La ricerca ha estratto dal catalogo 105513 titoli
Strategia e strumenti di network marketing a servizio del commercio, del turismo e del terziario
A seguito dell’imporsi della moderna distribuzione, e di fenomeni quali l’e-commerce, molti centri storici italiani soffrono un situazione di crisi. I Centri Commerciali Naturali sono una moderna forma di cooperazione di tutti gli operatori economici del centro urbano per ridare vita a tali realtà attraverso politiche comuni di marketing e comunicazione. Il volume offre agli operatori strumenti e indicazioni per affrontare le problematiche organizzative, giuridiche e di gestione economico-finanziaria relative alla loro costituzione.
cod. 366.6
Differenze per qualificare
cod. 1046.69
Dal Medioevo alla fine dell'Antico Regime
La ricerca ha studiato i Centri di potere nel Mediterraneo occidentale in un arco cronologico di lunga durata, compreso tra il Medioevo e la crisi dell’Antico Regime. Un ambito di estremo interesse, sia dal punto di vista geografico che storico, che continua ad appassionare gli studiosi per la sua forte valenza identitaria, presentando caratteristiche comuni nell’insieme dei suoi territori.
cod. 1501.136
Italia 1931-1961. L'Annale Irsifar
cod. 235.14
Profili strategici e di governo
Obiettivo principale del volume è di delineare un quadro concettuale per l’analisi delle caratteristiche strutturali nonché dei profili strategici e di governance dei centri logistici, avvalendosi di un approccio tipico degli studi di management.
cod. 380.393
Strategie sostenibili per la valorizzazione del patrimonio edilizio, paesaggistico e culturale nelle aree interne - Sustainable strategies for the valorization of building, landscape and cultural heritage in inland areas
Il volume raccoglie i contributi presentati il 19 e 20 settembre 2019 alla Conferenza Internazionale presso l’Università degli Studi di Salerno. The book collects the contributions presented on September 19th and 20th 2019 at the International Conference of the University of Salerno.
cod. 11098.2.1
Il rapporto tra la regolamentazione urbanistica e quella di tipo commerciale nell’ambito dei centri storici è apparso particolarmente dialettico nel nostro Paese. In questo articolo identifichiamo e descriviamo tre differenti fasi regolamentative relative al commercio nei centri storici negli ultimi trenta anni. In particolare, la fine degli anni Novanta è segnata dall’introduzione nel nostro ordinamento del decreto legislativo n.114/1998, «Riforma della disciplina relativa al commercio», che enuncia alcuni importanti principi, affidando poi alle singole Regioni il compito di elaborare una propria specifica strategia per la valorizzazione commerciale e urbanistica dei centri storici. Il tenore dell’intero decreto legislativo evidenzia una notevole discrezionalità d’intervento riconosciuta alle Regioni tanto da far parlare, anche in Italia, di un passo concreto verso il federalismo. Nella parte centrale del lavoro, cerchiamo di evidenziare, con riferimento alle regioni italiane, l’eventuale esistenza di una relazione positiva tra il grado di liberismo della normativa regionale sui centri storici (prodotta dopo l’introduzione del decreto 114/98) e il livello di modernizzazione del sistema distributivo regionale. L’ipotesi che cerchiamo di testare è quella per cui, laddove esiste una struttura distributiva regionale a minore intensità di supermercati, ipermercati e centri commerciali, si riscontrano anche maggiori pressioni politico-istituzionali nei confronti dei policy makers da parte degli operatori commerciali esistenti, al fine di conservare uno status quo storicamente consolidato; di conseguenza, in queste circostanze tenderebbe a prevalere un orientamento normativo regionale con minori valenze liberiste. L’analisi (fondata su tecniche statistiche multivariate) ha messo in luce l’esistenza di numerose Regioni per le quali esiste una relazione positiva tra grado di liberismo all’accesso nei centri storici e livello di modernizzazione del sistema distributivo (tale risultato è anche sostenuto sul piano quantitativo da un elevato coefficiente di correlazione per ranghi di Spearman). I risultati evidenziano una certa varietà comportamentale delle Regioni nell’interpretazione, in senso più o meno liberista, dell’ampio margine di discrezionalità previsto dal decreto 114/98. E’ comunque interessante osservare che le preoccupazioni per il degrado urbanistico e commerciale dei centri storici hanno spinto i policy makers regionali ad assumere sostanzialmente due alternative opzioni normative: un’impostazione complessivamente liberista, da una parte, ed una seconda opzione fondata sul tentativo di tutelare e preservare lo status quo, al fine di non destabilizzare ulteriormente la struttura di offerta commerciale ereditata dal passato. Nella parte finale del lavoro discutiamo l’opportunità, per le Regioni, di aprirsi ad un’altra decisiva stagione regolamentativa che consenta il superamento di questa stringente dicotomia liberismo - protezionismo. In effetti, gli scenari di auto-annientamento del commercio nei centri storici non possono essere neutralizzati né con strumenti classici di protezionismo, né attribuendo al gendarme del liberismo concorrenziale il compito di strutturare nuove soluzioni socio-economiche di vivibilità nei centri storici. Piuttosto, le forme auspicate di regolamentazione commerciale nei centri storici devono mirare ad una progettualità integrata, capace di indurre l’innovazione tra gli operatori commerciali esistenti, promuovendo anche forme di cooperazione tra i vari attori al fine di migliorare la vivibilità e l’attrazione dei centri storici.
L'esperienza regionale della Sardegna
Un’importante questione aperta della riflessione teorica e tecnico-applicativa dell’urbanistica contemporanea riguarda il valore strategico della pianificazione dei tessuti storici, soprattutto con riferimento al problematico dualismo tra istanze conservative e visioni di riorganizzazione e riqualificazione urbana prioritariamente orientate allo sviluppo locale. Il volume discute diversi aspetti di tale questione, nella cornice territoriale e normativa regionale della Sardegna.
cod. 1786.3.2
cod. 1126.8
Il dibattitto italiano sui centri storici, caratterizzato per lungo tempo da un andamento carsico, è stato spesso carente sia sul piano del riconoscimento della loro specificità, sia su quello di un’analisi processuale delle loro caratteristiche. Il punto di partenza è riconoscerli come parte integrante della città ma, allo stesso tempo, come parti caratterizzate da tratti specifici. Alcune volte i centri storici sono considerati come una risorsa per la città in termini di sviluppo sociale ed economico; altre volte come un problema che richiede strategie di intervento. L’autore propone una riflessione che muove dalle peculiarità di ciascuna realtà, per connettersi a una proposta tipologica centrata sui processi di cambiamento che caratterizzano i centri storici. Questa prospettiva di analisi rappresenta anche la possibilità di orientare interventi progettuali in vista di politiche di rigenerazione urbana.