RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105740 titoli

Otto F. Kernberg

Correlati neurobiologici della teoria delle relazioni oggettuali

SETTING

Fascicolo: 44 / 2020

Quella che segue è una panoramica dell’attuale concettualizzazione neurobiologica dello sviluppo precoce, rilevante per le ipotesi della teoria psicoanalitica contemporanea delle relazioni oggettuali. Mi propongo di rivedere brevemente alcune aree fondamentali dell’indagine neurobiologica che, insieme, forniscono uno sfondo neurobiologico e una base per l’analisi dello sviluppo precoce delle relazioni oggettuali interiorizzate. Le aree pertinenti dello sviluppo neurobiologico includono: l’attivazione dei sistemi affettivi, la differenziazione sé/altri, lo sviluppo di una teoria della mente e dell’empatia, l’evoluzione della struttura del Sé e lo sviluppo dei processi di mentalizzazione. Parto da una breve panoramica del concetto psicoanalitico di organizzazione di personalità, che dovrebbe aiutarci a illustrare l’interazione tra disposizioni genetiche presunte e funzioni psicologiche correlate disponibili su base costituzionale, da un lato, e la presunta influenza delle relazioni oggettuali precoci sullo sviluppo della personalità, dall’altro. Le componenti di base dell'organizzazione di personalità comprendono: il temperamento, il carattere, l’identità, i sistemi valoriali e l’intelligenza (1). Il temperamento è determinato geneticamente, su base costituzionale, e consiste nella reattività dell’organismo agli stimoli ambientali in termini di risposte affettive, cognitive e comportamentali. Da un punto di vista psicoanalitico, gli affetti come sistemi motivazionali primari sollevano delle domande sul grado in cui le pulsioni siano costituite dall'integrazione dei corrispondenti affetti positivi ("libidici") o negativi ("aggressivi") e sul grado in cui gli affetti siano espressioni delle corrispondenti pulsioni sottostanti. In ogni caso, gli affetti danno il via alle interazioni Sé/altro e l’interiorizzazione di queste interazioni, sotto forma di memoria affettiva, determina i modelli comportamentali interiorizzati (secondo la terminologia dell’Attaccamento: IWMS) ovvero delle relazioni oggettuali interiorizzate (nei termini della teoria psicoanalitica delle relazioni oggettuali). Questi modelli o relazioni oggettuali interiorizzati gradualmente andranno a determinare dei pattern di comportamento abituale integrati di reazione, che costituiranno il carattere. L’organizzazione soggettiva dell’esperienza del Sé, in quanto parte delle relazioni oggettuali interiorizzate, si consolida gradualmente in un concetto integrato del Sé, con un'organizzazione in parallelo del concetto degli altri significativi; in altre parole, l’identità normale (4). L’identità normale rappresenta il correlato soggettivo del carattere, mentre il carattere riflette l'espressione comportamentale dell'identità, in quanto integra dinamicamente i pattern comportamentali. La progressiva interiorizzazione delle regole generali e non strumentali del comportamento sociale o del sistema dei valori etici (il "Super-Io", in termini psicoanalitici) costituisce un secondo livello di organizzazione di personalità, derivato dall’interiorizzazione delle relazioni oggettuali. Infine, il vero potenziale per l’inquadramento cognitivo delle esperienze affettive, e di tutte le esperienze percettive in generale, con il potenziale di astrazione dall’esperienza concreta delle regole generali e della comprensione della relazione tra se stessi e l’ambiente fisico e psicosociale costituisce l’intelligenza.Oggi è del tutto chiaro che i principali affetti primari emergono molto presto, e compaiono per la prima volta dopo poche settimane o mesi dalla nascita. Le strutture neurobiologiche e i sistemi dei neurotrasmittitori che determinano gli affetti esistono già al momento della nascita. Questi affetti primari comprendono: gioia, rabbia, sorpresa, paura, disgusto, tristezza (molto trascurato!), eccitamento sensuale delle superfici corporee, che costituisce la base della capacità di eccitazione sessuale

Otto Kernberg, Vittorio Gallese, Massimo Ammaniti, Carla Weber

The Intersubjective Revolution. Implications for Psychoanalysis and Psychotherapy

SETTING

Fascicolo: 44 / 2020

On the occasion of our 30th anniversary, the Association of Psychoanalytic Studies would like to open a scientific debate on what has been considered a deep paradigmatic transformation, "the intersubjective revolution". We will host the leading exponents of two different disciplines, Otto Kernberg and Vittorio Gallese. They will evaluate the reciprocal implications of the role of the psychoanalyst in the psychotherapeutic relationships and give us a better understanding of the neurosci-entific basis of neurotic and psychotic disorders. Modern day research has allowed us to make a significant improvement in psychoanalytic techniques and to update the traditional different psychotherapeutic methods. For 30 years, the Association of Psychoanalytic Studies has been carrying out an original approach in the treatment of psychoses and neuroses according to the Gaetano Benedetti’s framework. The Congress will collect and develop the constructive views which have been discussed within the International Federation of Psychoanalytic Societies (IFPS). The aim is to highlight the issues that might be raised. The Congress will also make use of the in-sights and progress made by applied research of the participating individual Institu-tions and Schools, of psychoanalysts and psychotherapists. Massimo Ammaniti will deliver a Lectio Magistralis to conclude the Congress.

