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Questo articolo offre l’occasione di riflettere su cosa siano le Faculty Learning Communities (FLC) e le Comunità di Pratica (CdP) all’interno dei contesti universitari, con particolare attenzione ai gruppi di docenti che si incontrano con regolarità per riflettere sulle proprie pratiche di insegnamento.Lo scopo di questo saggio è di definire cosa siano questi due tipi di gruppi di confronto e lavoro, illustrarne le origini e le caratteristiche, descrivere qualche esempio di FLC e CdP, tratteggiare le teorie di riferimento e riportare l’esperienza dell’Università di Genova, che realizza alcune Comunità di Pratica dal 2017, alla presenza dei risultati di un questionario somministrato a cinquanta docenti genovesi. Per concludere, e con riferimento a un articolo recente dedicato alle CdP per lo sviluppo delle competenze didattiche dei docenti di area medica e sanitaria, verranno riportate le dodici raccomandazioni utili per avviare e mantenere sempre attive ed efficaci le CdP nei contesti universitari.
La “datificazione” di processi e servizi è un fenomeno emergente, che sta creando una nuova forma di digital divide. Le due missioni principali dell’università sono entrate in pieno nelle dinamiche della datificazione a partire dai processi di digitalizzazione che hanno accompagnato la modernizzazione dell’università e più recentemente la pedagogia della pandemia. Il presente articolo si propone di introdurre un framework concettuale che supporti lo sviluppo di aree di data literacy legate all’agire professionale dei docenti nella didattica universitaria. Lo studio si basa su una revisione della letteratura e fa parte di una fase iniziale di un progetto di ricerca più ampio. Vengono quindi analizzati una serie di framework relativi alla data literacy, incluso il framework europeo DigCompEdu. Quest’ultimo viene quindi adottato come base strutturale alla formulazione del quadro di alfabetizzazione ai dati o data literacy, in virtù della sua centralità all’interno delle politiche europee. Il quadro che ne consegue viene discusso alla luce delle strategie di sviluppo professionale utili a configurare scenari di uso, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche etico ed epistemologico, entro una rinnovata Digital Scholarship o professionalità docente nell’era delle tecnologie intelligenti.
Il lavoro si propone di delineare quali evoluzioni la figura dell’e-tutor stia attraversando nel contesto della didattica telematica alla luce dei cambiamenti che i media digitali e sociali introducono (Rivoltella, 2017; Ferrari, 2019). Resta fondamentale la dimensione comunicativa su cui tale ruolo si basa (Rivoltella, 2006), che evidenzia la necessità di competenze di moderazione online, allestimento di gestione dei gruppi e animazione di online communities.All’e-tutor, in particolare, è richiesta consapevolezza sull’attività di modellamento che svolge nei confronti dei corsisti attraverso le sue attività comunicative e didattiche (interattive ed erogative) all’interno dei corsi di laurea online: agevolando l’interazione tra i docenti e gli studenti, favorendo il corretto svolgimento e monitoraggio delle attività didattiche, supportando il corpo docente nelle attività di verifica della preparazione degli studenti, affiancando docenti e studenti nella prova finale.In questo contributo si presenta lo studio di caso svolto sul ruolo dell’e-tutor in un ateneo telematico italiano utilizzando una metodologia di analisi già validata in letteratura.
La situazione di emergenza rinveniente dalla diffusione del Covid-19 ha determinato una condizione straordinaria per tutte le istituzioni formative. In questo contributo l’attenzione è focalizzata in modo particolare sull’università che ha visto migliaia di docenti improvvisamente alle prese con la necessità di adottare soluzioni di didattica a distanza per i propri studenti pur non avendo specifiche competenze ed esperienze maturate in questo ambito. Questa situazione ha messo in evidenza una serie di bisogni collegati ad una specifica domanda di formazione che interessa tanto gli aspetti formativi quanto quelli di ricerca didattica che sta cercando di fornire una lettura del fenomeno al fine di alimentare una riflessione matura sul rapporto tra media, ambienti (reali o virtuali) di apprendimento e strategie di insegnamento. Tuttavia, da questa situazione di emergenza possono derivare situazioni inedite di riprogettazione qualificata della formazione superiore innanzitutto attraverso un aggiornamento della didattica universitaria e, dunque, di specifiche competenze dei propri docenti in grado di utilizzare strategie, metodi e strumenti (sia in presenza che a distanza) per favorire l’apprendimento attivo, costruttivo e interattivo. Il contributo, partendo dal framework di innovazione nell’alta formazione proposto da Gilly Salmon, presenta un’analisi esplorativa sui MOOC offerti da alcune delle principali piattaforme a livello internazionale come opportunità di formazione metodologica per i docenti durante il periodo più difficile dell’emergenza Covid-19.
