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Alessia Zangrilli

Salute mentale e pandemia Intervista a Giuseppe Ducci, direttore DSM ASL RM1

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2020

Questa intervista, svoltasi via Skype il 17 aprile u.s., è stata voluta dalla redazione per accendere una luce sulla realtà dei Servizi Psichiatrici durante la pandemia da Covid-19. Il direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Roma 1 ha gentilmente accettato di raccontarci, in tempo reale, ciò che questi lunghi giorni di pandemia hanno comportato quanto a convivenze, disponibilità ed utilizzo dei DPI, ricoveri e visite domiciliari, senza trascurare una riflessione finale sul trauma collettivo, sulla resilienza degli operatori e sull’attribuzione di senso da parte della collettività. L’autrice sottolinea che il linguaggio colloquiale dell’intervista rispecchia la trascrizione integrale di quanto discusso a voce e non, quindi, contenuti trattati per iscritto.

Fabrizio Alfani

Editoriale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2020

A cura della Redazione

Convegni

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2020

A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2020

Roberta Galizia

Sex robot: "bene" di consumo o "beneficio" terapeutico?

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2020

La società odierna, caratterizzata dall’incessante progresso tecnologico, pone i professionisti della salute e l’intera comunità di fronte ad interrogativi etici riguar-do l’interazione uomo-robot e l’uso dei sex robot in ambito terapeutico. La com-parsa dei sex robot ha diviso la comunità scientifica, e non, in due orientamenti: il primo, che adotta un approccio promozionale, mira a sostenere i benefici dei sex robot quali prodotti sessuali in grado di migliorare la qualità della vita e il tratta-mento di disturbi sessuali e, il secondo, al contrario, che adotta un approccio pre-ventivo, condanna e lamenta i rischi del loro uso. Secondo Döring e Poeschl (2018), l’avanzamento tecnologico di prodotti sessuali fornisce opportunità per la creazione di progetti di promozione della salute e, pertanto, sarebbe necessario un approccio integrato ed uno sforzo congiunto da parte di psicologi, neuro-scienziati, ingegneri ed altri esperti in materia di salute sessuale, nel perfezionare robot che abbiano un’influenza positiva sulla salute sessuale pubblica. Obiettivo del presente lavoro è quello di mettere in luce la relazione tra tecnologia e sessualità, eviden-ziando i rischi e i benefici derivanti dall’utilizzo dei sex robot e sottolineando le at-titudini dei professionisti della salute nei confronti dell’uso dei sex robot in ambito terapeutico.

Matteo Giorgio, Stefano Eleuteri, Laura Illiano, GianlucaNesi, Laura Tafaro, Massimiliano Rocchietti March

L’evoluzione della sessualità nel paziente geriatrico: correlazione tra attività sessuale e qualità della vita nel maschio anziano

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2020

L’invecchiamento della popolazione è attualmente uno dei fenomeni più signi-ficativi del ventunesimo secolo, con conseguenze importanti e di ampia portata per tutti i settori della società. La longevità umana è aumentata in modo significativo grazie a diversi fattori, tra cui sicuramente spiccano: l’adozione di stili di vita moderni e l’inarrestabile progresso scientifico. Tutto questo porta a comprendere che gli individui in età più avanzata, hanno iniziato a confrontarsi con una serie di stimoli e di necessità legate alla sessualità, che nel passato non venivano esperite. Ciò accadeva soprattutto per una serie di cliché e di pregiudizi di carattere mera-mente sociale che non rendevano l’attività sessuale nella sua interezza, e nello specifico quella in riferimento alla terza età, una esigenza collettivamente accetta-ta e quindi degna di interesse. Proprio perciò la comunità scientifica ha iniziato ad interessarsi a questo affascinante argomento soltanto negli ultimi decenni: in am-bito medico l’affermazione dell’attività sessuale nei pazienti anziani diventa og-getto di studio e quindi di competenza specialistica, di geriatri, endocrinologi e an-drologi. Alla base di questo studio osservazionale trasversale o cross sectional di tipo descrittivo, è stato reclutato un campione di 40 pazienti di sesso maschile, dai 65 ai 90 anni. Attraverso l’utilizzo di specifici test (IIEF 5; BDI; QLI; MMSE), so-no stati raccolti un insieme di dati che permettono di studiare in maniera dettaglia-ta una serie di aspetti: oltre alla funzione sessuale abbiamo indagato elementi co-me lo stato cognitivo, il tono dell’umore e la qualità della vita in generale. I dati sono stati elaborati attraverso una precisa analisi statistica di tipo descrittivo e di tipo inferenziale attraverso metodiche di regressione lineare e di regressione multi-pla. L’obiettivo è quello di verificare una relazione tra la presenza/assenza di atti-vità sessuale e la qualità di vita degli individui. Questo studio mira ad aumentare l’interesse generale verso le esigenze che il paziente anziano può manifestare, oggi più frequentemente rispetto a quanto accadeva in passato, in riferimento alla sal-vaguardia ed al mantenimento di una soddisfacente attività sessuale.

