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L’articolo esamina l’attuale configurazione della disposizione codicistica e le ragioni della sua inadeguatezza, soprattutto con riferiento ai presupposti. Propone quindi le modifiche normative finalizzate ad assicurare il vaglio giudiziale in tempi certi.
Il presente lavoro si propone come un contributo ai recenti studi che assegnano al sistema mirror e al processo di simulazione incarnata un ruolo chiave nella comprensione "empatica" delle opere d’arte visiva. Nello specifico l’ipotesi che si vuole qui corroborare è quella secondo cui le opere d’arte Segnica o Gestuale siano in grado di attivare nel fruitore una sorta di risonanza motoria nei confronti dell’artista che le ha prodotte, una comprensione implicita del gesto pittorico cristallizzato nell’oggetto artistico. I soggetti sperimentali sono stati sottoposti alla presentazione di tre categorie di immagini statiche differenti, durante la quale sono stati registrati i Potenziali Motori (MEPs) relativi ad ogni singolo stimolo evocati dall’applicazione della Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS). È stato rilevato un incremento specifico nell’eccitabilità dei muscoli della mano dei soggetti alla vista di immagini raffiguranti pitture gestuali piuttosto che nelle altre due categorie di immagini-stimolo.
A causa del lungo ritardo del volo, alcuni passeggeri hanno chiesto di ottenere un risarcimento. Dato che il pagamento del risarcimento ai sensi dell'articolo 7 del regolamento n. 261/2004 è a carico del vettore aereo operativo, i passeggeri hanno chiesto il risarcimento al vettore aereo indicato nella conferma di prenotazione. Secondo la Corte di giustizia europea, nel caso di accordi tra vettori aerei, il concetto di "vettore aereo operativo" non copre il caso di un vettore aereo che "affitta" un aeromobile a un altro vettore aereo, ma non ne assume la responsabilità operativa per i voli, anche se la conferma di prenotazione di un posto su un volo rilasciata ai passeggeri indica che il volo è operato dal precedente vettore aereo
Se le emozioni sono parte integrante della vita di un gruppo e gli individui portano le loro particolari tendenze emotive al gruppo, il modo in cui queste emozioni interagiscono e si compongono può produrre una sorta di "bonifica emozionale" che penetra le tendenze dei singoli membri, le attraversa e le supera. Nell’approccio che definiamo top-down il gruppo viene considerato come un tutto e i conduttori del gruppo cercano di catturare le dimensioni dell’elusivo sentimento che sorge dalle dinamiche del gruppo, focalizzandosi sul gruppo come entità olistica che influenza i sentimenti e i comportamenti dei membri. Nell’approccio bottom-up le emozioni del gruppo sono invece viste come somma delle sue parti, vagliando il modo in cui le emozioni dei singoli membri si combinano insieme creando un’emozione a livello di gruppo. Il gruppo che viene presentato appartiene al lavoro dei servizi psichiatrici di una città mista della Galilea. Era composto di 12 membri: 8 uomini (4 arabi e 4 ebrei) e 4 donne (2 arabe e 2 ebree). Il gruppo, che ha lavorato per un anno e mezzo, cercava di sostenere individui che soffrivano di disagi sociali per cause principalmente relazionali e le cui diagnosi psichiatriche andavano da moderati disturbi affettivi e d’ansia a disturbi d’adattamento. Nella discussione affrontata dallo staff prima di formare il gruppo ci si interrogava soprattutto sulla capacità e la disponibilità dei pazienti di nazionalità araba a prendere parte a questo genere di terapia di gruppo, visto che precedenti esperienze avevano rivelato la riluttanza dei pazienti arabi a prendere parte a questo tipo di aiuto professionale e ci si domandava se la terapia di gruppo potesse essere benefica per i sintomi clinici nel caso di pazienti di nazionalità differenti, con conflitti e tensioni bi-nazionali. Descrivendo il percorso del gruppo, si rileva come nell’ultimo periodo vi sia stata una maggiore elaborazione da parte dei partecipanti delle differenze ed eterogeneità fra le emozioni e, parallelamente, sentimenti attivi, negativi e diretti come la rabbia, il risentimento e persino l’odio abbiano avuto maggiore espressione e, addirittura, un maggiore contenimento.
