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This study focuses on different groups of Palestinian citizens of Israel, representing more than 20% of the total Israeli population. Working on the link between urban space and social diversity, the authors will capture complex dynamics of segregation and social inequalities ex-isting among different Arab communities. This research aims to promote a new approach that, overcoming the stereotyped vision of two social monolithic blocks at war with each other - Jews and Arabs- shows a complex social mosaic of multiple cultural identities, characterizing the contemporary Israeli society.
La migrazione è indubbiamente un fatto anche linguistico. Per i milioni di migranti che oggi ‘abitano’ la lingua italiana, questa assume un ruolo decisivo per l’inclusione sociale, per i rapporti con i nativi, ma anche di ‘lingua franca’ che permette il dialogo fra migranti d’origine diversa. In modo simile a quanto già avvenuto in Italia all’epoca delle migrazioni interne, quando, in luogo delle lingue dei migranti, la pluralità linguistica era data dai dialetti. E ci si chiede: anche oggi l’italiano è arricchito dal contatto con questa molteplicità di lingue? I primi segni tangibili riguardano il lessico. Si diffondono parole ‘migranti’, che descrivono religione, cultura, cibo, vestiti e molte altre realtà tipiche dei paesi di provenienza. Nei testi della letteratura della migrazione se ne incontrano svariati esempi, ma solo la verifica di altre fonti (archivi giornalistici, visibilità nel paesaggio linguistico, diffu-sione online etc.) può dimostrare se l’attecchimento nella lingua italiana è effettivo o momentaneo. Il contributo discute alcuni casi emblematici.
Basato sull’analisi di interviste a famiglie e sulle riflessioni che ne sono scaturite, questo articolo intende contribuire al dibattito su ruolo e aspettative di genere nel contesto migratorio, focalizzando l’attenzione sulla migrazione dalla Turchia in Italia. I risultati di questa ricerca indicano che le tradizionali relazioni familiari di genere determinano particolarmente la fase della pre-migrazione: la decisione su quando muoversi, chi debba migrare e quanto a lungo rimanere all'estero sono scelte determinate il più delle volte dagli uomini. I rapporti e le aspettative di gene-re cambiano però nel contesto migratorio. Lontano dai legami delle famiglie allar-gate, soprattutto da quella del marito, l’esperienza migratoria delle donne sembra offrire loro maggiori possibilità di essere prese in considerazione dal marito nelle decisioni familiari. Una scoperta interessante è stata che la parola "trasformazione", nell'ambito delle relazioni familiari nel contesto migratorio, ha quasi sempre avuto una connotazione negativa per gli uomini mentre le donne spesso attribui-vano una connotazione positiva alla stessa parola. Questa ricerca indica che i le-gami con il paese di origine hanno impatti diversi sui piani futuri di uomini e don-ne. Per molte donne, i legami con il paese di origine fanno riferimento alla famiglia estesa e la sua interferenza nel matrimonio che possono essere dannosi per il rap-porto coniugale. D’altra parte, per gli uomini, i legami possono corrispondere alla pressione sociale della comunità locale per coloro che ritornano senza reddito o risparmi. Pertanto, donne e uomini producono strategie diverse per tornare: mentre gli uomini non vedono l’ora di avere abbastanza soldi per tornare a casa loro in Turchia, le donne cercano di sentirsi (e far sentire la propria famiglia) a casa in Italia.