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For internationally operating firms, development costs can be capitalized under specific conditions required by IAS 38. Some conditions refer to the "ability to measure reliably the expenditure attributable to the intangible asset during its development". To verify those conditions, appropriate Information Technology (IT) and organizational procedures may be adopted within the organization. Introduced for translating IAS 38, IT may enable the control of development projects and processes. This occurs to the extent that IT has the power to attract different agencies. Drawing on ANT inspired literature, we translate Quattrone and Hopper’s (2006) conceptualization of IT as a heteromogeneous object, which relies on an object’s combination of being a ‘fact’ and an attractor. The theoretical arguments inform a case study on the control of development projects at STMicroelectronics, a multinational company operating in the semiconductor industry. The case evidences show how capitalizing and controlling development projects are jointly translated though the mediation of IT. Moreover, the case highlights how controls of development projects are systems of conjunctions among behaviour, accounting and personnel controls which mediate among the organizational actors involved in development projects.

Ruggero Paladini

Capital-Labour Taxation and Progressivity in Cosciani’s Thought

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 3 / 2014

Cosciani’s ideas on the subject of direct taxation have remained constant over time, from the earliest formulations. The tax preference for income from work is based on theoretical arguments based on the value theory; regarding progressivity, Cosciani shared the view that in theory there were no objective reasons for or against, but that progressivity was an historical process (also enshrined in the Constitution). Moreover, preferences for a property tax rather than a capital income tax, and for a tax on personal income are expressed by the author since the first studies.

Marco Bianchi

Capo Caporale e Leader

La leadership dei manager italiani (vista da tutti quelli che li guardano dal basso)

Questo libro si rivolge a quanti lavorano in un’azienda, piccola o grande, PMI o multinazionale che sia. L’intento dell’autore (che per decenni ha lavorato in azienda) è quello di guardare i manager e i leader da una prospettiva particolare: quella di chi sta in azienda, ma guarda il dirigente da cui dipende “dal basso”. Lo scopo è quello di consentire la valutazione dei differenti modi con cui i manager interpretano il proprio ruolo e, se il lettore è già un manager, farlo riflettere su come migliorare.

cod. 2001.188

Alessandra Modugno, Paola Premoli De Marchi

Capolavoro e mistero

Esperienza e verità dell'essere umano

L’essere umano è “capolavoro” e insieme “mistero”: questa la tesi delle autrici che sono mosse dal desiderio di portare alla luce alcune verità fondamentali sulla persona, nella consapevolezza che l’appello di Socrate, “conosci te stesso”, esprima un compito ineludibile per l’essere umano, anche se implica sperimentare la difficoltà di afferrare pienamente la propria essenza. La bellezza della persona resta incomparabile tra gli esseri e può essere oggetto della conoscenza, pur restando essa, sotto molti aspetti, un enigma.

cod. 495.256

Attraverso la consultazione di fonti primarie, fonti a stampa e documenti istituzionali, l’articolo considera l’evoluzione dell’attenzione pubblica in merito alle relazioni tra il fenomeno del caporalato e l’ingresso di manodopera straniera nelle campagne dell’Italia meridionale tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Novanta. Citando ricerche scientifiche, articoli della stampa quotidiana e periodica, atti parlamentari, l’autore ricostruisce l’elaborazione del rapporto tra sfruttamento del lavoro agricolo e immigrazione in particolari contesti del Mezzogiorno e nel mondo sindacale e istituzionale.

Il saggio contiene una rilettura della battaglia di Caporetto, da un punto di vista originale: quello delle novità strategiche emerse in quell’episodio fondamentale della prima guerra mondiale. Centrale nell’articolo è la figura di Giulio Douhet, che denunciò in occasione di Caporetto proprio il fallimento della strategia offensivista di Cadorna e l’affermarsi invece della "guerra di posizione" come modalità prevalente della guerra novecentesca. La tesi che ormai la guerra era "totale" - non riguardava cioè più solo la "tecnica" militare, ma coinvol- geva integralmente, dal punto di vista materiale e morale, tutte le parti in lotta - è qui ricostruita nel dibattito italiano. Da una parte Douhet, che declinò in termini totalitari, aderendo al fascismo, il motivo dell’indistinto politico-militare; dall’altra Gramsci, che con i concetti di "guerra di posizione" e "cadornismo politico" cercò di trarre dalle novità della prima guerra mondiale, conseguenze politiche capitali, segnatamente in ordine a una "rivoluzione" che non fosse più quella "di movimento" dell’Ottobre bolscevico.

Clara Silva, Maria de Lourdes Jesus

Capoverdiane d'Italia

Storie di vita e d'inclusione al femminile

Il volume vuole far luce sui processi di inclusione sociale e culturale della comunità capoverdiana in Italia, con l’intento di andare oltre lo stereotipo della donna immigrata come figura passiva e rassegnata, soggetto debole incapace di affrontare da protagonista le sfide dell’immigrazione, al fine di far emergere e comprendere meglio la ricchezza dei percorsi di integrazione, senza trascurare i vissuti e le esperienze ad essi connessi.

cod. 1115.36

Individuare le condizioni per promuovere una transizione postcar in territori altamente dipendenti dall’auto, come gli ambiti periurbani e a bassa densità insediativa, rappresenta una sfida da commisurare alle diverse pratiche di mobilità, condizioni insediative, infrastrutturali e socioeconomiche che caratterizzano questi contesti. Il servizio qui proposto presenta i risultati preliminari della ricerca Prin_Recap che studia le forme e i gradi di dipendenza dall’auto in tre contesti periurbani e montani (Unione montana del Pinerolese, Bassa Pianura Bergamasca, corridoio SchioMontebelluna), analizzati attraverso variabili qualiquantitative capaci di restituirne il carattere processuale e multidimensionale in riferimento agli aspetti sociospaziali, di dotazioni infrastrutturali, e alle preferenze individuali.

Car dependency deals with spatial and subjective features that add complexity to this concept. This research tries to bridge quantitative and qualitative approaches by exploring the results of a survey on inhabitants’ attitudes and perceptions of car dependency across Lombardia’s diverse territorial contexts. The results reveal heterogeneity within and across different car dependency spatial clusters, challenging deterministic assumptions about car dependency based solely on sociospatial factors. Key findings include the nuanced relationship between selfperception of car dependency, the features of the territorial context, and how users relate to space, activities, and automobiles. The insights underscore the interplay between spatial and subjective dimensions of car dependency, offering a wider understanding of the phenomenon.