RISULTATI RICERCA

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Solo negli ultimi due decenni il mondo del lavoro e sindacale a diversi livelli ha inserito nella propria agenda la questione ambientale, accanto alla tradizionale attenzione riservata alla sicurezza sul lavoro e alla salute. Il passaggio ad un’economia verde, ecologicamente attenta, viene generalmente rappresentato come una opportunità da cogliere; tuttavia esso avrà inevitabilmente un impatto differenziato tra settori economici, tra regioni e tra lavori. Il dilemma ‘lavoro verso ambiente/salute’ diventerà una questione centrale per l’intera forza lavoro e i sindacati sono sollecitati a guidare il cambiamento pena il suo acuirsi. Sebbene ad una scala macroscopica tale dilemma è al centro della ‘vicenda Taranto’. L’articolo utilizza il caso dell’area jonica per analizzare il modo in cui i sindacati mettono a tema la questione ambientale e concretamente elaborano la sfida della compatibilità. L’articolo osserva l’esistenza di una varietà di posizioni in campo, riflesso di concezioni differenti rispetto alla natura stessa della sfida che si pone dinnanzi al mondo del lavoro. Il lavoro di ricerca mette in evidenza anche la distanza tra le posizioni dei sindacati da quelle delle organizzazioni ambientaliste presenti nell’area.

Silvia Doria

Lavorare agile, lavorare da remoto: che genere di conciliazione?

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 159 / 2021

Le tecnologie stanno cambiando il mondo del lavoro, come mostra la diffusione dei new ways of working (come lo smart working). Il paper, basato su una ricerca qualitativa realizzata in un istituto bancario, intende riflettere su che genere di conciliazione questa nuova organizzazione del lavoro promette e permette ai professionisti intervistati. Tale "approccio proattivo alla flessibilità" sta liberando i lavoratori permettendo loro un miglior bilanciamento vita-lavoro o sta riproponendo alle sole donne un ritorno al lavoro da casa? L’uso diffuso dello smart working, dovuto all’emergenza Covid, rende la questione più rilevante che mai. L’analisi delle storie mette in guardia dagli entusiasmi legati a modelli o ricette preconfezionate e invita a cercare soluzioni su misura capaci di sfruttare le potenzialità dello smart working: ri-conoscere l’eterogeneità delle figure professionali e i loro bisogni e affrontare gli stereotipi di genere che ancora caratterizzano il tema della conciliazione è la prossima sfida.

Maurizio Busacca, Barbara Da Roit

Lavoro sociale tra Social Investment e New Public Management. Il caso degli Operatori del Mercato del Lavoro in Veneto

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 159 / 2021

Sebbene le politiche attive del lavoro siano uno dei pilastri della strategia di social investment, a cui è affidato il compito di collegare le competenze e il potenziale lavorativo degli individui alla partecipazione al mercato del lavoro, gli studi in questo campo sono ancora limitati e si concentrano soprattutto su questioni di adozione e diffusione dell’approccio di social investment, degli effetti sulle politiche o degli effetti delle politiche sui cittadini. Tuttavia, è stato sostanzialmente trascurato il tentativo di comprendere gli effetti di tali politiche sui lavoratori a cui è affidato il compito di applicarle anche se, come alcuni autori hanno evidenziato, la qualità del lavoro rappresenta un fattore determinante per comprendere gli esiti di tali politiche. Alla luce di ciò, l’obiettivo dell’articolo è quello di analizzare criticamente il rapporto tra i processi di trasformazione del sistema di welfare italiano in un orizzonte di social investment e i modi in cui il lavoro sociale si sta caratterizzando sempre di più come azione di inclusione sociale mediante l’inclusione lavorativa. Per farlo si è scelto di approfondire il caso del sistema Veneto perché in un contesto di forte polarizzazione Nord/Sud del welfare territoriale in Italia, dove nelle regioni del Sud prevale un modello tipico dell’Europa mediterranea e in quelle del Nord emergono sistemi locali più simili a quelli dell’Europa continentale, il Veneto è una regione che si caratterizza per un elevato sviluppo delle politiche e dei servizi al lavoro e con dotazioni (relativamente) elevate di capitale sociale, in altri termini un’area dove i deficit strutturali (in termini di regolazione e risorse) del welfare italiano dovrebbero essere relativamente limitati. I risultati della ricerca evidenziano che gli approcci e i meccanismi promossi dal social investment state rinforzano le idee efficientiste e ossessionate dalla valutazione del new public management.

