SEARCH RESULTS

The search has found 104762 titles

Il deficit demografico, l’ampliamento delle distanze sociali, la crisi ecologica, la domanda di salute, il disagio abitativo e le nuove povertà sono questioni che richiedono un ripensamento del welfare urbano di tipo “top down” e di andare nella direzione di una corresponsabilizzazione degli enti pubblici, delle realtà di privato sociale e dei cittadini nel fornire risposte ai diversi bisogni delle comunità. Il volume illustra alcune concrete esperienze e progettualità attive in diverse città italiane (Brescia, Pavia, Roma, Verona) nelle quali enti e reti territoriali orientano il proprio sforzo di rinnovamento del welfare urbano promuovendo “filiere della responsabilità”.

cod. 1571.23

Federica Viganò

Il Welfare rurale nella Provincia Autonoma di Bolzano. Alcuni esperimenti innovativi

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 123 / 2020

L’articolo analizza alcune pratiche innovative nella produzione di servizi di welfare in due comuni marginali della Provincia Autonoma di Bolzano. L’attivazione locale di organizzazioni del Terzo Settore consente di contrastare alcuni potenziali rischi sociali per la comunitá associati alla mancanza di servizi di assistenza a bambini e anziani. In una Provincia con una forte vocazione al welfare pubblico, queste iniziative costituiscono micro-esperienze di intreccio di politiche tra il pubblico e il terzo set-tore per la produzione di servizi di welfare in aree marginali basati sul supporto pubblico alle reti tra associazioni, cooperative sociali, no profit, cittadini locali e imprese. L’analisi si basa su due casi di studio qualitativi.

Stefan Leibold

Il welfare tedesco: un compromesso confessionale?

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2012

From the end of the 19th century to the present, six political regimes followed one another in Germany: from the monarchy to the Weimar Republic, the national socialist dictatorship, the occupation by the allies after the Second World War, East Germany under Soviet influence, the new established capitalist West Germany and the reunified Germany (the "Berlin Republic" after 1990). Nevertheless, surprisingly enough, the structure of the German welfare state has shown a steady continuity over such a long span of time: Germany is a very prominent example of "path dependency" in matter of welfare state. This direction is characterized by a corporative stance in social policy and it involves economic associations, Unions, private welfare organizations and mainstream Churches as leading actors of this process. The article discusses whether or not the influence of religion is a cause for the distinct features of the German welfare state. It briefly draws on current analysis and a research project in Münster (Germany); it investigates the historical and ideological roots of the typical German welfare model, and the role religion played in that respect. Finally, it focuses upon the German welfare-state model from 1945 to the present.

Maurizio Busacca, Nicoletta Masiero

Il welfare territoriale tra contrazione delle risorse e imperativo di innovazione

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 2 / 2019

Il contributo, a partire da due programmi attuati dalla Regione Veneto - Alleanze Territo-riali per la Famiglia e Piani di intervento in materia di Politiche Giovanili - si interroga sull’evoluzione possibile delle politiche di welfare territoriale che hanno caratterizzato gli anni recenti, in un contesto stretto nella morsa da un lato di una intensa pressione all’innovazione e dall’altro di una crescente riduzione della spesa pubblica. Al di là degli obiettivi istituzionali, le due esperienze esaminate rappresentano espressioni di "innovazio-ne sociale". Le risorse attivate e la rete di attori coinvolti consentono di leggere le dinami-che innescate come processi che costruiscono artificialmente legami di prossimità e di mu-tuo riconoscimento, in cui si possono riconoscere e analizzare forme diversificate di peer-to-peer production.

Enrico Del Colle

Il welfare territoriale.

Le regioni italiane nel confronto interno e internazionale

La diversità sul territorio delle cause e delle connessioni dei disagi sociali, apparentemente identici, dovrebbe spingere verso l’adozione di modelli di welfare flessibili, localmente differenziati. Il volume, assumendo la regione quale unità territoriale di osservazione, in considerazione della maggiore responsabilità e autonomia che questa ha nelle scelte di welfare in termini di tutela dei diritti sociali e di offerta di servizi alle persone, prova a descrivere e a valutare queste “asimmetrie di bisogno”.

