RISULTATI RICERCA

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I cambiamenti nella struttura sociale e demografica del nostro Paese, l’emergere di nuovi rischi sociali e le conseguenze connesse alla recente crisi economica hanno profondamente cambiato il volto del sistema di welfare italiano. Negli ultimi anni, il sistema di protezione sociale pubblico è apparso in crescente difficoltà nel fornire risposte alle crescenti richieste provenienti dai cittadini. Di conseguenza, sono nate forme di intervento sociale che, mobilitando risorse economiche non pubbliche, hanno cercato di integrare e sostenere il welfare state. Tra queste vi sono le iniziative di welfare aziendale. Secondo recenti ricerche, la diffusione di tale fe-nomeno non sembra però progredire in maniera uniforme nel territorio del nostro Paese. Una delle strade più promettenti per superare questo limite può essere quella dell’aggregazione. Nell’ultimo periodo sono state molte le esperienze di imprese che - comprendendo le potenzialità del welfare aziendale - hanno costituito reti di aziende e hanno preso parte a network multi-attore formati anche da soggetti del Terzo Settore e da istituzioni pubbliche. Sulla base di queste premesse, lo scopo del presente contributo è quello di individuare e approfondire le caratteristiche fondamentali che possono aiutare a descrivere in maniera sintetica le esperienze realizzate in Italia. Per far ciò, partendo proprio dall’osservazione di tali dinami-che, saranno analizzati alcuni network che si sono proposti di strutturare piani di welfare aziendale.

Massimo Marrelli, Alfredo Del Monte

Reti delle industrie culturali e creative in Campania.

Il contributo delle politiche pubbliche

Alcuni risultati di ricerca dell’Osservatorio Socio-Economico per la valorizzazione del patrimonio culturale a supporto dello sviluppo locale del Progetto SNECS (Social Network delle Entità dei Centri Storici). In particolare il lavoro prende in esame lo studio dell’industria culturale e creativa (ICC) in Campania, che ha goduto di larghi finanziamenti pubblici che non sempre hanno avuto l’effetto di incrementare l’effettiva collaborazione fra i vari soggetti coinvolti.

cod. 365.1157

Marco Serino

Reti di collaborazione tra teatri di produzione in Campania

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 138 / 2015

Questo saggio presenta alcuni risultati di una ricerca sulle reti di collaborazione tra teatri di produzione della Campania, ai fini della coproduzione di spettacoli. L’indagine adotta gli strumenti di base della social network analysis per descrivere ed analizzare le proprietà formali delle rete costruita, con particolare riferimento alla centralità di alcuni attori rispetto ad altri. La rete di coproduzione teatrale è considerata come una rete di affiliazione, di tipo two-mode, che coinvolge più organismi i quali risultano legati in base alla loro partecipazione alle stesse coproduzioni. Lo studio presentato mira inoltre a comprendere i presupposti della collaborazione in ambito teatrale e alcune dinamiche specifiche del lavoro svolto in tale settore. A tal fine, i risultati sono discussi con riferimento sia all’analisi di rete che al materiale derivante da interviste somministrate ai membri delle organizzazioni interessate dalla ricerca.

Fabio Corbisiero

Reti di cooperazione e capitale sociale

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 109 / 2006

Il saggio si pone l’obiettivo di analizzare il cambiamento prodotto dalla legge 328/00 sul sistema di politica sociale regionale, attraverso l’attuazione dei Piani Sociali di Zona. A tal fine vengono analizzati i recenti mutamenti avvenuti nel welfare state italiano nonché la ricaduta territoriale del sistema programmatorio previsto dalla legge 328/00. L'analisi si innesta su un paradigma sociologico di riferimento - quello del capitale sociale - che offre lo spunto per una riflessione teorica sullo scenario “cooperativo” aperto dalle logiche di rete previste dalla normativa in vigore e sul modello di welfare a livello locale che si sta delineando. Attraverso lo studio di caso relativo alla Regione Campania l’ultima parte dell’analisi rileva in che modo il Piano Sociale di Zona abbia migliorato il rendimento istituzionale della Regione attivando la partecipazione del Terzo settore e della rete interistituzionale.

