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Antonella Mancini, Paolo Migone, Andrea Castiello d’Antonio, Silvia Marchesini, Pietro Pellegrini, Euro Pozzi

Recensioni

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2021

Pier Francesco Galli, Alberto Merini

Tracce. Storie e persone

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2021

Vengono riprodotti alcuni brani di un seminario tenuto il 30 maggio 1992 alla scuola Il Ruolo Terapeutico di Milano, che lo ha pubblicato nel 1996 col titolo La persona e la tecnica. Appunti sulla pratica clinica e la costruzione della teoria psicoanalitica e che è stato ristampato nel 2002 dall’editore FrancoAngeli con aggiunte e integrazioni. In queste pagine vengono fatte alcune riflessioni sul problema della ricostruzione storica in psicoanalisi, sottolineando come sia indispensabile non basarsi solo sulla storia ufficiale, scritta, ma che sia di fondamentale importanza conoscere anche la storia affettiva e le vicissitudini di vita delle persone che sono state protagoniste nella costruzione teorica. La storia emozionale, trasmessa attraverso canali informali, è un elemento costitutivo della definizione stessa della disciplina psicoanalitica.

Alberto Angelini

Otto Fenichel: idee fra due continenti

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2021

Otto Fenichel in Europa pubblicò lavori in cui marxismo e psicoanalisi s’incontravano. Fondava la psicoanalisi sulla razionalità e sulla scienza utilizzando concetti marxisti e voleva impiegarla per spiegare gli aspetti soggettivi dei fenomeni storici. A livello teorico Fenichel, come Wilhelm Reich, propose idee che erano già state concepite da psicologi e psicoanalisti russi, in particolare da Lev S. Vygotskij e soprattutto Alexandr R. Lurija. Fenichel nella psicoanalisi percepiva l’avvento di idee antirazionaliste e in generale antilluministe, anche oggi presenti. Criticò Melanie Klein, Karen Horney, Erich Fromm e la Psicologia dell’Io. Quando giunse negli USA, come accadde ad altri il suo retroterra ideologico non fu accettato dal mondo psicoanalitico americano. Pur mantenendo i suoi interessi, nel dialogo critico con gli psicologi dell’Io e altri interlocutori divenne noto principalmente per i suoi lavori clinici e tecnici.

Cesare Romano

La scrittura dell’Uomo dei topi (1909): Freud tra Jung e Adler

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2021

. Attraverso una rilettura del caso clinico dell’Uomo dei topi di Freud del 1909, questo scritto si propone di dimostrare due tesi. La prima, che nella stesura del caso clinico Freud fu influenzato non solo da Jung, come ha sostenuto Mannoni (1969), ma anche dal pensiero che Adler aveva espresso in due relazioni alla Società Psicoanalitica di Vienna. In una di queste espose il caso di un paziente ereutofobico la cui infanzia aveva molti punti di contatto con quella del paziente di Freud, e nell’altra affrontò il tema del sadismo nella vita normale e nella nevrosi. Alcuni aspetti di queste relazioni sono rintracciabili nella scrittura di Freud. La seconda tesi sostiene che Freud non era in grado di mantenere la promessa, fatta all’inizio del suo scritto, di sviluppare le teorie del 1896 contenute in Nuove osservazioni sulle neuropsicosi di difesa perché nel frattempo aveva abbandonato la teoria del trauma sessuale che costituiva il perno di quelle teorie, e il trauma sessuale non svolgeva più alcun ruolo eziologico nel suo caso clinico, analogamente al caso clinico esposto da Adler.

Avgi Saketopoulou

Pensare psicoanaliticamente, pensare meglio: riflessioni sul transgender

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2021

Viene sfatato il mito secondo cui il genere (gender) sarebbe un concetto non psicoanalitico imposto agli psicoanalisti da altre discipline (ad esempio dalla sociologia) e/o da attivisti, e sostenuto che vada sdrammatizzato il discorso sul transgender in modo che possiamo lavorare e pensare collettivamente sui gender complessi e sulle loro varie incarnazioni. Ciò implica che si riesca a identificare il motivo per cui la categoria della incarnazione transgender ha prodotto una tale crisi nel nostro campo - cercare cioè le fonti di questa crisi internamente piuttosto che esternamente. Questa crisi è sorta in parte perché il tema del trans ha confrontato gli analisti con i limiti delle teorie consolidate sul corpo, sulla categoria dell’azione e, in alcune scuole psicoanalitiche, sul duraturo primato della fantasia filogenetica. Gli psicoanalisti vengono esortati a impegnarsi in questa crisi in modo produttivo ripensando, cioè pensando meglio, il tema del transgender.

Guido Giovanardi, Vittorio Lingiardi

Il confine del transgender e nuovi significati per la psicoanalisi

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2021

L’articolo di Griffin Hansbury (2017a) "L’uomo vaginale: lavorare con la corporeità di uomini queer al confine del transgender" è un contributo originale, capace di stimolare la psicoanalisi a riflettere e a produrre linguaggio sui confini di genere delle identità maschili. Reinvenzione "incarnata" di concetti già noti all’elaborazione psicoanalitica (in autori come Judith Butler, Jessica Benjamin o Ken Corbett), la proposta di un "Vaginale maschile" può allargare il campo delle simbolizzazioni disponibili nel lavoro clinico con pazienti di genere maschile (cisgender e transgender, omosessuali ed eterosessuali). Tale ampliamento può essere uno strumento utile per lavorare, clinicamente e culturalmente, sia sul versante "fluido" e queer sia su quello "rigido" (di una mascolinità oggi da alcuni definita "tossica") delle identificazioni maschili.

Jack Drescher

Metafore e metapsicologia

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2021

Viene criticata la cornice teorica utilizzata da Griffin Hansbury (2017) nel trattamento del caso clinico da lui descritto. Nonostante la critica mossa al binarismo di genere, Hansbury di fatto amplia la teoria di Freud (1922, pp. 488-490) dell’«Io-corpo» introducendo un nuovo concetto binario, il «Vaginale con la V maiuscola» come «controparte simbolica del Fallico» [con la F maiuscola] (Hansbury, 2017 p. 20, p. 1010 ediz. orig.). Hansbury cerca di trascinare nel XXI secolo una teoria del XIX secolo radicata in presupposti antiquati riguardo alla identità di genere. Greenberg & Mitchell (1983, p. 61 trad. it.) chiamarono questo approccio teorico «strategia di accomodamento», per riferirsi ad autori che non mettono in discussione gli assunti di una determinata teoria ma la ampliano aggiungendo nuovi concetti. Viene discusso un esempio di strategia di accomodamento utilizzata nella riformulazione della teoria dell’omosessualità. A parte queste considerazioni, la capacità di Hansbury di accogliere le fantasie dei suoi pazienti su parti e funzioni sessuali del corpo crea uno spazio che permette di parlare anche di altri argomenti difficili. Facendo questo, mostra una mescolanza di tendenze sia conservatrici sia radicali nella teoria e nella clinica della psicoanalisi.