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Elena Pede, Luca Staricco

L’adattamento locale al cambiamento climatico in aree alpine

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Le Alpi sono tra le zone più vulnerabili ai cambiamenti climatici in Europa; tuttavia il dibattito sulle strategie e le azioni di adattamento continua a concentrarsi prevalentemente sulle aree urbane e costiere maggiormente popolate. L’articolo presenta i risultati di un’indagine sulle pratiche di adattamento locale ai cambiamenti climatici messe in campo in un’area alpina, costituita dai 45 comuni della Zona omogenea del Pinerolese (Torino). L’indagine fa emergere alcune barriere che possono ostacolare l’adattamento al cambiamento climatico nei contesti montani, o comportare una sua declinazione in termini di pratiche poco sistematiche e ambiziose: una percezione del cambiamento in termini quasi esclusivi di intensificazione degli eventi estremi, l’iperframmentazione comunale, la mancanza di un’efficace governance orizzontale e verticale, la carenza di risorse finanziarie e conoscitive.

Lavinia Dondi

Ambiti rurali fragili e progetto di paesaggio: quali strategie di azione

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

L’obiettivo del testo è quello di porre in relazione gli ambiti rurali ‘fragili’ al progetto di paesaggio, inteso come un processo di rilettura e trasformazione capace di prendersi ‘cura’ di determinati luoghi. Per approfondire tale interazione è stato necessario sia individuare gli elementi fisici portanti di cui si compongono gli ambiti rurali - suolo produttivo, sistema di irrigazione e trama dei percorsi - e su cui lavorano le pratiche di progetto, sia strutturare una riflessione sui possibili effetti - lacerazione o alterazione processuale - relativi ai fenomeni di indebolimento che rendono necessario l’intervento. Attraverso una selezione di casi studio individuati nello scenario rurale europeo, la volontà è quella di delineare tre modalità di azione progettuale - di trasformazione, di modificazione o di rigenerazione - che si relazionano a condizioni specifiche di disequilibrio sistemico.

Francesca Calace, Carlo Angelastro, Olga Giovanna Paparusso

La costa metropolitana e la costruzione di una visione comune. Alcuni indizi dal caso Bari

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Nei territori affacciati sul mare, peculiari sia in termini fisico-ambientali, sia per le dinamiche insediative, sia infine per le economie tradizionali ed emergenti, molteplici strumenti e attori intervengono, ciascuno con la propria razionalità, nel trasformarli. Quando poi tale condizione si esprime in una dimensione metropolitana, la maggiore intensità dei fenomeni ambientali e insediativi e la concentrazione di interessi e attori rendono il territorio costiero particolarmente soggetto a pressioni. Campo di riflessione è la costa della città metropolitana di Bari, nella quale questo patchwork necessita di essere indagato, in una prospettiva interscalare e non gerarchica, per verificare se possa essere rintracciato un progetto comune e quali ne possano essere i capisaldi.

Alessandro Alì

Romano di Lombardia all’indomani del 20.02.2020: una postfazione

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

L’esplosione della emergenza sanitaria dovuta all’epidemia da Covid-19 ha reso necessaria questa postfazione, proprio quando il racconto su Romano di Lombardia si accingeva a concludersi. Essa non aspira a fare bilanci né a tracciare i contorni di probabili (o improbabili) scenari evolutivi delle città all’indomani della pandemia. Vuole essere invece una riflessione (nella forma di appunti di lavoro ancora dall’interno di una condizione di emergenza sanitaria) sulla tenuta delle idee che hanno alimentato i piani e i progetti prodotti in una condizione di ‘normalità’ per il territorio di Romano di Lombardia e, eventualmente, sulla loro ri-messa a fuoco alla luce del fenomeno pandemico.

Silvia Arcari, Giuliana Gemini, Valerio Paruscio

I servizi ecosistemici a supporto del processo di Vas

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Il contributo descrive un approccio metodologico basato sull’integrazione dei servizi ecosistemici a supporto del processo di pianificazione territoriale del Piano di governo del territorio (pgt) del Comune di Romano di Lombardia. Tale approccio si fonda sulla considerazione del ruolo di questi servizi in ogni fase del percorso di piano/valutazione ambientale strategica (vas), dallo scoping alla stima degli effetti, alla definizione di criteri attuativi. I servizi ecosistemici sono stati caratterizzati elaborando dati spaziali provenienti da banche dati pubbliche o costruendo mappe originali con la collaborazione dei cittadini. L’analisi dello stato dei servizi ecosistemici e la stima della variazione del grado di erogazione degli stessi a seguito dell’attuazione delle previsioni di piano hanno costituito il contributo della vas alla sostenibilità delle scelte di piano.

