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The aim of this paper is to demonstrate the value and the limit of the sociology of critique as a form of post-Bourdieusian critical sociology, especially where moral values play a crucial role in explaining actions - as they do in the solidarity econ-omy, the field analyzed here. Contrary to interpretations of justifications as moral toolkits unconsciously mobilized by actors about practices whose real reasons lie elsewhere, I suggest that the sociology of critique’s notion of "grammar" is useful for articulating the normative moral elements that motivate specific actions and justifications. We will see how taking the actors themselves seriously - the sociolo-gy of critique’s motto - can yield important insights for sociology. But then we face a problem within the field that the sociology of critique can’t resolve alone: there sometimes appears to be a contradiction between actors’ actions and their justifications. Phenomenology can help us to understand these justifications at a deeper level as expressions of fundamental ways of relating to the world. In this sense phenomenology is useful to a moral sociology of critique because it helps us find a solution to the "contradiction" that the sociology of critique left unsolved.

Bianca Beccalli

Aris Accornero: un intellettuale operaio nella sociologia del lavoro

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 158 / 2020

A due anni dalla morte di Aris Accornero il saggio si propone di mettere in risalto gli aspetti principali della sua figura di sociologo e intellettuale attraverso il confronto con Alain Touraine e Ruth Milkman. Le somiglianze più evidenti sono tre. (1) Una forte partecipazione politica alle lotte di emancipazione e di progresso economico e civile dei lavoratori e dei ceti più deboli, lotte in cui il lavoro è l’aspetto centrale. (2) Una presenza di rilievo anche al di fuori del campo professionale e accademico: Accornero, Touraine e Milkman sono intellettuali pubblici, che intervengono nel contesto politico del loro paese e a livello internazionale. (3) E tutti e tre riflettono sulla vicenda storica a loro coeva, lo sviluppo del fordismo dopo la Seconda guerra mondiale e la sua crisi dopo gli anni ’70 del secolo scorso. Partendo dalla somiglianza di questi atteggiamenti profondi nelle loro opere e nella loro attività il saggio intende cogliere le differenze e la specificità dei loro contributi, e in particolare di quello di Accornero, agli studi sul lavoro, sulla classe operaia, sul sindacato.

A cura della Redazione

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Fascicolo: 2 / 2020

Sara Ricciardi

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