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Nicola Strizzolo

Attacco informatico e mondo digitale tra prevenzione e difesa

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2014

The reticular structure of Internet represents his force, the standardization of a global codex has granted his planetary diffusion. The most important human activities have delegated control and management on to online computers. Finally, the power grid uses informatics online devices. This imposing, increasingly accelerated and interconnected use of the medium, however, has exposed so many users at serious, not only digital but also physical risks.

Bère Miesen

Attachment in dementia. Bound from birth?

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 37 / 2015

Dopo aver brevemente presentato la Teoria dell’Attaccamento, l’Autore illustra la ricchezza della sua applicazione in svariati ambiti clinici. I concetti di "comportamento di attaccamento" e di "storia dell’attaccamento" sembrano assumere, in questo contesto, un ampio valore esplicativo. La Teoria dell’Attaccamento di Bowlby è considerata, già da tempo, da molti ricercatori e clinici come un concetto fondante al quale fare riferimento per meglio comprendere la varietà dei comportamenti delle persone affette da demenza, dei loro familiari e dei professionisti della cura. L’ipotesi formulata suggerisce che le persone affette da demenza vivano in un mondo percepito come altamente traumatico, come conseguenza della loro crescente inabilità a riconoscere o attribuire un senso all’ambiente fisico ed al contesto sociale circostanti. Il concetto di "spazio di consapevolezza" é cruciale al fine di comprendere tale prospettiva del trauma. L’Autore evidenzia le modalità nelle quali la "strange situation", adattata al mondo degli anziani affetti da demenza, può fornire una chiave di lettura, in termini di attaccamento, circa i disturbi del comportamento, concepiti come l’espressione di bisogni di vicinanza e protezione.

Annalisa Valle, Davide Massaro, Teresa Rinaldi, Ilaria Castelli, Elisabetta Lombardi, Edoardo Alfredo Bracaglia, Francesca Sangiuliano Intra, Antonella Marchetti

Attachment representation, mentalization, and cognitive emotion regulation strategies at school

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2019

The present work investigates the link between attachment relationships, mentalization, and emotional regulation in 10-year-olds children. The aim is to verify if children - teacher attachment relationship could influence children’s mentalization style and cognitive/emotional regulation strategies. For this pur-pose, 110 children were tested with the Separation Anxiety Test-School Version, the Mentalizing task and the kids’ version of the Cognitive Emotion Regulation Questionnaire. The results show that Self-Reliance component of the attachment representation with teacher predicts both the negative scale of mentalization and the propensity to use the emotional regulation strategy of "Positive Refocusing". Likewise, the Avoidance scale and the Total scale of the Separation Anxiety Test-School Version also influence the use of the cognitive emotion regulation strategy "Putting into Perspective" and of "Positive Refocusing,- respectively. Results are discussed within the theoretical framework of multiple attachment theory, con-firming the hypothesis that affective relationships with professional caregivers - namely school teachers - play an important role in constructing self-representation and the abilities to regulate emotions in stressful situations.

Andrea Oskis, Jo Borrill

Attachment Style and alexithymia as predictors of nonsuicidal self-injury in young adults: A pilot study

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2019

Pathways from childhood trauma to non-suicidal self-injury (NSSI) include those high-lighting emotional regulation and attachment, which have been supported by research inves-tigating the functions of NSSI. This pilot study sought to explore this further by examining which specific dimensions of attachment style and alexithymia predict self-injurious behav-iour. Twenty-six young adults [mean (± SD) age 21.08 (± 3.95)], with experience of NSSI were compared to a matched control group. The Toronto Alexithymia Scale (TAS-20) and the Attachment Style Interview (ASI) were used. Findings revealed significantly greater levels of alexithymia, particularly the "difficulty identifying feelings" factor, in those with NSSI compared to the control group, as well as higher rates of insecure attachment style, particularly fearful insecure style. Examination of specific dimensions revealed ASI scales of "constraints on closeness" and "fear of rejection" and provided the best model of NSSI. These findings provide empirical support for the affect regulatory function of self-injury, but also highlight the importance of the interpersonal boundaries function, which may pro-vide a useful focus for treatment or intervention.