La partecipazione a un bando competitivo per progetti di miglioramento del capitale naturale ha offerto l’occasione per avviarne uno nella bassa pianura bergamasca che travalicasse i confini dei singoli comuni, sperimentando nuove modalità di governo. Denominato Arco Blu, fondato su un approccio pragmatico, consiste nella ricomposizione di un insieme di progetti locali di riqualificazione ambientale, da adattare e integrare sulla trama di un disegno territoriale e paesaggistico d’insieme che attraversa e connette le valli fluviali. La parcellizzazione iniziale degli interventi diviene quindi il punto di avvio del progetto, che per integrarli li modifica ed estende, coinvolgendo e responsabilizzando le singole amministrazioni. Si tratta di un progetto collaborativo che punta sia a conseguire risultati immediati, sia a creare le condizioni per una visione coerente di lungo periodo.

Giorgio Limonta, Luca Tamini

Urbanistica e commercio: indagini e contributi strategici per Romano di Lombardia

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Nell’ambito del processo di redazione del Documento di piano del Piano di governo del territorio del Comune di Romano di Lombardia, il Laboratorio Urb&Com del Politecnico di Milano ha curato la redazione della componente commerciale, definendo il quadro conoscitivo di contesto e proponendo linee strategiche per lo sviluppo della rete locale. Questo contributo ricostruisce i principali elementi analitico-progettuali emersi durante l’esperienza di ricerca, descrivendo le specificità e le peculiarità del contesto commerciale sovralocale e regionale di riferimento con le quali è stato necessario confrontarsi per la definizione delle scelte strategiche del nuovo strumento urbanistico.

Chiara Brignoli

Costruire spazio pubblico con la cultura

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

L’attivazione di pratiche di partecipazione a Romano di Lombardia è descritta nella sua capacità di ripensare le forme e i modi degli spazi e delle attività culturali all’interno della città. Gli eventi e le iniziative, nati da percorsi di cittadinanza attiva che hanno saputo coinvolgere e valorizzare in prima persona i giovani, hanno funzionato da innesco per la costruzione di spazio pubblico attraverso la riqualificazione di luoghi prima abbandonati o la riqualificazione di spazi esistenti.

Chiara Nifosì

Una piazza come anticipazione di una nuova visione

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Attuando uno dei principali obiettivi del nuovo Piano di governo del territorio di Romano di Lombardia, la rigenerazione della piazza Don Sandro Manzoni ha risposto alla necessità di riconquistare uno dei luoghi più sensibili per la collettività, limitando le risorse investite. Il nuovo spazio pubblico si configura come un suolo comune, dinamico, flessibile e multifunzionale: un grande prato in grado di accogliere attività diversificate e il gioco libero, un’estesa superficie disegnata per gli eventi, lo sport, i mercatini e le feste di quartiere. Questo piccolo intervento non solo risponde a principi di rammendo dell’esistente, ma soprattutto esemplifica un efficiente processo di integrazione sia degli strumenti di pianificazione e di progetto, sia della moltitudine di soggetti e risorse a vario titolo coinvolti.

Luca Bettinelli

La fatica di amministrare a Romano di Lombardia

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Il punto di vista di chi è chiamato al governo della città in un momento così importante come quello della costruzione del piano urbanistico, restituisce un agire ricco di entusiasmo, responsabilità, ma consapevole della complessità dei temi che chiedono di essere trattati con una cassetta degli attrezzi piuttosto sguarnita. La necessità di compiere scelte per Romano di Lombardia, consentendo a questo centro urbano di mantenere e consolidare il ruolo riconosciutogli pur in un periodo di profondi cambiamenti, comporta atti difficili e faticosi. Questi sforzi richiedono di essere sostenuti, attraverso riforme in grado di accompagnare i singoli comuni nel superamento della frammentazione di visioni e indirizzi locali tra di loro contrastanti.

