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The aim of the paper is to compare the growth and external performances of Germany and Italy in the 1999-2009 ten-year period, i.e., from the advent of European Monetary Union (EMU) up to the financial crisis. Although both economies have been dubbed export-driven growth models in the past, the trajectories of the two countries have diverged in terms of both trade flows and trade balances over the past decade. In Germany, the positive contribution of net exports to GDP growth was the main driver of its higher growth dynamics compared to Italy. Given that traditional cost-competitiveness can only partly account for these divergent external performances, the paper considers two additional factors. First, the increasing tendency of German firms to fragment production internationally, notably in neighbouring Central and Eastern European countries, and, second, the vital role played by the single euro currency and European Monetary Union. The econometric analyses conducted underscore the significance of both those factors in spurring Germany’s trade surplus above that of Italy. In terms of industrial and economic policy, the results of the analysis suggest that the German growth model can be used as an EU benchmark solely in terms of supply side adjustments, given that the high dependency on a current account surplus that well exceeds that of the Euro area prevents it from being extended to the other eurozone countries.
La Rivolta araba dell’agosto 1929 costituì una svolta nella storia della Palestina mandataria. Essa, però, appare interessante anche per valutare l’atteggiamento cattolico nei confronti del sionismo. In Italia, dove quei fatti ebbero grande eco, si cercò di riproporre un ruolo nazionale nella regione, sfruttando il fattore religioso. Simili tentativi, che raccolsero il consenso di importanti ambienti cattolici e del governo, non riuscirono a far breccia presso la Santa sede ove altri e diversi erano i timori generati dalla rivolta del 1929, attorno a cui i principali rappresentanti vaticani nella regione, Barlassina e Valeri, elaborarono valutazioni diverse. Barlassina vide nella rivolta e nel massacro di Hebron la reazione degli arabi alle prepotenze dei sionisti; Valeri, pur contrario agli obiettivi del sionismo, ritenne che ogni radicale ripresa del nazionalismo arabo fosse pericolosa per gli interessi cattolici. La rivolta del 1929, così, appare un avvenimento attraverso cui leggere le diverse sensibilità esistenti tra le frange più nazionaliste del cattolicesimo e la politica della Santa sede e, al tempo stesso, per valutare le differenti posizioni presenti all’interno della gerarchia cattolica rispetto alla questione della Palestina.
Nel presente articolo gli Autori analizzano il fenomeno della violenza domestica (DV) e della violenza tra partner (IPV) in Italia e in Slovenia. In entrambi gli stati, negli ultimi 20 anni, si è assistito ad un processo di normalizzazione che ha portato le vittime, anche se in numero ancora esiguo, a ricercare l’aiuto di persone esperte. Dopo un’introduzione sui concetti di DV e IPV vengono presentati i dati ISTAT (2007), riferiti all’ultima indagine effettuata sul fenomeno, e quelli dell’indagine nazionale svolta in Slovenia (2010): sono inoltre riportati dati DV su donne con disabilità. Anche se negli ultimi anni le denunce sono in aumento, il "numero oscuro" di cui non si sa nulla sono una percentuale elevata: la DV e la IPV non sono un fatto privato bensì pubblico.
Società, politiche, istituzioni ed economia
I saggi raccolti nel volume aprono un nuovo fronte di ricerca nella storia del turismo euro-mediterraneo e offrono ricostruzioni, analisi e riflessioni sulle vicende di due Paesi, l’Italia e la Spagna, che, tra la fine della guerra e gli anni ’50, dovettero ripensare ai propri assetti istituzionali e alle proprie politiche economico-turistiche, sotto la spinta di una domanda di balneazione marina che iniziava a manifestarsi e a strutturarsi, e che nei successivi anni ’60 era destinata a raggiungere una dimensione massificata.
cod. 1792.273
Trieste di fronte alla chiusura del cantiere navale San Marco (1965-1975)
Sulla base di un ampio scavo documentario, in particolare l’Archivio storico dell’Iri, il volume ricostruisce la vicenda del piano di riorganizzazione dell’industria cantieristica italiana del 1966, che ebbe pesanti ripercussioni a Trieste e nella Venezia Giulia, dove provocò le più gravi violenze di piazza del secondo dopoguerra, portando a galla tutti i nodi della tardiva e difficile reintegrazione di Trieste nel Paese dopo gli anni dell’amministrazione anglo-americana.
cod. 1573.463
Tendenze e protagonisti dell'internazionalizzazione
cod. 380.112
L’"ambizione civile" posta da Andrea Giardina a fondamento del suo progetto storiografico, Italia plurale: un’apologia del meticciato, recupera nella storia dell’Italia civiltà e vicende di popoli autoctoni o immigrati nel corso dei secoli. La finalità dell’opera è stata quella di porre in evidenza le molteplicità etniche e culturali, da quelle remote a quelle più recenti, delineando l’idea di un’Italia plurale, posta con convinzione come antidoto a una presunta "identità" di ispirazione sovranista.
Politica e diplomazia nell'età di Lorenzo Il Magnifico
cod. 1573.181
Liber amicorum di Franco Praussello
Questo liber amicorum testimonia l’infaticabile lavoro di ricerca di Franco Praussello, economista dell’Università di Genova, che ha maturato una vasta esperienza in gruppi di ricerca italiani ed esteri affrontando temi di politica economica, economia internazionale, economia dello sviluppo ed economia dell’integrazione europea.
cod. 365.1027
Nel 2017 Confservizi CISPEL Lombardia ha dato vita, insieme a Confservizi Piemonte-Valle d’Aosta e Confservizi CISPEL Liguria, ad un coordinamento denominato Confservizi del Nord-Ovest con l’obiettivo di costruire una realtà associativa, forte e coesa, che sia espressione rappresentativa del settore delle utility del Nord-Ovest in Italia. Confservizi del Nord-Ovest afferma la volontà di farsi casa per le aziende dei servizi pubblici locali che sono presidio industriale e avamposto in settori, ove ancora forte è il desiderio di assicurare un ruolo di indirizzo e controllo delle istituzioni pubbliche, che garantiscono un miglioramento della vita dei cittadini e si fanno propulsori di iniziative di cambiamento che spronano e avvicinano il Nostro Paese verso le aree forti dell’Europa. Le Confservizi si fanno carico di rafforzare il ruolo associativo innestando un Network di relazione che diffonde la circolazione delle buone pratiche, sviluppando nelle Aziende Associate la consapevolezza dell’importanza del legame con il territorio, in cui sono chiamate ad operare, e della comprensione delle sue necessità. Con il desiderio di prendere consapevolezza dell’importanza propulsiva del Nord-Ovest e del vitale ruolo che le Aziende dei Servizi Pubblici rivestono in quest’area, è stato realizzato, nel 2018, per volere del Coordinamento del Nord-Ovest, il Report sulle Utility del Nord- Ovest, da parte di REF Ricerche in collaborazione con Fondazione Utilitatis. Al fine di rendere evidente l’importanza e le potenzialità del Nord-Ovest, lo studio condotto ha inquadrato dapprima questa macroarea nel contesto delle aree forti dell’Europa (Catalogna, Baviera, Baden Wüttemberg, Vestfalia, Sud della Francia, Olanda ) analizzandone gli elementi di forza e dando rilevanza anche alle prospettive di crescita. Secondariamente ha esaminato il ruolo ambizioso del settore dei servizi pubblici di farsi interprete del dialogo sul futuro dei territori, delle comunità e delle persone.