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Dario Bertocchi, Lisa Zecchin, Angelica Guzzon, Nicola Camatti

Italian seaside destinations in comparison. The brand image assessment for destination branding co-creation

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 135 / 2022

The purpose of this paper is to propose a methodology for the assessment of a destination’s image on the web. The study builds up a picture of 26 Italian coastal destinations through indexes and highlighting the reputation of the tourism services (attractions, restaurants, and accommodation). This can be a useful tool for destination managers to help monitor their destination’s online reputation and support the brand-building and management through a co-creation.

Stefano Clò, Marco Di Giulio, Maria Tullia Galanti, Maddalena Sorrentino

Italian state-owned enterprises after decades of reforms: Still public?

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 3 / 2016

The present paper analyzes the top ten Italian state-owned enterprises (SOEs) over the period 2004-2013, after both their corporate organization and their markets have been deeply reformed. We question whether SOEs’ strategies are more profit or public oriented. The authors find that, on average, the management and performance of the Italian SOEs has improved and it holds the comparison with private and public European industry peers. Still, remarkable divergences persist among Italian in terms of performance and orientation towards markets or public values, largely depending on the intensity of the reforms they went through. Listed SOEs operating in liberalized markets are largely profitable and distribute dividends. They have expanded their business internationally, though cross-border M&As. As a result, a high share of their revenues and employees originates out of Italy. Conversely, unlisted SOEs operating in non-competitive markets are still somehow compelled to maintain an informal public mission; they provide universal services, they often incur in economic losses, which are partly covered by taxpayers.

Edith Pichler

Italian taste and sustainability practices, for example of Italians in Berlin

RIVISTA DI STUDI SULLA SOSTENIBILITA'

Fascicolo: 1 / 2014

Germany, as well as Italy and the rest of Western Europe, after the Second World War experiences Americanization of a consumption and becomes a consumer society. Italian Catering successfully develops and finds its place in this new of consumption democracy. In the meantime, we can observe a paradigm shift with regard not only to the debate on consumption and consumerism but also to its practices, where the ecological consequences of consumerism have now taken on a global aspect.

Enrico Formato, Francesco Gastaldi

Italian theory, in practice. Spunti di riflessione sulla ricerca di Leonardo Benevolo

CRIOS

Fascicolo: 18 / 2019

Il testo propone, a due anni e mezzo dalla scomparsa, alcuni spunti di riflessione sulla figura di Leonardo Benevolo, intellettuale dal carattere poliedrico, protagonista di una lunga stagione di attività in campo culturale, dell’insegnamento, politico, dell’editoria e della professione. Il saggio si concentra su vari aspetti del suo fare ricerca, con attenzione particolare alle diverse scale del progetto di territorio e al tentativo di limitare, mediante il piano, l’influenza della rendita fondiaria. L’attività di Benevolo prova a intrecciare i due temi con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita sociale nella città moderna, valorizzando al contempo gli elementi storici sopravvissuti. Il tutto non è generalizzabile in un modello spaziale univoco, ma si basa su convinzioni teoriche, tecniche e modalità d’intervento legate alle necessità di misurare l’azione con i contesti sociali, economici, ambientali e fisici in cui, di volta in volta, ci si trova ad operare. Egli appare come una figura di collegamento tra esperienze importanti, collegate da una visione di società e di città che sfugge a schematismi predeterminati cercando la misura costante con la realtà. Sullo sfondo, l’articolo offre spunti di riflessione sulla funzione dell’intellettuale nell’Italia della seconda metà del Novecento, in relazione ai temi legati all’architettura e alla città, ai suoi rapporti con la politica, ai complessi rapporti con il mondo accademico.