Myron L. Glucksman

Il "Progetto" di Freud: la connessione mente-cervello rivisitata

SETTING

Fascicolo: 44 / 2020

Il testo di Freud Progetto per una psicologia scientifica (1895) riflette il suo ten-tativo di spiegare i fenomeni psichici in termini neurobiologici, motivato dalla scoperta del neurone avvenuta da poco. La sua ipotesi fondamentale era che i neuroni fossero veicoli per la conduzione di "correnti" o "eccitazioni" e che fossero connessi tra loro. Utilizzando questo modello, Freud ha tentato di descrivere una serie di fenomeni mentali, tra cui coscienza, percezione, affetti, Sé, processi cognitivi, sogno, memoria e formazione del sintomo. Tuttavia, non fu in grado di completare l’esplorazione di tali processi mentali in quanto, all’epoca, mancavano le informazioni e la tecnologia necessarie che sarebbero diventate disponibili nel secolo successivo. Infatti, tecniche quali la risonanza magnetica funzionale (fMRI), la tomografia ad emissione di positroni (PET), l’elettroencefalogramma (EEG), nonché scoperte quali le sinapsi, le reti neurali, i fattori genetici, i neurotrasmettitori e i circuiti discreti del cervello avrebbero facilitato una significativa espansione delle conoscenze sui fenomeni mente-cervello. Tutto questo materiale scientifico ha portato allo sviluppo di efficaci trattamenti farmacologici per la schizofrenia, i disturbi dell’umore e l’ansia. Non solo, ora posso-no essere misurate le variazioni della funzionalità del cervello che riflettono il buon esito dei trattamenti farmacologici e psicoterapeutici. Nonostante questi progressi, la comprensione del rapporto tra le funzioni di mente e cervello rimane limitata. Oltre un secolo dopo la pubblicazione del Progetto non è ancora completamente compresa la neurobiologia sottostante i fenomeni della coscienza, dell’inconscio, delle sensazioni, dei pensieri e della memoria. Possiamo aspettarci di arrivare ad un’integrazione più completa della mente e del suo substrato neurobiologico tra un secolo? Lo scopo di questo articolo è quello di aggiornare la nostra conoscenza della neurobiologia associata alle specifiche funzioni mentali che Freud esaminò nel Progetto, nonché di porre domande riguardanti i fenomeni mente-cervello che si spera troveranno risposte in futuro.

Nicola Giocoli, Claus Thomasberger, Anna Maria Sekula, Stefano Solari

Book reviews

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2020

Luciano Messori, Raimondello Orsini

John Bates Clark’s view on the Treaty of Versailles as the origin of both World War II and the idea of a European Union

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2020

The aim of this paper is to highlight the position of John Bates Clark about the Treaty of Versailles and the U.S. approach to Foreign Policy in the aftermath of World War I. To achieve this goal, we analyze some unpublished manuscripts from the Rare Book & Manuscript Library of Columbia University and four pub-lished articles written by Clark between 1918 and 1919 about the consequences of the Treaty and, more generally, the future of Europe. The main ideas emerging from this material are that Clark supported the Trea-ty because he thought that given the threat of a resurgent Germany, only a League of Nations including the U.S. could be able to maintain world peace. On the other hand, he also criticized it because he shared with Keynes the view that the very harsh provisions imposed on Germany would generate another World War in the near future. Finally, Clark saw the union among European countries as a tool for preventing another war.

Ivo Maes, Sabine Péters

Niels Thygesen: An Academic in the Making of European Monetary Union

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 1 / 2020

Niels Thygesen (born 1934) played for nearly five decades an influential role as a policy orientated academic, especially in the process of economic and monetary integration in Europe. He is especially known as a member of the Delors Committee and as the first Chair of the European Fiscal Board. As part of a re-search program on collecting memories, this paper publishes the results of several interviews with him. His early life offers insightful observations on the develop-ment of the economics profession in the postwar years (he was close to Nobel Prize laureates as Franco Modigliani and Milton Friedman). Thygesen’s involvement with the process of European monetary integration really started in 1974 with his membership of the Marjolin Committee (which provided an assessment of the failure of the 1970 Werner Report). Since then he has been involved in a multitude of committees and initiatives, like the OPTICA groups, the All Saints Day Manifes-to, the Committee for Monetary Union in Europe (an initiative of Giscard and Schmidt) and the Euro50 Group.