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Amedeo G. Conte

Kanon. Filosofia della regolarità

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 3 / 2004

Amedeo G. Conte’s paper Kanon is a philosophical analysis of the notion of regularity (regolarità, Regelmässigkeit, régularité). Conte distinguishes between four forms of regularity: (i) nomonomic regularity; (ii) nomophoric regularity; (iii) nomotropic regularity; (iv) nomological regularity. Nomonomic regularity is the regularity of actions which are performed for the sake of a rule, um einer Regel Willen (cf. Immanuel Kant’s phrase um des Gesetzes Willen). Nomophoric regularity is the regularity of the actions which are performed according to a rule, gemäss einer Regel (cf. Kant's phrase gemäss dem Gesetze). Nomotropic regularity is the regularity of the actions which are performed as a function of a rule. Nomological regularity is the regularity of the actions which are performed regularly, but without a rule. Nomonomic regularity, nomophoric regularity and nomotropic regularity are forms of nomic regularity (a nomic regularity is a rule-related regularity); nomological regularity is an anomic regularity (an anomic regularity is a regularity without rules).

Guido Morpurgo Tagliabue

Kant e la musica

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 1991

Anna Fabriziani

Kant e la relazione di causalità in uno scritto giovanile di Maurice Blondel (1885)

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2004

Lo scritto blondeliano sulla Doctrine de Kant sur la connaisssance comparée à celle de Hume et de Leibniz del 1885 (pubblicato recentemente dal «Bulletin des Amis de Maurice Blondel») è una testimonianza preziosa delle riflessioni con le quali il giovane Blondel prepara quel modello di conoscenza, proposto nell’Action del 1893, che gli permetterà di individuare l’origine del vincolo causale non nella condizione del puro pensiero, come sembrava aver fatto Kant, senza superare il fenomenismo di Hume, ma, in accordo con la tradizione filosofica inaugurata da Leibniz e precisata da Maine de Biran, nelle necessità pratiche della ragione. Il saggio blondeliano - che ha alle spalle la lettura delle opere più diffuse in Francia sul pensiero kantiano, condotta nella prospettiva della formazione filosofica ricevuta negli anni di liceo e nel periodo dell’École Normale - permette così di far luce su un aspetto assai significativo e poco conosciuto del lavoro storico-filosofico con cui il giovane Blondel va costruendo il suo progetto sull’Action.

Marina Savi

Kant e l'universale singolare

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 8 / 2000

In the Critique of Judgement, Kant considers the validity of aesthetic judgement as being dependent upon the principle of intersubjectivity. Accordingly, he conceives the standard of the beautiful in terms of a ‘subjective universal’. The author analyses Kant’s theory of aesthetic judgement from the point of view of the relation between the individual and his community. The reason behind this choice is that it is the intersubjective context - where, by the way, the evaluation of taste takes place - that makes dialogue and communication, and therefore, the universality of reason, possible. Within this framework, the individual subject acknowledges his own individuality only by comparing himself with other people. Or, to put it in Kant’s terms, everyone is what he is "provided he can move to the standpoint of others". savi@netsis.it

Franca D'Agostini

Kant era moneista?

PARADIGMI

Fascicolo: 1 / 2012

L’articolo si concentra sul problema della metafisica, abbozza un confronto tra la concezione di Kant e il noneismo (la prospettiva meinongiana delineata oggigiorno da Routley e Priest), e presenta la posizione di Kant in metafisica come una forma di realismo, benché corretto da semi-costruzionismo in epistemologia. È un punto che il cosiddetto "kantismo" contemporaneo ha sottovalutato: la critica di Putnam all’ontologia è dichiaratamene "kantiana" ma non prende in considerazione la speciale idea di ontologia e metafisica implicite nella concezione kantiana. Kant non rinuncia, come ritiene Putnam, al tradizionale progetto di descrivere metafisicamente la realtà in sé, ma piuttosto illumina la nozione di metafisica proponendo il metodo critico basato sull’idea di "mondo comune". Adotta così una sorta di metafisica liberalizzata insieme ad una semantica realista: ed è esattamente ciò che i meinongiani, e cioè i noneisti, cercano di fare.