Raymond K.H. Chan

Labor Segmentation and Dualisation in Hong Kong

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 159 / 2021

With a strong adherence to liberalism, the labor market in Hong Kong is character-ized by a low level of external regulation and an emphasis on self-adaptation as coping. The government mainly attend to the quality of manpower supplied meet-ing the market need, as well as peaceful industrial relations. Segmentation of labor is a natural result of this lowly regulated liberal market. Benefited from a relatively stable economy, unemployment in the past two decades mainly contained, but dualisation observed with widening income gap, as well as an emerging sector of insecure labor. The recent COVID-19 pandemic is leading to a sudden and unex-pected economic crisis. Though with more ad hoc measures, cautious in regulating the labor market maintained. While we are waiting for further government initia-tives, the ending of the employment subsidy from December will certainly worsen the situation. Further dualisation will be the result.

Previous research has predominantly analysed the retrenchment of the Swedish welfare state from a long-term perspective, examining restructuring processes from the financial crisis of the early 1990s until recent years. This study instead takes a short-term perspective and focuses on welfare state developments in the post-consolidation phase, after the recovery from the crisis. The aim is to investigate how the fiscal policy reforms introduced during the recovery years forced subsequent governments to continue on the path of "frugality". Specifically, the paper focuses on the effects of austerity politics on two policy domains: income redistribution through the benefit and tax system and the municipalities’ role as social service providers and employers. The analysis indicates that the Swedish model is showing increasing signs of dualisation due to the gradual segmentation of prior universalistic welfare programmes and to the worsening of working conditions in the social service sector.

Alessio Bertolini

Inclusion for All or Exclusion for Everyone? UK Unemployment Policies in the Age of Austerity

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 159 / 2021

Whilst the comparative political economy literature has regarded the UK as among the least dualised countries when it comes to non-standard employment, thanks to its flexible labour market and predominantly means-tested system of social pro-tection, scholars in the precariousness literature have highlighted the increased pre-carity and insecurity of many non-standard workers, highlighting the extreme con-ditionality and punitive policies typical of the UK welfare system as an important contributory factor. This paper aims to bridge the gap between these literatures. It analyses the experience of social protection of a specific category of non-standard workers, namely temporary agency workers, in accessing both active and passive unemployment policies. It finds how welfare reforms introduced in the past two decades in association with a general welfare discourse centred on the concepts of deservingness and dependency have created important barriers in accessing un-employment protection, not just based on institutional features but also on social perceptions.

This article analyses the evolution of the dual labour market in Spain in the post-crisis and provides a first assessment of the labour market impact of the Covid-19 crisis. With the only exception of reducing the distance between the regulation of temporary and permanent contracts, the reforms introduced during the great re-cession and the post-crisis period have not only failed to reduce inequalities in the labour market, but have amplified some of them in interaction with austerity policies. Policies targeting young workers have delivered limited success in improving the position of the most disadvantaged, and more generally, to reduce dualisation as temporary employment remains very high whilst employment conditions of younger groups have deteriorated and become more widespread among those with higher educational attainment.

Andrea Ciarini, Roberto Rizza

How Stable is Dualisation? The Case of Labour Market and Antipoverty Policies in Italy

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 159 / 2021

This article analyses the old and new dualisation processes that have emerged in Italy in the last twenty years. By focusing on the dualising outcomes of labour market and antipoverty policies, it addresses the trajectories followed by dualisa-tion and their effects on the divides between insiders and outsiders. Within this framework it is argued that dualisation is not a stable equilibrium, but rather the result of the interconnections between institutional arrangements and the variable decisions of social and political actors.

