RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105741 titoli

Lorenzo M. Donini, Giuseppe Colosini, Livio A. Botrugno, Alessandra Romani, Anna Favalli, Andrea Lenzi, Aldo Rosano, Eleonora Poggiogalle

La comorbidità per patologie psichiatriche come determinante della prognosi in pazienti positivi all’infezione da Sars-CoV-2 Esperienza di un ospedale all’epicentro dell’epidemia in Italia

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2020

L’emergenza sanitaria della epidemia da Covid-19 ha sollecitato la condivisione di dati scientifici dapprima dai focolai maggiormente colpiti fino a coinvolgere le comunità scientifiche di diversi continenti a causa della diffusione pandemica della infezione. Numerosi articoli apparsi nella Medline sono basati su informazioni provenienti dalle schede di dimissione ospedaliera o da ampi database in cui i dati clinici sono stati reperiti indirettamente. L’obiettivo del presente studio è identificare i determinanti dell’esito clinico dell’ospedalizzazione presso l’Unità di Medicina per Covid-19 dell’Ospedale di Manerbio (BS), all’epicentro dell’epidemia in Italia, tramite la valutazione di dati direttamente ottenuti dalle cartelle cliniche di 92 pazienti positivi all’infezione da Sars-CoV-2 esaminate retrospettivamente. 21/92 pazienti (22.8%) sono deceduti durante il periodo di osservazione. Rispetto ai pazienti dimessi a domicilio o presso strutture residenziali o riabilitative, i pazienti deceduti presentavano più frequentemente una anamnesi positiva per broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) (4.8 vs. 2.8%) e per patologie psichiatriche (19.5 vs. 7.1%). La durata dei sintomi (quali iperpiressia o dispnea) prima del ricovero ospedaliero era stata superiore nei pazienti con prognosi infausta (6.3±5.9 vs. 3.5±3 giorni, p = 0.021). I modelli di regressione logistica (aggiustati per genere ed età) hanno mostrato un rischio di mortalità significativamente aumentato in presenza di patologie psichiatriche (OR = 5.9; CI 95%: 1.1-30.7). Ulteriori approfondimenti sono necessari per valutare potenziali interazioni tra alcuni psicofarmaci ed i meccanismi patogenetici nella infezione da Sars-CoV-2.

. Le autrici, entrambe psicologhe psicoterapeute impegnate nel Servizio Sanitario Nazionale che prestano la loro opera a favore di bambini e adolescenti, hanno raccolto una serie di impressioni e vissuti dai loro pazienti e da se stesse, durante questo periodo durissimo di lockdown e il successivo allentamento delle misure di contenimento del contagio da Covid-19. In questo lavoro, affrontano il tema dell’onnipotenza e dell’angoscia di morte dal punto di vista dell’adolescente.

Laura Faranda

Come a teatro. Etnografie della vita quotidiana al tempo di un’epidemia

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2020

L’articolo muove da un’esperienza didattica condotta in un corso a distanza di Antropologia culturale, che ha coinciso con i mesi di confinamento da Covid-19. Gli studenti sono stati incoraggiati a stendere un diario etnografico per registrare la vita quotidiana, i sentimenti e gli spaesamenti generati da un tempo sospeso, in uno spazio domestico nel quale si addensano corpi fragili e universi affettivi, si alternano conflitti e condivisioni, crisi e riparazioni. La scrittura etnografica metterà in luce l’impossibilità di metabolizzare un’esperienza non ancora elaborata, non ancora transitiva e trasformativa; ma anche la possibilità che la narrazione degli eventi possa piegarsi alla categoria antropologica del “dramma sociale” messa a punto dalle riflessioni di Victor Turner. I diari verranno così riletti nel segno delle quattro fasi necessarie alla risoluzione di un dramma sociale in atto: rottura, crisi, riparazione e reintegrazione.

Nel saggio che segue condivido, a partire dalla mia esperienza personale, qualcosa che riguarda la comunità di persone che sono state affette dal Covid. Nella prima parte mostro la differenza tra la mia regione, governata per molti anni da persone che, per ridurre i costi e privatizzare il sistema sanitario, hanno cancellato tutti gli aspetti dell’approccio territoriale alla medicina, fino ad essere totalmente impreparati ad affrontare la diffusione del virus e un paese, la Germania, che non è perfetta, ma era pronta ad affrontare il virus in ragione delle ulteriori risorse offerte per affrontare l’evento imprevisto. Nella seconda parte condividerò la mia storia di paziente affetto dal virus: la sensazione di far parte di un soggetto collettivo, me stesso e la comunità a cui appartengo.