Questo contributo presenta una riprogettazione dell’insegnamento universitario che mira a integrare le strategie di apprendimento sostenute dai media digitali. I tradizionali momenti del processo di insegnamento-apprendimento (lezione, studio, esame), sono stati trasformati attraverso il coinvolgimento in itinere degli studenti per assicurare un feedback formativo lungo tutto lo sviluppo dell’insegnamento. A questo scopo sono state introdotte pratiche di social annotation e di peer- and self-assessment condotte utilizzando due ambienti online: Perusall[1] e Peergrade[2]. Vengono presentate le funzionalità e l’uso in contesto universitario dei due strumenti. Il contributo termina con una ricerca condotta sull’applicazione della riprogettazione proposta ad un insegnamento universitario.[1] Perusall (https://perusall.com/), è un sistema gratuito di social annotation sviluppato da un team di docenti dell’università di Harvard specificatamente progettato per innovare i processi di insegnamento – apprendimento in ambito universitario.[2] Peergrade (https://www.peergrade.io/), è un ambiente digitale per il peer- and self- assessment sviluppato da una società con radici presso la Technical University of Denmark e con consulenti dell’Università Strathclyde.
Le università hanno progressivamente dedicato maggiore attenzione alle attività di Terza Missione (TM) (Serbati, 2014; Boffo & Moscati, 2015; Balduzzi & Vaira, 2018). La formazione continua rappresenta uno degli ambiti più interessanti di TM, che implica il coinvolgimento attivo dei docenti universitari nella individuazione delle esigenze formative del territorio e nel rispondere ad esse in modo partecipato ed efficace.Il contributo presenta gli esiti di un’indagine esplorativa svolta nell’ambito del percorso formativo progettato per tre anni consecutivi dall’Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. L’indagine ha coinvolto 2390 docenti tutor dei neoassunti (Fiorucci & Moretti, 2019) con la finalità di consolidare le conoscenze e sviluppare le competenze connesse alle previste attività di tutorato (D.M. 850/2015).I dati sono stati rilevati attraverso strumenti quali-quantitativi.La progettazione del percorso formativo ha consentito di qualificare le pratiche professionali dei tutor dei docenti neoassunti e di rafforzare il rapporto tra Università, Ufficio Scolastico Regionale e Istituzioni scolastiche della regione Lazio.
Più ancora che in altre aree della higher education, all’interno della legal education l’innovazione didattica è oggi finalizzata a supportare lo sviluppo di competenze riflessive, di pensiero critico e di problem solving, requisiti fondamentali per poter affrontare una professione in cui il grado di complessità è in netto aumento. A tale scopo, il Dipartimento di Scienze Giuridiche e il Teaching and Learning Center (TaLC) dell’Università di Verona hanno avviato percorsi di innovazione didattica adottando la prospettiva dell’educational evaluation, e in particolare della valutazione trasformativa, attuata attraverso l’osservazione fra pari e l’analisi delle pratiche discorsive. L’obiettivo dei dispositivi etero-valutativi era la promozione nei docenti di processi riflessivi e metacognitivi finalizzati all’acquisizione di una maggiore consapevolezza rispetto ai punti di forza e di debolezza delle proprie pratiche didattiche, nonché un miglioramento delle pratiche stesse.
Il contributo presenta tre strumenti progettati e messi a disposizione con finalità e funzioni diverse per valorizzare la professionalità docente.1) L’indagine “Didattica e Insegnamento in Università” (Felisatti & Serbati, 2017; Felisatti & Clerici, 2020) si è proposta di sviluppare e sperimentare a livello nazionale un protocollo di rilevazione che, integrando dati “oggettivi”, disponibili negli archivi amministrativi delle Università partecipanti, con dati “soggettivi”, direttamente rilevati presso i docenti attraverso una survey di tipo Cawi, delineasse un quadro delle pratiche didattiche in uso e definisse una classificazione di expertise, bisogni e interesse rispetto alle attività di insegnamento svolte nelle aule universitarie.2) Il Teaching Perspectives Inventory (Pratt et al., 1998; Pratt & Collins, 2000) è un questionario self-reported validato che permette di rilevare le prospettive di insegnamento; lo strumento ha l’obiettivo di promuovere una riflessione personale e/o collettiva sulle proprie prospettive di insegnamento e sul loro equilibrio o sulle eventuali differenze, identificando possibili inconsistenze interne (tra credenze, intenzioni e azioni) ed esterne, tra le prospettive.3) Il Teaching Practices Inventory (Wieman & Gilbert, 2014) è uno strumento self-reported ampiamente testato, costruito per mappare le pratiche che caratterizzano la didattica, indagando le metodologie adottate dai docenti nell’attività di insegnamento, attraverso una lista di quelle rinvenute in letteratura. Il questionario offre utili informazioni per comparare diverse azioni didattiche compiute dai docenti in diversi contesti e per un confronto e un apprendimento reciproco tra colleghi.
