RISULTATI RICERCA

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Elisa Marazzi

Dove va l’editoria di storia in Italia?

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 168 / 2020

Il contributo ricostruisce il panorama dell’editoria di storia in Italia prendendo in considerazione editoria commerciale, editoria accademica e university press. L’intento è quello di tracciare un quadro che tenga conto dei recenti cambiamenti avvenuti sia sul fronte dell’editoria, sia nell’ambito della didattica e della ricerca universitaria.

Georgios Varouxakis

"Italian history and the core - periphery distinction"

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 168 / 2020

The article commends the very fruitful pairing of cultural and intellectual history in Axe Körner’s America in Italy. It also praises the transnational character of the history represented by the book. It then focuses on the historiographical question of studying particular countries and their historical development in terms of centres and peripheries. Using some examples from the attitudes towards Italy displayed in the mid-nineteenth century by highly influential thinkers in Britain and France (Matthew Arnold and Auguste Comte respectively) it suggests that, either such distinctions have to be abolished altogether, or, if they are employed, then Italy certainly was part of the core/centre of European and world history.

Edoardo Tortarolo

Il Risorgimento, l’America e l’ironia

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 168 / 2020

L’interesse per l’esperimento politico e sociale degli Stati Uniti d’America ha subito oscillazioni notevoli nel corso del Risorgimento italiano. Complessivamente, il modello di governo federale americano è risultato meno convincente di altri nel corso dell’ottocento. Il lavoro di Axel Körner analizza nel dettaglio la conoscenza elaborata dalla cultura italiana nei confronti dell’America del Nord nel corso dell’ottocento. La sua ricerca mette anche in evidenza problemi di metodo collegati alla storia dei concetti e discute l’ironia necessaria a interpretare il rapporto tra le percezioni ottocentesche e il sapere storico attuale.

La soppressione canonica dei gesuiti fu uno degli eventi più rilevanti dell’età moderna. Nel suo ultimo libro Dale K. Van Kley offre un’interessante analisi comparativa delle espulsioni a cui i gesuiti vennero sottoposti tra il 1759 e il 1768, preludio della soppressione canonica decretata da Clemente XIV nel 1773, collegandola allo sviluppo del "Cattolicesimo riformatore", la cui componente giansenista fu centrale. L’autore prova inoltre a immaginare quali sarebbero state le conseguenze per la storia della Chiesa cattolica se, invece di essere soppressi, i gesuiti fossero stati semplicemente riformati secondo un progetto avanzato dai giansenisti e dai parlamentari francesi.

I numerosi casi di condottieri principi e principi condottieri nell’Italia del Rinascimento mostrano come all’epoca la concentrazione in un solo individuo del comando in guerra e del comando dello Stato fosse percepita come legittima. Questa situazione è stata fatta oggetto di interpretazioni famose, in particolare da parte di Machiavelli, e fondatrici di un quadro interpretativo consolidato. Questo lavoro ha l’obiettivo di precisare la cronologia e la geografia del fenomeno, ma anche di dar conto della grande diversità di casi sia in termini di progetti politici (non tutti i condottieri erano ossessionati dall’"instatarsi", ossia dall’approdo all’esercizio di un potere signorile stabile), sia in termini di modalità dell’accesso al principato e/o dell’attività militare da condottieri. La riflessione punta infine sulle relazioni tra "guerra" e "Stato": la cultura politica rinascimentale accettava la mobilità geografica e sociale dei governanti e consentiva a soggetti politici non statali e addirittura non territoriali di svolgere attività che sarebbero diventate monopolio degli Stati.

Nel 1763 e 1764, per cercare di affrontare la paventata crisi alimentare che si prospettava, il Regno di Napoli si rivolse a Trieste come via per rifornirsi dei cereali provenienti dall’Europa centrale e orientale. Il fallimento di questo tentativo fu una delle cause della carestia che colpì Napoli. L’autore, dal punto di vista di Trieste, ricostruisce le vicende di tale tentativo, cercando di far emergere gli interessi in campo, gli attori che ne furono protagonisti e le pratiche e le strategie da essi attuate. In tal modo la carestia diventa una "finestra eccezionale" che da un lato consente la narrazione degli eventi "in sé", dall’altro permette di indagare sui meccanismi del mercato dei cereali e sulle relazioni esistenti tra il mondo del commercio e della finanza, quello dello Stato e della burocrazia, quello dell’aristocrazia, quello della produzione, quello dell’applicazione e della creazione delle norme e quello dell’elusione e trasgressione.

