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Giancarlo Pintus, Marialuisa Grech

Neuroscienze dell’addiction e clinica gestaltica: integrazioni funzionali

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2019

Gli autori delineano il modo in cui le attuali ricerche neuroscientifiche nel campo delle addiction convalidino le intuizioni cliniche della psicoterapia della Gestalt, in particolare per quanto riguarda l’isomorfismo tra le aree cerebrali, subcorticali e non, implicate nella patogenesi di una dipendenza patologica e al contempo determinanti nello sviluppo di competenze relazionali. La possibilità che sin dalle prime relazioni significative il bambino viva esperienze di cocostruzione di un buon confine di contatto, diventa funzione di protezione dall’incontro con esperienze addictive. Un accento particolare viene posto alla condizione dell’adolescente, sempre più sottoposto all’imperativo dell’efficienza ma esposto a quote enormi d’ansia. In te-rapia non lavoriamo per contrastare la potente figura dell’oggetto di dipendenza ma sullo sfondo dell’esperienza per rivitalizzare il sé, fornire ground e genuino riconoscimento. La danza tra terapeuta e paziente, l’attenzione alla persona nella sua globalità, lo sguardo estetico e fenome-nologico del terapeuta appaiono strumenti efficaci per un lavoro terapeutico che modifica, in senso esistenziale, lo sfondo dell’esperienza dell’addicted nel rapporto con sé e il mondo e, sul piano neurofisiologico, le aree cerebrali disconnesse dall’esperienza addictive, in senso reinte-grativo.

Adriana Schnake, Margherita Spagnuolo Lobb

La psicoterapia della Gestalt in Cile

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2019

In questo dialogo Adriana Schnake e Margherita Spagnuolo Lobb ripercorrono la storia della psicoterapia della Gestalt in Cile. Negli anni ‘70, la psichiatra sudamericana, allieva di Ignacio Matte Blanco, rivoluzionò il percorso formativo in psichiatria, promuovendo lo studio della fenomenologia all’interno della facoltà di medicina. In quel periodo Adriana Schnake e Francisco Huneeus cominciarono a tradurre i libri di Fritz Perls e, insieme a Claudio Naranjo, cominciarono a diffondere il loro modello clinico in Sud America e nel resto del mondo. I fon-datori della psicoterapia della Gestalt cilena si dedicarono allo studio dell’uso delle sostanze allucinogene durante le sedute di psicoterapia. In seguito ad un grave incidente accaduto ad un paziente, Adriana Schnake abbandonò l’uso degli allucinogeni nella pratica psicoterapeutica e sviluppò un modello clinico focalizzato sull’integrazione mente-corpo. Margherita Spagnuolo Lobb ribadisce l’importanza di un modello clinico che superi la dicotomia mente-corpo e sotto-linea l’esistenza di un legame tra stili percettivi e manifestazioni psicopatologiche. In conclusione, le due autrici ribadiscono l’importanza per i giovani psicoterapeuti di frequentare un percorso formativo finalizzato all’apprendimento di un metodo clinico fenomenologico con-traddistinto dall’onestà e dall’umiltà verso i pazienti.

Sara Ricciardi

Recensioni libri

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 50 / 2019