Valeria Pulignano, Wim van Lancker

Digital Cleavages and Risk in the Platform Economy in Belgium

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 159 / 2021

The adoption of digital technologies challenge existing institutional approaches towards labour markets segmentation and dualisation by dissolving the employer-employee nexus. When national governments adapt to digitalisation by deregula-tion they risk to fostering "flexibility at the margin" which can reinforce digital cleavages at the intersection of tasks, skills and new technology. This is because deregulation threatens the existing country-based employment and industrial rela-tions structures by favoring companies fissuring the labour markets while reducing employment protections for all workers. In the paper we illustrate this argument by shedding light on the case of Belgium as one of the countries in Europe with a gen-erous and encompassing system of collective bargaining and strong employees’ representation structures, and which has been experiencing a deregulatory trend in response to digitalisation, following the introduction of the 2016 law "De Croo".

Chiara Benassi, Niccolò Durazzi

Dualisation as Class Conflict: The Case of Labour Market and Vocational Training in Germany

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 159 / 2021

Popular accounts of labour market reforms in Western Europe have identified a process of dualisation over the last three decades, whereby service sector employ-ment has been deregulated while workers in the core manufacturing sector still en-joy high levels of employment protection and high wages. Two different labour market logics are thought to be in place between core and peripheral sectors and to co-exist in a stable equilibrium nurtured by the co-incidence of interests between capital and labour in core manufacturing sector, who jointly acted to safeguard workers in core sectors at the expense of peripheral service sectors. Building on the case studies of labour market and vocational training reform in Germany, this ar-ticle challenges this account. It is argued that processes of dualisation are best conceptualised as the contested outcome of a political conflict between capital and labour. Dualisation is not a stable equilibrium but rather the result of bargain-ing processes between employers who push for liberalization and unions who try to prevent it or - at least - mitigate it.

Werner Eichhorst, Marika Peressoni

Employment Dualism in Crisis: Labour Market and Welfare State Reforms Before and During COVID-19

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 159 / 2021

Dual labour markets have been a specific feature of employment systems in Con-tinental Europe after an initial wave of deregulation that started in the 1980s in a situation of high and persistent unemployment. Since then, the institutional duali-sation of employment by type of contract has had massive implications on the quality and quantity of jobs. However, while dualisms were conceived as inevita-ble and stable, the perception has become more nuanced and dynamic, account-ing for partial dedualising steps observable over the last decade in particular. This paper gives an overview of the history of dualisation and dual labour markets before addressing current challenges arising from the digital transition and the COVID-19 pandemic. It concludes with a discussion about potential policies to overcome labour market dualisms.

A cura della Redazione

Autori

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2021

Dulce María del Carmen Villegas Aréchiga, Maria Teresa de Jesùs Martìnez Nùnez, Estefanìa Villarreal Nàjera

Curricular dynamics at the Universidad Autónoma del Noreste. Development of soft competencies in students for employability. Thematic core of the conference: Employability practices

