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Cristina Simone, Domenico Di Prisco

Una blockchain europea per la gestione dei fondi strutturali europei: dallo scenario attuale ad una proposta implementativa

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2020

Il presente lavoro si colloca in un filone di studi destinato ad acquisire sempre più importanza non solo nel dibattito accademico, ma anche in seno alle istituzioni politiche e più in generale nella società civile: il rapporto tra tecnologia e performance del settore pubblico.In particolare, il lavoro discute la proposta della creazione di una blockchain europea per la gestione dei Fondi Strutturali e presenta quindi un set di best practice a supporto della sua ideazione ed implementazione. Due sono i temi alla base del lavoro: 1. i preoccupanti rischi (quali quello di considerevoli  frodi) e le ben note e documentate inefficienze (quali ad esempio le scarse capacità d’impegno e  spesa dei fondi di alcune regioni europee) riscontrati sino ad oggi negli attuali sistemi di finanziamento pubblico, sia nazionale sia europeo, nel gestire e monitorare adeguatamente realtà molto complesse; e 2. le significative potenzialità offerte dalle emergenti tecnologie basate su algoritmi decisionali (di cui le blockchain sono espressione) nel poter risolvere efficacemente e sostenibilmente le suddette fragilità ed inefficienze.Dopo aver individuato e descritto le principali criticità degli attuali sistemi nazionale ed europeo di finanziamento pubblico, il lavoro definisce le principali caratteristiche di una blockchain atta a superare le attuali fallacie e ne discute i potenziali vantaggi applicativi soprattutto in termini di efficienza e trasparenza dei processi decisionali.  Sulla base di un’accurata analisi della letteratura esistente e di eloquenti case study relativi all’applicazione della blockchain nel settore pubblico, il lavoro propone quindi un utile set di best practice per l’implementazione di una blockchain europea, non trascurando tuttavia di segnalarne le potenziali criticità non solo e tanto legate alla fattibilità tecnologica quanto sul piano concettuale e dei giudizi di valore.

Domenico Sardanelli, Agostino Vollero, Alfonso Siano, Francesca Conte

Come i CEOs rispondono alla crisi: un’analisi comparativa delle strategie retoriche durante la pandemia da Coronavirus

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2020

L’esplosione di una crisi aziendale esogena impone il consolidamento della fiducia di stakeholder sempre più scettici, delusi o insoddisfatti. Il lavoro analizza come le strategie retoriche dei CEO nei settori più colpiti dalla pandemia da Covid19 sono improvvisamente cambiate ad inizio del 2020. La diffusione mondiale del virus ha costretto le imprese di questi settori (trasporto aereo e ferroviario, servizi di ristorazione e di ricezione turistica) a incorrere in costi inaspettati e un rapido deterioramento dei profitti, così da aumentare le preoccupazioni degli stakeholder. Utilizzando le lettere dei CEO agli shareholders, contenute nei proxy statements del 2019 e del 2020, è stata realizzata una content analysis delle strategie retoriche adottate da queste imprese per fronteggiare la crisi globale derivata dalla pandemia. L’analisi mostra che le lettere agli azionisti che fanno riferimento diretto al virus tendono ad avere un indice di sentiment più basso e un indice di supportiveness più alto rispetto alle lettere nelle quali non viene menzionato il tema del virus. Lo studio offre spunti per i CEO su come comunicare un cambiamento inaspettato delle prospettive di crescita.

Maria Vincenza Ciasullo, Raffaella Montera, Alex Douglas

Sostenibilità ambientale e indipendenza del Consiglio di Amministrazione: Quali effetti sull’innovazione ambidestra?

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2020

Lo studio si ripropone di esaminare la relazione tra i concetti di sostenibilità ambientale (SA) e innovazione ambidestra (IA), analizzando contestualmente il ruolo che l’indipendenza del Consiglio di Amministrazione (ICdA) svolge nel moderare la relazione stessa. A tal fine, un modello di ricerca viene sviluppato alla luce della teoria dell’impresa basata sulle risorse naturali e della teoria dell’agenzia. Un’inchiesta campionaria viene condotta su 111 imprese italiane quotate alla Borsa di Milano. Una regressione gerarchica moderata ha rivelato che la SA influenza positivamente l’innovazione sfruttativa ed esplorativa. Inoltre, l’ICdA rafforza l’effetto esercitato dalla SA sulla IA. Tali risultati contribuiscono alla letteratura sull’IA sia perché identificano la SA quale chiave strategica per risolvere le tensioni tra sfruttamento ed esplorazione nelle innovazioni delle imprese sia perché suggeriscono che la crescente presenza di direttori indipendenti nel CdA favorisce il perseguimento congiunto delle due opposte attività.

Giuseppe Sancetta, Francesco Mirone

Gli strumenti finanziari partecipativi quale meccanismo di Creditor Engagement

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2020

Obiettivo del lavoro è quello di esaminare il complesso rapporto che si instaura tra creditori e debitori, nella fase delicata del concordato preventivo. Recenti esperienze documentano che l’utilizzo degli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP), all’interno dei concordati preventivi, sembrerebbe esercitare effetti negoziali positivi. Gli SFP, in alcuni casi, appaiono in grado di facilitare i rapporti di engagement tra creditore e debitore, spingendo i creditori a sostenere l’omologa del concordato.L’uso degli SFP faciliterebbe, quindi, la difficile negoziazione dei rapporti tra creditori e debitori, favorendo il raggiungimento di un equilibrio tra tutti i player interessati, col duplice scopo di tutelare i creditori, ma, soprattutto, di assicurare continuità e stabilità all’impresa.In quest’ottica, si cercherà di rileggere gli SFP quale meccanismo di creditor engagement, con evidenti riflessi: da un lato, gli SFP potrebbero consentire una più facile negoziazione dei rapporti tra le parti, semplificando ed agevolando l’omologazione del concordato; dall’altro, il creditor engagement migliora la partecipazione dei creditori alla vita ed al governo societario dell’impresa e può assicurare agli stessi l’ottenimento di ulteriori benefici anche nel periodo successivo all’esecuzione del concordato.Il lavoro è suffragato da un’analisi di alcuni casi riguardanti aziende italiane che hanno utilizzato gli strumenti finanziari partecipativi nell’ambito di procedure concorsuali.

Salvatore Esposito De Falco

Editoriale

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 1 / 2020

A cura della Redazione

Recensioni

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2020