Marco Sgarbi

Kant, Rabe e la logica aristotelica

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2009

Kant, Rabe e la logica aristotelica - This article shows the influence of the Aristotelian Paul Rabe on Immanuel Kant’s philosophy. In the first part, I reconstruct the status quaestions regarding Rabe in Aristotelian studies and in Kantforschung. The second part looks at Rabe’s life and works. It is demonstrated in the third part that Kant’s definition of dialectic as Logik des Scheins comes from Rabe’s definition of dialectic as logica ex apparentibus. The fourth part shows the Aristotelian origin of Kant’s doctrine of categories and schema and the fifth analyses the meaning of Rabe’s Analytica and its legacy in Kant. In the sixth section, the Aristotelian distinction kat’anthropon-kat’aletheian is examined in Rabe and Kant. The conclusion suggests that the chapter "Idee einer transzendentalen Logik" in Kritik der reinen Vernunft is an Einladungsschrift and that Kant became acquainted with Aristotle’s writings mainly between 1766 and 1772 when he was librarian at the Schlossbibliothek in Königsberg.

Carla Bagnoli

Kant's Contribution to Moral Epistemology

PARADIGMI

Fascicolo: 1 / 2012

This paper argues that the most innovative aspect of Kant’s ethical theory is not afirst-order normative ethics, even though the importance and long-lasting mark ofKant’s ethics of autonomy cannot be questioned. Rather, it consists in a constructivistaccount of moral cognition. This claim may be perplexing in more than one way, sinceconstructivism is often characterized both as a first-order account of moral judgmentsand as a retreat from epistemological and ontological commitments. This characterizationis misleading in general, and mistaken for Kant’s constructivism in particular.Kant’s constructivism is a methodological claim about the authority and productivefunction of reason and an epistemological claim about the nature of moral cognitions.

Jonas Ridderstråle, Kjell A Nordström

Karaoke capitalism.

Distinguersi per vincere la sfida della competitività

Un fuoco d’artificio di intuizioni folgoranti e perle di saggezza, che vi condurranno a capire, apprezzare e infine amare il cambiamento! Di loro è stato scritto scritto: "Se come me avete apprezzato Funky business, ancor di più apprezzerete Karaoke Capitalism. Controcorrente? Assolutamente! Originale? Senza ombra di dubbio! Ma se volete reinventare la vostra vita, il vostro lavoro o la vostra impresa è da qui che vi conviene iniziare." Tom Peters

cod. 1481.122

Viene reso omaggio al quasi dimenticato psicoanalista di Francoforte Karl Landauer (1887-1945), morto nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Landauer era stato paziente e allievo diretto di Freud, collaboratore e amico di Max Horkheimer, uno dei analisti di Lore e Fritz Perls e un pensatore critico e indipendente. Dopo un’introduzione sulla sua biografia e sulla fondazione dell’Istituto psicoanalitico di Francoforte, vengono presi in esame alcuni temi del suo lavoro che hanno anticipato aspetti della psicoanalisi contemporanea ed esercitato una influenza sulla terapia della Gestalt. Tra queste tematiche vi sono la sua applicazione morbida della psicoanalisi attiva, l’enfasi sul pensare e sul sentire in modo indipendente, la sua particolare attenzione agli affetti e al linguaggio del corpo (anticipando temi dell’infant research) e un interesse per i fattori sociali.

Questa panoramica accurata sulla produzione scientifica di Karl Marbe ci racconta la poliedricità di un ingegno raro nel contesto accademico del suo tempo, convenzionalmente diviso tra metodologie di indagine sperimentale e speculazione prettamente teoretica.

cod. 1582.13