cod. 365.809

Raimondo Ingrassia

Il whistle-blowing come strumento di controllo interno delle organizzazioni

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 2 / 2009

Il whistle-blowing come strumento di controllo interno delle organizzazioni - Uno di problemi che si pongono quando si parla di abusi dei colletti bianchi nel mondo del lavoro è quello di sottoporre al giudizio della collettività condotte discutibili sul piano etico, manageriale, professionale e giuridico delle quali però è difficile avere conoscenza in quanto esse vengono consumate al riparo di organizzazioni legali e, spesso, poco permeabili alla società. Una forma di controllo privilegiata per la qualità delle informazioni che è in grado di fornire è la denuncia pubblica degli abusi del prestatore di lavoro legato all’organizzazione da un rapporto di dipendenza. La cultura anglosassone ha metaforicamente etichettato tale pratica con il termine di "whistleblowing", letteralmente "soffiare il fischietto", cioè dare un segnale di allarme per gli abusi osservati nel luogo di lavoro. Questo articolo intende offrire una rassegna sistematica dei principali temi esistenti in materia. Sono pertanto oggetto di trattazione i seguenti argomenti: le relazioni fra gli abusi dei colletti bianchi e le organizzazioni legali; le tipologie di abusi più comuni; il profilo identitario di coloro che denunciano; i fattori oggettivi che influenzano le decisioni di denuncia; i rischi legati alle attività di denuncia; l’efficacia, la tutela giuridica e le policy del whistle blowing. La tesi conclusiva è che la denuncia pubblica degli abusi deve fare leva sulla responsabilità personale e che il contesto organizzativo e istituzionale nei quali i prestatori di lavoro operano devono svolgere una funzione di incentivo e protezione dell’iniziativa individuale.

Vincenza Capone

Il Work-Study Conflict degli studenti universitari: quali relazioni con il benessere?

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2018

L’obiettivo dello studio è quello di indagare le relazioni tra Work-Study Conflict (WSC), benessere mentale e performance accademiche di studenti-lavoratori. Si vuole inoltre approfondire il ruolo dell’autoefficacia studentesca e professionale, del sostegno sociale percepito e dell’engagement accademico per queste variabili, tenendo conto del genere e dell’età. È stato somministrato un questionario self-report, all’inizio del semestre accademico (T1, N = 77) e alla fine dopo una sessione d’esame (T2, N = 54), a studenti, lavoratori part-time È stato testato un modello di path analysys con l’aiuto del software MPLUS 7. I risultati hanno evidenziato come l’engagement, l’autoefficacia studentesca e il supporto dei colleghi di lavoro, al tempo 1, siano predittori negativi del WSC e positivi della performance accademica, rilevati dopo sei mesi. Solo l’autoefficacia lavorativa (T1) è risultata un predittore del benessere al (T2). Nessuna correlazione è emersa tra WSC e benessere. Questi risultati sostengono la necessità, per chi si occupa di orientamento e placement degli studenti universitari, di rafforzare le percezioni di autoefficacia e l’engagement per migliorarne le performance, il benessere e ridurre il WSC. I risultati evidenziano inoltre l’importanza della dimensione lavorativa (in termini di sostegno e autoefficacia) per il benessere e per la gestione dei conflitti di ruolo.

La liberalizzazione del commercio mondiale di beni e di servizi rappresenta una deregolamentazione trasversale che scaturisce dall’impegno dei Paesi aderenti all’accordo generale sulle tariffe e sul commercio (GATT) per l’abbassamento progressivo delle barriere all’interscambio internazionale di beni e servizi. L’accordo ha trovato la sua istituzionalizzazione con la costituzione del WTO/OMC (World Trade Organization/Organizzazione Mondiale del Commercio) quale organismo preposto alla liberalizzazione del commercio mondiale attraverso l’identificazione delle condotte e degli strumenti idonei alla rimozione di tutte le barriere artificialmente imposte dai singoli stati-nazione. La base sempre più ampia degli aderenti all’organismo (oggi 148) rende più efficace il raggiungimento di tale obiettivo, ma ad essa si aggiunge la condivisione del fondamentale principio della utilità dell’abbassamento delle barriere per lo sviluppo economico. La riduzione di ostacoli e la conseguente apertura delle economie si ripercuote sulle politiche economiche governative, incidendo sulle variabili rilevanti nella determinazione del vantaggio competitivo della nazione. Nel lavoro ci si propone di indagare in che modo l’azione dell’organismo internazionale possa influenzare il vantaggio competitivo delle nazioni. Ci si chiede, inoltre, se tale azione abbia influenza diretta o indiretta, attraverso il vantaggio competitivo della nazione, sul vantaggio competitivo delle imprese. Ed ancora, si prefigura la potenzialità di un’influenza diretta sulle imprese, quale ordine sopranazionale, nell’attuale situazione di superamento dell’identità forte dello stato nazione, attraverso la creazione di una trasversalità dell’azione. Con tale ordine si definisce un contesto dinamico in cui emergono nuovi gli interlocutori dell’organismo che si trova a dover adeguare le modalità di interrelazione con essi a causa della loro diversa natura e delle loro diverse caratteristiche.

Stefano Pisu

Il XX secolo sul red carpet

Politica, economia e cultura nei festival internazionali del cinema (1932-1976)

Attraverso un’analisi delle principali manifestazioni cinematografiche (Venezia, Cannes, Berlino, Karlovy Vary, Mosca, ecc.) nei loro aspetti politici, economici e culturali, il volume tenta di capire se e come tali forme di mobilitazione, che coinvolgono periodicamente governi, produttori, imprenditori, registi e intellettuali, possono contribuire a una conoscenza più approfondita della storia internazionale dell’età contemporanea.

cod. 1581.26