education, il servizio alla comunità assume un ruolo centrale tanto nel modo di intendere la relazione tra università e società quanto nel processo di innovazione della didattica universitaria. In questo scenario il Service-Learning si presenta come una proposta pedagogica innovativa capace di collocare l’università al centro del processo di sviluppo sociale, coinvolgendo docenti, ricercatori e studenti in un processo di insegnamento-apprendimento che interroga i saperi accademici e li rende vivi ed efficaci per trovare risposte a bisogni rilevanti, co-costruendo insieme ai membri della comunità progetti di miglioramento sociale. Il presente contributo – contestualizzando la proposta pedagogica alla luce delle sfide di progettazione e valutazione – descrive l’impatto di un progetto di Service-Learning universitario partendo da un approccio stakeholder-driven che ha impiegato strumenti di indagine di tipo quali-quantitativo raccogliendo i dati secondo la logica del cambiamento generato in virtù delle attività realizzate. L’analisi dei dati ha reso evidenti alcune risultanze capaci di orientare future prospettive di sviluppo sia rispetto alla relazione tra università e società sia al rinnovamento della didattica universitaria, affinché la crescita e lo sviluppo non sia solo dell’individuo ma dell’intera comunità.

A cura della Redazione

Libri ricevuti

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 172 / 2021

A cura della Redazione

Schede

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 172 / 2021

L’autore illustra il processo di progressiva marginalizzazione delle biblioteche pubbliche, in primis di quelle statali, rispetto alle altre componenti del patrimonio culturale nazionale. Tale processo, avviato tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso, si è accentuato nei decenni successivi con crescenti differenziazioni tra i diversi settori dell’amministrazione dei beni culturali, alimentando conflitti per la distribuzione e l’allocazione delle risorse finanziarie ed umane. Ne è derivata, soprattutto nell’ultimo decennio, segnato da una forte contrazione della spesa pubblica, una decisa marginalizzazione dei settori bibliotecario e archivistico. Le gravi conseguenze si avvertono oggi nella perduta qualità dell’erogazione dei servizi bibliotecari necessari all’alta formazione e alla ricerca. Sintetiche ed efficaci tabelle documentano la situazione critica in cui versano attualmente le biblioteche statali. L’autore propone soluzioni differenti per le diverse tipologie di biblioteche prese in esame. Per quanto riguarda le biblioteche non statali propone una maggior coordinamento nazionale che superi l’artificiosa suddivisone regionale delle politiche bibliotecarie. Per le biblioteche statali auspica il passaggio delle competenze, assieme agli archivi, dal Ministero per i beni culturali al neonato Ministero dell’università e della ricerca, ritenendo la loro funzione più aderente alla missione di quest’ultimo.

Andrea Podini

Il contrabbando di armi a Marsiglia: legislazione e pratiche illecite (1885-­1939)

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 172 / 2021

L’autore si propone di studiare i contrabbandi di armi avvenuti durante la Terza repubblica francese a Marsiglia. L’indagine da una parte analizza le disposizioni normative che oscillarono tra la completa liberalizzazione e il rigido controllo, suddividendo il periodo repubblicano in tre distinte fasi cronologiche; dall’altra, le pratiche con cui i contrabbandi di armi venivano organizzati, suddividendoli, a seconda del mercato a cui erano diretti, in traffici di natura locale - destinati al milieu urbano - o internazionale - rivolti a zone di guerra dove il commercio lecito era stato sospeso. L’autore mostra infine il caso di studio di Marcel Seytres, importante trafficante d’armi di Marsiglia, ricostruendone i traffici illeciti.

Di fronte allo sviluppo dello Stato amministrativo, i governi delle repubbliche Cisalpine/Italiana e del regno d’Italia elaborarono un sistema identificatorio statale autonomo dal modello francese. Il caso studio della città di Vicenza - capoluogo del dipartimento del Bacchiglione - permette di verificare l’effettiva applicazione di questo progetto politico a livello locale. Attraverso lo studio sistematico dell’archivio del commissariato di polizia di Vicenza emerge così un insieme di pratiche popolari e strategie di controllo distante dal sistema uniforme previsto dalla legislazione nazionale. Un modello duale, in cui i sistemi identificatori tradizionale e statale convivevano intrecciandosi e integrandosi. Un modello che rispecchiava due diverse concezioni di identità: una, promossa dallo Stato, rigida ed esterna alla società; l’altra, radicata nella mentalità degli attori storici, fluida e costantemente ridefinita.

Perché studiare le carestie nel Mediterraneo di età moderna? L’autore cerca di rispondere a questa domanda proponendo l’analisi di una carestia ma all’interno di un approccio comparativo che abbraccia il lungo cinquecento, nel tentativo di costruire il modello d’intervento della Repubblica di Ragusa (Dubrovnik) non solo di fronte alle crisi, ma anche in relazione al sistema annonario nel suo insieme. Quel "sistema raguseo" costruito con un misto di "genio politico" e intraprendenti iniziative mercantili, che ha il suo fondamento e la sua ragione d’essere nel rapporto privilegiato con l’Impero ottomano. Un rapporto che ne costituisce un indubbio punto di forza ma anche, come si vedrà nel saggio, la sua potenziale debolezza.