Rossella Di Federico

Reti di governance e di coordinamento: il riposizionamento degli attori dello sviluppo locale

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 2 / 2013

L’articolo mette a fuoco il concetto di sviluppo territorializzato. In particolare, l’autrice evidenzia come le politiche europee 2014-2020, che avranno come oggetto dei fondi strutturali le macro-Regioni funzionali, determineranno un cambiamento nelle dinamiche di governance multilivello ed un riposizionamento degli attori strategici dello sviluppo all’interno delle reti della governance locale. Questo riposizionamento consiste nell’acquisizione da parti di tali attori di "nuove competenze" utili a realizzare il passaggio da una politica di sviluppo di tipo settoriale ad una di tipo territoriale, così come previsto a livello europeo. Molte sono le resistenze rispetto a questo nuovo approccio allo sviluppo, specialmente da parte delle élite politiche locali, che, tradizionalmente, continuano ad essere legate ad interessi particolaristici, trascurando la rappresentanza politica dei territori.

Maria Vincenza Ciasullo

Reti di impresa

Criticità e prospettive per la competitività dei sistemi produttivi campani

Il lavoro è frutto di una ricerca condotta con lo scopo di elaborare politiche ed interventi efficaci per il miglioramento della competitività del sistema produttivo campano. I risultati della ricerca hanno permesso da un lato di delineare e proporre un modello di sintesi delle reti di impresa teso a qualificare i driver e le strategie più adeguate per l’incremento della competitività; dall’altro di evidenziare criticità e indicazioni teorico-manageriali oltre che di policy per lo sviluppo degli aggregati reticolari campani.

cod. 10390.1.1

Il volume ha ad oggetto l’intersezione tra collaborazione imprenditoriale, politiche di coesione territoriale e strumenti di rafforzamento del mercato del lavoro. la ricerca esplora il più ampio quadro della collaborazione inter-imprenditoriale, per verificare se il contratto di rete possa costituire uno strumento in grado di valorizzare i territori, anche e soprattutto mediante l’aumento delle opportunità occupazionali, nella prospettiva della rete come autonomo mercato del lavoro.

cod. 10300.2

Stefano Benini

Reti di possibilità

Quando la pedagogia incontra le prassi sanitarie

L’opera propone alcune «buone pratiche pedagogiche» in sanità, in riferimento ai contributi di alcuni pedagogisti italiani che in questi ultimi anni si sono dedicati alla formazione del personale sanitario e allo sviluppo della corrente della pedagogia medica. Si tratta di un lavoro che si rivolge a tutti gli operatori sanitari – ma anche a quelli dell’educazione – che costantemente si misurano con i pensieri e le azioni che compongono l’esperienza di quella che viene definito immateriale della cura.

cod. 565.1.5

Paola Di Nicola, Sandro Stanzani

Reti di prossimità e capitale sociale in Italia

La complessa tematica della rilevanza delle reti di prossimità in Italia, attraverso l’analisi della capacità delle reti comunitarie di rappresentare una fonte, più o meno diretta, di capitale sociale per gli individui. A partire da dati rilevati su un campione rappresentativo della popolazione italiana, il testo studia le relazioni tra caratteristiche delle reti di prossimità e capitale sociale.

cod. 1534.2.26

Francesca Cristini, Massimo Santinello

Reti di protezione

Prevenzione del consumo di sostanze e dei comportamenti antisociali in adolescenza

Il volume si rivolge a quanti si occupano, a vario titolo, e sono coinvolti nella programmazione e attuazione di azioni preventive. A loro offre un mondo ricco di esperienze e prassi consolidate, nonché riflessioni teoriche e di ricerca che costituiscono dei punti di non ritorno.

cod. 435.20

Flavia Franzoni

Reti di servizi e comunità per l’inserimento lavorativo dei pazienti psichiatrici

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2009

Work inclusion of psychiatric patients. Community and service networks - A vast and complex legislation for disabled and disadvantaged people regulates the work inclusion of psychiatric patients. However, the implementation of this legislation - particularly in the case of mentally distressed persons - is difficult to enforce, for inclusion requires continuity and collaboration, comprising: different local mental health and social services, the non-profit sector, and the companies that take on the new "social responsibility" of integrating disabled persons. Community networks are valuable resources for implementing work and social inclusion. The author explores ways of collaboration between all stakeholders in order to strengthen social and work integration processes, based on a common culture of social inclusion.

Key Words: service network, targeted employment, employability, social and educational inclusion, corporate social responsibility, competent community.

Parole Chiave: rete dei servizi, collocamento mirato, occupabilità, integrazione socio-sanitaria ed educativa, responsabilità sociale di impresa, comunità competente.