La ricerca ha estratto dal catalogo 105475 titoli
Guida pratica per l'attivazione da parte di cooperative sociali
cod. 1046.41
Nelle geografie delle città universitarie italiane, Torino emerge per la vivacità del mercato dell’abitare studentesco. Il contributo guarda all’aumento dell’offerta per studenti mettendo in luce il ruolo degli attori e delle politiche: il pubblico tra piani e definanziamenti strutturali, i privati tra capacità di fare rete e grandi operazioni immobiliari. Gli esiti di queste azioni parallele si mostrano nella crescita di un settore dell’abitare per studenti sempre più esclusivo ed inaccessibile.
Il progetto VAMP e altre esperienze di valorizzazione dei residui
cod. 1810.1.18
Remnants of Verificationism - Some Wittgensteinian scholars have claimed that, after his transitional stage (1929-1932), Wittgenstein renounced all forms of verificationism. Others hold that remnants of verificationism can be found even in the later Wittgenstein’s reflection, although the verificationist theory of meaning as such is no longer maintained. In support of the latter view I try to show that the discussion of the relation between thought and language in the Investigations (§§ 316-362) is partly based on verificationist assumptions.
Le città resili(g)enti, capaci di combinare resilienza e intelligenza (digitale e umana), sono quelle che non solo sopravvivono agli shock e agli stress, ma che utilizzano queste esperienze come opportunità per trasformarsi e migliorare. Questo processo di trasformazione può includere l’adozione di politiche e strategie che promuovano la sostenibilità in un processo dinamico che richiede un impegno costante e la capacità di anticipare e pianificare il futuro. Tra le sfide della resilienza urbana territoriale sta prendendo piede sempre di più quella legata al over-tourism, che la ricerca Dream Cities cerca di inquadrare da rischio a risorsa, immaginando nuove logiche territoriali di ridistribuzione.
Le pastoralisme de montagne, défini comme l’ensemble des activités d’élevage valorisant par un pâturage extensif les ressources fourragères spontanées des espaces naturels montagneux, joue un rôle non négligeable dans la production de produits de qualité. Toutefois, des pressions d’ordre économique, politique et environnemental viennent aujourd’hui défier cette activité. Ce mode d’élevage extensif souffre ainsi par exemple des conséquences du changement climatique avec notamment des sécheresses impactant la végétation présente en altitude. Cette étude vise donc à explorer la littérature de la résilience et des systèmes socio-écologiques afin de déterminer si les activités pastorales de montagne en France détiennent des caractéristiques de résilience.
cod. 11111.9
Resilience is the ability to emerge strengthened from adversity. Recently, as the Covid-19 pandemic has impacted adolescents’ growth processes, investigating which psychosocial variables make adolescents resilient has become essential. The aim of the study is to investigate which are the significant predictors of resilience in a sample of Italian adolescent students (N = 1266, 47% male, mean age = 14.96 years) one year after the end of the pandemic. Participants responded to a battery of tests, administered online, that included measures of: resilience, ad hoc items on meditation frequency, self-compassion, self-efficacy in managing positive and negative emotions, and coping. The results of a linear regression model revealed that the predictors of resilience in adolescents in the post-pandemic period were: frequency of meditation (ß =.61, p <.01), self-efficacy in regulating positive and negative emotions (ß =. 41, p <.001; ß = .19, p << 001), self-reliance (ß = .11, p < <.001), mindfulness (ß = .11, p < 01), low over-identification (ß = -.06, p < 05), future perspective (ß = .11, p <.001) and problem orientation (ß = .17, p << 001). These findings emphasize the importance of cultivating these psychosocial variables to promote adolescents resilience in the face of adversity. The implications of the present study are discussed.
Il trauma spiega come un evento esterno laceri gli involucri dell’Io e sconvolga il mondo interno della persona. La resilienza mette in evidenza le condizioni di guarigione di un Io vulnerabile. La resilienza come fenomeno legato alle reti neuronali dimostra come il deterioramento sensoriale alteri lo sviluppo del cervello; tuttavia una riorganizzazione del contesto può riattivarne il funzionamento. La resilienza su base affettiva studia il riemergere nell’individuo di strategie di ricerca fi nalizzate a costruire relazioni rassicuranti di prossimità. La resilienza dei sistemi familiari mostra come una famiglia supportiva rinforzi un membro traumatizzato. La resilienza nell’adolescenza prende in considerazione i cambiamenti biologici, affettivi e sociali propri di questo delicato periodo della vita. La resilienza nell’età adulta analizza i meccanismi di difesa che impediscono o favoriscono il processo evolutivo. La resilienza nelle coppie anziane evidenzia come i disfunzionamenti di uno dei membri possano alterare l’intersoggettività della coppia e, d’altro canto, come l’empatia protegga entrambi. La resilienza nei processi culturali sottolinea l’importanza dei miti che strutturano rituali di interazione e dell’arte che modifi ca la rappresentazione del Sé ferito.