Antonio Massarutto

Italian waste in the circular economy: A agenda for industry regulators in Italy

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2019

The advent of the circular economy paradigm has definitively changed the economic nature of municipal waste management and calling for an innovative approach for its economic regulation. This paper discusses how the general framework of the theory of economic regulation of services of general economic interest can fit the MWM industry. We show that this industry exhibits specificities that require an adaptation of regulatory principles, but nonetheless cross-fertilization from the regulatory practice of other utilities is feasible. However, the recognition made shows that the applied economic research on this sector is still in its infant phase, and substantial improvements are needed in order both to understand its mechanisms from a theoretical viewpoint and to provide empirical evidence. Different from other utilities, physical network assets are less dominant and competition opportunities are larger; however, the main constraint to widespread opening of the market descends from contingent reasons determining de-facto market power, and from the superior value of service reliability and contrast to illegal operation.

Lorenzo Goglia, Simone Flaminio, Flavia Vittoria Chianese, Marino Quaranta, Paola Conti, Gennaro Di Prisco

Italian wild bees biodiversity and Vesuvius National Park

RIVISTA DI STUDI SULLA SOSTENIBILITA'

Fascicolo: 2 / 2024

Wild insect pollinators belonging to the superfamily Apoidea are essential for the seed production of flowering plants worldwide. Nevertheless, their global populations have experienced significant declines, with serious negative implications for insect-pollinated plants. Nevertheless, there is limited knowledge available regard-ing this group of insects, especially in natural parks. Here we wanted to fill the gap by studying the prevalence of Apoidea species in Vesuvius National Park area. We have found a total of 176 species, representing a large part of biodiversity of Ital-ian wild bees.

Adele Bianco

Italian work policies for young people. Regulatory instruments between opportunities and critical issues

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 3 / 2014

Nella prima parte verranno illustrati gli strumenti normativi che nel corso del tempo e soprattutto più recentemente sono stati varati per favorire l’occupabilità dei giovani. Nel panorama attuale delle politiche attive del lavoro a loro specificamente rivolte troviamo al primo posto l’apprendistato. Verranno anche esaminate le altre modalità di impiego con fini formativi in particolare i tirocini che dalla metà degli anni Novanta sono stati introdotti nell’ordinamento e variamente articolati nel tentativo di avvicinare i giovani al mondo del lavoro. Un secondo paragrafo è dedicato alla formazione erogata agli apprendisti e infine nella terza parte esamineremo, sulla base dei dati del XIII monitoraggio ISFOL sull’apprendistato, l’andamento dell’occupazione giovanile e le difficoltà in cui si imbattono gli interventi volti alla promozione dell’occupazione dei giovani

I finanziamenti del governo italiano a sostegno della propaganda nazionale nella Zona B del Territorio Libero di Trieste 1945-1954 Partendo dalla documentazione recentemente messa a disposizione dall’archivio dell’Ufficio per le Zone di Confine, istituito alla fine del 1947 in seno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’articolo ha come obiettivo quello di indagare la genesi delle progettualità governative destinate alla risoluzione della vertenza diplomatica in corso con la Jugoslavia in merito ai territori della Venezia Giulia. A costituire oggetto di indagine è soprattutto il flusso di finanziamenti che, tramite l’Ufficio, vennero destinati alla comunità esule a Trieste e a quella ancora residente nella Zona B del Territorio Libero di Trieste le quali, attraverso l’intermediazione di attori locali come il CLN dell’Istria, vennero fatte oggetto fino al 1954 di un radicale processo di politicizzazione, funzionale alla mobilitazione della compagine locale a favore della causa dell’italianità della Venezia Giulia. La ricostruzione dei capitoli di spesa destinati alla causa istriana permette infatti di definire, al di là di vulgate storiografiche e politiche ancora attuali, la centralità da essa occupata nell’agenda governativa nel tentativo di utilizzarla come oggetto di dibattito nell’ambito delle contese internazionali.

Kevin McManus

Italiani a Harvard.