Alida Clemente

La carestia come risorsa. Mercanti e istituzioni a Napoli nel 1763-64

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 168 / 2020

L’articolo narra le vicende della carestia napoletana del 1763-64 seguendo le tracce degli attori mercantili coinvolti nell’approvvigionamento della capitale, e individuando il ruolo che essi svolsero a vario titolo nella definizione delle strategie istituzionali poste in atto per la soluzione dell’emergenza. Spostando il focus della narrazione dai "macroattori" politici - il governo, la città - ai "microattori" sociali, il racconto lineare del fallimento istituzionale, sia esso attribuito all’obsolescenza dell’annona o all’ingerenza del governo centrale, lascia il posto a una storia più intricata: la carestia appare come occasione di affermazione politica e sociale di un ceto in ascesa, che gioca strategie differenziate a seconda dei ruoli e del grado di rapporto con le istituzioni medesime, e secondo finalità non sempre riducibili alla razionalità economica.

Annastella Carrino

L’affaire des bleds. La carestia napoletana nel lago borbonico

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 168 / 2020

Per far fronte alla grave carestia napoletana del 1763-64, Tanucci chiede, fra gli altri, al console a Marsiglia, Francisco Hombrados Malo, di procurarsi grano e inviarlo nella capitale. Ma poi il ministro rifiuta di onorare le cambiali tirate dal console su di lui, sostenendo di aver revocato l’ordine di acquisto ben prima dell’invio dei carichi, e accusando Hombrados di frode in combutta con i mercanti marsigliesi da cui si è rifornito. È il punto d’innesco dell’affaire des bleds, una lunga vicenda imbarazzante, impossibile da risolvere mercantiliter e che, da un lato, assume toni politico-diplomatici, finendo per coinvolgere i tre sovrani Borbone, le loro corti, i ministri, gli ambasciatori; dall’altro, mette in campo una moltitudine di personaggi "minori", tutti in bilico fra pubblico e privato, in grado di giocare ruoli non secondari. Fallito l’arbitraggio del Supremo Magistrato del Commercio napoletano, i Borbone di Napoli e di Francia si accordano per coinvolgere un riluttante re di Spagna, che affida il caso alla Junta de Comercio y Moneda. Nel 1772, il tribunale madrileno condanna la città di Napoli al pagamento del grano e assolve il console. Ma, lungi dal chiudersi con la sentenza, l’affare si trascinerà ancora a lungo e passeranno altri dieci anni prima che i mercanti marsigliesi vedranno saldato il loro debito.

Annastella Carrino

La carestia napoletana del 1763-64: sguardi incrociati

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 168 / 2020

Fra il 1763 e il 1764 il regno di Napoli viene colpito da una carestia molto grave, che la storiografia ha letto sostanzialmente in chiave di scontro fra "vecchi" poteri urbani e "nuovi" poteri statali, incarnati dalla figura di Tanucci. Nei saggi qui raccolti, si propone una lettura a più voci del fenomeno, osservato da punti di vista istituzionali, geografici e documentari diversi, per dare corpo a un’indagine multifocale e integrata che ne restituisca tutta la complessità.

A cura della Redazione

Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 127 / 2020

Pasquale Balena, Domenico Camarda, Dino Borri, Maria Giustozzi

Partecipazione e cognizione multi-agente nella strategia territoriale per Taranto: note prodromiche al nuovo piano

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 127 / 2020

Il percorso di ricerca per il nuovo piano di Taranto si è originariamente orientato verso modelli di costruzione e gestione partecipata della conoscenza. Dopo decenni di apatia organizzativa e problemi socio-ambientali, un processo di coinvolgimento strutturato ha indagato scenari di sviluppo futuri. Il modello mostra risultati di ricerca interessanti, con grandi potenzialità strategiche legate ad una coscienza ambientale caparbia e resiliente, prodotto cognitivo di una cittadinanza millenaria.