Alessandro Alì

Romano di Lombardia: i valori molteplici di un piccolo capoluogo

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Collocata in prossimità di vecchi e nuovi tracciati infrastrutturali della metropoli pedemontana nella Bassa Bergamasca, Romano di Lombardia trae la sua originalità dall’incrocio di diversi valori. È una città ricca di storia e arte, con una sedimentata tradizione civica; ha una popolazione dinamica e articolata che produce servizi e lavoro; è un contesto urbano compatto che ha conservato una forma ordinata, anche dopo differenti cicli edilizi di carattere espansivo; è una città d’acqua segnata dal fiume Serio e da un fitto reticolo idrico superficiale. Le fragilità economiche e sociali della sua popolazione e quelle territoriali conseguenti alla profonda crisi dell’edilizia non impediscono a Romano di Lombardia di giocare il ruolo di capoluogo supplente per un vasto territorio tra le province di Bergamo, Brescia e Cremona.

Alessandro Alì

Piccoli centri. Campi di riforma del progetto urbanistico

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Dieci anni separano il nuovo Piano urbanistico di Romano di Lombardia approvato definitivamente nell’aprile 2019 da quello precedente costruito alle soglie della crisi del primo decennio del millennio. Un periodo tradizionalmente breve per l’urbanistica, ma sufficiente per tracciare un profondo mutamento nelle domande e nei fabbisogni che attraversano i territori dei piccoli centri. La crisi di previsioni di crescita urbana e di scelte di sviluppo di impresa apparentemente illimitate, il rapporto tra pubblica amministrazione e soggetto privato nella costruzione del welfare urbano, le difficoltà a compiersi delle grandi trasformazioni pianificate in contrapposizione alla fluidità di quelle piccole e diffuse, sono alcuni aspetti del fare urbanistica messi in questione dal nuovo piano di Romano di Lombardia.

Alessandro Alì, Arturo Lanzani

Nello spazio periurbano della metropoli estesa: piano e progetti per Romano di Lombardia

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Il caso di Romano di Lombardia, a cavallo tra le province di Bergamo, Brescia e Cremona, racconta del tentativo di un piccolo centro di costruire un percorso di rilancio e valorizzazione in controtendenza alla visione di sviluppo oggi prevalente all’interno dei territori periurbani della megalopoli padana. L’integrazione di piano e progetti, l’attenzione rivolta alla salvaguardia della risorsa ‘suolo inedificato’, la centralità della ricomposizione e della manutenzione straordinaria delle infrastrutture cittadine a supporto della qualità della vita quotidiana costituiscono i caratteri salienti di una vicenda urbanistica particolarmente densa, in corso dal 2016. Il tentativo di costruire una prospettiva di equilibrio e non più di crescita dell’urbanizzato si scontra tuttavia con evidenti difficoltà, il cui superamento richiede un radicale cambiamento di rotta del fare urbanistica.

Catherine Dezio

Verso un’infrastruttura materiale e immateriale per la Bioregione

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

L’idea bioregionale sottende un progetto di ricomposizione dei paesaggi di bordo che, ripristinando flussi, funzioni ecologiche, relazioni e identità, realizza un tessuto connettivo e attivatore. Tale tessuto agisce tramite interventi locali, caratterizzati da strumenti e linguaggi multidisciplinari e transcalari. Secondo quest’ottica, gli spazi rappresentano entità che si attivano attraverso una dimensione relazionale, di natura sociale, politica, economica, culturale, dai risvolti spaziali. Pratiche di modificazione, forme di regolamentazione, politiche di governo, gesti e usi, immaginari urbani e rurali concorrono, in forma plurale, alla generazione di spazi che sono il prodotto di questa molteplicità. È, quindi, attraverso questo quadro bioregionale che possiamo rileggere spazi, azioni progettuali e relazioni come elementi di una rete.

Gianni Scudo, Matteo Clementi

La progettazione ambientale delle filiere alimentari orientata allo sviluppo bioregionale

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Il testo presenta strumenti di analisi e progetto di filiere alimentari elaborati nella ricerca ‘Bioregione’. Lo studio mira ad approfondire i processi che connettono domanda e offerta in un ambito territoriale definito e a formulare scenari migliorativi. Le filiere interessano i principali alimenti che compongono la domanda aggregata associata alla ristorazione collettiva nelle diverse fasi, dalla produzione in campo al conferimento al centro cottura, al consumo e alla gestione degli scarti. Gli indicatori utilizzati sono la domanda energetica complessiva (energia primaria non rinnovabile), la contabilità di terreno agricolo produttivo per quantità di prodotto o pasto equivalente e il costo di produzione. Essi costituiscono strumenti sperimentali di riferimento per una pianificazione territoriale locale che metta al centro un nuovo modello metabolico campagnacittà ambientalmente sostenibile.