Costantino Nivola, Mirko Basaldella e il Design Workshop (1954-1970)

Attraverso un’analisi dell’attività didattica degli artisti italiani Costantino Nivola e Mirko Basaldella presso la Graduate School of Design della Harvard University, focalizzata in particolare sul Design Workshop, il volume offre un inquadramento storico e teorico del problema della definizione del concetto di “design” e della sua particolare incidenza sui contenuti e le categorie didattiche dell’arte nell’accademia statunitense nella sua evoluzione nel Ventesimo secolo.

cod. 630.7

Un’analisi multidimensionale degli Italiani. Il testo prende in esame il campo delle tradizioni popolari, ma anche il lavoro di contadini e pastori, artigiani e operai, e ricostruisce le strutture e i caratteri delle famiglie e delle comunità locali, prestando particolare attenzione all’uso di dialetti e lingue minoritarie. Sono inoltre indagati i problemi dei nuovi migranti, o nuove forme di festa e aggregazione, come il “tifo” calcistico.

cod. 1152.19

Una raccolta di scritti sui complessi e multiformi rapporti esistenti fra le Forze Armate e la società nazionale. Il volume analizza i nuovi compiti affidati alle Forze Armate nelle cosiddette operazioni di pace, presenta la geopolitica e gli interessi nazionali italiani ed esamina alcune problematiche specifiche alla condizione militare, dai problemi della leadership alle ricorrenti tentazioni sindacali e restauratrici nelle Forze Armate…

cod. 165.15

Since the late nineteenth century the regions along the north-eastern Adriatic Sea, characterized by a complex pattern of Italian, Slovene, Croatian and other ethnic groups, have been a major battleground of opposing national movements. During the last decades of the Dual Monarchy the German speaking element no longer presented any particular danger to smaller groups of people in the region. Angelo Vivante wrote in 1912 that the only real ethnic conflict was the one between Italians and Slaves. Relations between Italians and Slovenes were characterized by collaborations well as by rivalry and confrontation, depending on which region and which period one may examine. Although it might be difficult to know the real weight of literary imagines and national stereotypes, one may find them in a lot of occasions along the clash between Italians and Slovenes in the 19th and 20th centuries. When in 1920 in the Treaty of Rapallo the former Austrian Küstenland was accorded to Italy; structural multilingualism and spontaneous assimilation processes were in contrast to various programs of ethnic cleansing or bonifica etnica. At first, it was the fascist movement in particular which proceeded with terror directed against Slovenian organisations, parties, clubs and newspapers. The systematic denationalisation campaign of the fascist regime began in various social areas with a certain delay. The political programmes of Italian and Slovene partizan-movements provided new national identities for inhabitants of the border region who had not assumed any particular national attitude or who had suffered by fascist denationalization campaigns accepting the italianità as their only national orientation. In the period after the second World War, subsequent to the assignation of Istria, Fiume and Zara to Yugoslavia, some hundred thousand Italians abandoned their homes and left. The abandoning of the Adriatic region by one of its principal ethnic-national components must be placed in the context of a fierce clash between opposed nationalisms, of rivalry between nation-states, and of the growing importance of national-totalitarian ideologies at the level of the individual state, upon which were superimposed the new divisions of the Cold War. Although in most cases the Italian’s decision to abandon their homelands was not a direct consequence of measures of expulsion, the decision to leave must be seen as the result of specific pressures which make it possible to describe this event as an example of mass expulsion.

Fabrizio Battistelli

Italiani e stranieri

La rabbia e l'imbroglio nella costruzione sociale dell'immigrazione

L’immigrazione, che come ogni fenomeno sociale presenta costi e benefici, non viene affrontata razionalmente, nella completezza e polivalenza delle sue implicazioni. Al contrario essa viene definita “una minaccia” e i suoi protagonisti, i migranti, vengono presentati come “nemici”. Accanto al pregiudizio coltivato da una parte rilevante dell’élite politica e mediatica, vi è la vulnerabilità di settori tra i più deprivati della popolazione autoctona, colpiti dagli sconvolgimenti della società contemporanea. La carenza delle istituzioni politiche democratiche consiste nell’aver sottovalutato il profondo disagio dei residenti nelle periferie fisiche e morali delle città e non aver investito nella rigenerazione degli spazi, nella riqualificazione del welfare, nella scuola e nel lavoro per i giovani, nella partecipazione dei cittadini.

cod. 11520.8