Monica Pedrazza, Giulio Boccato

Attachment style questionnaire: contributo alla validazione italiana

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2010

Nella prima infanzia, gli individui sviluppano stili di attaccamento che possono essere di tipo sicuro versus insicuro, a seconda delle reazioni della figura primaria alle loro richieste di protezione e sicurezza. Il particolare stile di attaccamento sviluppato nella prima infanzia influenza il modello operativo interno, nelle relazioni intime adulte, guidando percezioni, attribuzioni e stile comunicativo tra partner. L’Attachment Style Questionnaire (ASQ, Feeney, Noller e Hanrahan, 1994) si presenta come un ottimo strumento per la misurazione degli stili di attaccamento in età adulta: e di facile somministrazione e scoring, costa poco, ha ragionevoli proprietà psicometriche e validità di criterio. Lo scopo del presente studio e di contribuire alla validazione dell’ASQ nel contesto italiano: 402 studenti universitari hanno partecipato allo studio. I coefficienti di affidabilità variano da .64 a .71, presentando quindi moderati ma soddisfacenti livelli di affidabilità. La validità di criterio, esaminata tramite correlazioni sia tra le sottoscale dell’ASQ, sia tra queste e le descrizioni proposte da Hazan e Shaver (1987), confermano una buona corrispondenza tra lo strumento ed i profili. La struttura fattoriale e stata indagata attraverso analisi fattoriale confermativa che ha mostrato l’adeguatezza del modello a tre fattori: sicuro, evitante, ansioso. I risultati replicano quelli ottenuti da Feeney e colleghi anche nel contesto italiano. L’ASQ si pone dunque come un ottimo strumento auto-somministrabile per la misurazione delle differenze individuali negli stili di attaccamento anche in età adulta. Nella discussione sono affrontate alcune questioni metodologiche legate alla misura dell’attaccamento in età adulta.

Claudio Scalco, Gianluca Gambirasio

Atteggiamenti mentali e azioni per il successo

Come trasformare le ambizioni personali e professionali in risultati

La preparazione mentale è fondamentale, e rappresenta il presupposto per il successo. Questo libro si rivolge a chiunque sia alla ricerca di uno stimolo in più per raggiungere i propri obiettivi personali e/o professionali, e insegna, in modo pratico ed efficace, a rinforzare la fiducia, la motivazione, l’energia, l’autostima, la soddisfazione.

cod. 1796.244

Benedetto Conforti

Atteggiamenti preoccupanti della giurisprudenza italiana sui rapporti fra diritto interno e trattati internazionali

DIRITTI UMANI E DIRITTO INTERNAZIONALE

Fascicolo: 3 / 2008

Worrying attitudes of the Italian jurisprudence on the relationship between municipal law and international treaties - In the judgment No. 348 of 24 October 2007 of the Italian Constitutional Court it is stated that EC law is ‘self-executing’ and has a ‘direct effect’ within domestic legal order, while the same is not true for ECHR. In a recent judgement of 28 february 2008, No. 39, the same Court seems to endorse the opinion of the Administrative Tribunal which had asked her to statue whether an internal law was in contrast with the Italian Constitution and hence to be declared void. According to the opinion of the Tribunal, treaties would create only inter-governmental rules so that common judges, using their power of interpretation, could not even declare an internal law as superseded by a more recent international convention. Such an opinion should be rejected as archaic and absolutely wrong today.

Nonostante diversi studi internazionali abbiano dimostrato l’importanza dell’esperienza formativa degli psicoterapeuti, non esistono nel panorama italiano ricerche che indaghino le rappresentazioni degli allievi riguardo alla rilevanza di aspetti tecnici, relazionali ed emotivi nella loro pratica terapeutica. Nel 2016 il Gruppo Scuole Psicoterapia Psicoanalitica (GSPP) si è fatto promotore di una ricerca finalizzata a indagare gli atteggiamenti terapeutici degli allievi, le loro reazioni emotive in seduta e le opinioni riguardo alla supervisione. Il progetto di ricerca è stato condotto su un campione di 368 allievi, che hanno completato un format online, composto da una breve scheda anagrafica, dal Psychotherapy Process Q-Set (PQS), dal Therapist Response Questionnaire (TRQ), da un questionario sugli aspetti centrali della supervisione e dallo Short Supervisory Relationship Questionnaire (S-SRQ). I risultati mostrano che gli allievi conoscono bene, almeno a livello teorico, i caposaldi di una psicoterapia a orientamento psicoanalitico, anche se non è chiaro come si traducano queste rappresentazioni nella pratica clinica. Tra le reazioni emotive e controtransferali sono molto frequenti un senso di protezione nei confronti del paziente ed esperienze di sovraccarico e angoscia rispetto al proprio ruolo di terapeuta. Riguardo alla supervisione, le risposte degli allievi sono abbastanza discrepanti. Questi risultati sono stati discussi da allievi e docenti in una giornata di confronto, tenutasi il 13 maggio 2017 al Teatro Parenti di Milano.

