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Arnaldo Bagnasco

Il significato di una transizione

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: Suppl. 149 / 2018

L’autore avvia le proprie riflessioni interrogandosi sulle specificità degli anni ‘90. La risposta viene cercata in una disamina dell’andamento delle economie avanzate, fra le quali anche quella italiana, individuando gli aspetti salienti della transizione che ha contraddistinto quel decennio. La parte centrale del saggio è dedicata alla scoperta da parte dei sociologi "dell’arcipelago dei distretti industriali", società locali nelle quali risultano congruenti economia, politica e cultura. Proprio la sociologia, orientata a connettere i diversi aspetti dei fenomeni, a cogliere i fatti sociali formati nello spazio, a leggere il radicamento dei fenomeni economici nelle dinamiche sociali, ha contribuito a sviluppare interessanti chiavi interpretative dei distretti. Sempre con riferimento all’analisi dello sviluppo locale, nella seconda parte l’autore riprende il tema della città come sistema locale, riprendendo i concetti di global-city e global city region.

Anna Guerrera, Maria Cristina Perica

Il Signore degli Anelli: un viaggio terapeutico guidato dalle risorse

IPNOSI

Fascicolo: 2 / 2018

Il Signore degli Anelli, di J.R.R. Tolkien, ci guida in una nuova dimensione sto-rica, linguistica, naturalistica e temporale. Attraverso spunti evocativi e suggestioni indirette, possiamo osservare la distorsione temporale, l’uso del linguaggio, la comunicazione multilivello e la centratura sulle risorse, insieme ad altri aspetti fon-damentali della psicoterapia ipnotica ericksoniana.

Giancarlo Stoccoro

Il silenzio

RIVISTA ITALIANA DI GRUPPOANALISI

Fascicolo: 1 / 2003

Francesca Scamardella

Il silenzio "a più voci" nelle narrazioni di clienti e avvocati

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2012

Questo articolo si iscrive in un recente orientamento di ricerca, sviluppatosi prevalentemente in area statunitense e che considera il ruolo del cliente come centrale per la ri-costruzione dei fatti della causa. Esso propone l’analisi di una specifica situazione relativa al rapporto cliente-avvocato, quella in cui il cliente rimane in silenzio, omettendo circostanze rilevanti all’avvocato, per incapacità ad "esprimerle" o per una specifica volontà. A partire da una ricostruzione di alcune delle principali spiegazioni teoriche sul tema del silenzio nel lawyering process, questo contributo analizza alcuni casi che hanno come protagonisti clienti silenziosi, ricercandone in parte le spiegazioni nella "cultura" di provenienza del cliente (e dell’avvocato) e più in generale nel contesto in cui il caso si origina e trova soluzione.

Stefano Golasmici

Il silenzio del ragno: un racconto psicoanalitico

SETTING

Fascicolo: 45 / 2023

Il silenzio è una misteriosa esperienza psichica: cosa c’è nel silenzio? Anche le paro-le possono avere un carattere misterioso perché conducono a molti significati, per via metaforica e simbolica. Ma il silenzio mantiene un'ulteriore aura di oscurità: mentre con le parole è possibile avviare un’attività evocativa attraverso immagini, pensieri, idee, considerazioni che nascono nell’incontro terapeutico, nel silenzio ognuno rimane intrappolato nel proprio mondo. Cosa si esprime e cosa si appaga in una persona che è allo stesso tempo silenziosa e in relazione con l’analista? Un al-tro modo per articolare questa domanda è chiedersi qual è la pulsione (libidico-aggressiva) che alimenta il silenzio e che tipo di difesa è all’opera. Vengono offerte alcune considerazioni a partire dall’esperienza del silenzio nel corso di una psico-terapia.

Adriana D'Auria

Il silenzio della giustizia

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 3 / 2002

This article considers the linguistic and communicative structure of injustice. According to the author, the cultural and social conditions characteristic of ad-vanced modernity have put claims for justice beyond appeal. One of the main causes for this situation is the formalism of modern jurisprudence, which has been restricted to specialists. The power of this specialist culture reduces language to a functional level, preventing any form of communicative interaction. Injustice therefore can only be disclosed by the invisible humiliation and the silence of those who have been excluded from the community of speech.