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2021

Yturralde (2016) points out, that whether social or labor environments, demand to go beyond just recalling data, follow procedures to obtain a result, to have knowledge based on the time and discipline: he explains that to succeed today, you need to have well-developed soft competencies, or social skills, as Harvard University, Carnegie Foundation, and Standford Research Institute research exposed, on the importance of aptitude against social skills. They concluded that specialized technical knowledge generates 15% of success in professional and occupational activities, while 85% lies in the soft competencies, attitude, self-determination, the capacity of communication, teamwork, critical thinking, and conflict resolution primarily.The Universidad Autónoma del Noreste (UANE), aware of the requirements of the moment and future ones, to develop in students strategic skills, hard and soft competencies required by society and the labor market, began in the year 2005 this longitudinal research with a mixed approach to determine an application methodology for the four teaching techniques (4TD) throughout the learning process of the student and a continuous improvement system through the analysis of results of each semi-annual cross-section.Application of the 4TD strengthens UANE’s educational model, which focuses on the construction of learning for life and work. It encourages student’s learning by relating the curricular objectives with problematic situations of the professional practice and also promoting constructive social interaction among members of work teams, through Problem-Based Learning (PBL), Project-Oriented Learning (POL), Case Method (CM) and Collaborative Learning (CL).In the Students’ Self-Evaluation of both semesters in 2018 and the first semester of 2019, students expressed that applicating the 4TD strengthened their cognitive and social skills. All our university campuses are qualified above 8 in the 4TDscale, which implies strength. It is also an excellent indicator of the teaching performance on developing the students' abilities, which gives relevance to the project.In 2018 the student satisfaction level of all UANE was 97% very satisfied with the application of the four teaching techniques, in general. In the 1st semester of 2019, students expressed 99% being very satisfied with the implementation of 4TD, the level of employability of our students is 70%.This project benefits the teachers with continuous training in the 4TD application, strengthens their teaching practice, and has an impact on the formation commitment to students to cover all current requirements. The project is sustainable over time, given the interest of the UANE in academic quality that sustains the student formation according to our institution Mission of: “Create opportunities to develop exemplary people, committed to their future.”

Diana Carmela Di Gennaro, Michele Domenico Todino, Paola Aiello, Maurizio Sibilio

I luoghi dell’educazione: percorsi multimediali per promuovere l’orientamento al lavoro in un’ottica inclusiva

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2021

Il processo di definizione identitaria che sta caratterizzando le professioni educative in ragione della recente normativa (DDL 2443/2017 e D.M. 378/18) ha evidenziato, tra le altre, la necessità di delineare percorsi di orientamento al lavoro in grado di supportare tutti gli studenti verso una costruzione consapevole della propria identità professionale, con un’attenzione specifica anche agli studenti che presentano disabilità, DSA o particolari condizioni di disagio che potrebbero influire sul loro futuro lavorativo.Con tale finalità, nell’ambito del progetto POT cui il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università di Salerno ha partecipato in qualità di partner, sono stati realizzati dei percorsi multimediali che consentono una navigazione dei luoghi dell’educazione.La tecnologia digitale scelta è GSuite e, più nel dettaglio, Google Moduli, che è stato adattato per presentare contenuti audiovisivi rispetto ai quali gli studenti della L-19 sono chiamati a riflettere su specifici aspetti dell’agire educativo rispondendo ad alcune domande-stimolo.È stato inoltre predisposto un breve questionario con il duplice obiettivo di verificare, da un lato, se questi percorsi multimediali si sono rivelati realmente utili e, dall’altro, di esplorare le prefigurazioni professionali dei partecipanti per fornire forme di supporto personalizzate e calibrate sui bisogni di orientamento individuali.

Antonio Borgogni, Marco Lazzari, Alice Ponzoni, Stefano Tomelleri

Ad occhi aperti verso il futuro. Il ruolo del digital storytelling nella progettazione partecipata di percorsi di orientamento

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2021

Il progetto qui descritto è stato pensato per supportare, attraverso azioni di tutoraggio tra pari basate sul digital storytelling, studenti provenienti in particolare da istituti superiori professionali nell’orientamento verso i Corsi di studio in Scienze dell’educazione.Il progetto si è basato su due principali costrutti teorici. L’approccio fenomenologico, riflettendo sulla progettazione esistenziale autentica e inautentica e discutendo sulle parole scelta e differenza. Il paradigma della complessità, ragionando in opposizione al sovrano sotterraneo costituito dal paradigma della semplificazione.Oltre a ciò, l’orientamento universitario viene presentato anche sul piano della rilevanza politica alla luce del basso indice di mobilità sociale del nostro Paese che colpisce anche coloro, qui nominati metafragili – in qualità di diplomati desiderosi di ottenere una laurea, che difficilmente potranno raggiungere livelli di antifragilità.Le azioni messe in atto (tutoraggio, orientamento tramite le tecnologie, autovalutazione delle capacità di svolgere le professioni in uscita, formazione per gli studenti e i tutor universitari) e i significati dell’approccio narrativo basato sul digital storytelling sono stati rivisitati concentrandosi sulle relazioni tra aspettative e contesto organizzativo alla luce dell’irriducibilità semiotica di cui la narrazione è portatrice.Nelle conclusioni, il percorso progettuale è stato ricontestualizzato nell’attuale emergenza pandemica focalizzandosi sulle opportunità di apprendimento trasformativo dell’organizzazione universitaria.