Francesca Aversa, Francesca Tripodi, Filippo Maria Nimbi, Roberto Baiocco, Chiara Simonelli

Atteggiamenti verso il matrimonio e il parenting di persone lesbiche e gay: correlazione con sessismo, omofobia e stigma sessuale interiorizzato

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2017

L’obiettivo della presente ricerca è verificare la correlazione esistente tra gli at-teggiamenti verso il matrimonio e il parenting di persone lesbiche e gay e i livelli di sessismo, omofobia sociale e stigma sessuale interiorizzato. I partecipanti sono 826 soggetti (534 F, 292 M), di età compresa tra 18-70 anni. Il 59,8% si è definito "esclusivamente eterosessuale", il 29,2% "esclusivamente omosessuale", l’11% bisessuale. È stata riscontrata una correlazione positiva tra sessismo e omofobia e tra sessismo e stigma sessuale interiorizzato. I maschi ottengono più alti punteggi di sessismo e omofobia. Gli eterosessuali risultano significativamente meno favo-revoli al matrimonio e alla genitorialità gay e lesbica rispetto ai non eterosessuali. I risultati offrono un contributo alla ricerca scientifica Italiana, ancora oggi carente, sulle variabili associate agli atteggiamenti verso il matrimonio e il parenting di persone dello stesso sesso.

Lavinia Falese

Atteggiamenti, motivazioni e rappresentazione sociale dello sport negli aspiranti operatori del settore

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 1 / 2013

L’obiettivo del presente studio è di analizzare le rappresentazioni sociali dello sport, come esso viene percepito e oggettivato, in un campione di 518 operatori o aspiranti operatori del settore sportivo. Considerare gli orientamenti globali delle persone a partire dalle trasformazioni sociali e culturali può contribuire a una comprensione più profonda dei differenti motivi per cui si intraprendono attività del tempo libero e in particolare l’esercizio fisico. Lo strumento utilizzato per l’indagine è stato un questionario le cui tematiche principali erano: caratteristiche della partecipazione sportiva; motivazioni alla pratica; orientamento ai valori e ai modelli culturali dello sport contemporaneo; definizioni e scopo dello sport per tutti; orientamento ai valori e ai modelli culturali di riferimento nella società, osservato utilizzando la scala Inglehart (1996). I risultati hanno evidenziato una tendenza degli intervistati, principalmente studenti universitari, orientata al postmaterialismo. I dati che descrivono le relazioni tra le sensibilità materialistepostmaterialiste, gli atteggiamenti nei confronti dello sport e le motivazioni alla pratica sportiva, evidenziano che coloro i quali hanno un atteggiamento nei confronti dello sport di tipo competitivo, con motivazioni di tipo strumentale, hanno una sensibilità più orientata al materialismo rispetto a coloro che hanno motivazioni intrinseche di tipo espressivo e una predilezione per le pratiche dello sport per tutti, con tendenza a valori postmaterialisti. Questo studio si mostra in linea con l’idea di Inglehart secondo cui si sta producendo una tendenza verso i valori postmaterialisti nelle società occidentali avanzate e questa tendenza ha implicazioni sul modo in cui i cittadini sviluppano le loro attività quotidiane.

L’articolo prende in esame una "caduta" avvenuta nel corso di un’analisi, in un momento in cui l’attenzione analitica era focalizzata sul livello conscio, dissociata dagli aspetti incarnati e viscerali del paziente. L’attenzione focalizzata troppo rigida viene qui descritta come una potenziale difesa che tiene a distanza le esperienze di sopraffazione e vulnerabilità inscritte nel corpo, esperienze che potrebbero dominare oscuramente parti della personalità non illuminate dal ristretto raggio di luce della consapevolezza cosciente. D’altra parte, come un sogno che emerge dall’inconscio, così un enactment dell’analista porta nella stanza d’analisi aspetti trascurati della relazione transferale. In seguito, la mente sognante del paziente ha prodotto alcune immagini che hanno suggerito una lettura della dinamica sottostante. Queste sottili comunicazioni, insieme all’atteggiamento del paziente nei confronti del momento di assenza dell’analista, sono considerate come fattori positivi per il raggiungimento di una maggiore integrazione delle esperienze incarnate. Viene discussa la difficoltà dell’analista nel riuscire a formulare tali eventi, insieme alla necessità di tenere in mente tali "accadimenti" per lunghi periodi di tempo prima che possa esserne adombrata una spiegazione.