Lo sviluppo professionale della docenza universitaria rappresenta una leva strategica per migliorare i risultati di apprendimento degli studenti e contribuire al progresso sociale. Le istituzioni universitarie hanno la responsabilità di sostenere - attraverso azioni di Faculty Development - processi di innovazione didattica e di qualificazione della docenza. Una delle competenze chiave da implementare nei percorsi di formazione universitari è quella relativa alla progettazione dell’insegnamento.È la stesura attenta del Syllabus che permette un lavoro di allineamento e di coerenza interna fra obiettivi formativi, risultati di apprendimento e strategie di valutazione. Si presentano i risultati di un’analisi comparativa fra Syllabi di insegnamento di area pedagogica e disciplinare (N: 94), specificatamente di quattro corsi di laurea dell’Università di Bari: due di area pedagogica (L19, LM85); due di aree disciplinari (LMG/01, L30). L’analisi comparativa dei Syllabi è stata condotta per comprendere il grado di chiarezza, coerenza e di eterogeneità nella strutturazione documentale di Ateneo e individuare elementi di criticitàe aree di possibile miglioramento. L’analisi ha reso evidenti alcune risultanze capaci di orientare future prospettive di sviluppo sia a livello di indagine, che nell’ambito della formazione della docenza universitaria: fra tutte, quella di strutturare, all’interno dei Teaching and Learning Center, team interdisciplinari composti da docenti di prospettive epistemologiche differenti che possano cooperare alla redazione del Syllabus e nelle pratiche di peer learning.
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A Recourse Book for Social Work and Social Work Education in the Field of Migration
This publication is a resource book for Social Workers engaging in the field of migration. It aims to display facts about the living realities on the ground migrants and Social Workers active in the field are facing and it presents methods and approaches, extracting them from these experiences and reflections insights, significant for Social Work educational practice.
cod. 10252.3
L' esperienza del progetto DISKO
Il progetto DISKO – DIgital SKills for Older manager and cOmpanies – ha l’obiettivo di ridurre il “digital divide” dei manager che si trovano ad affrontare percorsi di trasformazione digitale nei propri contesti organizzativi e favorire l’acquisizione di una cultura digitale adeguata a far sì che possano valorizzare il potenziale di innovazione delle PMI nei territori di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Legnano. Attraverso le ricerche sul campo condotte nell’ambito del progetto è stato possibile mettere a fuoco il modo in cui imprese e manager stanno affrontando la trasformazione digitale in atto.
cod. 11820.30
Big Data nelle scienze fisiche, sociali, umanistiche e della vita
Lo sviluppo tecnologico ha permesso la memorizzazione di grandi quantità di dati e ha enormemente accresciuto la capacità di elaborarli. Un riflesso importante di questa “rivoluzione tecnologica” (Big Data) è evidente nelle discipline storiche, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra storia e dato, metodo quantitativo e qualitativo, intelligenza umana e capacità analitica dei computer di fronte a una massa enorme di dati.
cod. 10144.1
Giovani, partecipazione, innovazione, educazione
Il volume presenta diverse prospettive della cittadinanza attiva dei giovani, frutto di riflessioni teoriche, letture comparative del contesto nazionale ed europeo, indagini empiriche e studi di caso analizzati da studiosi ed esperti di politiche pubbliche, con l’obiettivo di mostrare dimensioni programmatiche, analitiche e proprietà che concorrono alla complessità della partecipazione giovanile.
cod. 11391.1
Percorsi di meditazione
A tre cose il mondo contemporaneo non crede: la verità, l’interiorità e la libertà. Di queste, l’interiorità apre a tre vie, tutte necessarie e congiunte: la certezza della propria esistenza; l’incontro con un “tu” interiore; la certezza che si vive su un abisso di cui percepiamo l’esistenza, senza riuscire a misurarne la profondità. Dentro questa fenomenologia del dolore, vive la presa di contatto improvvisa con la coscienza della propria fragilità. La storia ha lasciato nel mondo infinite tracce di fragilità. Uno dei compiti degli esseri umani contemporanei è visitare questi luoghi, per coglierne e meditarne i significati.
cod. 486.13
A computational approach to mono- and bilingual learning and processing of verb inflection
The volume deals with an explanatory model of the morphological lexicon as a dynamic system of word learning and processing in both mono- and bi-lingual contexts. Some relevant aspects of the paradigmatic organisation of the mental lexicon are explored, in an interdisciplinary approach to lexical acquisition that combines theoretically-motivated accounts, psycho-cognitive evidence and methodologies, and machine learning technologies.
cod. 1095.82
Il trattamento della devianza minorile dal Settecento ad oggi
Con un approccio multidisciplinare, che spazia dalla storia alla filosofia e dal diritto alla pedagogia, questo volume affronta alcuni aspetti significativi della devianza minorile e del suo trattamento in vari contesti nazionali dal Settecento a oggi.
cod. 2000.1571
Progetti e prospettive a Milano
Il volume raccoglie gli interventi di due convegni - “Genere e linguaggio: progetti e prospettive a Milano” (febbraio 2021) e “Parità, genere, disabilità: la prospettiva giuridica” (ottobre 2021) - in cui si sono analizzati i concetti di genere e di disabilità dal punto di vista giuridico, linguistico e sociologico.
cod. 10893.3