Stefano Bocchi, Roberto Spigarolo

Bioregione, un percorso di ricerca agroecologica nei sistemi alimentari, fra produzione e consumo

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Il sistema agro-alimentare italiano sta cercando percorsi innovativi, atti a garantire più equi assetti economici, una generale riappropriazione dei valori di cura e cultura del territorio, una maggiore attenzione alle tematiche sociali. Tale ampia e profonda innovazione di sistema, in contrasto con la cultura dei mercati alimentari delle commodity, risponde alla necessità di assumere consapevolmente le indicazioni di Agenda 2030. Con nuove politiche territoriali, sviluppate a scala locale, possono essere recuperati e rinforzati i legami esistenti fra gli ambiti della produzione agricola e quelli della ristorazione collettiva istituzionale. I nuovi sistemi agroalimentari locali e sostenibili possono essere studiati, sviluppati, gestiti all’interno di bioregioni, vale a dire aree individuate e analizzate utilizzando criteri ecosistemici, superando gli attuali più rigidi confini amministrativi.

Catherine Dezio, Antonio Longo

Bioregione come spazio di ricerca e progetto

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Il servizio propone una riflessione sulla natura esplorativa e progettuale del termine ‘bioregione’. Il campo d’indagine è la metropoli milanese, centro di un sistema di luoghi e paesaggi, relazioni tra produzioni e consumi, gestione di scarti ed energia. La prospettiva bioregionale, spesso legata a nuove ideologie e scuole, affinché non risulti una semplice modalità di identificazione accademica, richiede approcci pragmatici basati su azioni concrete; qui si parla di azioni rivolte al miglioramento della qualità agronomica e ambientale e della relazione tra produzioni, consumi e scarti. La lettura territoriale e paesaggistica del sistema bioregionale si offre come una prospettiva di lavoro e di ricerca imperfetta, ma utile alla comprensione di relazioni complesse, che permette di affrontare sfide ambientali e paesaggistiche riguardanti i territori contemporanei, nella valorizzazione delle risorse locali.

Mara Balestrieri, Enrico Cicalò

Se la rappresentazione si autoavvera. Relazioni di co-evoluzione tra il territorio e la sua immagine

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

In questo articolo vengono discusse le reciproche relazioni tra rappresentazioni e processi territoriali e in particolare si evidenzia come le rappresentazioni, oltre a fotografare situazioni e trasformazioni in atto, siano in grado di influenzare l’evoluzione degli stessi processi rappresentati. Le rappresentazioni vengono aggiornate con l’evolversi delle forme dei territori così come le forme dei territori possono subire gli effetti dalle loro stesse rappresentazioni. Tra rappresentazione e soggetto territoriale rappresentato si delinea dunque un rapporto di co-evoluzione circolare, secondo il quale non solo il territorio agisce sulla sua rappresentazione ma anche la rappresentazione agisce a sua volta sul territorio rappresentato, rendendo ambivalente il ruolo della rappresentazione sia come conseguenza che come causa delle trasformazioni stesse.

The reflective thinking does not originate simply from the repression of drive and motor pulls in order to achieve reality, so that, following Freud’s conceptualizations; it would come to be an acting without action. The thinking development process is much more complex. The psychoanalytic psychotherapy of the most serious schizophrenic diseases, characterized by fragmentation and undifferentiation features, without any forms of noetic and self-noetic thought (see Tulving, 2002), as well as Solms’ and Panksepp’s Tertiary Process, give us important contributions to understand the beginning of thought not only at the therapeutic but also at the ontogenetic general level. The therapeutic process does not emphasize Gaetano Benedetti’s symbolic symmetry, but the embodied one. That expresses itself by the metaphorizing iconicity of the therapist’s wish, arises or builds the patient’s imagine-cinetic-spatial schematas (Lakoff and Johnson, Mandler, 2004), that show a "metaphorical" correspondence with conceptual and later linguistic structures. Thinking itself is relational as constituted by post-oedipal linguistic representations organized in a triadic form in Matte Blanco’s meaning. They are also, always and necessarily, invested by Id affects, shaped by early positive relationships. The paper contributes to the understanding of the reflective thinking development, generally speaking (not only in these patients), by an approach very different from the Freudian one.