Dieci anni di crisi hanno aggravato un processo di "deterritorializzazione" del Paese che va avanti da decenni. La prospettiva spesso proposta, per rimanere "competitivi" nei mercati globali, di una "cosmopolis" omogenea ed indifferenziata si è dimostrata, a dir poco, inadeguata. La domanda è se sia possibile una narrazione del territorio (che definiamo "ecopolis") che, nel rilanciare le qualità e potenzialità dei diversi oikoi locali, migliori complessivamente anche la qualità dell’ambiente globale.

Elena Tarsi, Diletta Vecchiarelli

Una lettura critica degli insediamenti informali dei lavoratori stagionali: il caso della piana di Gioia Tauro

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 127 / 2020

L’articolo indaga le manifestazioni spaziali, a carattere istituzionale e spontanee, legate alla presenza dei lavoratori agricoli nella Piana di Gioia Tauro, leggendo il fenomeno criticamente. Le autrici sostengono la necessità di superare i limiti del sistema di accoglienza per restituire alla pianificazione un ruolo centrale nella definizione di strategie di integrazione dei migranti che siano parte di un progetto di sviluppo del territorio e che ne tutelino i diritti di lavoro e cittadinanza.

Adriana Galderisi, Giuseppe Guida

Territori periurbani oltre la sostenibilità: luoghi snodo per l’attivazione di strategie rigenerative

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 127 / 2020

Utilizzando come campo di analisi i territori del periurbano, il saggio argomenta a favore del paradigma della città rigenerativa per promuovere una nuova cultura dello scarto e della rigenerazione dei territori compromessi. L’accento è posto sui possibili strumenti per superare l’inefficacia delle tradizionali regole di piano nel trasformare le aree periurbane da elementi di scarto della società contemporanea in fondamentali risorse per l’attivazione di processi rigenerativi.

Mario Paris, Nausicaa Pezzoni

Rigenerare il territorio, disseminare le progettualità. La ricognizione delle opportunità di trasformazione della periferia milanese

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 127 / 2020

L’articolo presenta il percorso che Città metropolitana di Milano ha intrapreso con il Bando Periferie e i suoi sviluppi. In particolare, descrive il processo ideativo, il metodo e i primi esiti di un lavoro orientato a rafforzare e diffonderne sull’intera regione urbana milanese l’approccio adottato, attraverso interventi integrati che si inscrivano nel più ampio disegno di un welfare metropolitano capace di rigenerare il territorio.

Alessandro Boldo, Raffaella Freschi

Dieci anni di politiche per la domanda: note sul Piano Casa del Veneto

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 127 / 2020

Disposti da un accordo Stato-Regioni del 2009, i Piani casa regionali avrebbero dovuto sostenere l’economia incentivando la demolizione-ricostruzione o l’ampliamento degli edifici esistenti. Esaurite le retoriche sul valore anticiclico, molte Regioni hanno reso strutturale il provvedimento con nuove narrazioni. A partire dal caso del Veneto, il contributo esamina le fonti di legittimazione dello strumento e la sostituzione delle politiche per progetti in favore di un nuovo ciclo di mercificazione immobiliare.

Igor Costarelli

La gestione dell’housing sociale

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 127 / 2020

Il saggio propone uno studio sulla gestione dell’housing sociale a partire dall’analisi di un caso studio nella città di Milano. Dopo aver presentato il modello di gestione sociale integrata ed il ruolo del gestore sociale, il saggio analizza presupposti ed esiti di tre attività di gestione sociale prese in esame, mostrando come si articolano e si snodano le tensioni fra obiettivi di supporto agli inquilini e obiettivi di efficienza e sostenibilità finanziaria.

Laura Salvioni

Empatia e Child Abuse Potential

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2020

Il presente contributo propone un’analisi della letteratura inerente alla distorsione empatica in genitori fisicamente maltrattanti (o a rischio). In particolare, attraverso l’approfondimento dei dati provenienti da studi empirici, vengono messe in luce le differenze rispetto al costrutto empatia tra genitori a basso/alto rischio di maltrattamento fisico infantile. Obiettivo principale di questo saggio è illustrare i deficit nelle competenze empatiche che i genitori a rischio di maltrattamento fisico (nei confronti dei propri figli) presentano, al fine di meglio comprendere le dinamiche maltrattanti all’interno della relazione caregiver-bambino e poter attuare programmi di prevenzione e intervento mirati a questa specifica categoria di parenting disfunzionale.