Il contributo indaga i fondamenti teorici e storici dell’indipendenza delle banche centrali, guardando alle diverse esperienze nordamericana ed europea. Ripercorrendo le tappe del processo storico che ha condotto alla teorizzazione dell’indipendenza delle Banche centrali europee, l’Autore dimostra come tale indipendenza, benché modellata sulla base di quella della Federal Reserve nordamericana, persegua - sostenuta dall’apparato teorico delle dottrine economiche ordoliberiste - l’esclusivo fine della stabilità dei prezzi, secondo il modello della Bundesbank tedesca. Una costruzione che appare del tutto congeniale al modello economico tedesco, ma che si scontra con l’assunto per cui ordine e stabilità - nel caso di specie, dell’area europea - dipendono da un insieme di concause ben più ampio della sola stabilità monetaria.
On the irrelevance of theory: the analysis ofwages in italy, 1890-1900 - The essay deals with the Italian economists’ debate on wages at the time of the advent of trade unions. This new fact altered the wage level and prompted Italian economists’ to reconsider the principles and circumstances shaping wages. It is argued that abstract economic theory such as Pareto’s and Pantaleoni’s exerted little influence over the ongoing public debate. Yet economists of less abstract leanings that is, inspired by Marshall or Schmöller rather than Walras played a crucial role by disseminating among the public the ideas and experiences current in more developed countries and in Britain in particular. As usual in second comer countries, economists came to embody ‘modernity’, although the relatively backward social and political situation of Italy made imitation impossible in practice (e.g. paying the high wages recommended by Brassey, Brentano, and others). JEL classification: B13, B15, J58. Keywords: wage; trade unions; Pareto; historical school.
La ricerca storiografica sulle politiche di occupazione dall’Italia fascista durante la seconda guerra mondiale relative ai territori balcanici e entrata da circa un decennio in una nuova fase, a partire dalla pubblicazione nel 2003 del libro di Davide Rodogno, Il nuovo ordine mediterraneo. Gli studi di questa sezione riguardano alcuni dei molti aspetti non ancora adeguatamente approfonditi: l’occupazione del Montenegro; le diverse fasi della storiografia slovena sull’occupazione italiana della Provincia di Lubiana e l’evoluzione del dibattito e della memoria pubblici sloveni; le ragioni dell’interesse assai flebile rivolto dalla storiografia e dalla memorialistica greche all’occupazione italiana successiva all’intervento armato tedesco.
Le questioni della violenza dovrebbero essere considerate sia a livello personale che gruppale. Quando l’individuo è sotto la totale influenza della propria società, è estremamente difficile separare i suoi sentimenti e i suoi atteggiamenti personali da quelli che derivano dalla sua Matrice. Descrivere una "matrice-soldato" in cui tutti i membri di una società sono arruolati fisicamente e mentalmente nella loro lotta aiuta a capire la posizione e l’identificazione di ognuno di loro. In questo articolo ci interroghiamo sul tema della "regressione" nei grandi gruppi o nelle masse. Forse sarebbe più vicino alla realtà psichica dire che l’individuo, quando è sotto l’influenza della matrice-soldato, cambia il proprio stato mentale entrando in una cultura in cui non c’è spazio per sensi di colpa, vergogna o empatia con gli altri (e a volte con se stessi e le persone care). Sarebbe in questo caso regressivo non identificarsi con il grande gruppo, il quale ha una enorme influenza sull’individuo. La violenza è particolarmente comune quando un gruppo o una società attraversano un disturbo relazionale dove c’è il meccanismo del capro espiatorio. Cosa si può fare per cambiare questa situazione e reintrodurre il senso di colpa, la vergogna e l’empatia per ritrasformare un grande gruppo in un’entità fatta di coesistenza? Come dobbiamo comportarci di fronte a sentimenti inconsci di annientamento, ansia e al vissuto inconscio collettivo di base di paura del rifiuto? .