Cecilia Laglia, Rosa Vitale

Il rito negato. Il dolore della perdita ai tempi del Covid-19

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2020

Il lutto è un’esperienza universale che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente. Tuttavia, è stato ampiamente dimostrato che l’essere esposti ad una perdita può aumentare il rischio di depressione e che quest’associazione è tanto più marcata quanto più la perdita avviene in circostanze traumatiche, in cui è facile riscontrare dei blocchi nel processo di elaborazione, interferendo con la capacità di accettare il lutto e complicandolo. Il presente lavoro propone una riflessione sul ruolo della celebrazione dei riti funebri nel processo di elaborazione della perdita, con particolare attenzione all’attuale momento storico segnato dalla pandemia Covid-19, in cui le misure di distanziamento sociale hanno impedito lo svolgimento canonico delle cerimonie funebri. Lo scopo di questo articolo è, dunque, di analizzare le possibili conseguenze di tale impedimento sulle dinamiche psicologiche connesse all’elaborazione del lutto.

Beatrice di Giuseppe, Salvatore Martini

Il lockdown e "l’Upside Down" Potenzialità e rischi della psicoterapia on-line al tempo del coronavirus

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2020

In questo articolo gli autori propongono una riflessione sul repentino passaggio al setting on-line durante il periodo di quarantena dovuto al virus Covid-19. Attraverso spunti teorico-clinici e sulla scia di correnti di pensiero kleiniane e junghiane, gli autori evidenziano alcuni parallelismi tra le reazioni della collettività, collegate alla pandemia, e specifici funzionamenti, di tipo regressivo, che ricalcano i passaggi fondamentali dello sviluppo. Viene proposta una lettura dei differenti destini di alcune terapie on-line a partire da immagini, sogni e trame narrative proposte dai pazienti. In questi contenuti è possibile rintracciare la sottile connessione tra dimensione intrapsichica, interpersonale e collettiva, dove sentimenti di carenza e odio, possono essere onnipotentemente risolti da una iperproduttività, anche tecnologica, che scotomizza il sentimento di impotenza legato al limite e ne impedisce l’elaborazione.

Grandi rivoluzioni nei mezzi di comunicazione di massa si sono succedute in quest’ultimo secolo con velocità impressionante. L’indeboli-mento progressivo dell’agorà, l’espansione vertiginosa dei mass media, e infine la rivoluzione telematica hanno determinato due conseguenze rilevanti nella società. Da un lato hanno creato le premesse per una trasformazione del sapere, che è diventato un prodotto in vendita dell’industria dell’informatica. Dall’altro, la rivoluzione telematica ha fabbricato l’illusione di una collettività iperconnessa nella rete, mentre in realtà sembra sempre più un agglomerato di consumatori solitari, non più in grado di costituirsi come soggetto politico e di incidere sulla realtà. La visione ecologica di Gregory Bateson, che cerca di superare la contrapposizione schismogenetica tra uomo e natura ritrovando la circolarità tra individuo, società e ecosistema, non è diventata parte di una nuova narrazione nella cultura e nel sapere di oggi, ma va tuttora difesa e promossa.

Francesco Fabbri

Per te morirei, e tu?

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2020

. La tempesta del Coronavirus si abbatte sull’umanità, la obbliga a rimanere chiusa in casa e a guardarsi dentro. A dare un nuovo peso alle cose, un nuovo valore alle persone vicine, con i pochi mezzi dell’umana condizione. E così c’è chi riscopre un amore sopito, chi decide di interrompere un rapporto guasto, chi scommette sul futuro. Ma non sempre le cose vanno come si spera. Per una coppia che si ritrova, un’altra si frantuma con un colpo di fucile. Tanti neonati il prossimo autunno affolleranno le nursery. Tante persone si ritroveranno a ripartire insieme. Per qualcun altro, invece, il viaggio è finito.