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Il volume presenta il carteggio tra Antonio Rosmini e Pier Luigi Bertetti, suo procuratore a Roma nel periodo del cosiddetto “esame delle opere”, cioè del processo cui fu sottoposta la produzione rosminiana davanti alla Congregazione dell’Indice, nel periodo 1850-1854, culminante col riconoscimento in essa dell’assenza di elementi degni di censura. Il vasto e rilevante carteggio getta nuova luce sul complesso della questione rosminiana e offre un quadro molto articolato della Chiesa universale nel suo vertice mentre emergevano pericolose tendenze di reazione nei confronti delle forze cattoliche riformatrici.
cod. 505.27
The Correspondence between Renzo De Felice and George L. Mosse ABSTRACT: Renzo De Felice and George L. Mosse were bound by a long-standing friendship and an intense intellectual intercourse since they met for the first time in 1967. The letters they exchanged between 1971 and 1991 (until now largely unpublished) permit to re-examine some important moments of the two scholars’ intellectual biographies and to fathom the extent of the influences they exerted on one another’s studies. Through the analysis of their correspondence, the editors determine three phases in the relationship between De Felice and Mosse: the beginning of their friendship (until mid 1970s); the period of their strongest mutual understanding (from the Italian translation of Mosse’s Nationalization of the Masses in 1975 to mid 1980s); the loosening of the ties between them (until De Felice’s death).
Studi sul pensiero filosofico e scientifico meridionale tra Seicento e Settecento
Il volume ricostruisce momenti e protagonisti delle letture cartesiane a Napoli: da Cornelio a di Capua, da Caloprese a Gravina e Vico, da Fardella a Campailla fino ai primi decenni del Settecento con Metastasio, Doria e Spinelli.
cod. 495.265
Cartesio epistemologo tratteggia un nuovo modo di promuovere e comunicare le scoperte scientifiche. Smaschera, tra l’altro, il paradosso del cartesianesimo per cui Cartesio diviene l’icona del dualismo mente-corpo e il suo nome invocato come un mantra per legittimare i più vari riduzionismi scientifici e tecnologici.
cod. 495.242
Teo Vignoli, Miriam Savarese, Michela Tazzini, Stefano Aringhieri, Paola Avveduti, Giorgia Bondi, Monica Bosi, Simona Brunetti, Luigi Caputo, Gaetano Cerreto, Luigi De Donno, Sabrina Ferroni, Daniela Forlano, Giuseppa Ghetti, Cinzia Ghidoni, Daniele Innocenti, Giovanna Maria Latino, Mirta Malpassi, Andrea Martini, Elisa Martino, Antonella Monti, Angela Piovani, Federica Righi, Barbara Rossi, Marina Caterina Staccioli, Edoardo Cozzolino
Geografia, spazi interni e confini in un piccolo Stato italiano tra Medioevo e Ottocento
cod. 1792.100
L’idea di un altrove inteso come luogo dell’altro è sempre stata storicamente legata a qualcosa di lontano, di geograficamente lontano, la cui localizzazione era distante dal mondo dell’osservatore, e spesso si è sovrapposta, ha coinciso o si è coniugata con l’archetipo esotico. Caratteristica peculiare dell’esotismo è di essere più una critica della società e dei territori di appartenenza che una valorizzazione dell’altro e dell’altrove, anche se la figura dell’esota viene tramandata come il primo esempio di colui che ha preferito sistematicamente l’altro a se stesso e l’altrove al paese in cui viveva abitualmente. In realtà l’elogio degli altri e dell’altrove, favorito dalla seduzione dell’umana stranezza e dal fascino delle terre incognite, andava di pari passo con l’ignoranza al loro riguardo: nell’ideale esotico la preferenza era accordata al lontano per il fatto stesso che era remoto, proprio perché la distanza consentiva di mitizzare popoli, culture, luoghi sconosciuti. E più erano lontani e non li si conosceva, più apparivano desiderabili e migliori. Questo articolo guida il lettore in un viaggio affascinante che, partendo dalla cartografia antica, giunge fino all’immigrazione di oggi, che hanno avvicinato ciò che era lontano. L’argomentazione è strutturata in questi paragrafi: 1. Alterità, esotismo e cartografia moderna; 2. L’altrove lontano: eurocentrismo e cartografia coloniale; 3. L’altrove vicino degli immigrati tra noi; 4. Multiculturalismo e xenofobia, globalizzazione e cittadinanza.
Mapping per la governance ambientale e urbana
Il volume presenta la cartografia partecipativa come sistema comunicativo utile nella progettazione territoriale e propone un’analisi volta a comprenderne la natura e analizzarne le applicazioni e potenzialità nell’ambito della governance ambientale e urbana.
cod. 1111.5
Rappresentazioni, visualità, estetiche nella teoria critica delle cartografie contemporanee
Le mappe, pur essendo considerate una forma di linguaggio “esausto” da parte di numerosi geografi, continuano a proliferare incessantemente e ad arricchirsi semanticamente attraverso diversi media, nell’arte e nella vita quotidiana. Il libro confronta idee, teorie e metodi provenienti dagli studi culturali, femministi e postcoloniali, dalla cultura visuale e dall’estetica con il pensiero della nuova geografia culturale e della cartografia critica, sperimentando nuove possibilità di coesistenza fra la decostruzione della Ragione Cartografica e la contemporanea Map Theory.
cod. 11111.1
Interfacce per l'accesso agli spazi della conoscenza
Obiettivo del volume è di ipotizzare le basi per una cartografia dei nuovi spazi: un approccio che possa sfruttare l’esperienza sviluppata dalla tradizione cartografica nella rappresentazione di spazi complessi, aperti e senza confini definiti. Dalla ricerca emerge la formalizzazione di una metodologia progettuale sotto forma di retorica cartografica che trasferisce nel contesto degli spazi del sapere le principali operazioni semantiche, sociali e culturali utili a tradurre il territorio in mappa.
cod. 313.1.5
Alessandra Lorini si sofferma, nella rubrica Mass media, sul dibattito in corso negli Stati Uniti sui linciaggi tra Otto e Novecento, originato dalla mostra fotografica Without Sanctuary (New York, 2000) che ha mostrato quanto sia conflittuale la memoria storica di quel fenomeno.