Gabriele Ragozzino, Adele Fabrizi, Chiara Simonelli

La sindrome di Rokitansky: aspetti psicosessuali e intervento bio-psico-sociale

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2020

Il lavoro si propone di indagare, tramite l’analisi della letteratura, l’impatto che la diagnosi di sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser ha sulla vita della pa-ziente e sugli aspetti psicosessuali con l’obiettivo di convalidare la necessità di un intervento bio-psico-sociale. È emerso che la diagnosi (la mancanza della vagina e dell’utero) ha serie ripercussioni sul benessere emotivo e psicologico della donna, e questo fattore è influenzato anche dagli schemi mentali e dagli stereotipi di genere. L’identità sessuale viene messa in discussione e la vita sociale e sentimentale van-no a ridimensionarsi qualitativamente. Data l’importanza di queste dimensioni per il benessere della donna, diviene centrale la necessità di affiancare ai trattamenti medici, anche la consulenza psicosessuologica. Tuttavia, nella pratica clinica an-cora si registra una mancanza di comunicazione tra medico e paziente sulla ses-sualità, dovuta a una scarsa formazione dei medici sui problemi di coppia e della salute sessuale in relazione ai problemi della salute fisica e mentale. Di conseguenza, i medici tendono a scartare gli aspetti psicosessuali della salute, considerandoli meno importanti della diagnosi e del trattamento della malattia. Inoltre, molti me-dici mancano di agio, competenza e disponibilità a discutere aspetti intimi della vita dei pazienti. Pertanto, è necessario che anche i clinici siano adeguatamente formati sui problemi psicologici e della salute sessuale allo scopo di sviluppare una maggiore sensibilità nei confronti di queste tematiche e, soprattutto, riconoscere l’importanza del modello bio-psico-sociale e, quindi, mostrare un maggior spirito di collaborazione nel lavoro di squadra.

Marco Silvaggi, Roberta Rossi

Il counseling psicosessuologico nell’intervento per l’impianto di protesi peniena

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2020

Nei casi di disfunzione erettile severa, qualora i trattamenti di prima e seconda linea si rivelassero inapplicabili o fallimentari o comunque non soddisfacenti, si può ricorrere all’opzione terapeutica di terza linea: l’impianto di protesi peniena. L’obiettivo del trattamento è quello di riportare il paziente o la coppia alla soddisfazione sessuale e migliorare la qualità della vita sulla base dei desideri e dei bisogni espressi dai pazienti. La maggior parte delle ricerche condotte su pazienti che hanno fatto ricorso ad un impianto di protesi peniena sono focalizzate sull’efficacia meccanica e chirurgica di questi trattamenti. È invece scarsa la letteratura sulle componenti emotive e relazionali relative all’impianto di una protesi. L’intervento di impianto protesico, infatti, può rendere possibili i rapporti ses-suali e ridurre la sofferenza del paziente rispetto alla sua vita sessuale in generale, ma nello stesso tempo, per le sue caratteristiche di irreversibilità, attivare delle di-namiche personali e di coppia relative alla perdita di una sessualità libera e spon-tanea. La protesi può, in alcuni casi, essere considerata il terzo incomodo che, ren-dendo possibile l’atto sessuale, rinnova ad ogni incontro il senso di inadeguatezza percepita prima dell’intervento. Il counseling psicosessuologico si è dimostrato un utile strumento sia nel miglio-rare la risposta sessuale del paziente, sia nel gestire le sue aspettative e quelle della partner se presente. In questo articolo sono per queste ragioni riportati i principi fondamentali di applicazione di un counseling psicosessuologico integrato e le fasi operative di realizzazione, come sintetizzate nell’algoritmo relativo al percorso in-tegrato di chirurgia di impianto di protesi peniena.

Isidoro Fasolino, Francesca Coppola, Michele Grimaldi

A model for urban planning control of the settlement efficiency. A case study

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: suppl. 127 / 2020

The objective of this research is to propose a model aimed at providing the planning process with tools for the design and evaluation of equipped settlements, which are energetically self-sufficient and capable of coping with climate change. The model uses a system of indicators specifically built from a broad survey of scientific articles and international experience. In addition, it is applied to a case study providing reflection points and ideas for its development.

Pasquale De Toro, Francesca Nocca, Francesca Buglione

Evaluations for a new performance-based approach in urban planning

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: suppl. 127 / 2020

As the world continues to urbanize, sustainable development challenges will be more and more concentrated in cities requiring new approaches, models and tools. In particular, this paper is focused on the implementation of the Performance- Based Approach in urban planning in order to improve the efficiency and effectiveness of the decision-making processes. In this paper, this methodological proposal is used in the case study of Pomigliano d’Arco (Italy).

Carmela Gargiulo, Floriana Zucaro

Greening networks for smart and resilient cities: from methodology to application in densely built urban contexts

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: suppl. 127 / 2020

In adapting urban areas to climate change, green areas constitute a precious capital due to the improvement in thermal comfort and energy saving. In order to provide a decision support tool based on the relationship between the green network and urban features, this study proposes a method for (i) defining the sections of urban territory affected by the cooling effects due to the presence of green spaces, because of settlement characteristics and (ii) localising the areal, punctual and linear elements of the green network.