Roberta Piazza, Simona Rizzari

Verso la costruzione dell’identità professionale: un percorso di self-assessment per gli educatori del CdS L-19

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2021

L’esperienza del tirocinio rappresenta per gli/le studenti/esse del CdS L-19 un’occasione fondamentale per rafforzare la loro identità professionale. In particolare, essa consente di apprendere a gestire con consapevolezza e intenzionalità le dinamiche del lavoro educativo; fornisce un’occasione strutturata per la verifica delle conoscenze acquisite durante il percorso di studi; è in grado di creare un collegamento diretto tra la didattica universitaria e contesti lavorativi. Tuttavia, non sempre tale esperienza, per quanto fondamentale, è in grado di accompagnare gli studenti nel loro percorso di costruzione identitaria.Il progetto POT “SUPER”, a cui il CdS L-19 dell’Università di Catania ha preso parte, ha consentito di ripensare all’esperienza del tirocinio con una maggiore focalizzazione sui percorsi di autoapprendimento e autovalutazione degli/le studenti/esse. I referenti del progetto hanno organizzato un percorso di self-assessment per i/le tirocinanti, finalizzato a descrivere le esperienze realizzate e a individuare le competenze acquisite durante il percorso di tirocinio. Il presente contributo analizza la costruzione del percorso, che ha richiesto una sua rimodulazione in considerazione del COVID, e i primi risultati conseguiti.

Paola Ricchiardi, Emanuela M. Torre, Lara Colombo, Marilena Dellavalle, Chiara Ghislieri, Paola Torrioni

Educatori, assistenti sociali, psicologi e insegnanti: uno strumento per l’autovalutazione delle rappresentazioni professionali degli studenti

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2021

Le professioni in ambito socio-psico-educativo presentano in Italia percorsi di studio distinti, in ragione della necessità di formare professionisti con un profilo di competenze differenziato. Tuttavia le professioni definite “di cura”, educative o “del sociale”, vengono spesso considerate simili dagli studentiche si stanno orientando verso le stesse, in virtù di un presunto denominatore comune, connesso soprattutto al valore professionale trasversale dell’essere di aiuto agli altri e ai destinatari delle “azioni educative o di cura” (es. bambini, soggetti fragili). Non è infrequente riscontrare misconcezioni erappresentazioni errate non solo in fase di orientamento, ma anche negli studenti che sono già arrivati oltre la metà del proprio percorso di studi, con il rischio di generare abbandono, transizione tra più corsi o insoddisfazione professionale a medio e lungo termine. Risulta dunque importante accompagnare in maniera adeguata gli studenti a scegliere l’ambito professionale più rispondente alle proprie propensioni e attitudini, attraverso l’impiego di specifici strumenti di autovalutazione. A tal fine è stata predisposta una scala di autovalutazione per le professioni socio-psico-pedagogiche. Lo strumento è stato somministrato agli studenti del secondo/terzo anno dei percorsi di studio implicati (Scienze dell’educazione, Scienze e tecniche psicologiche, Servizio sociale e Scienze della formazione primaria), per individuare le misconcezioni che permangono più frequentemente, sulla base delle quali sono stati costruiti percorsi orientativi per le secondarie.