L’articolo approfondisce il tema della resilienza da un punto di vista interdisciplinare, psico-socio-economico, secondo il paradigma sistemico. Dopo una prima distinzione fra la resilienza dei sistemi chiusi e aperti, si delineano due approcci alla resilienza: conservativo e trasformativo. Per mettere ordine tra i vari costrutti di resilienza ed evidenziare quali interrelazioni vi siano tra questi processi sono indagate le modalità di intervento adottate in risposta agli shock e i fattori protettivi che favoriscono la resilienza nonostante le vulnerabilità e, in particolare, il "senso di coerenza". Gli autori, quindi, propongono un modello positivo sistemico basato sull’apprendimento in cui sono delineati quattro livelli di resilienza, di cui quella conservativa e trasformativa sono considerate forme di apprendimento distinte. Viene inoltre individuato un livello superiore, e piuttosto raro, di resilienza trasmutativa o evoluzionaria. Questo modello si propone non solo di raccordare, organizzare e dare senso alle diverse declinazioni del concetto in esame, ma prevede anche la possibilità di accedere a livelli superiori della scala di resilienza. Quanto pro-posto potrebbe rappresentare uno stimolo ad incentivare la rivalutazione e la riorganizzazione, da parte del policy maker, dei vigenti modelli di governance. A que-sto proposito gli autori ritengono necessarie ulteriori ricerche, in particolare: appro-fondire le diverse modalità di accesso dai livelli inferiori a quelli superiori di resi-lienza, nonché le possibili declinazioni del modello proposto in modelli normativi. Dal momento che le sfide odierne si configurano sempre più come minacce di natura globale, esse impongono all’umanità un cambiamento epistemico e lo svilup-po di una resilienza che possa favorire un senso di identità comune basato sulla coscienza della comunità di destino umana.
L’articolo presenta i risultati di uno studio di caso condotto a Sirogojno, situato in una regione serba con elevate potenzialità di sviluppo agricolo e turistico. La ricerca ha rappresentato l’occasione per problematizzare alcuni dei concetti centrali nel dibattito dei regional studies, come "sviluppo sostenibile" e "resilienza". In particolare, l’analisi si propone di illustrare quest’ultimo, come dimensione del concetto di "territorializzazione", operativizzato nel percorso di ricerca.
Resilience and children away from home: A research on 21 hidden child survivors of the Holocaust - This paper reports on a qualitative research about resilience processes in Holocaust child survivors, particularly hidden children. Data refer to 21 life stories collected through 19 semi-structured interviews and 2 published biographies and analyzed assuming a Long Term approach that focuses on all life trajectories to obtain developmental outcomes within a life time perspective. The main aim of the research is to understand the protective factors that enable child survivors to develop and grow and can be used by social practitioners working with vulnerable children and families, in order to foster similar resilient responses in children away from home. Key words: resilience, child survivors, Holocaust, children out of home, protective factors.
Teorie e tecniche nei contesti di vulnerabilità
Il volume ha l’intento di offrire agli operatori in contesti di vulnerabilità e di emergenza strumenti e competenze psicologiche e/o pedagogiche per l’intervento, con particolare riguardo al “costrutto della resilienza”, la capacità di adattarsi con successo a situazioni stressanti, avversità e traumi significativi.
cod. 1305.139
L'impatto dei disastri naturali sulle piccole imprese commerciali al dettaglio
Cosa rende alcune imprese maggiormente capaci di rispondere a eventi critici inattesi? Il volume affronta il tema della resilienza d’impresa ai disastri naturali, con particolare riferimento ai piccoli imprenditori commerciali al dettaglio colpiti dal sisma del 2012 in Emilia. I risultati delle analisi svolte ci dicono che ad ogni fase del disastro naturale i retailer sono chiamati ad attivare differenti dimensioni della resilienza, con diversa intensità.
cod. 365.1180
Il presente articolo, partendo dall’esperienza psicoterapica con i pazienti trapiantati, vuole riflettere sul successo/insuccesso di alcuni percorsi di psicoterapia individuale e familiare con questa specifica categoria di pazienti. Tale peculiare contesto di intervento psicoterapico, infatti, se da una parte agisce come catalizzatore di cambiamento innescato dal momento di crisi connesso alla malattia, dall’altra sembra indurre il paziente e il suo sistema familiare a ricreare attorno alla malattia e alla cura uno pseudoequilibrio. L’onda emotiva evocata dalla malattia sembra capace di creare un movimento funzionale all’adattamento della famiglia all’evento paranormativo. Ciò, spesso, determina anche la risoluzione di sintomi e disagi psicologici inizialmente inquadrati come reattivi all’esordio della patologia organica. L’esperienza clinica in quest’ambito, tuttavia, ci porta a ritenere che tale cambiamento e/o crescita, nel corso del percorso di cura di questi pazienti, subisca un blocco/ricaduta che fa riemergere la sintomatologia psicologica proprio nel momento in cui viene meno l’emergenza clinica. Ciò porta a chiederci quanto gli sforzi reattivi di un individuo o di una famiglia davanti alla malattia si possono definire resilienza e quanto il loro fallimento si connota come una resistenza al cambiamento.